domenica 6 luglio 2014

L'Art. 117 (lettera Z) indubbiamente è da cambiare

L’art. 117 della Costituzione (lettera Z) andrebbe cambiato con: “Lo Stato ha competenza esclusiva in […] programmazione strategica del turismo” ...



Perché … “è un fatto che nel periodo 2009-2011 le Regioni spendevano mediamente 939 milioni l’anno (!) per la promozione e l’Italia scivolava al quinto posto nella graduatoria mondiale per presenze estere” (sesta come spesa), scriveva sul Corriere Sergio Rizzo non molto tempo fa, descrivendo così le follie delle Regioni in questo ambito e non solo.



Lasciando così le briciole all'Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) … circa 18 milioni l'anno.

Una cifra che negli ultimi anni si è andata sensibilmente riducendo e che viene usata quasi tutta per coprire i soli costi di gestione della sua struttura lasciando ben poco appunto al marketing.



Pazzesco!

E i risultati di questa improduttiva propaganda individuale si sono visti e si vedono ancora.



Qualche anno fa la Faz (Frankfurte Allgemeine Zeitung), che non ce ne perdona mai una, riportava un grande articolo intitolato in italiano “Arrivederci Italia” per evidenziare la scarsa competitività delle strutture turistiche e politiche del nostro Paese.

Il vecchio ministero del Turismo, scriveva la Faz, era un baraccone utilizzato a fini clientelari dai vari governi per distribuire incarichi, fino a quando negli anni '90 è stato preso di mira dai populisti, che ne hanno ottenuto l'abolizione per referendum.

Il giornale sottolineava che le 20 regioni italiane a cui è stata demandata dal 2001 la politica del turismo “agiscono indipendentemente le une dalle altre ed in modo non coordinato, anche se spendono più fondi di prima”.



E per scatenare le risate nel settore turistico italiano, bastava far riferimento ad un grosso pannello pubblicitario esposto all'aeroporto di Shanghai con la scritta "Visit Metaponto".

Neanche molti italiani, ironizzava il giornale, sanno dove si trova questa località balneare della Basilicata con non più di mille abitanti … ed è vero!

Che dire poi delle barbatelle di Rauscedo, frazione del comune di San Giorgio della Richinvelda in Provincia di Pordenone, pubblicizzate a Baku (Caucaso) per dar modo loro di spopolare fra i viticoltori dell'Azerbaigian.

Fatto di cui andava orgogliosa Debora Serracchiani, al punto d'averlo dichiarato all'Ansa non appena accaduto il fatto.



Qualche altro caso?

Alcuni mesi fa l'allora governatore del Piemonte Roberto Cota era in Giappone con una delegazione del Ceip (Centro estero per l'internazionalizzazione) ... testuale!

Per rafforzare il Made in Piemonte nel mondo.

Made in Piemonte?

E che dire allora del progetto «Made in Lombardy», finanziato dalla Regione Lombardia tramite la sua Finlombarda?

E del Centro estero Umbria, struttura creata nel 2009 dalla Regione per promuovere l'internazionalizzazione delle imprese umbre?

Perché se la mania regionale di farsi ognuna la propria politica estera con tanto di ambasciate e consolati è precedente alla famosa modifica del titolo V della Costituzione, che ha ampliato in modo sconsiderato le competenze delle Regioni, è proprio da allora che la situazione è degenerata. Con un inutile e talvolta indecente spreco di risorse ed energie umane per non dire dell'altro.

Ed ecco che capita di vedere Regioni come la Campania spendere 1,4 milioni di dollari l'anno per affittare un lussuoso appartamento a New York dove organizzare conferenze rigorosamente in lingua italiana.

O di dover leggere comunicati stampa tipo quello diffuso un paio d'anni fa dopo una missione a Giacarta del vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Raffaele D'Ambrosio: “Nel corso della visita è stato ricevuto dal sultano di Ternate Muddaffar Sjiah e da altre autorità del luogo”.



Ma sia ben chiaro che cambiare l'art. 117 letta Z, non vuol dire ritornare a fare i propri porci comodi (fini clientelari dai vari governi per distribuire incarichi) come avveniva prima del '93, e addirittura peggiorati lasciando la totale responsabilità del turismo alle Regioni.



E ancor più pazzesco è, secondo l'Espresso, che ben 521 tra assessori e consiglieri regionali risulterebbero indagati per varie cosette e distribuiti un po in tutte le parti dello Stivale.



Chi non ricorda l'ex assessore regionale al turismo Piergianni Prosperini finito in galera e l'aver patteggiato 3 anni e 5 mesi con le accuse di corruzione e false fatturazioni in relazione a tangenti ricevute per favorire un imprenditore, finito in cella, in una gara d'appalto per la promozione di eventi turistici in Valtellina?

Oppure quegli otto mesi di reclusione, pena sospesa, oltre a un risarcimento da 10mila euro ciascuno alla Regione e all’agenzia TurismoFvg per il danno d’immagine subito.

Condanna emessa con rito abbreviato all’ex assessore regionale alle attività produttive, Federica Seganti, imputata per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sul contratto da 450mila euro stipulato nell’estate 2011 tra Regione Fvg ed Rtl 102.5.

L’incarico, che prevedeva la realizzazione di una campagna per la promozione turistica del territorio, era però stato conferito all’emittente con affidamento diretto, quindi senza un bando di gara a evidenza pubblica.



E se qualcuno volesse andare avanti con una semplice ricerca su Google se ne possono trovare quante se ne vuole fra mutande di tutti i colori, attrezzi erotici e pasti a base di ostriche e champagne pagati dai contribuenti.



Inoltre, il disegno di legge riconosce attualmente alle Regioni la «salvaguardia» dell'interesse regionale in tema di formazione professionale.

Un autentico buco nero, in particolare al Sud, dove si traduce quasi sempre in un grande business solo per i formatori.

In un decennio la Regione siciliana ha speso per la formazione professionale 4 miliardi di euro e il tasso di disoccupazione giovanile in Sicilia è salito fino a sfiorare il 50 per cento.

No, non si può continuare così.



E del perché noi perdiamo inesorabilmente in qualità in questo particolare settore, ne parlerò la prossima volta.













2 commenti:

Jennaro ha detto...

@Luciano

già è grasso che cola se la Regione Campania tiene conferenze sul turismo all'estero in lingua italiana e non napoletana...

^_^

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

:)

Quando l'ho scritto infatti ho pensato a te e m'aspettavo il tuo.

:)