sabato 6 settembre 2014

Il TDLAB e la privacy ... dimenticata

L'inizio del TDLAB è questo … poi chissà.


solo che nella mail ricevuta ieri alle 19 e 58 non appaiono i nominativi delle composizioni dei gruppi di lavoro, mentre c'è scritto che il 17 c.m. …


come a dire che per ragioni di privacy non possiamo attualmente pubblicare l'elenco completo dei 128 che hanno aderito all'iniziativa di cui al recentissimo post, in quanto ci siamo dimenticati di chiederLe l'autorizzazione a trattare i suoi dati personali e per questo glielo chiederemo in quella data quì a Roma.

e se il buongiorno si vede dal mattino … però c'è da dire che la mail è arrivata di sera (vabbè, si fa tanto per dire e far finta di non darci peso, dai)

ah, se solo in quelle squadre avessero inserito quei professinisti del turismo che suggerivo ... 'sta cosa mica sarebbe successa, neh!



.



17 commenti:

Anonimo ha detto...

Non potevi avvisarli prima???


Facile dirlo adesso

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

Un momento cara signora o caro signore ... no no, non è così come si pensa e vale a dire che me ne sia stato zitto per poi fare la carogna.

Non sono tipo e non capisco questa tua accusa e il motivo è semplice semplice.

Quando mi sono iscritto e mi sono accorto che mancava la possibilità di cliccare sul trattamento dei dati s'era cominciato da mo il mese di agosto e pertanto la cosa sarebbe stata inutile poiché la maggior parte degli iscritti l'aveva già fatto.

C'è poi da dire che insistentemente ho provato a dire a chi di dovere che mancano delle figure profesionali se davvero si vuole raggiungere lo scopo di migliorare TUTTO il turismo e non solo una fetta.

Quindi?

Buona giornata e prima di fare accuse contare fino a 10 ... se basta, altrimenti arrivare a quel numero che ti è sufficiente per non scrivere delle castronerie.


Luciano Ardoino ha detto...

Se quelle figure fossero state incluse nel TDLAB, la questione non si sarebbe posta poiché in un solo secondo se ne sarebbero tranquillamente accorti.

:)

Anna ha detto...

economyup
Se col turismo le startup perdono un po’ di innocenza…
economyup
Stefano Ceci, presidente dell’Associazione Start up TurismoL’entusiasmante ed entusiasta ecosistema delle startup sta perdendo un po’ della sua innocenza?

http://albertocorrera.wordpress.com/2014/09/06/il-caso-stefano_ceci-e-il-tdlab-cosi-il-turismo-e-le-startup-perdono-un-po-di-innocenza/

Anna ha detto...

W la France!
Le Tourisme fait partie intégrante de la stratégie de rayonnement et de redressement économique de la France, comme l’a indiqué Laurent Fabius, ministre des Affaires Etrangères, lors de la Conférence des Ambassadeurs, le 29 août dernier. Ces derniers auront pour mission de dynamiser le secteur,…

http://albertocorrera.wordpress.com/2014/09/02/ministero-affari-esteri-crea-un-consiglio-di-promozione-del-turismo-dariofrance-la-francia-sceglie-trasparenza/

Anna ha detto...

http://albertocorrera.blogspot.it/

sabato 30 agosto 2014
#TDLAB : E' Game Over?

L’etica della pesca sta nella trasparenza della lenza.
Ho voluto attendere prima di scrivere, ed il motivo era quello di comprendere e vedere quel qualcosa che avevo già raccontato in questo post a proposito del TDLAB, e dei vari soggetti che lo appoggiano e sostengono. Così come di quelli che ad oggi in silenzio continuano a tacere pur sapendo. Una totale assenza di trasparenza.

La pagina FB di Stefano Ceci del resto è aperta, basta scorrere la lista dei suoi sostenitori per comprendere. Nulla di nuovo, una serie di maschere di parassitismo, ma finalmente si iniziano a fare nomi e cognomi.

All’indomani del post di cui sopra, Ceci invitò a leggere il suo CV, cosa che ho fatto. Tenuto conto che vi sono tanti giovani che vorrebbero occuparsi in modo serio del turismo, potrebbe Ceci, farci sapere con quale criterio ha selezionato i componenti del TDLAB ? Lo possono fare per lui i suoi sostenitori, quelli che cliccano “mi piace” o “retweetano” senza nemmeno capire cosa stanno facendo e senza porsi mai domande, perché non conviene.

Ritengo che quello che Emiliano Fittipaldi ha sollevato è solo la punta del problema, indipendentemente da altri legami che spetta alla magistratura evidenziare.

Anna ha detto...

