sabato 31 maggio 2014

La parabola del Titulus quintus e dell'Enitorum

Dalla prima lettera di san souci agli “italionzi”: e venne il maestro con al seguito una pletora di pretendenti alle cariche più alte che c'è.

E nel mentre transitavano assorti (nel senso di “che minkia ne so”) e assortiti (un po' di tutte le razze ma anche branzini e in più qualche tonno) nella via principale che conduceva alla sommità del monte quirinalizio, un povero albergatore, vedendolo passare, si gettò ai suoi piedi.

“Matteus, Matteus aiutami, le Regioni mi avevano promesso turisti in gran quantità ma non ho più clienti e per questo ho dovuto licenziare anche tutti i dipendenti.
Beferus mi ha fatto un presuntivo di reddito che nessuno mi aveva dato e Equitaliam mi chiede sempre più tasse che non riesco più a pagare, le banche non mi aiutano e mi stanno confiscando l'albergo.
A questo punto l'unica speranza è il Titulus Quintus e che l'Enitorum, col nuovo Commissarium, si metta a lavorare come si deve e come si fa negli altri imperi del mondo”.

Matteus lo guardò con compassione e così pure fecero quei pretendenti in sovrabbondanza che nel cammino lo seguivano a breve distanza (intendo quelli assortiti a mo di razze, branzini e tonni, tanto per intenderci), e accarezzando il groppone del poverello, così gli disse:
“Caro figliolo, il Titulus Quintus ... hem hem ...” e mentre cercava le parole da dire al povero viandante, la pletora di gente che lo seguiva gli fece l'occhiolino in cerca di approvazione.
Quel seguito di gente che si moltiplicava come i pani e i pesci (più pesci che pani) e nelle cui fila alloggiavano “ben pagati” i venti governatori che strizzando l'occhio di destra o di sinistra (poi vi spiego il perché), stavano pensando che se cambiava il Titulus Quintus loro avrebbero perso un gran quantitativo di buoni sesterzi.
E la scelta dell'occhio (ecco la spiegazione) avvenne in dipendenza dei propri convincimenti politici.

Quelli che appartenevano al centro furono fregati (Polifemo era momentaneamente assente, però con la giustificazione di Ulisse che non è mica poco) ma si toccarono le balle.
Ognuno toccò le proprie e non quelle altrui, a parte qualche eccezione ... si suppone siano stati i governatori della Japigia e della Trinacria a palpare le altrui, ma non sono state ancora trovate altre parabole che attestino ciò.
Quindi il tutto è campato in aria.

Matteus così continuò sempre rivolto al povero albergatore: “Figliolo mio caro, da dieci giorni circa abbiamo approvato un Turismorum Decretum Lex nel CDMum che però abbiamo perso (non si trova più), ed è per questo che stiamo salendo al colle per sapere se sono loro ad averlo preso. Mentre per l'Enitorum stiamo aspettando le aste di compra – vendita che avvengono nella pletora dei pretendenti, nonché per vedere se le promesse e i contratti, quelle per spostare la gente da una parte all'altra, andranno a buon fine. Invece per il Commissarium ci sono praticamente tutti nel volerlo fare, incluso vecchi e bambini, le associazioni degli Orazi e dei Curiazi, le lobby Assiro babilonesi, ma solo quelli che ci vanno in bicicletta tra il Tigre e l'Eufrate (gli altri no), le industrie cartaginesi a cui, se continuiamo così, si aggiungeranno presto anche i Guelfi e i Ghibellini in poco tempo.

A questo punto il poverello, ormai senza più speranze, ebbe solo la forza di chiedere se fosse giusto circondarsi di tutta quella gente che c'impiegava tutto 'sto tempo per arrivare ad una decisione, e se non fosse il caso di sfoltire un po' le varie associazioni, le lobby e bla bla bla ... ma questo ve lo dico la prossima volta attraverso la lettera di sanremo agli "stivalionzi" ... continua ...










7 commenti:

Anonimo ha detto...

Habemus DL http://t.co/GjGsA0PCpp.

frap1964 ha detto...

Ma meno male che ora c'è il copyleft (che fa anche molto Renzie).

vinc ha detto...

Bellissimo


:-DDDDD

Anonimo ha detto...

Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai CoRenzi

Fratelli,
il Maestro Matteo venne quindi davanti alle mura di Sodoma e disse "questo scempio deve finire!"
Alzo' le mani ed inspirò ma il discepolo Riccardo, detto Ricky, intervenne "Maeftvo fi potvebbe evitave di punive tvoppo felvaggiamente Fodoma? Fai, io di tanto in tanto mi ci veco"
"Ricky", rispose il Rabbi, "non è che possiamo stare a tergiversare per tutti quelli che hanno gusti particolari. Già ti ho lasciato tenere aperta l'ILVA a Taranto. Vabbe', per stavolta passerò oltre.
Matteo si recò quindi davanti alle mura di Gomorra e disse "questo scempio deve finire!"
Alzo' le mani ed inspirò ma il discepolo Roberto intervenne "Maèstrou, si potrebbe evitare di punire troppo selvaggiamente Gomorra? Sai, rappresenta il mio sostentamèntou. Senza Gomorra mi dovrei trovare un lavoro"
"Eccheppalle, Roby", rispose il Rabbi, "anche tu! Ma in questo paese non si può cambiare proprio niente. Vabbe', chiamerò Befera ed aumenterò la tassa sui passaporti"

Parola di Matteo

MarcoGMarchionni ha detto...

Anonimo ha detto una bella fava. Quale anonimo? Volio i miei diritti d'autore

Luciano Ardoino ha detto...

@Marco

Quell'anonimo sono io che non volevo perdermi la parabola per poi modellarla al prossimo post

:)1

Luciano Ardoino ha detto...

... la tua parabola

:)