martedì 30 settembre 2014

Oltre le recensioni





Di Frap1964 e di me

lunedì 29 settembre 2014

Turismo: Regione Lazio and that's all folks

E' un po' come quando un non vedente chiede un'informazione a uno che è sordo … beh; la risposta te la puoi ben immaginare in che tempi poi avverrà.

Risposta che però non tarda ad arrivare dalla Regione Lazio dove, se dapprima avevano deciso di semplificare la vita delle imprese ricettive del territorio, rispondendo alle esigenze degli operatori del settore che da tempo chiedevano la modifica di una legge anacronistica, con un meccanismo obsoleto che appesantiva la loro attività, ecco che di botto, nella totale cecità e sordità (imho), c'aggiungono delle clausole da far paura.

Infatti lo scorso novembre 2013 con l’approvazione in Consiglio regionale delle modifiche alla legge sul turismo, le aziende laziali del settore alberghiero, le strutture extra alberghiere e ‘all’aperto’ potevano finalmente aprire un’attività subito dopo aver presentato una sola dichiarazione allo Sportello unico dei Comuni, senza aspettare il nulla osta della Provincia.

Allo stesso tempo, così, avevano tolto il pesante e inutile obbligo per gli albergatori di denunciare all’amministrazione provinciale i prezzi minimi e massimi per l’anno successivo facendo solo esporre in modo ben visibile all’interno delle proprie strutture e sui propri siti internet i prezzi praticati.
E fin qui non ci piove.

Ma mi si vuole dire che cavolo di semplificazione è permettere ai cinque stelle di commercializzare il 40% delle camere come quattro stelle, ampliando il range di attività, con più spazio all'attività congressuale, come dichiarato da Giovanni Bastianelli, il DG dell'Agenzia regionale del Turismo del Lazio, da Stefano Fiori, presidente della Sezione Industria del Turismo e del tempo libero di Unindustria e dal Governatore del Lazio Nicola Zingaretti ?? ... la Legge è qui.

Ma hanno idea questi signori il che cosa sia il settore alberghiero (non è un treno, nave o aereo con scomparti ben distinti tra una classe e l'altra), ma soprattutto sanno che il cliente non ama pagare un prezzo per la medesima locazione quando altri, magari addirittura dirimpettai sullo stesso pianerottolo, quel prezzo lo pagano molto di meno?
Oppure che cosa faranno (?) … avviseranno i clienti 4* che più di una marmellatina (si fa per dire, neh) non posso mangiare durante il breakfast mentre quelli a 5* se ne ingozzeranno a gran sazietà ?
Senza contare quella miriade di discrepanze che si creeranno a lungo andare … e i 4* che cosa diranno?

E Federalberghi Roma e Lazio, da come si legge sul fondo su Il Sole24Ore, esprimono piena soddisfazione per il nuovo Regolamento regionale di disciplina delle attività ricettive alberghiere approvato dalla Giunta regionale.

E poi ci chiediamo il perché il settore alberghiero in Italia va male??

P. S.: E nemmeno si può pensare che la “genialata” sia stata partorita per evitare che le associazioni delle industrie farmaceutiche potessero finalmente andare negli alberghi di lusso, considerato che l'antitrust ha già da tempo sentenziato in merito, ossia che non si possono vietare (ved. qui).



... e già che ci siamo perché non commercializzare un bel 20% della capienza anche alla possibilità di un 3*?? ... e poi ai 2* e pure locanda va.
... e hanno una seppur minima idea del bailamme che creeranno con sta trovata in merito alle varie tassazioni di soggiorno e compagnia bella?... e se pagheranno il balzello tutti come un 5*, perché non aggiungerlo alla Legge?

... e in caso di prenotazioni per congressistica (quindi molta gente tutta insieme) come faranno a sostenere chi è quel cliente che rientra nel 40% e quello no?
Mah!!






sabato 27 settembre 2014

TDLAB: ... e tre !! ...

Ahia hia hiaiiii …

… e anche 'sta volta quelli del TDLAB hanno sbagliato i tempi e sono in ritardo.
Colpa del tordo che tarda sempre o decché?

Comunque sia oggi ne abbiamo 27 e ieri doveva arrivare la pubblicazione delle schede progettuali revisionate con gli iscritti ai tre gruppi di lavoro (ved. immagine sopra).
E invece, nisba.

E così pure era successo altre due volte … la prima e la seconda, qui e qua … e oggi quo.
Manca lo zio Paolino Paperino ma adesso vado all'edicola per vedere se è là … magari ci trovo pure la pubblicazione delle schede progettuali revisionate con gli iscritti ai tre gruppi di lavoro che doveva arrivare ieri.

E zic e poi zac, alla moda di Zorro alias Diego de la Vega … a cui nulla sfugge!










Classifica della criminalità nelle città italiane

venerdì 26 settembre 2014

Come legare il turista a Firenze e non farlo scappare

Da oggi a Firenze saranno più scemi a norma di Legge a causa delle raffiche di sciagurate idiozie che partono in quasi tutta l'Italia?
Mah!!

Le presunte idiozie riguardano ancora una volta, manco a dirlo, l'imposta della tassa di soggiorno che per "merito" della delibera n. 50 del 28 luglio 2014 avrà decorrenza dal 1 ottobre 2014 per tutti coloro che pernotteranno negli immobili locati ad uso turistico (nella misura di 2 euro a persona per notte), mentre in tutte le altre fattispecie di locazioni l'imposta non è dovuta.
Nonché ai turisti provvisti di mezzi di pernottamento autonomo che usufruiscono delle aree di sosta aperte al pubblica (nella misura di euro 1,00 a persona per notte).
Pertanto anche ai campers e alle roulettes.

