venerdì 8 agosto 2014

Le recensioni sul ricettivo le devono fare dei professionisti con nome e cognome

Sull'annoso problema delle recensioni serve una svolta, poche balle e camminare.

Mentre l'idea di costituire i quality control team per ostacolare le recensioni false e tutte quelle altre sporcaccionate (vedi vendita di prodotti da parte di malintenzionati che putacaso aumentano la qualità del ricettivo con recensioni scritte a gogò, e acquistati da parte di altri disonesti, simil furbetti e bla bla bla), non è roba campata in aria dell'ultimo momento.
Ma è un estratto minuzioso di ciò che s'è letto negli anni addietro e attraverso delle personali esperienze lavorative già messe in atto in altre nazioni.
Considerazioni professionali, quelle dei QCT, che andrebbero così a finire sul portale italia.it alla mercé di tutti per poter effettuare la migliore scelta.

Come già detto in un precedente post, i team della qualità esistono dal tempo di Leonardo da Vinci che ne fu il primo ideatore, e se tanto mi tanto da cotanta (pardon) autorevolezza dell'illustrissimo personaggio, beh; per quanto mi riguarda il resto è aria fritta.

Da moltissimo tempo si parla dell'indispensabile miglioramento della qualità dell’offerta turistica nazionale, ma non si prevede un sistema nazionale di valutazione della qualità di tutta la filiera turistica.
E visto che si parla di identificare univocamente ogni elemento della filiera, la cosa potrebbe quindi dare altri importanti buoni frutti.

Il primo è dovuto all'indubbio beneficio che ne riceverebbe l'intero sistema ricettivo, ma solo attraverso un genuino piano programmatico in merito ai quality control team e non sul tipo “tira a campà”.
Qui non si parla di recensioni anonime ma di professionisti con due bocce così e che oltretutto ci mettono pure la faccia (nome e cognome).
Ma questo programma (dettagliato) esiste e non aspetta che d'essere visto.
Mentre per secondo, ci sarebbero quei 100 milioni di contatti all'anno e che andrebbero a sommarsi a quegli altri 100 milioni (ved. qua) (ma ne sono previsti molti di più) che andrebbero a finire nel portale italia.it che dovrebbe gestire tutta la cosa.
E poi altri ancora che derivano appunto dai QCT (quality control team) e che prima o poi vi dirò su queste pagine.

Che cosa ci guadagno io?

Una mazza fionda … giusto così per togliere immediatamente certi pensieri.
Infatti la “pensata” è già stata inoltrata (parzialmente e in linee generali) ai responsabili nazionali dell'ambaradan che sarà valuta prossimamente.
Però prima di finire un'ultima cosa.

In merito all'oggetto ho pensato di fare un sondaggio anche per capire come la pensano gli operatori, la gente che usa quel mezzo (le recensioni) per decidere dove andare e pure quelli a cui la cosa non frega per niente.

Attualmente il sondaggio conta 338 voti a cui spero se ne aggiungano molti altri per avere un dato più certo da presentare poi in caso di richiesta.

Ora tocca a voi e grazie (vedere sondaggio sotto).

P. S.: Al ricettivo la QCT non costa un bel niente se non una cena o un pranzo (laddove ce n'è la possibilità e l'eventuale richiesta) ogni circa 5 anni che non dovrebbero arrecare chissà quale fastidio alle casse di nessuno … ma utili consigli oltretutto a gratis.



12 commenti:

Biodegradabile ha detto...

Fatto

Salicchiella Vesuviano ha detto...

@Egr. sig. Luciano

Stare a contatto col pubblico è un lavoro dannatamente duro e io ne so qualcosa, anche se appartengo ad un campo completamente differente dal tuo. Certo è, però, che degli Studi seri, fatti da un team di esperti, sulla valutazione della qualità, sono un servizio indispensabile per ogni settore in cui viene offerta ai clienti una prestazione professionale quale quella alberghiera... a meno che quei 2 voti in favore delle recensioni sui Siti Web non abbiano paura di dimostrare a persone che, "queste cose le capiscono quanto o più di loro", di non esserte all'altezza di fornire un servizio di qualità...

^_^

Luciano Ardoino ha detto...

@Salicchiella Vesuviano

Dici bene!

Quei due non mi preoccupano poiché credo siano interessati per vari motivi comprensibilissimi e facile da intendere.
Chi mi preoccupa sono quelgi altri 379 + 43 (in questo momento) che hanno votato diversamente e che magari non vedranno esauditi i loro desideri.

:)

Anonimo ha detto...

Ho votato nessuna , per mia opinione Personale .
Sono infatti convinto che bonariamente sia giusto che ci si confronti da persone INTELLIGENTI E CIVILI sul posto... Perché solo in quel momento , appena accaduto , si può comprendere realmente tutto , se il lavoratore , o l' Ospite ad aver mal interpretato qualcosa .