Il problema come dicevo è ben diverso, siamo passati dal chiasso e dal frastuono dei vari tweets al totale silenzio. Un silenzio dovuto direi, tenuto conto che a Napoli si dovrebbe tenere un meeting del TDLAB e a dicembre si tiene il BTO, altro sfrenato difensore unitamente al suo entourage, del TDLAB.

Ma veniamo a queste maschere di ipocrisia, ne cito solo alcune, giusto per cercare di essere consistente nel ragionamento assurdo di queste persone che parlano di NON turismo, ma di ben altro.

Renato Andreoletti, creatore del gruppo VOTIAMO PER IL TURISMO, che scrive nel suo gruppo “La Repubblica delle chiacchiere”, a poche ore dall’articolo dell’Espresso. Quoto “Il baccano che all’improvviso è esploso attorno al turismo dove tutti sono diventati esperti e meno ne sanno e più pontificano, sui giornali, nelle televisioni, in Internet. Andreoletti, farebbe meglio a chiarire il suo sostegno al TDLAB, popolato da quelli che “meno ne sanno”. Mal si addice volere innovazione nel turismo, e poi sottrassi al contradditorio o cancellare post e commenti non condivisi perché intaccano interessi personali.

Raffaello Zanini di Planet Hotel scrive sullo stesso gruppo rispondendo ad una giusta riflessione di Edoardo Caldari “Ma come, non sai che in Italia si vive di raccomandazioni” . Allora Zanini, rispondi con quale criterio di trasparenza sono stati scelti i soggetti del TDLAB?

Ennio Baratella quoto senza nemmeno commentare “Come in passato recente e meno, se non sei indagato non sei nessuno o non sei trendy. Magari, che dici Baratella, sei al top, se succede anche altro ?

Poi vi sono i patron del BTO, Federalberghi, Federturismo la lista è lunga ed è nota.

Infine Edo Colombo, membro del TDLAB scrive su Tweeter “Faccio un po' fatica a capire come si selezionino a capocchia del Premier presidenti e AD di Eni, Enel... Molto bene, condivido, ma a capocchia siete stati scelti anche voi o sbaglio? E se sbaglio, come mai non raccontate le modalità di selezione ? Ma Edo tra i suoi tweets verso Insopportabile da un lato, e Nucara dall’altro a volte forse dimentica di rileggere ciò che scrive, sarà colpa dell’interoparabilità

Anna ha detto...

Ciò che spiace, è che l’Expo è un evento importante per il turismo, e per l’Italia, che offre possibilità di lavoro a tanti, che non meriterebbe tutto questo, sia che vi sia del vero o meno.

Spiace per i tanti giovani che sperano nel turismo di poter apportare quel cambiamento dovuto e necessario, oggi più di ieri.

Spiace per le start up che vogliono davvero creare innovazione, che fanno sacrifici spesso usando fondi personali, realtà – alcune – di grande valore, ma spesso senza conoscenze e quindi devono andare altrove per poter emergere.

Spiace per il silenzio dei tanti seri professionisti, che hanno fatto finta di non vedere e sapere, ma che oggi sono chiamati ad esprimersi, anzi direi a riprendere in mano un settore che già è alla deriva, grazie soprattutto alla politica.

Concordo con l’analisi di Balistreri, il turismo deve essere gestito da privati, solo in questo modo vi potrebbe essere meritocrazia e trasparenza. Oppure farlo gestire da soggetti esteri, totalmente distaccati dalla politica e da questi clan.

Il fango non è stato gettato da giornalisti o da chi richiede un minimo di quella trasparenza necessaria in un industria che vede coinvolti seri ed onesti lavoratori. Ma chi ha usato e continua ad usare il turismo per fare i propri comodi, con la connivenza silenziosa di organismi che per loro natura dovrebbero essere super partes e non così violentemente, palesemente e sfacciatamente coinvolti.

Da qui a dicembre, comunque lo avevo già preannunciato in tempi non sospetti, ne vedremo delle belle Non so, se per tanti di questi signori è scattato finalmente il Game Over, me lo auguro vivamente. Di giovani in grado di fare, seri, puliti ve ne sono tanti, così come tanti sono i professionisti puliti che lavorano in silenzio da Dall’Ara a Scauri, da Cino Wang a Paolo Borroi, da Antonio Maresca a tanti altri, molti che sudano sangue per poter in modo vero e concreto innovare nel turismo, spesso sconosciuti a tanti (per loro fortuna forse visto il pregresso direi)

Anna ha detto...

apprezzo molto e condivido soprattutto questo passaggio di Alberto Correra:

Concordo con l’analisi di Balistreri, il turismo deve essere gestito da privati, solo in questo modo vi potrebbe essere meritocrazia e trasparenza. Oppure farlo gestire da soggetti esteri, totalmente distaccati dalla politica e da questi clan.