Idiozie poiché è abbastanza normale che fatta la Legge trovato l'inganno, con la chiara conseguenza, per quanto riguarda gli immobili locati ad uso turistico, che tali locazioni verranno automaticamente, e in un battibaleno, trasformate in locazioni transitorie o temporanee ad uso abitativo, per le quali l'imposta non è dovuta.
Ma perché le istituzioni devono sempre mettere la popolazione nella condizione di ingegnarsi per manlevarsi dalle loro str...anezze?
Complimentoni!

Ma ancor più complimentoni per il fatto che già un'altra città c'aveva provato col risultato che subito dopo ha fatto un repentino dietrofront ritornando così tra la gente “normale”.
Questa città è Perugia che dal 1° agosto 2013, data di entrata in vigore della legge regionale n. 13 del 12 luglio 2013, “Testo unico in materia di turismo”, è stato abrogato l’art.48 della legge regionale n. 18 del 27 dicembre 2006, avente ad oggetto “case ed appartamenti locati ad uso turistico”.

Ma pare che l'esempio non sia bastato, come a dire che una botta sola sulle balle non procura a loro dolore, e allora giù a martellarle a ripetizione … tanto il dolore se lo becca chi in questo settore ci sopravvive.

Negli Stati Uniti, che presunti idioti non lo sono di certo, si paga un forfait una volta, validità 2 anni, solo con carta di credito e solo via web.
Oppure non entri nel Paese.
E comunque, se anche hai pagato, non è detto che entri.
Vabbeh, da noi probabilmente per via di certi trattati non si potrebbe fare ma ci si potrebbe mettere tutti d'accordo per una volta e non menare il torrone con una moltitudine di disparità tra l'una e l'altra nazione (ved. Iva turistica).

Personalmente, ma non solo il solo a pensarla così (Frap1964 è della medesima opinione), caricherei il costo su una card turistica nazionale multiservizi che offra tutta una serie di vantaggi e stop.
Meno rotture di scatole per tutti.
Ma è cosa troppo furba.
Questi vogliono la tassa e pure la card.
E si credono che il turista sia uno da tosare ben benino.

Col risultato che nel confronto con i competitors perdiamo a tutt'andare … tanto a loro basta dare due dati (prefabbricati?) dove c'è sempre scritto che tutto va bene Madama la Marchesa, mentre la Bankitalia dice che non è vero e che nei medesimi primi sei mesi c'è stato praticamente un pareggio.


Itaglia!!

Mi verrebbe da proporre un sorteggio per scegliere i nostri rappresentanti istituzionali o forse sarebbe meglio un gratta e vinci per il giusto coronamento di quelle Leggi fatte a caso.
Anzi, lasciatemelo dire: a cazzo!!











giovedì 25 settembre 2014

TTT (Tourism Think Tank) ... ne sentiremo delle "belle".

Mercoledì prossimo in Lario Fiere a Erba al TTT farò la mia prima apparizione come relatore in Italia.
Eh già!

Dieci anni del più assoluto silenzio (a parte ovviamente 'sto blog) perché in quelle poche manifestazioni o chiamatele come vi pare, e che ho avuto la sfiga di partecipare come semplice ascoltatore, beh; due bocce grandi così (apertura totale delle braccia).

Non ho imparato un razzo a parte pochissimissime (e pure un altro “issime”) eccezioni.

Perché lo faccio?

Primo perché l'invito m'è arrivato da un caro amico, Roberto Peschiera, poi perché la questione mi sfagiola alquanto (le recensioni), ed infine per le due possibilità che credo siano mature al punto giusto, e che dovrebbero dare per davvero dei buoni suggerimenti.
Sia all'albergatore che ai “recensori” ma soprattutto a quei grandi professionisti di TripAdvisor.

Grandi professionisti, e non me ne voglia nessuno per questa definizione, perché è innegabile che hanno saputo trarne profitto, nonché considerando l'enorme parlare e digitalizzare al loro indirizzo, Beh; che dire … forse che hanno raggiunto il loro scopo?
Certo che sì!

Ma come sempre accade in tutte le cose ... si può fare di meglio, e arginare alcune cosette che non è che siano così qualitativamente professionali nel ... quindi ci provo.

Combattere TripAdvisor è praticamente impossibile (sono troppo bravi) se non aumentando la qualità di quanto propongono, cercando quindi di percorrere lo stesso “carrruggio” (vicolo stretto ligure) ed eventualmente aiutarli per indirizzarli laddove … beh; vedremo.


... mentre finora (imho) ... ved. link video sotto!!





mercoledì 24 settembre 2014

Perché UnaHotels ha un miliardo di debiti con le banche ?

Il problema va posto così; si può fare un debito di circa un miliardo di euro con un portfolio di 31 strutture con 31 mila camere, dagli iniziali otto alberghi a cui man mano se ne sono aggiunti altri 23, e in “soli” 13 anni?

Parlo dell'UnaHotels, impegnata più che altro nel business travellers, e che secondo notizie che girano da un bel po', grava un'esposizione consolidata verso il sistema bancario per circa un miliardo verso un pool di istituti: UniCredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Bpm, Bnl, Ugf e il Credito Cooperativo Fiorentino ... un tempo di proprietà dell'imprenditore toscano Riccardo Fusi con Elena David come AD già dalla fase di start up per il brand UNA Hotels e Resorts.


