sabato 1 marzo 2014

L'alberghiero è una vocazione ... almeno dovrebbe

Il servizio non è un mestiere, è una vocazione, una seconda natura.

Premuroso, preciso, efficiente: il segreto è nei più piccoli dettagli, come l'eredità presente dello spirito dell'hotel, sia questo di lusso che non, e il frutto di un'esperienza che si è forgiata, istante dopo istante, nel soddisfare le personalità più esigenti.

L'attenzione discreta e continua, il costante desiderio di essere utile, l'istinto dell'anticipazione, la volontà di fare sempre meglio.

E in molte realtà alberghiere internazionali questa forma mentis è condivisa da tutti i collaboratori, a tutti i livelli.
Insomma quando niente è lasciato al caso, l'intuizione e l'empatia fanno il resto.

Il segreto?
Il personale, devoto al proprio posto di lavoro, magari da decenni, partecipe di una cultura comune costruita su una sfida continua: la soddisfazione nella sua massima espressione.
Per tutti una garanzia di confort; per il cliente un successo sicuro.
Un servizio millesimato come il migliore degli champagne o ancor più come i nostri autorevoli spumanti, lavorati con uve del medesimo anno, e ogni volta migliori del precedente.

Ma a monte di tutto questo sta la direzione che "forgia" continuamente e instancabilmente il buon collaboratore, accompagnandolo nel percorso del miglioramento con esempi di umiltà ma indiscussa professionalità.


Chi scrive ne ha fatto uno status simbol della qualità alberghiera fin dai primordi di una carriera oramai quarantennale, dei quali trascorsi lavorativamente in tutti gli spicchi alberghieri, nessuno escluso, e con la bramosia d'imparare sempre per stare al passo dei migliori del mondo.

 E come esempio ...
... può un lavapiatti con poca istruzione scolastica diventare DG di grandi catene alberghiere?
E come?

a) Aver avuto la fortuna, in giovane età, d'essere stato alle dipendenze di grandi direttori d'albergo o eccelsi capi-servizio.
b) E' sufficiente la lettera "a".

Anche in Italia?
Scordatevelo e sapevatelo.

N. B.: Non esistono cattivi collaboratori ma esistono solo pessimi capi ... forse è appunto per questo che qui in Italia ... vabbeh, stavolta evito.
Amen!










2 commenti:

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

Non credo che al mondo ci possa essere molta altra gente che possa vantare di essere diventato DG di catene alberghiere cominciando da lavapiatti.
E con poca istruzione scolastica.

:-)

Francesco Pedroni ha detto...

Confermo e deduco