lunedì 27 ottobre 2014

Enit: ... ma lo vogliamo cambiare quel cavolo di Titolo V o no?






5 commenti:

frap1964 ha detto...

Non vorrei deluderti, ma il testo dell'attuale riforma già passata al Senato in prima lettura ad agosto non cambia sostanzialmente una benemerita cippa nel merito.
Inoltre, di quel budget da 28 milioni di ENIT, solo poco più di 7 (il 25%) sono stati impegnati in spese di promozione (vedi bilancio ENIT 2013).
Nel 2013 l'Agenzia ha di fatto scontato una riduzione patrimoniale per circa 4 milioni di euro, pur conseguendo un avanzo di amministrazione.
Infine la legge di stabilità 2015 taglierà di altri 300 mila euro il fondo per le spese di funzionamento dell'ente che scenderanno quindi sotto la soglia dei 18 milioni, cifra che già rappresentava il minimo storico degli ultimi 7 anni.
Dove si comprende come il piano strategico digitale e non, il TDLAB ed il comitato permanente per il turismo che vorrebbero insediare a Napoli tra un paio di giorni siano solamente ARIA FRITTA del duo Renzi/Franceschini.

Luciano Ardoino ha detto...
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Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

No, nessuna delusione che non sia già vecchia.

Ho letto il testo della riforma al Senato ... ed è cosa che immaginavamo molti mesi fa.
Solo che non mi va di arrendermi e di far finta di nulla come invece conviene a molta gente.

E sul Titolo V continuerò imperterrito a rompere le balle.

Se solo non fossimo così in pochi ...

:(

frap1964 ha detto...

Nel 2013 ENIT ha avuto un budget complessivo di 28 milioni solo grazie all'utilizzo di residui degli anni precedenti.
La dotazione prevista da parte dello Stato era di 18,700 milioni, ma in corso d'opera è stata tagliata a 18,024.
La dotazione iniziale prevista per il 2014 era nuovamente di 18,700 milioni (vedi bilancio di previsione).
Con quei soldi non coprono nemmeno le spese di gestione dell'Ente che arrivano a circa 19,500 milioni. La differenza a bilancio la coprono con circa un milione di altre entrate per affitti, interessi bancari e simili.
Nel 2014 per la promozione, a budget, sono disponibili poco meno di 4 milioni di euro, di cui, per quel che si capisce, 2,5 circa per compartecipazione con le Regioni.
Praticamente vivono per autoamministrarsi
Ora gli tagliano altri 300 mila euro, per cui in teoria dovrebbero avere, nel 2015, 18,4 milioni, ovvero la dotazione che avevano nel 2012.
La sede centrale costa all'incirca 11 milioni.
Le sedi estere, complessivamente all'incirca 8 milioni.
I dati più precisi si leggono dal bilancio di previsione.
Se anche chiudessero tutte le sedi estere (che sarebbe una follia...) ricupererebbero 8 milioni.
Nel confronto con il budget dei ns. diretti competitor non si andrebbe comunque lontano.
L'unica soluzione reale era tagliare una parte dei fondi sul turismo alle regioni per rifinanziare decentemente ENIT, magari vincolando quei soldi su un fondo per azioni di promozione da mettere in atto in compartecipazione con gli enti locali. Invece niente.
La nuova ENIT nascerà con le gambe tagliate e non potrà fare un bel niente. Alla faccia del TDLAB, del comitato permanente sul turismo e di tutto il resto delle pagliacciate e degli annunci di questo governo.

Luciano Ardoino ha detto...

Ci sarebbe l'opportunità di chiedere anche attraverso la CRdQ (pardon se ne parlo sempre) di ricevere dai comuni una piccolissima fetta (circa il 3%) della tassa di soggiorno per dare qualche risorsa all'Enit che oltretutto sarebbe anche sufficiente.
E non credo che quel 3% farebbe morire i comuni poiché i soldi che ricevono per quel balzello non vanno dic erto a finire tutti nel turismo.

Dicono di averlo già richiesto ... boh, forse è anche vero, ma che la risposta dell'Anci sia stata "picche".

:(