Elena David, comincia la sua avventura nel settore alberghiero con StarHotels e in soli 8 anni raggiunge la qualifica di DG ed entra nel CDA della medesima.
Quindi il balzo all'UnaHotels e …

… e nel frattempo riceve una valanga di ambitissimi premi, tra cui il Bellisario nel 2004, la vice presidenza di Federturismo (nel 2012, e vale a dire quando le cose non sembravano andassero poi così bene), mentre per il resto, considerata la mole degli incarichi istituzionali e dei riconoscimenti incassati, vedere qui, per evitare di fare notte.

Già un anno fa, credo sulle pagine del Sole24Ore di cui non riesco più a trovare il link (spero di non sbagliare), la catena alberghiera varò un nuovo piano per valorizzare le strutture per un importo di 12 e un po' milioni di euro da distribuire in un quinquennio, affermando quindi che non sarà ceduta alle banche.
Ora, per chi di questo settore ne mastica anche solo un pochettino, ma anche molto meno di quel poco poco, la cosa era ed è improponibile e, per quanto mi riguarda, totalmente assurda.
Primo perché le banche, opinione strettamente personale, di un asset così “disastroso” e considerando i tempi di crisi ormai perenne, non credo proprio che fossero granché interessate alla cosa, ma probabilmente più propense a disfarsene nella frenetica ricerca di nuovi acquirenti per rientrare con le palanche.
E poi … mi si vuole dire che cippa rinnovi con 430 euro (80 euro all'anno) per stanza?
E probabilmente nemmeno necessari per i cioccolatini da mettere in omaggio vicino al caffè … si fa per dire, neh!

Ma non vorrei aggiungere altro, nella speranza che qualche anima buona mi possa spiegare se la causa di tutto questo sia da attribuire o dipenda da gestioni spesso poco illuminate, scarsamente oculate, dell'incapacità di creare società con masse critiche adeguate o che cosa.

Vero è che dal 2008 ad oggi il fatturato medio dell’azienda alberghiera italiana si è ridotto di circa il 40%, e questo nonostante le sempre ottimistiche statistiche che si leggono da tutte le parti atte più che altro a salvare il proprio sedere da cadreghe importanti nonché quelle istituzionali che tanto bene fanno al proprio portafoglio ma non a quello di chi lavora in questo comparto.

Ed esaminando le ultime successe nel panorama italiano …

Il fallimento di Parmatour (e qualcosa ne so durante i tempi di Club Vacanze), la società appartenente alla famiglia Tanzi prima del default di Parmalat, e quello del gruppo Ventaglio restano i due esempi più classici di cattiva gestione.
VALTUR con 22 strutture ricettive in Italia e all’estero e un fatturato di circa 200 milioni di euro segna un indebitamento di 303,6 milioni di euro, di cui 62 verso le banche, 85 verso i fornitori e 96 nei confronti di Erario ed Istituti di Previdenza.
ATA HOTELS ha negoziato con le banche la sua uscita da Fonsai, un difficile salvataggio che porterà all’aggregazione con Unipol e alla creazione del secondo gruppo assicurativo italiano.
UNA HOTELS esposto a debiti per circa 1 miliardo verso un pool di istituti tra cui UniCredit, Intesa Sanpaolo, MPS, BPM, Bnl, Ugf e il Credito Cooperativo Fiorentino.
ACQUA MARCIA in crisi di liquidità, per far fronte ai debiti con le banche, dovrà vendere le sue proprietà alberghiere in giro per l’Italia come il Molino Stucky a Venezia.
BOSCOLO HOTELS è appesantito di 300 milioni di debito nei confronti di Unicredit, MPS, Bnp-Bnl e VenetoBanca.
NH HOTELS ha concluso il processo di rifinanziamento grazie a un accordo siglato dalle 33 banche che possiedono il debito della compagnia, la transazione prevede una copertura pari a 729,8 milioni di euro, con scadenza da 3 a 5 anni. Il Gruppo ha, inoltre, concordato i termini del rifinanziamento del debito in Italia per un importo di 75 milioni di euro.

Mi verrebbe da chiedere se di buoni DG o AD nel settore alberghiero, in Italia, ce ne sono ancora.

P. S.: Unirle?
Impossibile … ma nemmeno poi troppo.






martedì 23 settembre 2014

Aumentano i B&B e calano gli impiegati nell'alberghiero

Secondo una opinione personale l'apertura dei B&B è direttamente proporzionale alla perdita degli impiegati nel settore alberghiero e ...

… il B&B è considerato generalmente più economico delle altre forme di alloggio turistico come hotel o residence, e più caro rispetto agli ostelli o campeggi.

Sono regolati da leggi regionali, che si rifanno tutte alla Legge 29 marzo 2001, n. 135 - “Riforma della legislazione nazionale del turismo” e sono distinti dagli affittacamere.
Si deve trattare in ogni caso di una attività a conduzione familiare, condotta cioè da privati all'interno della propria abitazione e dimora, ovvero il luogo in cui si vive abitualmente.

Il numero massimo di stanze e posti letto adibite al servizio varia a seconda della legge regionale; in genere c'è un limite di 3 stanze e 6 posti letto, ma alcune regioni ne consentono di più.
In Liguria i B&B possono aprire per massimo 210 giorni l’anno (è stata presentata una proposta per farli diventare 240) contro i 365 della Campania e della Toscana, i 305 della Sardegna e i 270 della Emilia Romagna … un pastrocchio senza mai fine che in poche parole da l'esatta dimensione che è immediatamente necessaria la riforma del Titolo V.

