venerdì 16 gennaio 2015

Matteo Renzi vuole la fusione ICE - ENIT, Dario Franceschini, no!

 ... ma i rispettivi consiglieri ne capiscono qualcosa?

A quanto pare dello stallo attuale in materia turistica bisogna proprio ringraziare Matteo Renzi, che starebbe spingendo per una fusione ICE-ENIT (che adesso ci stiano arrivando tutti o quasi che il vero motivo del ritardo dell'approvazione del DL ArtBonus è solo questo?), che a quanto pare non dispiacerebbe nemmeno al presidente del TCI.

Come la vedo?
Per capirci qualcosa mi son fatto un rapido giro sul sito istituzionale di ICE in cerca di un po' di numeri (bilanci, personale, mezzi, ecc. ecc.).

Come pensavo è un gran bel carrozzone che nell'ultimo biennio ha messo in atto un bel giro di vite, modello ENIT ante e post 2005.
Per capirci, leggete la prima pagina della relazione di gestione del bilancio 2013 (pag 5)
  • 428 dipendenti a tempo indeterminato (erano 643)
  • chiuse le 16 sedi regionali (esclusa Milano)
  • riduzione uffici estero da 115 a 79
  • riduzione personale di ruolo estero da 110 a 75
  • diminuzione personale a contratto rete estera da 600 a 430

Quanto costano i soli 428 di ruolo mediamente? Vedi QUI.
Il totale, vi risparmio il conto, fa € 21.497.728,59.

Vedete un po' a pag. 8 l'andamento degli stanziamenti pubblici per la promozione negli ultimi 10 anni. 
Cosa vi ricorda?

QUI c'è già il bilancio preventivo 2015.
Azioni di promozione previste per quasi 90 milioni di euro (raccattando soldi qui e là).

Ciò detto la potenziale fusione, io personalmente, la vedo malissimo, ma basterebbe ben poco per dare un senso all'ambaradan per entrambe le opzioni.

Comunque se è vero che si potrebbe fare qualche economia di scala sulle spese generali (uffici, organi amministrativi, ecc. ecc.) è anche vero che le funzioni di ICE e di ENIT sono molto diverse e in qualche modo anche potenzialmente in conflitto.

Da una parte si dovrebbe spingere per l'export dei prodotti italiani.
Dall'altra si vorrebbe convincere il turista a venire in Italia facendo anche leva sul made in Italy e sui prodotti italiani.

Ma se il made in Italy (compresi i prodotti enogastronomici, la moda, ecc. ecc.) posso comprarlo all'estero e pure via web, perché allora dovrei venire in Italia per acquisirlo ? 
Ma ha un qualche senso secondo voi ?
Tutta questa diatriba per cui i turisti verrebbero in Italia sì per la cultura, ma soprattutto per lo shopping (imho) non pare una gran bella cosa (leggi: Franceschini).
Per esempio: in Toscana, a Firenze, per dire, tutto l'artigianato delle borse è ormai in mano ai cinesi.
Che ora stanno via via cominciando a creare i loro marchi (mica sono tutti fessi), eh...
Si cominciano a vedere gli outlet in mano loro.
Idem il tessile a Prato e le scarpe a … e così via dicendo.

Semmai è il mix unico di esperienze quello che dovremmo provare a garantire al potenziale turista. O no?

Ora immaginiamo di sommare agli oltre 400 dipendenti e passa di ICE un altro centinaio di persone "dedicate" al turismo (ex ENIT) ... e quelli che rimarranno all'Enit?

Secondo voi ne potrebbe uscire qualcosa di snello, buono, operativo e funzionante?






4 commenti:

vinc ha detto...

Miliardesima dimostrazione che il pesce comincia a puzzare dalla testa


Francesco Pedroni ha detto...

E' tutto così incomprensibile

:-(((

Anonimo ha detto...

La "scatola " conta poco , è il contenuto che fa la differenza ! Già le professionalità e competenze espresse da ENIT sono abbastanza scarse, figuriamoci quelle di ICE o Camere di Commercio ! Forse saranno bravi ad organizzare incontri con aziende estere di vari settori industriali o dei servizi, ma non hanno al momento , e difficilmente acquisiranno se non a lungo termine, quelle competenze necessarie a dare davvero quella svolta così necessaria. Comunque il tempo passa , mancano 100 giorni all 'EXPO, ed alle fiere del turismo più importanti ..non si sa chi e come rappresenterà l'Italia.

Luciano Ardoino ha detto...

@imo

Le "scatole" contano ben poco se non per ammansire qualche stolto che crede che la confezione sia meglio del prodotto.

Pertanto prima che acquisiranno l'esperienza necessaria, campa cavallo.

Comunque come già accennato, la soluzione ci sarebbe pure nel caso di "un'inghippo" tra ACI-ENIT.

Ritengo che il problema è quello che ci sia da mettere al "lavoro" qualcuno che tra i preferiti, ancora non l'ha.

;)