Il fango non è stato gettato da giornalisti o da chi richiede un minimo di quella trasparenza necessaria in un industria che vede coinvolti seri ed onesti lavoratori. Ma chi ha usato e continua ad usare il turismo per fare i propri comodi, con la connivenza silenziosa di organismi che per loro natura dovrebbero essere super partes e non così violentemente, palesemente e sfacciatamente coinvolti.

Anna ha detto...

la parola clan....
ci si è mai chiesti perché sono sempre gli stessi nomi nella gestione del turismo...perché i consulenti dei governi, gialli, rossi o verdoni, sono sempre gli stessi....?
perché i ministri e i governi cambiano e loro rimangono sempre là in sella?

Anna ha detto...

http://albertocorrera.blogspot.it/2014/06/stefano-ceci-tdlab-risposta-indiretta.html

Stefano Ceci TDLAB Risposta indiretta che pubblico integralmente
Riporto integralmente la risposta di Stefano Ceci al post di ieri, che ringrazio, non commento perchè è giusto che tutti possano esprimersi e replicare, ognuno ne trarrà le proprie conclusioni.
Ho letto di tutto in queste ore, e tutto rientra nel normale andamento delle cose in Italia, quando tocchi alcuni poteri la gente si scatena e per non rispondere si affida all'invidia (faccio ben altro nella vitta), sarebbe opportuno invece di affidarsi a facili considerazioni di questo tipo, cercare di dare risposte. come in effetti Ceci ha fatto, pur lasciando molti dubbi, tra cui il non rammentare, la meritocrazia, e la remunerazione (non si era detto che era gratis?). Evidentemente anche questi sono dettagli, la trasparenza differisce a secondo delle diottrie, e cio' che conta e' il risultato finale non certamente la metodologia a quanto pare.
Rispondo solo ad alcuni tra cui Andreoletti, che di poltrone io ne ho già una molto comoda che mi sono acquistato con i miei soldi, la marmellata mi piace poco e soprattutto non sono un parassita come tanti altri che si adegua al momento in attesa di occasioni da non perdere. La coerenza è la base di partenza per qualsiasi cosa.
Leggo qua e la qualche insinuazione che mi riguarda e allora ne approfitto per mettere in chiaro un po’ di cose….
Mi occupo di turismo dal 1998 e qui si può trovare il mio CV https://www.linkedin.com/pub/stefano-ceci/25/b61/4b2 e su www.ghnet.it si può leggere della mia attività, di quello che penso e che scrivo da anni.
Ben accetto ogni critica ma sostenere che non ho alcuna esperienza nel turismo non corrisponde al vero. Così come non corrisponde al vero il fatto che io abbia avuto a che fare con progetti che neppure conosco.
Sulle competenze che sono state coinvolte nel TDLAB parlano i CV che si possono trovare online e per quanto riguarda la trasparenza di ciò che stiamo facendo è attivo un web site http://tdlab.beniculturali.it/

continua...

Anna ha detto...

segue...

Il TDLAB ha un compito preciso: definire in 6 mesi le linee guida ed i progetti di massima per la digitalizzazione del turismo italiano. Intendiamo svolgere questa attività attraverso il massimo della partecipazione e coinvolgendo tutti quelli che vorranno contribuire. Siamo pertanto ben lieti di ricevere ogni contributo e di pubblicarlo purchè formulato come si conviene e di un qualche interesse.
Per quanto riguarda un mio supposto conflitto di interessi vorrei essere molto preciso, dato che è una questione della massima importanza.
Sono il fondatore di GH, incubatore di startup nel settore travel. GH investe da oltre 5 anni denaro e competenze in nuovi progetti imprenditoriali assistendo le startup dall’idea al mercato e poi cercando di farle crescere. Il business di GH è quello tipico degli incubatori: utili dalle società partecipate e/o valorizzazione delle quote di partecipazione societaria. Il bilancio della Società è depositato e dunque pubblico.
Ho accettato l’incarico di Consigliere esperto del Ministro dei Beni Culturali e del Turismo e dunque sono esterno all’attività dell’amministrazione pubblica ed ai suoi processi decisionali. Il mio incarico costa alle casse dello Stato 30.000 € omnicomprensivi di oneri e ogni genere di spese (non ricevo alcun rimborso), è a termine e presto sarà reso pubblico.
Nei primi due mesi di attività ho concorso sul piano dei contenuti, con altre competenze interne ed esterne al Mibact, alla stesura del decreto legge turismo e cultura che introduce diverse e significative novità per il settore turistico fra le quale il tax credit digitale, il credito di imposta per le ristrutturazioni alberghiere, la messa a disposizione ad imprese under 35 del patrimonio pubblico in disuso per generare nuove attività, la riforma ENIT e molto altro ancora.
Sono certo dell’onestà intellettuale di chi mi critica anche quando ciò viene fatto superficialmente e sono portato a credere sempre alle buone intenzioni di chi intende contribuire per costruire qualcosa di positivo per il bene del turismo italiano e del nostro Paese.
In ogni caso, alla fine, parleranno i fatti e, come sempre, non mi sottrarrò al confronto.

