martedì 11 febbraio 2014

Una Bit (Borsa Internazionale del Turismo) 2014 da applausi e ... chissà se Sigmund Freud la pensava così anche lui?

Il prossimo 13 febbraio, a Rho (Milano) comincerà la Bit (Borsa Internazionale del Turismo) e sul web, un po' da tutte le parti, leggo che ...

... so di andare controcorrente ma io sto col turismo, quello con la "T" maiuscola che i grandi di un tempo mi hanno insegnato.
Ed è inutile cominciare adesso una sequenza delle cose ben  fatte che furono anche perché non la finirei più.

Mentre se volessi scrivere qualcosa su quelle che m'aggradano e ben fatte dei tempi d'oggi, ecco che la facciata di un solo coriandolo sarebbe più che sufficiente.

Comunque sia, leggo sul web che gran parte dei visitatori che vi metteranno piede, arguiscono e presumono che sarà l'ennesimo fiasco o, almeno non all'altezza delle medesime fiere sparse nel mondo.
Anzi, molto più in giù.

Ma allora che cacchio ci vanno a fare?
Bella domanda.

Non mancheranno nei vari padiglioni i rappresentanti  indefessi di questo settore (i capi dell'ambaradan nazionale e non) che racconteranno le solite menate del secolo scorso.
E spazieranno partendo dal fatto che loro sono bravi, e questo nonostante il continuo calo delle presenze turistiche nel Bel Paese, mentre se qualcosa non va, la colpa sarà sempre degli altri, oppure delle probabili avversità metereologiche (ma non s'è sempre detto che l'Italia ha il clima migliore che c'è? ... figurati le altre nazioni che cosa dovrebbero dire), mentre dulcis in fundo, che luce c'è, che sanno già le cose da fare e che presto la gente li acclamerà.

Peccato che così non è mai stato.
Peccato che non passi giorno che qualcuno di questo settore non abbassi definitivamente le saracinesche e/o mandi a spasso un quantitativo industriale di collaboratori.
Peccato che in ogni minuto qualche "più sapientone di tutti" del governo non s'inventi l'ennesima tassa, balzello o ... giusto per darci una mano o forse è meglio dire un calcio nel culo?
Per non parlare poi dei suicidi, neh!

E loro parleranno, epistoleranno (inteso come "i pistola") lasciando cadere per terra delle immense perle di saggezza che le mucche (inteso come i salivari) raccoglieranno dal suolo facendole proprie.
E i presenti applaudiranno, eccome se applaudiranno, come applaudivano a quelli che prima di "questi" narravano il credo che al solo crederci uno dovrebbe sentirsi già scemo.

Ma tienitele in tasca le mani che fai più bella figura, e se non per gli altri presenti, almeno nel rispetto di te stesso.
Di che cosa li vuoi omaggiare e che cosa vuoi che possa cambiare se lor signori continuano a fare gli stessi errori per noi ma solo dei grandi risultati per loro (inteso come stipendio e bella vita a danno dei contribuenti)?


Ma che cosa c'è da applaudire?
Vergognati ruffiano egoista, non è così che si cambia per il bene per tutti.
E non saranno le mani degli appoltronati eccellenti che stringi che ... ma fa un po' quello che vuoi.

Tu sei fatto così, e con gente come te non cambierà mai nulla ... e questo loro lo sanno.
Amen!







3 commenti:

sergio cusumano ha detto...

E me ne guardo bene dall'andarci


vinc ha detto...

Grande Luciano


:DDDDa

Francesco Pedroni ha detto...

fantastico