venerdì 25 luglio 2014

Turismo: I parassiti sono come i coriandoli

I parassiti sono come i coriandoli ...

I coriandoli?

… eh si, perché per coriandoli mi riferisco a tutte quelle variopinte persone, sporadici casi a parte, che negli anni passati si sono o sono state insediate in posizioni di rilievo nell’ambito turistico (Enti, Associazioni, Amministrazioni, Parolai etc.), e ci si sono talmente incastrate a mo di adesivi che quando li togli resta sempre qualcosa di appiccicaticcio laddove prima s'erano adagiati.
E parlano, parlano, parlano, ammoniscono gli altri ma loro non fanno un razzo.
D'altronde come potrebbero se della materia … vabbeh, s'è capito!
Si esaltano ed elencano parziali dati positivi (esclusivamente i loro), criticano gli altri ma senza però dare reali soluzioni e questo senza mai voler ricevere chiari e utili consigli.

E quel che è peggio, a tal punto ricco di entusiastiche dichiarazioni o strane statistiche con il segno più ad inizio stagione, che inspiegabilmente, si tramutano in segno meno alla resa dei conti nonché quasi mai all’altezza della svalutazione monetaria annuale.

E nel mentre, giusto per dimostrare la loro insipienza, le attività turistiche chiudono definitivamente i battenti lasciando a casa migliaia (a decine e decine) di lavoratori.
Alcuni poi tentano la sorte beata e lasciano il mondo preferendo la morte.
Ma ai coriandoli parassiti non frega una minkia e non li sfiora nemmeno il pensiero che queste morti avvengono anche colpa loro, della loro ignoranza, del loro voler solo apparire per poter poi dire: “S', io c'ero quando si decideva questo e anche quell'altro”.

Quel turismo così capace nelle intenzioni dei piccoli o grandi addetti privati, così valido nell’inventiva degli operatori locali, ma probabilmente povero nelle regole, nei suggerimenti dei vari presidenti associativi e negli aiuti istituzionali; mentre le altre nazioni accentrate da un unico comune denominatore e contornate da forse più taciturni ma realistici annunci da parte di coloro che le presiedono; beh, loro progrediscono, mentre non mancano mai quelli che riempiendo le pagine dei loro quotidiani ci deridono giornalmente.

Come i fastidiosi coriandoli, questi, si sono inseriti nelle pieghe del potere e che dopo svariati anni di continue “finte” pulizie te li ritrovi nei punti più disparati; nell’incastro tra le suole ed il tacco delle scarpe usate l'ultima volta chissà quando, nelle giunture del peluche di tua figlia che oramai festeggia il quarantesimo compleanno o nella cavità delle poltrone di alcuni inamovibili dirigenti del turismo.

Per coriandoli intendo anche lo svolazzante agire indipendente degli uni dagli altri ed in modo non coordinato, proprio come le nostre regioni, che nonostante dispongano di oltre il 5% del patrimonio artistico e culturale mondiale, si pregiano a volte di numeri statistici vergognosi o preveggendo che da quando ci sono loro tutto va bene Madama la Marchesa.
Mentre tutto va male, maremma maiala d'una Marchesa.

Però i parassiti coriandoli continuano a menare il can per l’aia nonché il torrone nei convegni, nei meeting o nelle varie assemblee nazionali, regionali e locali … in quei congressi che dovrebbero produrre consigli, aiuti o altro nei confronti degli operatori … dove in verità ereditiamo solo ed unicamente delle parole inutili come puzzolenti scorregge al vento.
E gli uni perennemente contro gli altri inspiegabilmente, considerato che il mezzo e lo scopo è uno solo: il turismo.

E poi i professoroni che, viaggiando su e giù per l'Italia a spargere il loro verbo con dei congiuntivi e condizionali della madonna, lasciano ogni tanto cadere in terra o sul web qualche preziosa perla del loro sapere, e lo fanno in modo che i fessi ne restino folgorati.
Fessi e pure babbei che misurano con la lingua le cavità delle chiappe dei “parassiti potenti” … e più mollicciamente l'addentrano nel sedere con indiscussa maestria professionale, più hanno l'opportunità di far godere (perché è quello che entrambi vogliono) per ottenere qualche incarico ricevuto a gogò.

Mentre nei paesi esteri veramente produttivi in campo turistico avviene esattamente l’opposto.
E guai a renderglielo noto, poiché si offendono e ti rivoltano cortesemente addosso palate di sterco (naturalmente alle spalle) per il solo motivo che gli hai detto in faccia quello che pensi di lei/lui che poi, ma non è nemmeno un caso, è sempre la verità.

I coriandoli sono fastidiosi, a volte ti entrano in bocca e li sputi ma trovi sempre qualche bontempone che li raccoglie dalla strada e te li rilancia addosso, sono disgustosi (coriandoli e buontemponi).
Sono tutti tagliati in modo differente ma probabilmente si accomunano nella svogliatezza, nell’inconcludenza, non hanno qualità e vanno dove vogliono, sono coloratissimi e si imbellettano, impiastricciano le strade e non solo.
Alla fine del loro “carnevale” dovrebbero durare al massimo solo pochi giorni, ma qui come sopra detto, te li ritrovi anche dopo molti anni.

E gli operatori ecologici per toglierli dalle strade impazziscono, mentre i veri operatori turistici, per toglierli dal potere, si inrazzano.
Molti specialisti parlano ai congressi, rilasciano interviste, annunciano ai convegni fantomatiche banali o noiose risoluzioni…ma del tutto resta solo il ritaglio sul giornale del giorno dopo da far vedere agli amici (i fessi e i babbei) la bontà del loro non fare un razzo.

E il turismo….?
E il turismo è un’azienda e come tale dovrebbe produrre profitto, benessere corporativo e anche sociale, mentre il successo di un’azienda è strettamente legato alla sua gestione laddove decisiva è la personalità, il sapere di chi la dirige o il suo management e non esistono cattivi collaboratori, ma solo pessimi capi e questo vale tanto per le aziende quanto per le organizzazioni, le associazioni … e il settore turistico; cui spetterebbe generare, non solo parziali, bensì generali, veritieri ma soprattutto finali raccolti positivi.
Ma che politica del razzo è?
Poiché se così non fosse, come sopraddetto, perché il turismo in questo benedetto Paese va sempre male, eh?







3 commenti:

Jennaro ha detto...

@Luciano

Si nun ce stessero 'e fessi, 'e deritte nun putessero campà (senza gli sciocchi, i furbi non potrebbero vivere)...

^_^

vinc ha detto...

E' mai possibile che debba incontrare solo dei furbi?

:-(((((

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

... e tiriamo a campà

:)