La colazione fornita deve essere composta di cibi preconfezionati poiché i B&B non sono autorizzati a preparare, manipolare e servire alimenti, salvo diverse disposizioni regionali.
Ma sarà poi vero che nei B&B non manipolano gli alimenti?

A seconda dell'arredo, dell'ubicazione, della presenza o meno del bagno in camera, dei servizi offerti (cambio lenzuola, pulizia, TV o altri apparecchi elettronici in stanza, tipologia di colazione, ecc.), i B&B vengono in talune province classificati dalle Aziende Provinciali per il Turismo (APT) o da apposite commissioni comunali.
Sono comunque ancora poche le regioni nelle quali avviene una classificazione, spesso non gradita dai gestori stessi che vedono in tal modo vanificare le peculiarità di ciascun B&B a favore di una standardizzazione del servizio offerto. 
Eh?
Eh già, non sia mai detto che debbano essere controllati, neh!

Alcune associazioni classificano a loro volta i B&B, ma tali classificazioni non hanno alcuna validità a livello nazionale o internazionale, sono semplici criteri atti ad assicurare l'esistenza di determinati accessori o servizi all'interno di una struttura.
Altro esempio di stupidità collettiva.

Normalmente per aprire un B&B è sufficiente comunicare l'inizio dell'attività e i relativi prezzi presso il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del proprio Comune.
Dal punto di vista fiscale (secondo la risoluzione del Ministero delle Finanze n. 155 del 13/10/2000) non è necessario aprire una partita IVA in quanto l'attività di B&B deve essere esercitata in modo saltuario, ed è sufficiente il codice fiscale del titolare da apporsi anche sulla ricevuta (non fiscale) che è obbligatorio rilasciare al momento del pagamento.
Per importi superiori agli euro 77,47 è inoltre obbligatorio porre sulla ricevuta una marca da bollo da 1,81 euro che generalmente viene fatta pagare al cliente (l'obbligo della apposizione è però a carico del gestore).
In questo caso vorrei proprio sapere quanti lo fanno.
Trattandosi per legge di attività saltuaria, è inoltre obbligatoria la chiusura per alcuni mesi all'anno e non sono consentiti soggiorni per più di 30 giorni consecutivi.

Beh, detto questo, credo che la questione necessiti di un urgente studio che oltretutto è già bello che pronto nella CrdQ (Classificazione Ricettivo di Qualità appena proposta al TDLAB) per porre uniformemente delle basi per non permettere più che … ci siamo capiti, neh!






lunedì 22 settembre 2014

Lampada dei desideri in mano e fanne tre per il turismo

Da un po' di tempo in qua noto che le istituzioni non fanno altro che chiedere delle opinioni al “basso” per manlevarci (dicono) dalla bratta perenne del turismo nazionale.
Traduco “basso”: quella gente che istituzionalmente, e forse non solo, non conta niente.

Già di per se stessa la parola “basso” me le fa girare un po' ad intermittenza; vale a dire in senso orario e dall'altra parte … dipende da chi c'è al Governo, che tanto non cambia mai una mazza frusta.
Ma tanto “alti” non lo devono essere 'ste signore/signori (le istituzioni) in considerazione di come la va in tutti i settori, neh!
Vabbeh!

Alcuni sostengono, i più maliziosi e forse a ben ragione, che questo sia per accontentare il popolo beota e per fargli intendere che la sua opinione è sì importante, mentre alla fin fine faranno come razzo gli pare e già programmato da tempo immemore.

E allora …
lampada dei desideri in mano, e farne tre da dedicare al turismo in Italia anche per capire davvero l'opinione di noi del “basso”.

I miei tre desideri:

1) Togliere immediatamente la competenza sul turismo alle Regioni e lasciare il solo controllo della qualità nel ricettivo.
Perché?
Beh, perché ormai hanno già ampiamente dimostrato che da quando ci sono loro (Titolo V), ad arzigogolare questo settore, va sempre peggio.
Non che prima andasse molto meglio, ma almeno si risparmiava quelle consulenze di cui non se ne capisce l'utilità, nonché pagate fior fiore di quattrini … nostri.
E quei “mi piace” ricercati sui socials in gran quantità e che secondo loro fornirebbero le presenze e i pernottamenti … poi se vai a vedere su facebook ti accorgi che esiste l'opportunità, pagando (sempre con in nostri sghei), di riceverne un mucchio … ma di questo ne parlerò a breve.

2) Nuova ENIT e non aggiungo altro.


That's all … folks?












domenica 21 settembre 2014

Spariti (rapiti?) 30 milioni di turisti stranieri in un solo anno

L'OCSE dichiara che i turisti esteri che vengono in Italia sono qualcosa come 76 milioni e rotti, portando così il Bel Paese come la seconda nazione, dopo la Francia, a riceverne di più.
Balle! … rosse, verdi, blu e pure gialle!!

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) (in inglese Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) non è altro che un'organizzazione internazionale di studi economici per i paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico ed un'economia di mercato.

L'organizzazione svolge prevalentemente un ruolo di assemblea consultiva che consente un'occasione di confronto delle esperienze politiche, per la risoluzione dei problemi comuni, l'identificazione di pratiche commerciali ed il coordinamento delle politiche locali ed internazionali dei paesi membri.

Eh?

Economia di mercato?
Occasione di confronto?
Coordinamento delle politiche locali ed internazionali?
Identificazione di pratiche commerciali?

