sabato 26 aprile 2014

Bye bye Barcelona ... e riflessioni (imho)

Dicono che il “mugugno” ad oltranza sia prettamente genovese ma a quanto pare …



Eduardo Chibas è un “filmmaker” freelance di Barcellona e non molto tempo fa ha denunciato i problemi che la metropoli catalana subisce a causa dei troppi turisti, con il rischio che si trasformi in un "parco a tema".

E fin qui niente di male, per carità, d'altronde Eduardo vive a Barcellona e chi meglio di lui … forse.

Ora non so se l'idea di fare sto video (Bye bye Barcelona) sia sua o se sia stato incaricato da qualche “comitato dei NO”, e vale a dire uno quelli che ahimè esistono in ogni dove e a cui non va bene mai nulla.
Ma so solo che, personalmente, le interviste di questo video non m'appaiono per nulla ... si può dire intelligenti?

In poche parole, Eduardo vorrebbe farci intendere che la popolazione catalana s'è scocciata dei turisti in gran quantità e vorrebbe mettere dei paletti per imporre un limite massimo di visitatori.
Questo per paura che i costi aumentino e per i disagi che notoriamente avvengono laddove ce n'è in gran quantità.
Boh?

Non mancano poi i paragoni come sovente avviene in questi casi, e per non essere da meno da chi li elenca alla moda del due per tre, ecco che spuntano quelli col Machu Picchu in Perù nonché le rovine dei Maya in Messico (ved. qui).
Esempi che appaiono più come una presa elettrica da 220 volts (scossa per cui si sono “fulminati” quei neuroni di spettanza e disponibili ), che una presa per i fondelli.

Ma si può fare degli esempi così?


Quindi per cui poscia, il problema (per Eduardo e per chi ha intervistato) sta nel turismo di massa e nei pacchetti a buon mercato.

mi si vuole cortesemente spiegare come possano essere aumentati i costi per la popolazione ivi residente se a Barcellona ci va il turismo di massa?
Forse che i prezzi per i visitatori li mantengano bassi per farli arrivare in quei lidi, mentre ai nativi … previo documento da esibire nei supermercati e in ogni dove … alè, ci danno giù alzandoli a dismisura che l'è un bel piacere?

Oppure si pretende che raggiunto un quorum di presenze, ecco che il sindaco della città emetta un'ordinanza affinché i ristoranti, gli alberghi, i negozi e chi più ne ha più netta metta, non possano più accontentare le esigenze dei visitatori e che di conseguenza chiudano baracca e burattini, alla loro bella faccia stupita.

Ma tu ce li vedi i poliziotti, i marines e magari anche i paracadutisti armati fino ai denti che all'ingresso della città di Barcellona bloccano e allontanano i turisti per il motivo che hanno raggiunto quel dato numero di visitatori e che di più non si può?


Ci sarebbe anche l'eventualità di richiedere al turista l'ultimo estratto conto per conoscere le sue possibilità di spesa … tanto per far copia con il paragone del Machu Picchu e dei Maya di sopra, neh!
Eh già, giusto per non avere il turismo di massa che tuttalpiù dovrebbe sostare minimo a venti chilometri da Barcellona e magari accontentarsi di qualche video dell'Eduardo … ma nulla più.

Probabilmente, e non ce ne voglia il buon Eduardo nonché gli intervistati, a loro sfugge il fatto che Peren Duran, in quel di Barcellona, abbia anche pensato di consolidare e a continuare a lottare per mantenere il livello turistico che hanno raggiunto, infatti sono anni che si occupano di un tema che possiamo definire: la capacità turistica della città.

Con questa sono convinti che possono ottenere di più, ma è evidente anche che la città ovviamente non può tollerare una crescita turistica senza limiti.
Intendo dire che è necessario ricordarsi che l’elemento fondamentale della città è il cittadino.
Nulla deve potergli rendere la vita impossibile, tanto meno il turismo.
Quindi, per evitare che a lungo andare succeda questo, stanno lavorando a quella che hanno chiamato la capacità di carico.

La capacità di carico turistica è un fattore molto complesso, dato che ci sono molte capacità di carico.
Una è quella che definiscono fisica, cioè la capacità di contenimento, di poter contenere i turisti in un determinato spazio.
Un’altra potrebbe essere la capacità di carico psicologico o di percezione, che include il fattore della soddisfazione del turista, che è molto importante.
Per esempio se il turista deve impiegare due ore per entrare al Museo Picasso o per vedere la Sagrada Familia, il suo grado di insoddisfazione diventa un fattore rilevante e ovviamente può produrre degli effetti negativi, e questa sarebbe quindi un’altra capacità di carico.

Un’altra capacità è quella sociale, cioè la tolleranza del cittadino nei confronti del visitatore.
Infine una importantissima è quella economica, che considera l’equilibrio presente tra i benefici economici e l’impatto generato dalla propria attività sul territorio.
Ci sono ancora molte altre forme di questa capacità di carico ma in questo momento si stanno concentrando in questo mix di fattori.

Li stanno studiando con calma e con la collaborazione di tutte le forze economiche, sociali e turistiche della città, allo scopo di preparare la Barcellona turistica del futuro.


P. S.: Non è che arrivando meno turisti a Barcellona, il buon Eduardo debba poi emigrare a Parigi per poi da là fare un altro video con titolo: “Bye bye Parigi”?


E poi … ma non siete mai contenti?








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