giovedì 10 luglio 2014

Tutto per soli 50 centesimi di euro. Dio mio che pena!

Mancanza di copertura finanziaria.
Questo il laconico commento degli Uffici della Camera dei deputati che hanno messo nel cestino dei rifiuti l’emendamento presentato dall’ex ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, per eliminare le barriere architettoniche nei luoghi della cultura italiana.
Ritirato.
E non se ne parli più.

«La burocrazia avvelena tutto. Un grandissimo numero di beni storici e artistici – spiega il deputato pd, direttore editoriale della Treccani – ha barriere architettoniche che rendono impossibile l’accesso a chi è in condizione di disagio. Avevamo trovato la soluzione. Bastava aumentare di cinquanta centesimi il prezzo del biglietto per potere avere i fondi necessari ad aprire le porte a tutti. Sento forte l’amarezza per un diritto negato».
L’obiettivo, dunque, era quello di proseguire l'opera di abbattimento delle barriere architettoniche nei centri culturali.
«Il Ministero – continua Bray - nell’adozione del piano di rimozione delle barriere avrebbe potuto avvalersi delle "Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale" elaborate dalla commissione ministeriale per l’Analisi delle problematiche relative alla disabilità nello specifico settore dei Beni e delle Attività culturali».
Insomma, 50 centesimi e il gioco era fatto. Cinquanta centesimi in più per ogni biglietto e noi saremmo stati non solo solidali, ma anche e soprattutto il linea con le direttive europee. 
Mezzo euro e avremmo fatto quello che un Paese civile ha il dovere di fare: consentire a tutti le pari opportunità. Nell’Italia del Mose, nell’Italia dell’Expo Milano, nell’Italia delle madonne che si "inchinano" davanti ai mafiosi, nell’Italia che brucia i rifiuti tossici nelle fertili campagne campane, nell’Italia degli impuniti e degli impunibili, 50 centesimi hanno dato scandalo.
Così, le barriere architettoniche restano, l’emendamento viene ritirato e la disabilità resta un affare privato.
Questa è l’Italia che predica bene e razzola male!

P. S.:  L’emendamento presentato alla conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, recitava così: "Dopo l’articolo 11 è aggiunto il seguente 11bis (Misure urgenti per assicurare l'accessibilità e la visitabilità nei luoghi della cultura. Punto 1- Al fine di assicurare la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di visitare i luoghi e gli istituti della cultura, fruendone degli spazi e delle attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo provvede alla rimozione delle barriere architettoniche così come definite dall'articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1996 n. 503. Punto 2 - Per le finalità di cui al comma precedente, presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è istituito un apposito "Fondo per la rimozione delle barriere architettoniche" pari ad euro 2 milioni per l'anno 2014 e 4 milioni ciascuno per gli anni 2015 e 2016. Alla copertura del Fondo si provvede, per 1,5 milioni di euro per l'anno 2014 e per 3 milioni di euro ciascuno per gli anni 2015 e 2016 mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle finanze per l'anno 2014, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo ministero. Il Ministro dell'Economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio; per 500 mila euro per l'anno 2014 e per 1 milione di euro ciascuno per gli anni 2015 e 2016 mediante incremento del prezzo del biglietto di ingresso nei luoghi e negli istituti di cultura per un valore pari a 0,50 centesimi".
Dio mio che pena!

8 commenti:

Biodegradabile ha detto...

Sei gentile nell'usare espressione -pena-.
Io userei un'altra parola meno gentile della tua.

Luciano Ardoino ha detto...

Ciao Bio,

incredibile e sono senza parole.
Ma mi riprenderò in fretta ... a tra non molto su queste pagine.

:)

frap1964 ha detto...

Nota bene (giusto per la precisione):
i 50 centesimi avrebbero dato copertura finanziaria solo al 25% del fondo.
Per il restante 75% si sarebbe dovuto attingere ai fondi di riserva e speciali (quelli per la gestione emergenze).
Giusto per dire che il titolo della fonte e qui sono leggermente fuorvianti, ad una prima lettura.
Non è per "soli 50 cent".
Detto questo, l'abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi culturali è una mera questione di civiltà (ma anche sicuramente un'opportunità, pensando alle cifre snocciolate da Roberto Vitali in una recente audizione alle X commissioni parlamentari).

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Sì sì, certo, avevo notato quel 25%.

Ma penso che anche senza ricorre ai Fondi speciali si poteva già cominciare a fare qualcosa.

:)

Così è il nulla!

Jennaro ha detto...

@Luciano

Finché la cultura sta in piedi, il Turismo sta in piedi. Se crolla la cultura, crolla il Turismo.

E tutto per mancanza di cinquanta... grami, miseri, semplici, centesimi da versare all'ingresso dei Musei, o meglio ancora in tutti i luoghi e gli istituti di cultura e civiltà...

Che ottusità!

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro,

Caro amico, l'Europa ci chiede delle riforme in tutta fretta per poter poi sforare (si spera) il - 3%.

Tra alti e bassi le stanno facendo e su quel DDL per ilt ruismo hanno messo sul tavolo tutto quello che potevano.
Anzi, c'hanno inserito anche soldi che non hanno.

Qundi metterne di più sarebbe stato controproducente.

Sono però sempre più convinto che con quel solo 25% si poteva cominciare a fare qualcosa.

:(

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Vedi commento di Frap

Jennaro ha detto...

@Ho letto, Luciano

ma dì pure a Frap che per antonomasia quel 25% rappresenta proprio quelle "persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale", per cui vale molto più del restante 75%...

:-P