E come definire quei 30 milioni e passa di differenza che mancano all'appello?
In verità un aggettivo appropriato l'avrei pure ma passo oltre.

Quindi “quelli” (OCSE) le “sparano” talmente grandi da far arrossire di vergogna anche i cannoni di Navarone, ma chi vede questi dati, che cosa fa?

In definitiva le presenze straniere nello Stivale sono 46 milioni (dati UNTWO e confermati da tutto il mondo ... OCSE esclusa) … ma non si potrebbe cominciare a pensare di finirla con questo andazzo di statistiche e dati da far paura?

Bene, pochi giorni fa è stato presentato un progetto al TDLAB per togliere di mezzo, in una maniera facile facile e definitivamente, questa problematica che definire sciocca è ben poca cosa. 
Sia sotto l'aspetto della corretta informazione che in quello della moneta sonante, visto che costano delle palanche e non sono quasi mai veritiere.
Senza poi contare che l'OCSE ha appena emesso i dati del 2012 e quel programmino li darebbe in tempo reale.

Riusciranno i nostri “eroi” radunati a Roma a capirne l'utilità considerando che anche questa è digitalizzazione?

Ai posteri l'ardua sentenza.






sabato 20 settembre 2014

italia.it: ... non credo che sia una sola questione di culo, neh !!

... e se non ce l'hai, almeno mettici gente che sappia ciò che s'ha da fare; poi se è addirittura intelligente, beh; è anche meglio.
E ragionare col sedere non porta granché fortuna ... credo.
Comunque sia ...

... secondo un articolo comparso su Wired a firma Marina della Croce (tra l'altro dove si notano delle imprecisioni e dei meriti non granché presunti … vedi mio commento all'interno del post) la chiusura del portale italia.it sarebbe imminente.

Il liquidatore di Promuovitalia Antonio Venturini, nella lettera inviata ad Unicity SpA, avrebbe imposto alla redazione di Italia.it di continuare a lavorare sino al prossimo 25 settembre (giovedì ??) comunicando nel contempo l’impossibilità di pagare i compensi degli ultimi sei mesi di lavoro per “problemi di cassa” e, come aveva già svelato Alberto Crepaldi su il Fatto Quotidiano, rescindendo unilateralmente il contratto operativo per “motivi di pubblico interesse”.

Inoltre ACI Informatica non avrebbe ancora firmato il rinnovo della convenzione, scaduta a fine giugno 2014, per i servizi di housing, hosting, sicurezza e manutenzione del portale, essendo stata “costretta” ad accettare un compenso nettamente inferiore rispetto al passato, pare.
Quindi, in teoria, potrebbe semplicemente “chiudere i rubinetti” a breve, in qualsiasi momento.
Va ricordato che sulla Gazzetta Ufficiale n.13 del 16-1-2013 – suppl. ordinario n. 5 era stato pubblicato il bilancio di previsione triennale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il triennio 2013-2015, opera del governo Monti. Da un estratto relativo ad alcuni capitoli di bilancio per la missione turismo si legge


Capitolo 896: SPESE PER LA REALIZZAZIONE E LA GESTIONE DEL PORTALE NAZIONALE DEL TURISMO
2013 :   €   1.000.000
2014 :  €    956.510
2015 :   €      964.972
Con il trasferimento dell’ufficio del turismo dall’ex Dipartimento per gli affari regionali, turismo e sport della Presidenza del Consiglio presso la direzione generale delle politiche del turismo del MIBACT, avvenuto nel 2013 sotto il governo Letta (ministro Bray), anche questi fondi dovrebbero essere stati trasferiti, in teoria, al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Dove sono finiti? ... e già qui descritti a suo tempo


... i deputati Aris Prodani e Mara Mucci riusciranno a farci svelare il mistero?

... o sarà il caso di far intervenire lui, il mitico Diego de la Vega, in arte Zorro? 


Nel mentre accadeva tutto ciò, la società consortile Explora SCpA (Expo 2015), i cui soci sono questi, sotto la direzione generale di Josep Ejarque (Four Tourism) e nel giro di soli sei mesi, ricorrendo ad una serie di almeno dodici diversi affidamenti diretti a dodici diverse società, sempre sotto la soglia comunitaria dei 40.000 euro, ha messo in piedi la beta di questo portale [B2C] in 8 lingue diverse e di questo portale [B2B] per la promozione e la promo-commercializzazione di Expo 2015.
Inoltre, da ieri, ha reso disponbile online il nuovo sito www.wonderfooditaly.infoil club di prodotto dedicato alle CittàDelGusto di Wonderful Expo 2015, ovvero le migliori food destinations del nostro Paese.
Non mancano ovviamente blog e social.
Importo complessivo, ad oggi, per quanto dichiarato da Explora scpA sul suo sito, di € 360.460,00 +IVA ... cippa che differenza con italia.it !!


 [ link ]


Il confronto tra Wonderful Expo 2015 ed il portalone nazionale, costato, ad oggi, diversi milioni di euro, appare, anche solo a prima vista, quantomeno sconfortante ed impietoso.
Italia.it nemmeno ospita, al momento, un semplice link diretto al portale di promo commercializzazione di Explora SCpA.
Sarebbe il caso, davvero, di farsi più di qualche seria domanda sul futuro del portale nazionale del turismo ... ma tutto tace e chi dovrebbe se ne guarda bene dal dire o spiegare qualcosa. 
Mentre i "professoroni" che mietono "grano" nel web, sono più attenti a ricevere dei "mi piace" su facebook e sparare delle str ... anezze che pensare realmente ai problemi del turismo, neh!









venerdì 19 settembre 2014

italia.it: occhio e malocchio, prezzemolo e finocchio. Se poi ci metti pure il cacio con le pere ... s'arriva all'ec-cesso.

