venerdì 5 dicembre 2014

Big Data: la cosa mi puzza, e anche molto

Diceva Winston Churchill: «le sole statistiche di cui ci possiamo fidare sono quelle che abbiamo falsificato».

Qualche anno dopo, Darrell Huff, col suo libro “How to lie with statistics”, tradotto magistralmente con l'aggiunta di notevoli nonché interessanti osservazioni dai nostri Giancarlo Livraghi e Riccardo Puglisi (come mentire con le statistiche), elencavano, tra le altre cose, l'esagerata importanza di avere dei dati precisi.
Sarebbe inutile aggiungere che l'esempio non sia mai stato seguito e che tutt'ora ci troviamo di fronte ad un'infinita serie di dati e di statistiche perennemente disuguali tra loro.

Dati e statistiche vengono camuffati e servono principalmente, a chi nel momento amministra qualcosa, per dimostrare il proprio buon operato con segni più alla moda del tre per due, mentre a quelli che sono all'opposizione, con segni meno sullo stile del due per tre.

Ma vengo alla questione che oltretutto mi riguarda molto da vicino,
Da un po' di tempo s'intravvede la possibilità che l'Enit, l'Agenzia del turismo nazionale, si metta di proprio conto a fornirli autonomamente, e per raccontarla tutta, le mie supposizioni sono che per fare la cosa, ecco che useranno i famosi Big Data.
Il tempo poi mi dirà se ho ragione.
Prima però vorrei fare una considerazione, e vale a dire che in verità esisterebbero due progetti, e non uno solo, per ottenere …

Il primo
Premetto che i Big Data sono molto importanti ma non li vedo per nulla (praticamente, per questa questione, dicono cose che già si sanno), e poi anche perché si può fare molto di meglio.
Mi spiego.

L'immagine che segue è una dimostrazione dei Big Data, mentre se volete saperne di più … (ved. video).


E quanto costano i Big Data lo potete leggere qua … con queste cifre è quindi presumibile che per l'Enit, nel qual caso la cosa andasse in porto, lo Stato dovrebbe sborsare una cifra considerevole.
Diciamo una decina di milioni di euro o su e giù di lì, va!! … sempre che vada bene, neh.

Il secondo
Esiste da mo un certo programma (oltretutto c'è un premio di 10.000 euro per chi riuscirà a dimostrane la non fattibilità, ma pare che nessuno ci sia ancora riuscito … e non credo proprio che ci riuscirà mai. Programma che a tutt'ora è stato visto 36.000 volte ... 13.000 su slideshare e 23.000 su questo blog) che oltre a dare i medesimi dati, però precisi al 100% nonché in tempo reale, fornirebbe una marea di altre peculiarità descritte nelle slides sotto.
Oltre al fatto che si conoscerebbe anche lo scopo dell'eventuale visita del turista che è molto importante, e che i Big Data non possono certamente dare.
Il tutto per molto ma molto ma molto ma molto di meno … intendo come costo per le casse dello Stato.
.


C'è inoltre da dire che i presunti “guru” del turismo nazionale stanno reclamizzando a tutto andare i Big Data, vedi le numerose pagine elencate nella “farsa” del TDLAB (dove per altro è annoverato anche il mio personale sistema in pochissime righe nonostante il benessere che recherebbe a tutto il ricettivo).
Big Data rimenato a gran volontà pure nel recente BTO, burla di uguale consistenza con il TDLAB.

Ma come?
Si pubblicizza da matti una cosa che oltre a costare una barca di soldi, non darebbe dei dati precisi come quell'altro che oltretutto costa molto ma molto ma molto ma molto di meno, e produce molto ma molto ma molto ma molte più cose?

I motivi di questa grande forma di marketing ad opera dei “bla bla bla” sono facilmente deducibili e li lascio a voi che mi leggete.

Mentre è anche comprensibile che non mancheranno di certo coloro i quali sosterranno che i Big Data, per l'occasione, siano meglio … ma ben si sa che quella mamma famosa, di imbecilli ne partorisce in gran quantità.
Ma chi è quel deficiente che la mette sempre in cinta, eh!

P. S.: Per dare poi il maggior possibile risalto all'inutilità del BTO che della cosa (il mio secondo programma) pare non possa fregare di meno, e questo nonostante il beneficio che produrrebbe all'intero comparto del ricettivo che annovera dei suicidi, dei fallimenti, dei licenziamenti etc. ... aggiungo un commento di Frap1964 che la spiega senza tanto girarci intorno e che condivido alla massima potenza ... insieme a qualche altro migliaio di persone, neh!!
...
Quella che non si regge proprio, invece, è la catena dei post di grazie a tizio e caio, di risposte del genere "... ma con te è stato un privilegio...", di complimenti ipocriti, di autoproclamazione, di incensamento ed autoincensamento, di retorica, del parlarsi addosso per forza, del fare clan, di strizzarsi l'occhio, del darsi di gomito, come se poi interessasse davvero qualcosa a qualcuno, a parte quelli del loro giro.
Una melassa francamente inutile, lagnosa, stucchevole e pure un po' ributtante, eh.
Di una noia mor-ta-le.
Molto peggio di certi panel di fuffa totale.
Ma che senso ha ?
Si può dire: "E ma che palle, però....!??!!" ?
Vedi tu se c'è una minima critica, uno/una che abbia scritto "questo non ha funzionato", "questo si poteva fare meglio", "su questo mi aspettavo di più".
Tutto al meglio, tutto magnifico, tutto fantastico, tutto perfetto.
E tutto ridicolo, no?







7 commenti:

sergio cusumano ha detto...

E sì, la puzza si sente fino a qua.

Salicchiella Vesuviano ha detto...

@Luciano

Après Pâques, est fête encore.

Traduco in napoletano: apr'è pacc e fet'ancor' (Nel caso volessi la traduzione dal napoletano in italiano fammelo sapere)

^_^

Anonimo ha detto...

Dear Mr. Luciano!!! Ovvio che puzza !!!!!! Questa dei dati, statistiche e percentuali ad uso e consumo flessibile è arcinoto a tutti (dovrebbe) che E' SOLTANTO UNA GROSSA CAGATA !!!

vinc ha detto...

Naturalmente sceglieranno i big data
Nemmeno a pensarlo o dannarsi l'anima che scelgano il meno costoso e più produttivo.

:-((((

Luciano Ardoino ha detto...

Il letame puzza ma è molto utile.

Gregorio ha detto...

Consideriamoci chi vende i bigdata. Che interessi e potenza di condizionamento che ha.

vinc ha detto...

Chi li fa i big data?