sabato 31 gennaio 2015

La differenza tra un ministro del turismo e un CEO

Il “turismo" in Italia non potrà mai andare bene fintanto che...

Un ministro corrisponde praticamente ad un CEO (Chief Executive Officer), l'AD (Amministratore Delegato) italiano, per intenderci meglio.
E anche se le nomine e le decisioni non avvengono nella stessa maniera (il ministro è eletto dal PdC e fa quello che cippa gli pare, mentre l'AD è nominato dal Consiglio di Amministrazione e alle loro disamine si deve adeguare), in fin dei conti svolgono lo stesso lavoro.

Ma la cosa più importante a cui devono obbligatoriamente sottostare è quella di portare intorno a se stessi delle persone di indubbio valore.
A volte anche più intelligenti dello stesso ministro o del CEO, perché sono le persone che abbiamo intorno che definiscono chi in realtà noi siamo.

Parliamo quindi di persone motivate che ci spronano e ci migliorano, ma che debbono essere per forza di cose delle persone esageratamente preparate, innovative, perfezioniste eccetera.
Gli ostacoli non sono quasi mai così insormontabili come sembrano.
Fanno malissimo quando te li trovi davanti, ma alla fin fine niente è davvero definitivo. 
Se ami ciò che fai, esiste un modo. 
Forse non semplice.
Forse non così a portata di mano, ma c’è.

La prima qualità di un ministro o di un CEO dovrebbe essere quella di saper distinguere i consiglieri fac-simile (ce ne sono molti di più) da quelli veri (pochi pochi) che non è che nascano come i porcini nell'annate migliori.
I fac-simile possono bruciare i nostri sogni sul nascere e farci sentire addirittura fuori posto, ingigantendo le avversità che non riescono mai a risolvere.
Pensano per lo più a farsi i fatti loro per guadagnare il più non posso e si confondono facilmente da quelli veri.
Un distinguo può essere che i fac-simile ti dicono sempre di SI, ti approvano in tutte le maniere possibili e immaginabili, ti danno dei suggerimenti che manco li cani... e di buoni risultati manco a parlarne.
Però a loro volta ricevono gli applausi e i consensi da una pletora di accondiscendenti di cui si circondano e a cui ogni tanto omaggiano qualche briciola per accattivarsene le simpatie, e anche perché al giorno d'oggi conta più l'apparire che l'essere.
Gli altri, quelli veri, NO!!

Esistono molti modi per riconoscerli ma se questa dote non le hai innate in te, beh; allora dimenticati in tutta fretta di poter fare un buon lavoro... infatti!!
Al CEO, se le cose non vanno come dovrebbero, puoi dargli un sonoro calcio nel didietro (in senso lato), mentre al ministro non si può.
Fattori politici prima di tutto di cui è inutile elencarne i perché, e per il fatto che il ministro troverà sempre qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa.

Il CEO non può declinare la sua responsabilità ai sottoposto per ovvi motivi; lui deve portare il guadagno per l'azienda o alla proprietà con dei dati (veri) e conti di fatto (budget, obiettivi etc.).
Il ministro può inventarseli!!

Dulcis in fundo...
il turismo andrà sempre male.

Da “Gli Inutili” di Giorgio Gaber e rimodellata per l'occasione... Giorgio mi perdonerà... è a scopo di bene!!

Che cambiamento eh!
No io mi ricordo che qualche tempo fa, si parlava, si parlava si parlava con gli amici, si parlava nelle case, ma anche fuori, nelle piazze, si discuteva, si discuteva di tutto, il mondo, la politica la vita, i fatti personali, insomma si parlava anche di come far andar bene il turismo.
Anche troppo.
Poi di colpo, niente, no voglio dire, altre cose… #verybello, italia.it, come fanno il turismo all'Enit, come non lo fanno nelle Regioni o viceversa, e...
Per carità, io non ci ho niente contro 'sta gente, e neanche contro chi amministra questo settore nel Bel Paese.
Ci dev’essere uno strano godimento, a sentirsi, inutili.
Perché, sono tutti più allegri più, più ottimisti, e tutti via a fare i professoroni, e 1.0, 2.0, 3.0 e..., i “mi piace” i “retweet”, ma della qualità e dell'innovazione da dare al cliente non ne parla nessuno?
Bello!
Secondo me, per essere bravi in quelle cose lì, non è che bisogna essere proprio imbecilli, però aiuta.
Poi un po’ di bella vita, un po’ di soldi non fanno schifo a nessuno, si diventa più belli più puliti… una foto su facebook o una su pinterest pensando che porta turisti, farsi due complimenti a vicenda sul social per far sì che la gente li veda e possa pensare che allora sei bravo (ma no, sei più bravo tu... ma dai, casa dici... ), la pienezza dei sensi… la natura...





1 commento:

sergio cusumano ha detto...

Tutto vero e ben detto