martedì 2 settembre 2014

Tassa di soggiorno in tassa di scopo ... poi con un certo sistema da presentare al TDLAB tutti i soldi andrebbero a finire proprio al turismo.

Capiscono fischi per fiaschi, vedono lucciole per lanterne e abbinano il proprio intelletto alle movenze dei bradipi quando quest'ultimi non cercano affatto di darci una botta.
Il che è tutto dire.

Ma quando si tratta di produrre una "sviata" alle Leggi, ecco che ci danno come dei matti per correre a quei ripari che immancabilmente vanno a loro vantaggio.
Alcuni sostengono che i “commi” di queste (le Leggi) siano studiati ad hoc per permettere ciò, mentre il Governo non “corre” a i ripari.
Ma lo fanno apposta?

La tassa di soggiorno, secondo il D.Lgs. 23/2011, dice che questi proventi dovrebbero essere reinvestiti nel turismo ma la cosa non avviene che in ben poche realtà ... forse.

Secondo un'indagine di JFC, infatti, sono pochi i casi in cui i rappresentanti del Comune decidono, insieme alle associazioni di categoria, dove investire tale proventi perché nella maggior parte dei casi le Amministrazioni gestiscono tali fondi in maniera autonoma, senza concertazione con le categorie.
Mentre attualmente il numero dei comuni che hanno fatto ricorso al balzello è progressivamente aumentato negli anni, ed è cresciuto anche l’ammontare dei proventi della tassa: 163 milioni nel 2012, 287 milioni e 350 mila euro nel 2013 e ben 383 milioni stimati per il 2014.
Il maggior numero di municipalità interessate si concentrano in Toscana (103 comuni) e in Piemonte (98 comuni), mentre il balzello non è presente nelle località del Friuli Venezia Giulia e sbarcherà soltanto nel 2014 nei comuni del Trentino Alto Adige.

Gli incassi del balzello non vengono reinvestiti per potenziare i servizi turistici e tutelare i beni culturali, come vorrebbe la legge, ma finiscono per foraggiare la spesa corrente e alcune “finalità sociali” poco chiare.
Un grande bluff ?
Sì, senza dubbio.

E allora che aspettano a darci una botta e mettere delle regole (Legge) che destini finalmente il ricavato laddove è stato preventivato ?

Negli ultimi tempi, però, il Parlamento sembra andare in un’altra direzione e una proposta di legge in agenda alla Camera sembrerebbe estendere a tutti i comuni la possibilità di istituire la tassa di soggiorno, ma di far rispettare la precedente, per ora, non se ne parla proprio.
E nel mentre l'Enit riceve delle entrate a malapena sufficienti per pagare il suo ambaradan lasciando ben poco al marketing che come si sa è la fonte del buon commercio.

Ma, come in quasi tutte le cose, la soluzione c'è e che non aspetta altro che d'essere detta prossimamente a Roma durante le riunioni del TDLAB … ma sempre nella speranza che qualcuno riesca a capirla … e qui mi sa che se l'asino non cade di certo si siede.












2 commenti:

Jennaro ha detto...

@Luciano

La politica è come la mafia, mantenerla in piedi esige che tutti "paghiamo il pizzo". Ma ti pare che questi si danno la zappa sui piedi e rinuncino alla "gallina dalle uova d'oro"? Beato te!...

^_^

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Hai perfettamente ragione ma di accettare le loro regole anche se legalizzate, non mi va proprio senza nemmeno dire la mia.

:)