lunedì 25 novembre 2013

... e se l'avessimo noi una che oltre a ragionare così, lo fa per davvero?

28 novembre 1993, intervista a Margaret Thatcher di l’Espresso.
I governi non creano la ricchezza.
La consumano.
Sono le persone che creano la ricchezza ed esse hanno bisogno dell’incentivo dei tagli di tasse per farlo.

Non crediamo che ridurre ciò che il governo fa diminuisca la sua autorità.
Al contrario, un governo che fa meno, e quindi lo fa meglio, rafforzerà la sua autorità.


Il mito più snervante era che lo Stato potesse garantire uno standard di vita più alto, indipendentemente dallo sforzo individuale.
Io non posso e lo Stato non ha mai potuto.
Non si è veramente liberi quando lo Stato controlla il posto di lavoro, il futuro dell’economia.

Lo Stato non deve mai avere troppo potere né direttamente né indirettamente: la libertà è la limitazione del potere dello Stato.


L’economia non è una scienza gestionale, è una scienza morale.
Il capitalismo è, nella realtà, democrazia economica.
Con il capitalismo il potere è diffuso tra innumerevoli individui che esprimono una miriade di scelte, che non sono più nelle mani dello Stato.
Il mercato non è l’invenzione di qualche economista accademico.
La libertà di comprare, vendere e scambiare è una delle più antiche libertà conosciute dall’uomo.

I consumatori decidono cosa comprare, i produttori cosa produrre e la competizione determina il prezzo.
L’inflazione distrugge nazioni e società esattamente come un esercito invasore.
L’inflazione è parente stretta della disoccupazione.
È il ladro occulto di coloro che hanno risparmiato.
Nessuna politica che non tenti di sconfiggere l’inflazione può essere giusta.
L’inflazione è la causa della disoccupazione, non l’alternativa ad essa.
Una cura veloce è una cura da ciarlatano.


Il consenso è la negazione della leadership e il rifugio di chi non ha principi.
Lasciamo che i nostri figli crescano alti, e alcuni più alti di altri, quando in loro è la possibilità di farlo.
Assicuriamoci che i nostri figli possano rallegrarsi che noi non abbiamo rinunciato alla loro libertà.
Che tu sia una famiglia o un paese, devi vivere entro i tuoi propri mezzi e mantenerti in un budget, ci sono molte cose che vorresti avere ma che non puoi ottenere perché non hai abbastanza soldi per averle tutte.
È la stessa cosa.

Poi penso che ci sia un’altra similitudine.
Se stai tirando su una famiglia, non puoi farlo facendo tutto per i tuoi figli.
Devi insegnare loro a fare le cose da soli e a prendere le loro decisioni a seconda di quanti anni hanno, ed è lo stesso con un paese.

Non puoi fare tutto per le persone, né queste dovrebbero volerlo in una società libera, ma in una società libera le persone dovrebbero prendersi la responsabilità di se stesse e non aspettarsi che il governo faccia troppo per loro.


Bisogna saper aiutare i bambini, i miserevoli senza lavoro, le persone malate, i portatori di handicap, le ragazze madri, gli anziani soli. In tutti questi casi è giusto intervenire ma poi si scopre che ci sono persone che fanno di tutto per sfruttare gli aiuti pubblici.
Non le sembra disgustoso anche ciò che succede in Italia?
Questo per me è il male, la cultura della dipendenza

Se un conservatore non crede che la proprietà privata sia uno dei principali baluardi della libertà individuale, allora avrebbe fatto meglio a diventare un socialista e a farla finita.










2 commenti:

sergio cusumano ha detto...

Come al solito c'è qualcuno che afferma non sia stato un grande statista.

Gregorio ha detto...

Veramente noi abbiamo qui tanti politici, adesso un poco meno, che parlano pure meglio. Il guaio è che poi fanno il contrario.