Diamine!

italia.it è nella cacca completa … tra pochi mesi si aprirà l'Expo 2015 … il #TDLAB “a gratis” (e sul "gratis" mi girano le bocce a mo di ventilatore) sta cercando in tutte le maniere di dare un senso e una costruttività al portale degna delle palanche a gogò sperperate negli anni … e a parte i soliti due (questo blog e quest'altro) il silenzio assoluto … oltretutto lì (italia.it) c'è gente che non prende un euro dal febbraio scorso … e i guru del turismo nazionale sul web ci raccontano quanto è bello e buono il cacio con le pere.

Ieri notte me li sono cercati un po' tutti questi “professoroni” sui vari socials per vedere se accennassero al fatto durante gli ultimi tempi e ...
Risultato?
… 'na sega.

Tra chi parlava di abbacchio, finocchio, pinocchio, ranocchio (eh già, c'è sempre qualcuna che è ancora in attesa di baciare la rana per tramutarla in un principe azzurro nonostante abbia dei figli che hanno quasi quasi maturato la pensione) … niente, non ho trovato una sola loro parola che fosse riferita all'increscioso fatto del portale ... e a questi gli infilassero davvero un dito nell'occhio ... e così le balle mi sono arrivate fino al ginocchio.
Toh, ho fatto la rima.

Per fortuna (ved. qui) non tutti sono così e due deputati non appena informati della questione hanno presentato due interrogazioni parlamentari per saperne di più (una e due).

E i “guru” e i “professoroni” ir-responsabili fino all'ec-cesso, continuano a scrivere di cacio e di pere senza stare ... all'occhio, neh. 






giovedì 18 settembre 2014

italia.it: fermi tutti questa è una ... piccola rapa

La prima esclamazione mentale che m'è venuta dal cuore ieri a Roma quando sono entrato al MIBACT per la riunione del TDLAB, il Laboratorio del Turismo Digitale che dovrebbe dare il “LA” appunto al riordino anche di italia.it (il portale del turismo), è stata: “porca eva noi siamo qua a darci da fare per cercare di migliorarne un po' l'andazzo mentre questo (italia.it) se ne starà probabilmente chiuso per chissà quanto tempo.
La situazione che s'è creata lì negli ultimi mesi è abbastanza nota ma per darci una botta nonché per evitarmi delle lunghe e stressanti ricerche sul web, estrapolerò dal blog dell'amico Frap1964 alcuni brani poiché ne ha già parlato da tempo.
Frap che come al solito è più preciso di non so che e che per l'occasione scrive ...

Il Fatto Quotidiano pubblica un articolo a firma Alberto Crepaldi secondo cui Promuovitalia, stazione appaltante dei servizi redazionali del portale italia.it, nei giorni scorsi avrebbe unilateralmente rescisso il contratto attualmente in essere con Unicity SpA.
Secondo Il Fatto, il recesso sarebbe avvenuto per mano dell’attuale commissario liquidatore di Promuovitalia Antonio Venturini ed avrebbe avuto il pieno avvallo del ministro Dario Franceschini.
La clausola adottata sarebbe quella riconducibile al punto 11.6 del contratto operativo in essere che, a quanto pare, prevederebbe espressamente il recesso nel caso di “sopravvenuti motivi di pubblico interesse”.
Sembra che il pubblico interesse consisterebbe sostanzialmente nel fatto che la gestione del portale italia.it, per effetto dell’approvazione del disegno di legge n. 1563, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo” sarebbe ora passata ad ENIT; che contestualmente è stato però commissariato, come noto.

Il disegno di legge prevede altresì la liquidazione definitiva di Promuovitalia.
Va ricordato che Promuovitalia è società partecipata al  100% da ENIT, che ne è formalmente socio unico, anche se, per statuto, ha sempre agito sotto il controllo dell’ex DSCT della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento che ora è confluito nella direzione generale per le politiche del turismo del MIBACT.
Per cui i “motivi di pubblico interesse”, se davvero questi, suonerebbero abbastanza “curiosi”, se non forse un probabile pretesto.
A fronte di un originario bando di € 2.030.000 + IVA, la gara per l’assegnazione dei servizi tecnici per la redazione del portale nazionale del turismo fu riaggiudicata il 30 marzo 2012, dopo un contenzioso durato ben 16 mesi, ad Unicity SpA; per un importo di € 1.548.000 nel periodo del triennio giugno 2012 – giugno 2015.

Promuovitalia aveva però chiuso il bilancio 2012 in rosso chiedendo al socio unico ENIT di coprire buona parte delle sue perdite e precisamente una quota pari a € 229.087 su € 291.679 di disavanzo.
Il bilancio 2013 di Promuovitalia non è stato ancora pubblicato ed a luglio 2014 la sua approvazione è stata rimandata a successiva assemblea: pare si annunciasse ancor più disastroso del precedente, con disavanzo attorno al mezzo milione di euro, sembra.
Figuriamoci qundi quale potesse essere la situazione economico-finanziaria della società, nel 2014, al momento della nomina del commissario liquidatore.
E’ molto probabile che questi si sia trovato nell’impossibilità tecnica oggettiva di poter erogare i regolari compensi ad Unicity SpA ed abbia perciò utilizzato, ma solo ora, la clausola di cui all’art. 11.6 di cui sopra semplicemente per evitare di dover pagare oltre € 500.000 per il periodo residuo, cioè sino a naturale scadenza del contratto operativo in essere, nel giugno 2015: va ricordato che la redazione del portale, da febbraio 2014, pare non percepisca un euro.