Anna ha detto...

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/08/28/news/scandalo-expo-il-braccio-destro-di-franceschini-vince-un-appalto-1.178054

E Dario Franceschini scivolò sul Ceci
Expo, l'appalto al braccio destro del ministro
A maggio il consigliere al Turismo Stefano Ceci ha creato una società. E si è subito aggiudicato una commessa da 30 mila euro. I concorrenti parlano di conflitto d'interessi. Perché il governo è il maggiore azionista di Expo 2015 spa
DI EMILIANO FITTIPALDI
28 agosto 2014
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E Dario Franceschini scivolò sul Ceci
Expo, l'appalto al braccio destro del ministro
Il braccio destro del ministro Dario Franceschini, il consigliere al Turismo Stefano Ceci, ha fatto bingo: "L'Espresso" in edicola domani, in un'inchiesta scrive che a maggio il fedelissimo - a due mesi di distanza dalla nomina al ministero - ha creato una società (la Netbooking srl) che dopo pochi giorni dalla sua nascita ha vinto un appalto per Explora, la società pubblica che gestisce la promozione dell'Expo 2015 a Milano. La gara ha assegnato una commessa per fornire ai siti web dell'Expo un sistema di prenotazione online, dai biglietti per l'esposizione universale agli hotel.

Ceci, un imprenditore privato che Franceschini ha promosso anche direttore del nuovo "Laboratorio per il turismo digitale" del Mibac, controlla la Netbooking attraverso la sua società di consulenza turistica GH, che possiede l'85 per cento delle quote della start up. «È vero, Ceci ha vinto la gara indetta da noi tre mesi fa, un appalto da 30 mila euro, ci è piaciuto il loro software», conferma il direttore generale di Explora Josep Ejarque. Le società concorrenti parlano invece di macroscopico conflitto di interessi: «Ci sembra incredibile che il braccio destro del ministro Franceschini, che rappresenta il maggior azionista di Expo 2015 spa (il governo controlla il 40 per cento delle azioni attraverso il ministero dell'Economia, ndr) costituisca una società dal nulla che pochi giorni dopo vince una gara per una piattaforma così importante. Che referenze di settore può mai avere? Speravamo che con Renzi queste cose non accadessero. Invece è sempre la stessa solfa».

Anna ha detto...

Al di là di tutto, oltre al fatto che nelle civiltà normali, e dico civiltà (to', per esempio, quell'anglosassone..) le conseguenze a queste vicende sono ben altre, ma davvero l'Italia e l'industria del turismo ha bisogno di tutto questo? (o di solo questo...)

sembrerebbe chiaro che tutto si giocherebbe sul digitale, che al di là di commesse moralmente o meno corrette.., punterebbe a creare una specie di rivitalizzazione della vecchia CIT (che qualcuno qui ricorderà..soprattutto per la sua fausta, o infausta, fine..) sul web...

e serve davvero questo ai piccoli e grandi operatori italiani...??????????

le cose da fare sono quelle oggi dichiarate da Bernabò Bocca, simpatico o antipatico che sia, misure non convenzionali che diano sostegno all'impresa del settore....

non chiacchere e software e ricicciamenti di italia.it in formato CIT digitale....

Anna ha detto...

Indovinello:
chi diceva questo qualche tempo fa, forse copiando Luciano Ardoino?

6 – Competitività e promozione
La promozione e la commercializzazione dei servizi turistici avviene per l’80% sul web e rende sempre più superflua la distinzione tra le imprese turistiche, artigianali, commerciali e del made in Italy. E’ necessario dotarsi di un innovativo sistema web per la promozione dell’Italia nel mondo. Si deve perciò procedere al razionale e compiuto accorpamento di ENIT con ICE. Sono necessari inoltre interventi volti a rafforzare le performance promozionali e commerciali a diretto beneficio degli operatori turistici italiani al fine di sviluppare e far crescere la presenza online dell’offerta culturale e turistica anche attraverso un apposito programma di tecnologie per il turismo che impegni congiuntamente Stato, Regioni e Enti locali. Tale programma sia parte integrante dell’Agenda Digitale Italiana.

sergio cusumano ha detto...

@Anna

perdinci

:-D

sergio cusumano ha detto...

@Anna

Stefano Ceci?

Ho vinto qualcosa?

:-DDD