Franco

Luciano Ardoino ha detto...

@Franco

Completamente d'accordo
Educatamente, civilmente e con l'intelligenza dovuta.
Anche perché reputo che ce n'è sia per l'asino che per chi lo mena.

:)

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

Ho votato ieri ma leggendo il numero totale -430- credo che diventi ardua arrivare almeno a mille come ti eri prefissato.

:-((((

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio

Hai ragione, non c'arriverò mai più.
D'altronde siamo ad agosto.
Ma mi servivano per i primi di settembre.

Comunque prima della fine di questo mese riproporrò la cosa e chissà che non ce la faccia.

:)

frap1964 ha detto...

I QCT costano, ma il beneficio ottenibile è indubbio.
Sul fatto che ci mettano la faccia e nome e cognome... io ho delle perplessità.
Preferirei dei controllori "anonimi".
Penso inoltre che il loro giudizio, integrato da "recensioni certificate" porterebbe ulteriori indubbi vantaggi.
In fondo da sempre in molti alberghi/strutture viene chiesto di esprimere la propria opinione sui servizi ottenuti.
Tutte queste opinioni, su carta, sono da sempre rimaste nell'ambito delle strutture ricettive medesime.
Poniamo che ora diventino pubbliche (come avviene su TA), cioè che il portale italia.it offra l'infrastruttura tecnologica a tutte le strutture ricettive per raccogliere quelle opinioni e per ottenerne anche dei report opportuni (sollevandole dall'onere di raccogliere loro i dati e farne i dovuti report).
Poniamo anche che i gestori ricevano notifica via e-mail di ogni recensione e possano rispondervi, se vogliono.
Poniamo che la pubblicazione di un'opinione (recensione) sia vincolata al rilascio di una user-password temporanea notificabile via e-mail all'ospite da parte di un ente terzo (ENIT) e sia valida al più X giorni dopo il termine del soggiorno.
Poniamo che l'ospite sia invogliato ad esprimere la propria opinione a fronte di periodici concorsi a premi con viaggi in palio.
Poniamo che l'ospite possa decidere di comparire con il proprio nome/cognome e/o con un alias a scelta e/o rimanere anonimo, se vuole.
Se il gestore inviasse i dati dell'ospite (e-mail compresa) al checkin, verso il portale italia.it, e il portale li notificasse all'autorità di Pubblica sicurezza per gli adempimenti dovuti, ecco che contestualmente il portale potrebbe inviare all'ospite l'account temporaneo per la recensione.
L'invio di dati "fasulli" all'autorità di PS configurerebbe ovviamente reato.
Con questo semplice sistema, contatti su contatti... e benefici certi per tutti.

frap1964 ha detto...

Come mai gli strateghi digitali del TDLAB questa cosa semplice semplice non l'hanno pensata e proposta sul loro sito? ;-)

frap1964 ha detto...

Ovviamente oltre all'autorità di PS i dati potrebbero finire in forma aggregata anche all'ISTAT.
Peraltro la provincia di Trento aveva già messo su qualcosa di simile ancorché non integrato via web.
Il portale italia.it potrebbe farlo tranquillamente.

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Esatto!
Infatti Trento, in Italia, fu la prima a trasmettere i dati in via telematica.
Seguì poi Rimini e via dicendo.

Ma il tutto nacque in Irlanda con l'inserimento via web della classificazione alberghiera che però fu realizzata (imho)in modo non soddisfacente.

Altre nazioni c'hanno provato ma non riuscendo mai a risolvere quegli inghippi a vantaggio della digitalizzazione e soprattutto della qualità.

Peccato, perché sarebbe bastato davvero poco.

Perché non c'hanno pensato quelli del TDLAB?

Per la risposta vedasi come hanno organizzato sta cosa negli States col Brand USA e la differenza riscontrabile nei personaggi che ne stanno studiando l'ottimizzazione.

Per il tuo primo commento risponderò dopo poiché è molto più complesso.

:)

PS: Mi sono iscritto al TDLAB nel gruppo di Radelli seguendo il tuo consiglio e quello di altri arrivati anche precedentemente.
Diciamo che il tuo m'ha dato il "LA", anche se (evviva la sincerità) nutro fortissimi dubbi.
Comunque sia ci provo per non lasciare nulla di intentato.

Credo che il loro piano strategico sia bello che organizzato ma che vogliano far intendere che a questo ci si è arrivati con l'approvazione degli iscritti.

Perché penso questo?

Dalle risposte ricevute alquanto sciocche.





Luciano Ardoino ha detto...

Radaelli *


:)