Il bilancio di previsione 2014 di ENIT mostra peraltro come l’Agenzia in commissariamento difficilmente sarebbe in grado di “coprire” nell’esercio 2014 tale importo “straordinario” a sua volta.
Entro fine anno il commissario straordinario di ENIT, Cristiano Radaelli, dovrebbe comunque presentare il piano di trasformazione dell’Agenzia ENIT in ente di diritto pubblico, con l’approvazione di un nuovo statuto.
Ora, considerati i tempi medi necessari per espletare una qualsiasi gara nella PA (enti di diritto pubblico compresi) e visti anche i precedenti storici (sia di Promuovitalia che di ENIT), c’è il rischio, o forse la matematica certezza, che il portale italia.it rimanga completamente fermo, dal punto di vista redazionale, forse per un anno o più.
E tutto questo nel momento peggiore, in un periodo in cui EXPO 2015 è ormai alle porte.
A questo punto occorrerebbe valutare l'opportunità di presentare un'interpellanza urgente e/o un'interrogazione a risposta immediata in commissione (non scritta, perché dal governo rispondono tipicamente, quando lo fanno, dopo mesi) al ministro Dario Franceschini.



Fortuna vuole che proprio il giorno 16 settembre 2014 … vedi qui e poi vedi qui, hanno presentato due interpellanze urgenti (interrogazioni a risposta immediata) in commissione (non scritta, perchè dal governo rispondono tipicamente, quando lo fanno, dopo mesi) al ministro Dario Franceschini. … pertanto a breve dovremmo sapere se tutto quel lavoro che stanno facendo al TDLAB potrà avere un seguito in merito a italia.it oppure se si dovrà aspettare che … ecchennesò!
... senza dimenticare chi nel portale ci lavora e che da mesi non percepisce un'emerita mazza di niente.
Non è mica bello, neh!
P. S.: Forse, un po' più d'interesse per questa questione (mica si tratta di pizza e fichi, neh!) da parte dei professoroni del turismo che s'aggirano indefessi sul web e che ad ogni digitata lasciano cadere le loro perle di grande saggezza che gli umili raccolgono estasiati da cotanta bellezza pigiando il “mi piace” a tutt'andare … non sarebbe più produttivo, o no ?








mercoledì 17 settembre 2014

La mia espressione all'uscita dal TDLAB

La mia espressione all'uscita dal TDLAB ... a domani la spiegazione e comunque sono professionalmente contento.



... però non sono riuscito a rubare la marmellata nonostante quello sguardo da furbetto, e probabilmente perché non ce n'era ... ma dove l'avranno messa? ... e nemmeno c'era un bicchiere d'acqua ... mannaggia al Maitre D'





Fare turismo e' una cosa seria, ma non per tutti ? ... ! ... ?

Giovedi’ scorso, Remo Vangelista, direttore del TTG, scriveva di buon mattino, quanto sotto riportato ad apertura del giornale che dirige

Bisogna prendere l’occasione al volo Niente passarella e basta ma question time con gli operatori del settore. Il ministro Dario Franceschini ha deciso di passare attraverso la strada più difficile ed ora tocca al mercato. Non serve la polemica continua, i brontolii del fondo della sala. Adesso i protagonisti possono e devono scendere in campo per lanciare richieste e proposte al responsabile del dicastero Turismo. Inutile dire che non serve a nulla, perché per dimostrare che il comparto è vivo bisogna mettersi in gioco e cercare il confronto a ogni costo

Remo e’ certamente persona acuta, ed il suo appello ho paura che cada nel vuoto, forse questo spiega (ad oggi Domenica 14 settembre) pochi tws e pochi like.

Il motivo e’ molto semplice, ad oggi Franceschini ha solo emanato proclami, e non ha certamente intrapreso nessuna via complessa, anzi ha semplicemente continuato a favorire personaggi di dubbia rilevanza e importanza.

Mi spiace che Remo, persona che stimo, abbia dimenticato che abbiamo in corso una vergognosa soap opera gestita ed imbastita ad hoc come il TDLAB, che racchiude in essa il peggio della lunga mano della politica nel turismo che ha generato e genera mostri.

Cito solo l’ultimo post di uno di questi soggetti ‘ll buon giornalismo esiste e per una volta si dedica seriamente al tema turismo. Come a sottolineare che gli articolo apparsi su Economy up e L’Espresso sono garbage perché si permettono di puntare il dito nei loro intrallazzi, mentre invece chi esalta il turismo ma non ne evidenzia i difetti e’ un buon giornalista. Mi spiace ma con questa gente non ci può essere nessuna forma di dialogo.   

Solleva solo la notizia, che alla fine il ‘dirupo’ ha generato il topolino, 128 partecipanti che il 17 si racconteranno ancora non si capisce cosa, perché se escludi i pochissimi addetti ai lavori, ti ritrovi con i soliti ruffiani, a cui si aggiungono soubrette in cerca di notorietà politica, venditrici di ombrelloni e vari clown fake.

