martedì 5 maggio 2015

R. I. P.

Eh già, la maggior parte dei “preposti al potere per chissà quale diritto divino”, per accoglienza intendono ciò che avviene alla reception alberghiera.

E giù un Rio delle Amazzoni (affluenti inclusi) di considerazioni sul come si fa o sul come si potrebbe accogliere il cliente non appena arriva in hotel o negli affini.

E questo senza pensare minimamente che un normale direttore d'albergo (presumendo che lo sia diventato per meriti terreni e non certo per quelli divini), ben sa il che cosa serva per fare un'accoglienza che rientri almeno negli standard normali... mica cosa pazzesche, neh!
Però si fanno degli stages (pagando dei professoroni di cui preferisco non dire) in ogni dove sull'argomento, ma i risultati sono quelli che si vedono.

D'altronde i grandi direttori di una volta non sono granché d'uso ultimamente, intendo quelli che conoscevano a menadito tutti gli spicchi in cui lavoravano... vabbeh, ci siamo capiti.

Attualmente si cura più il marketing, si cercano assiduamente foto da postare sui socials con le magnificenze del nostro Paese, ci s'inventa delle recensioni che... e chi più ne ha più ne metta da tutte le parti... poi se ai piedi di quelle foto c'è della rumenta o a mala pena riesci a stare in piedi perché hai calpestato una "BIP", beh; che cosa vuoi che sia (?)... mica si vede e tira a campà.

Anticamente, ma neanche poi troppo, considerato che in altre nazioni ancora si fa (eccome se si fa!), per accoglienza s'intendeva laddove il cliente appoggiava per la prima volta il proprio primo piede (senza BIP) il quel dato posto che aveva scelto per trascorrere qualche giorno di vacanze e così via.

Chessò, due piante fiorite depositate negli appositi contenitori all'uscita delle autostrade, ma fiorite davvero, e per poter dire che ti fa piacere che il cliente abbia scelto la tua località, e non piante appassite o assetate da far paura... negli aeroporti, nei porti oppure dove cacchio volete... e non musi ingrugniti che pare che tutti i giorni abbiano avuto il morto in casa, ma sorrisi da parte di chi ci lavora anche se non in un hotel (lavoro per modo di dire, neh).

Ma l'accoglienza deve avvenire ancor prima, durante la scelta, poiché è proprio durante questa che l'adv o il T.O. ii sapranno fornire le cose più giuste... le OTAs? … lasciamo perdere va!!

… essere coccolati, sentirsi come a casa e... ma vai a spiegarlo a quelli che amministrano istituzionalmente (e non solo) questo settore che...
… no, non mi va di scrivere delle brutte parole, anche se questa sarebbe di certo l'ennesima giusta occasione.

Poi che nella parola “accoglienza” ci siano un mare di cose da fare per poter ritornare ai fasti di un tempo, e seppur semplicissime... dai, dirlo a 'sti qui non serve a una mazza di niente.

Sai che gli frega a 'sta gente!!


P. S.: Sulla questione ne ho già scritto almeno un milione di volte (inutilmente) ma "questo post" me l'ha ricordato... sia mai che... 





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