lunedì 1 settembre 2014

Le tre A del turismo

E si continua col TDLAB …

Le tre “A” importanti che raggruppano praticamente tutto il turismo sono in ordine di apparizione secondo delle statistiche vecchie come l'orologio a cucù …

Accessibilità intesa come capacità di raggiungere il luogo di destinazione attraverso i vari mezzi di trasporto.
Trasporti regolari, comodi, economici e sicuri come le compagnie aeree, ferrovie, superficie (trasporto stradale) e naturalmente per mare.
E il trasporto dovrebbe essere lì a portata di mano per tutti i turisti e le destinazioni ... nonché per i disabili anche perché "le persone disabili che fanno turismo sono turisti ! ... che è una frase di Roberto Vitali.

Alloggio inteso con dei parametri omogenei attraverso una ben delineata classificazione alberghiera di qualità e che comprenda tutto il ricettivo; dagli hotel alle locande, dai B&B agli appartamenti adibiti alle vacanze o altro che comprenda il pernottamento.
Nessuno escluso.

Attrazione locale che è considerato come il più importante componente di base del turismo, anche se personalmente (imho) reputo che “l'accessibilità” lo sia di più, ma sono solo punti di vista.
Attrazione significa quella cosa che crea il desiderio di ogni persona di viaggiare in una destinazione turistica specifica mentre il “locale” è un componente fondamentale.
E queste possono variare dall'enogastronomia alla moda, dalla paesaggistica al museale e chi più ne ha più ne metta.
Ovvio che le cose dovrebbero essere o risultare simultanee in base alle preventivate presenze per agevolarne un più consistente richiamo.

Ora tutto questo racconto è per far comprendere, a chi di dovere, che di quei professionisti delle tre “A” io non ne vedo in nessun “brand” nazionale e ancor meno nel TDLAB appena costituito dal ministero preposto al turismo, come invece avviene nelle altre nazioni che in questo settore vanno molto meglio di noi.

Ma lo si vuole capire anche nell'accessibilità, nell'alloggio e nell'attrazione è per forza di cose compreso il digitale, ma solo dopo ?

Pertanto mi si vuole spiegare una volta per tutte il perché non siano state inserite quelle figure esperte che possono dare un importante input a chi dovrà poi riversare queste conoscenze o informazioni sul come si fa o come si dovrebbe fare nel digitale… e non fare l'opposto o viceversa ?





2 commenti:

frap1964 ha detto...

Il motivo è molto semplice: Franceschini e Renzi non hanno capito una benemerita cippa dei problemi reali del turismo italiano.
Non a caso il disegno di riforma costituzionale in discussione lascia di fatto la piena competenza operativa sul turismo alle Regioni.
Il TDLAB è una mera operazione di facciata che dovrebbe in teoria disegnare una "strategia digitale" nazionale in totale assenza di un serio piano strategico nazionale complessivo sul turismo italiano (quello di Gnudi pare archiviato).
E già questo la dice lunga sulla serietà dell'iniziativa e sul metodo adottato per risolvere i problemi reali del comparto.
Piuttosto io aspetto di vedere il piano di riforma dell'ENIT, del quale, al momento, mi pare si ignorino gli intendimenti nel dettaglio. Senza farmi troppe illusioni...

Luciano Ardoino ha detto...

Infatti ho posto i miei programmi solo a quell'ente in previsione che che quel DDL non ha cambiato di fatto un bel niente lasciando appunto in mano alle Regioni (ma se ricordi s'era già ipotozzato e detto molto tempo fa) la totale responsabilità.

Il DTLAB (imho) servirà solo per uno scopo molto ristretto.

:(