Quindi come vedi caro Remo, la passerella che tu invochi di non fare, purtroppo esiste ed e’ anche supportata da gente che ovviamente tenta il tutto per tutto per accaparrarsi qualcosa.
Ovviamente tralascio la poca trasparenza che ho gia’ ampiamente sottolineato ed il fatto che la stampa turistica abbia pressoché ignorato – guarda caso – gli articoli sopra citati. Riconosco invece a Formazione Turismo di averne dato notizia immediata, sottolineando tutte le evidenti distorsioni di questa vicenda, che definirla poco seria e’ dir poco.
Anche Luciano Ardoino giornalmente, fino ad apparire asfissiante non smette di sottolineare, anche anomalie di mera caratura tecnica.

L’appello di Remo sarebbe oltremodo condivisibile se non ci fossero tavoli, perché non servono, serve una politica del fare in modo serio e pulito, una dinamica di ricostruzione del turismo basata su fatti concreti raccontati da soggetti riconosciuti dal settore - e non da avventurieri - alla cui base si erige la meritocrazia.  Bisogna quindi prima stabilire chi e' davvero facente parte di questo comparto e poi iniziare a riscrivere le regole del gioco che debbono necessariamente essere condivise.

In questi ultimi giorni ho trascorso molte ore con vari startuppers del mondo, vi sono stati grandi e importanti eventi, e molti ve ne saranno nelle prossime ore.

Vi e’, vedi Remo un grande fiorire di idee davvero innovative che passano attraverso quello che gli americani definiscono ‘distruptive’ ovvero quel segno di rottura con il passato che permetta al segmento travel di passare ad un grado superiore, ovvero innovare. Fatti, non parole, che nascono dal basso, e non calati dall'alto.

Un segno che in Italia non si vuol dare perché e’ comodo rimanere dove siamo, per tutta una serie di motivi che tu dovresti probabilmente conoscere meglio di me. Il Turismo ormai investe in sharing economy, crowd funding, food, travel blogs e altri segmenti,  sono questi che bisogna chiamare a partecipare al cambiamento.

Questo segno di cambiamento siamo chiamati anche noi a darlo e molti lo stanno già facendo, molti di piu’ di quelli che si possano pensare, perché alla indifferenza siamo passati al disgusto, e al muovere guerra a questi soggetti. Una guerra combattuta evidenziando incontri di contenuto contro scatole vuole, incubatori di innovazione contro interessi personali ecc







martedì 16 settembre 2014

Ma vai a cagare ! ... al plurale

E' inutile girarci intorno e menare il torrone.

Al TDLAB ci sarò, costi quel che costi, e ben poco conto hanno e avranno le innumerevoli sollecitazioni dubitative, soprattutto amichevoli (che ringrazio da matti ... eccome no), del perché alla fine ho deciso così.

Questo blog fu il primo a sostenere fin dai tempi della mia prima lettura del DDL (poche balle, neh!), poi approvato dalle Camere, che quel Laboratorio del Turismo Digitale sarebbe stato un clamoroso fiasco e più di 50 post credo l'attestino più che a sufficienza.

Post che come al solito mi hanno riversato l'ennesima tonnellata di letame da chi so io e di cui non credo proprio di dimenticarne nel tempo la provenienza (le parole corrono e tutte le strade portano a Roma, no?), a cui però hanno fatto seguito dei messaggi personali quasi a rimproverarmi per aver scelto di essere presente.
Ma lor signori che professano (a parole) questa grande amicizia, rispetto e in alcuni casi anche amore e chissà che altro nei mei confronti, dove razzo erano quando giornalmente mi "spendevo" l'immagine che non è che faccia poi così schifo, neh ?
Come mai se ne stavano zitti (ben pochi a parte) dietro ad un cantuccio per vedere l'effetto che fa mandandomi adesso queste "calde" parole ?

caro Luciano, se hai ben capito che non ti daranno minimamente ascolto e la cosa è già da tempo programmata, perché ci sarai ?

non hai imparato che, talvolta, il Principe invita a corte anche un qualche dissidente, per così dimostrare all’universo mondo che egli è illuminato e plurale?!

quello del DTLAB è un programma ambizioso ma estremamente confuso, e riusciranno a capire in 5 minuti le tue proposte se non l'hanno mai fatto in tantissimi anni ?

se contesti, e bene fai, la genesi stessa dell’iniziativa Td Lab, perché vi hai partecipato? Corri semplicemente il rischio di far l’utile idiota, portatore d’acqua;

sei tu che dovresti esaminare le loro proposte e non l'opposto!!!

il risultato finale sarà che copieranno i tuoi suggerimenti per farseli loro pensando d'essere all'altezza di programmarli nel modo che tu invece stai studiando da moltissimi anni.

E così pure delle mail ricevute da altre nazioni distribuite un po' da tutte le parti che non sto qui a riportare per non fare notte.

Ma è possibile, cari amici miei (?), che non vi sia mai balenato, neanche per sbaglio, il motivo del perché ci sarò.

Dai, su!











lunedì 15 settembre 2014

... anche Zorro nel TDLAB

Oh, mamma mia!


L'intervista a Diego de la Vega, in arte Zorro

D. Salve Diego, anzitutto grazie per la Sua disponibilità. Ci parli di Lei.
R. Mi chiamo Diego Zorro, sono uno startupper, lavoro al Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, il VEGA.
Il giorno 10 agosto 2014, esattamente alle 14:10 ho aderito al TDLAB – Gruppo Promozione e Commercializzazione.
D. Sì certo, come no. E alla domanda Ecco come penso di dare un contributo: che cosa avrebbe scritto, di grazia?
R. Vorrei lasciare un segno indelebile nel futuro del turismo digitale italiano.
D. Lei non si aspetta che io Le creda, vero?
R. Ma come no… guardi qua: