domenica 13 agosto 2017

I rompimenti grandi, medi e piccoli del turismo ligure...

19% in più di presenze balneari in Liguria (dicono), mentre la media italiana è sul + 16%.
Pertanto, secondo questi dati decantati da Giovanni Toti, la Liguria sarebbe la quarta per presenze in aumento percentuale in Italia, come riportato dal Secolo XIX in data odierna.
Prima l'Emilia Romagna col + 24%... seconda la Toscana col + 23% e terza la Puglia con un bel + 22%.
Ma chi li da 'sti numeri?
La CNA balneari... e vabbeh!


Peccato che quel 19%, in Liguria, non rispetti per nulla le presenze alberghiere... ferme al +1% per quanto riguarda gli esteri, e sulla media annuale dell'organizzazione mondiale del turismo che per il 2017 le dava in aumento del 4/5%... strano, neh!... quindi nulla di così eclatante, anzi...

E' davvero moto strano, anche perché già l'anno scorso il Toti aveva dichiarato il pienone sia in spiaggia che negli alberghi (ved. Qui) (ma soprattutto vedi qui) nel medesimo periodo preso in considerazione, e a quanto ci è dato sapere, in Liguria, non sono né aumentate le capienze degli stabilimenti balneari, anzi il mare si prende tutti gli anni qualche centimetro riducendo l'ampiezza delle spiagge... e nemmeno si sono costruiti quegli alberghi per ospitare quel 19% che dichiara lui e loro... quindi se erano già pieni l'anno scorso vorrei tanto sapere dove li hanno messi quest'anno quei 19% in più.
Mah!

Morale della favola “Tottiana”, siamo andati a vedere le web cam sparse sul territorio ligure per vedere di nascosto l'effetto che fa (le immagini sono state prese dalle 10:50 alle 11:10 di oggi 13 agosto 2017), e... non mi pare proprio che sia presente tutto 'sto casino di gente...












Poi, non contento, s'è fatto un giro nelle web cam spagnole, e...Lloret de Mar, Benidorm e Tamariu...



... quindi rientrando in Italia... Marina di Bibbona e San Vito lo Capo 




... lascio a voi le considerazioni del caso... anche perché le mie è meglio che non le scriva.

sabato 12 agosto 2017

Due giorni fa inauguravano il red carpet di Framura e...

Due (dicasi 2) giorni fa (giovedì 10 agosto 2017) a Framura (La Spezia) avveniva l'inaugurazione (l'ennesima) di un chilometro di red carpet (ved. qui)...

Ovviamente era presente l'assessore regionale del turismo ligure, tale Gianni Berrino... taglio del nastro e via... 

... e due (dicasi 2) giorni dopo... (vedi immagine a lato).

Beh, che dire?

... non credo che la Treccani possa riportare tutte le parole che mi vengono in mente, e per evitare di fare notte, qui mi fermo.
Purtroppo non si fermeranno loro che a figure barbine pare ci siano ormai abituati da tempo.




giovedì 10 agosto 2017

Roberta Milano dopo un anno all'Enit...

Giusto un anno fa, Roberta Milano, venne “assunta” come responsabile del marketing digitale all'Enit... si mormora che al colloquio non fu presente nello stesso giorno degli altri pretendenti, ma della cosa non è che m'importi poi molto.

Anche perché, su queste pagine in tempi non sospetti e quindi tre mesi prima, s'era (fortunosamente?) già ipotizzata quella “assunzione” (ved. Qui), di conseguenza...

Nell'anno trascorso s'è inoltre scritto parecchio sull'argomento Roberta Milano su di questo blog, che andare a rivedere il tutto (ved. qui) tra svolazzi con i colori della bandiera italiana sbagliati, menù olimpionici da un tanto al chilo, regioni dimenticate eccetera eccetera, mi vien da pensare che la pasta e fagioli c'azzeccava e c'azzecca davvero tanto sull'andazzo generale lì all'Enit.

e Gabriele Simmini intervista la Roberta Milano sulle pagine di L'Agenzia di viaggi Magazine (ved. Qui), a cui in fondo seguiranno delle mie (?) personali considerazioni...

Com’è andata?
«Molto bene. Siamo il primo Paese in Europa per impression e contenuti condivisi, dobbiamo recuperare invece sul numero di follower e fan delle nostre pagine. Per questo a settembre presentiamo la global page di Facebook che accorperà tutte le pagine che hanno funzionato (o no) all’estero e in Italia. Stiamo preparando le prime campagne di advertising online e continuiamo a investire nelle competenze professionali delle nostre sedi estere».

Cosa bolle in pentola per il Wtm di Londra?
«È  un impegno importante a livello mondiale. A giugno ho incontrato gli organizzatori per contrattare le condizioni dell’accordo: dalla visibilità negli spazi dell’ExCel e in città agli strumenti online, fino alle newsletter dedicate. Una garanzia di visibilità che si estenderà dal consumer fino al B2B».
Qualche anticipazione?
«
Uno dei temi centrali che caratterizzerò la presenza dell’Italia sarà il food e l’enogastronomia. Non sarà una trattazione di carattere tecnico, ma progetti d’interconnessione tra cibo, prodotti e territorio. Ci sarà spazio anche per i borghi, per esempio».

Che risultati ha avuto la campagna online #ItalianVillages?
«Per l’Anno dei Borghi in sei mesi abbiamo superato le 70 milioni di impression totali e il giornale tedesco Der Spiegel ci ha dedicato due articoli. Il progetto Sali a Borgo (che coinvolge il mototurismo nel Centro Italia) ha già raggiunto i 24 milioni di impression nei primi due weekend di lancio».


Borghi e turismo lento: secondo lei, il mercato è pronto?
«Russi e cinesi no, ma l’Europa sì, soprattutto quella del nord. La promozione dell’Anno dei Borghi è stata veicolata sui taxi a Londra e sugli autobus di Bruxelles. Queste attività, però, hanno bisogno di una strategia pluriennale di riposizionamento. Ci vuole del tempo e bisogna scegliere i mercati giusti. Abbiamo appena pubblicato i trend dell’estate 2017 individuati attraverso una analisi approfondita dei big data su Google, le maggiori Olta e i metamotori. In un anno siamo riusciti a essere il Paese più fotografato sui social e I Like Italy ha totalizzato oltre 305 milioni di impression totali a partire da gennaio. C’è spazio per il turismo delle città d’arte, ma anche per i borghi e per nuovi itinerari».

Torniamo a via Marghera, cosa non si aspettava di trovare?
«Vengo dal libero professionismo e da una multinazionale, la sorpresa più grossa è stata la burocrazia che attanaglia i processi e il lavoro. Ma ho trovato anche tante competenze ed entusiasmo, così ho portato un’impostazione aziendale dentro l’Agenzia».

E una strategia digitale…
«Non proprio. I social e il marketing online operano in base alla strategia generale di Enit. Le priorità sono state due senza staccare offline e online: accrescere le competenze digitali delle sedi estere e progettare a Roma una una promozione da personalizzare nelle varie aree geografiche».

Per esempio?
«Inglese, tedesco, spagnolo e portoghese erano mercati già pronti su cui abbiamo lavorato da subito. Russia e Cina hanno avuto bisogno di un’analisi preventiva delle domanda. Oggi in Cina usiamo Weibo e WeChat, canali che a Oriente contano come Facebook e Whatsapp. Così abbiamo comunicato il Carnevale di Viareggio a gennaio, nel momento in cui Marcello Lippi (viareggino doc, ndr) veniva nominato allenatore della nazionale cinese di calcio».

Lei pensa all’Enit come a un grande aggregatore?
«Per certi aspetti sì. Prendo in prestito le parole del giornalista de l’Espresso, Federico Badaloni, “siamo ciò che connettiamo”, perché in un mondo dove tutte le informazioni sono già disponibili, la differenza è data dalla capacità di metterle in relazione: informazioni, contenuti e promozione. Soprattutto online».

Un’idea per Italia.it?
«Ci stiamo provando, ma non è la priorità assoluta. Italia.it ha delle rigidità insormontabili: non possiamo fare landing page o blog, per esempio. Vorrei un portale da fare con le regioni e senza redazioni giganti, ma con strutture di dati che si parlano tra loro e vengono presentate al turista in un solo ecosistema. Esistono miriadi di contenuti che dobbiamo solo organizzare, mentre è fondamentale essere presenti lì dove stanno le persone: Facebook, Instagram, Wechat.

Quando vedremo qualche novità?
«Tra fine 2017 e inizio 2018 inizierà l’attività concreta del nuovo portale».
Dal privato al pubblico, come ha organizzato il suo team?
«
Dalla campagna di promozione sui social durante le Olimpiadi 2016 fino a Twitter Plurale, il laboratorio social delle Regioni Italiane e #ItalianVillages: tutti i progetti sono gestiti da un back office che lavora in maniera rapida e informale e che a cascata suddivide responsabilità e azioni sulle singole sedi estere, le realtà che partecipano e le componenti locali».

Cosa ne pensa della turismofobia e delle città a numero chiuso?
«Preferisco non commentare, come Enit deve chiedere al direttore generale, Gianni Bastianelli».
Ma se dovesse trovarsi a comunicare il numero chiuso a Roma o a Venezia che farebbe?
«
Il mio interlocutore è il Mibact e le linee guida sono dentro il Piano Strategico del Turismo approvato di recente. Se saranno intraprese misure del genere ne prenderò atto e comunicherò al meglio tutte le iniziative che saranno messe in campo».

Beh, a parte la penultima domanda “Quando vedremo qualche novità?”, che da sola la spiega già tutta, e che non sappia rispondere a delle domande (vedi turismofobia) di cui già si intuiva che prima o poi... ben e oltre 30anni fa...
ma come?... in un anno intero non è stata in grado di mettere su una global page per Facebook?... e c'è voluto sempre un anno per cominciare le prime campagne di advertising online?

Non parliamo poi dell'ideona di creare un portale di aggregazione di contenuti pre-esistenti, come se i contenuti non fossero invece il cuore ed il punto nodale della qualità della comunicazione e promozione turistica.
La parola "servizi" al turista, poi, è proprio abolita eh... ma si dai... ma che ci pensino i privati.
Il brand... al momento non è pervenuto: si vede che non è più di moda.
Eppure sul brand la Milano, ebbe a parlarne a ripetizione quando comandavano altri e la responsabilità era appunto altrui, neh!
Beh, ora non più!
Mentre la promo-commercializzazione... questa sconosciuta: infatti il direttore vendite, in Enit, nemmeno lo cercano più.


L'importante (sic!) è stare sui social... postare qualche foto e due righe di contenuti e un link ogni tanto, fare poca fatica... e contare tante inutili "impressions" da dare in pasto nelle interviste e nei report di fine anno.
A completamento del tutto... fare qualche "evento" periodico di formazione sul nulla.


Avete visto i tre ultimi video?... (ved. qui)... roba fatta con rimasugli delle gestioni precedenti Enit.
Semplicemente penosi... imho!
Non c'è lo straccio di un'idea promozionale e comunicativa che sia minimamente presentabile...
E non è che gli manchino i soldi in Enit... hanno pure un avanzo di 15 milioni di euro dal 2016.
Le uniche gare che fanno sono per gli allestimenti fieristici... sempre che poi non intervenga la Corte dei Conti.
Alla fine la grande rivoluzione attesa sul digitale... è stata quella di fare da premier partner in una fiera turistica... e per parlare di cosa?... di cibo ed enogastronomia... ma più analogici di così... ma per carità!


Che tanto per tutto il resto, nel digitale appunto, non è mica il caso di affannarsi troppo: facciamo tante "impressioni", ma soprattutto ce le facciamo misurare dagli "amici di convention"? (Determinazione n. 155 del 06/06/2017- CIG N.Z6D1EE02B5)... e anche in questo caso c'avevamo “fortunosamente” (eccome no) azzeccato sul chi l'avrebbe poi realizzata.
Guadagnandomi anche una presunta minaccia di querela, che naturalmente mi procurò della grande ilarità.


Ma tornando all'intervista e a quanto finora dall'Enit realizzato...
non solo non c'è la capacità di fare cose concrete e di reale valore, ma nemmeno la voglia, l'arguzia (anche l'intelligenza?) e l'umiltà di saper cercare e/o di circondarsi di persone/aziende che siano in grado di farlo davvero per tuo conto e per il Paese.


Che tristezza... ma veramente tanta però...
eppure lei e loro sono lì a dirigere l'Enit, mentre tu, che magari te ne capisci di più (e non ci vuole poi granché molto, neh!) e che ben sapresti il che cosa s'abbia da fare... tu che persino avresti anche davvero la voglia di fare, beh; tu non ci sei.


Ma perché?
Perché hai già capito, no!... la meritocrazia tutta italiana!


domenica 6 agosto 2017

A chi daranno la direzione della Fondazione del Palazzo Ducale di Genova?

Più chiaro di così si muore...


… è infatti l'ennesima, periodica ed infinita conferma che a “questi” di te (tu che mi leggi e quindi quel “te” è inteso come popolo in generale), non frega praticamente una mazza.


Il simil “presunto” tenzone, che chiaramente finirà a tarallucci e vin santo (notte tempo sullo stile di Pisa?), avviene di giorno tra il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e il suo “scudiero” Edoardo Rixi, assessore dello sviluppo economico ligure, per causa di alcune nomine “prelibate” in scadenza nella città di Genova, tra cui quella culturale, e vale a dire la Fondazione del Palazzo Ducale, lasciata dal dimissionario (contratto scaduto) Luca Borzani... che però è in forza CSX e pertanto ben distante dai nuovi padroni del CDX.

Va anche premesso che il nuovo sindaco della città, Marco Bucci, che dovrebbe in verità essere il designatore, e messo lì per “volere” o “spinta” della Lega Nord, appunto amministrata regionalmente dal Rixi, dice di volere più “glamour” per Palazzo Ducale e pare che sia intenzionato a “promuovere” il comico Luca Bizzarri... Rixi invece vorrebbe Alessandro Giglio, patron della Giglio Group, società internazionale di broadcasting e figura a metà tra il tecnico e il mecenate... mentre pare che il Toti sia orizzontato su Vittorio Sgarbi.
Personalmente non entro nel merito ma è anche possibile che tutti e tre potrebbero anche far bene ma... maremma maiala, è mai possibile che la soluzione giusta 'sti (vabbeh) non l'abbiano o non la prendano mai?
E non conoscano (se davvero pensassero al bene della collettività... sì vabbeh, campa cavallo... ), che è solo unendo... ma cosa lo dico a fare il che cosa dovrebbero unire e che s'arrangino un po, tanto è tempo perso!


Luca Borzani, nel suo mandato come responsabile del Ducale, ha fornito questi ambiziosi traguardi di tutto rispetto (ved. qui), che a chiunque verrebbe d'istinto riconfermargli, o l'insistere a farlo nel qual caso Borzani opponga un rifiuto, la responsabilità del Ducale, che da sempre mai ebbe un solo anno accettabile.
E invece no.


Toti e Rixi, poi se ne escono con la solita frase ad effetto che ormai, fessi a parte (ved. qui), non dovrebbe far più presa su nessuno, e nessuno dovrebbe crederci minimamente...
Giovanni Toti: “Se pensano che le nomine siano solo occupazione di posti sbagliano”... “A capo delle società bisogna mettere gente buona, in grado di lavorare bene. Sinceramente non mi interessa neppure come la pensano dal punto di vista politico, l'importante è che siano capaci”.
Resta però da capire il perché in Regione non ne sia entrato nemmeno uno del CSX da quando c'è lui a governare... almeno io non me lo ricordo quell'eventuale nome e cognome.
Mah!... forse che nelle precedenti occasioni non li abbia trovati quelli del CSX migliori di quelli del CDX?
E neppure ne ha trovati tra le fila del M5S... toh!... ma guarda tu che strano, neh!... e poi parla di merito e che se politicamente la pensano diversamente da lui, non sarà certo questo il metro di valutazione.
Eh già, basta crederci!

Edoardo Rixi: “Ci vogliono manager di alto profilo, con esperienza, da buttare subito in campo”... forse che intendesse un qualcosa come avvenne con suo cognato? (ved. qui)... anche se non si pone il paragone tra le due nomine. 
E come già detto, Marco Bucci, invece vuole più glamour.


Resta però da capire, se davvero quelle loro frasi sopra menzionate avessero una benché minima fondatezza, imho, il perché abbiano tempo fa nominato, ed è solo un esempio tra i tanti, ma che riguarda 'sto blog (turismo e cultura), Carlo Fidanza come commissario e poi DG dell'agenzia di marketing turistico regionale... un trombato politico con del pregresso più sulle api e sull'etichettatura dei conigli (ved. qui) che sul turismo... mentre nel mondo intero quella posizione è a vantaggio di un tecnico con un notevolissimo pregresso specifico nella materia.
Però quella volta andò così... e non solo in quell'occasione e per quella posizione, neh!... e proprio nel turismo.
Nel frattempo, Luca Borzani, che avvilito assiste dagli spalti, così dichiara: “Tutto sembra ridotto a puro gioco di potere, aspirazione ad impadronirsi di qualcosa che neanche si conosce”... e come dargli torto, porca paletta!


C'è un'altra cosa da capire.
Ma l'assessore alla cultura di Genova, tale Elisa Serafini (ex blogger e poi non so che altro), che dovrebbe essere in primis la designatrice del responsabile di Palazzo Ducale, che picchio ce l'hanno messa a fare se non dice nulla?
Infatti se davvero fosse stata messa lì per meriti specifici e fosse davvero in grado di fornire la scelta migliore (ma quei tre, Toti, Rixi e Bucci, non dicono che ci mettono i migliori ovunque e in ogni caso?), a che cosa servirebbe tutta 'sta messa in scena?


Stessa considerazione può anche valere per l'assessora della cultura regionale, tale Ilaria Cavo (ex giornalista), di cui però non c'è traccia alcuna sulla questione.


… pare però che siano sovente presenti alle quasi quotidiane inaugurazioni dei red carpet... sì, quei tappeti rossi che personalmente a me, e non solo, l'hanno già fatte diventare grosse così... du palle!



sabato 5 agosto 2017

Vogliono spostare il David di Michelangelo dall'Accademia alla Leopolda (Cascine)... ma per far contento chi?

... e chi sarebbe l'esponente di Confindustria alberghi Firenze (il presidente... sic!) che avrebbe avuto la brillante pensata di spostare il David di Michelangelo dall'Accademia alle Cascine (Leopolda)?
Boh (?), andiamo a vedere... ou belin, l'amico Giancarlo Carniani (ved. Qui)... ma mi vorrà davvero sempre così tanto bene?
Mmmmmmhhhhhh...

Eppure già in passato (ved. qui nel 2008) (e anche qui ad opera del portale dei giovani fiorentini), la questione fu bocciata per ben due volte (Comune e Regione), anche per l'intervento contrario di noti personaggi della Cultura fiorentina, e non solo.
Mentre adesso lo stesso Vittorio Sgarbi così dichiara: “E’ una follia ciclica – sostiene lo storico dell’arte –. Ricordo che anni fa l’allora assessore regionale alla cultura, Mariella Zoppi, lo voleva portare al Forte Belvedere. Ora si parla del teatro dell’Opera, che è uno dei luoghi più orribili della città. Michelangelo sarebbe inorridito solo all’idea. Oltretutto non conosco una scultura esposta in maniera più ideale del David, con quello straordinario corteo di Prigioni che accompagnano verso la Tribuna. Fanno bene le soprintendenze e il ministero a difendere quell’allestimento, che per di più ormai è storicizzato”.

Personalmente poi, del cosa c'entri il David con la città della musica, beh; devo ancora capirlo... (eh... ma sapete la Leopolda... Matteo Renzi & Co.).

Ovviamente ora su Fb, il buon Giancarlo, rispondendo al neo-assessore al turismo fiorentino del PD, Paola Concia, con cui si danno del tu e pranzano insieme, nega di aver mai detto una cosa del genere (ved. qui) e che la “colpa” sia del titolista del giornale La Nazione.
Beh, si vede che gli fanno gli scherzetti alla moda di amici miei... evidentemente questa intervista (ved. qui) è totalmente inventata...

Io, già che ci siamo, sposterei il famoso "Porcellino" che so... all'Impruneta.
E farei un pensierino anche per il "Biancone" in zona più consona... facciamo Rifredi dai, c'è pure la stazione dei treni, ma cosa vuoi di più, eh ?!?
Pare poi che Sgarbi, com'è nel suo stile senza metafore, aggiunga che se lo venisse a sapere Michelangelo... a quelli di Confindustria li prenderebbe a calci nel... vabbeh, s'è capito.
E mi raccomando, partecipate all'imperdibile sondaggio (ved. Qui)... attualmente 80% NO... chissà come mai ...

E anche il sindaco Dario Nardella (ettepareva che la pensasse diversamente) pensa appunto alla possibilità di spostare la copia del David di Michelangelo dalla Galleria dell’Accademia al Parco della Cascine. 

Sì certo, come no.
Notoriamente alla Galleria dell'Accademia, su apposito basamento antisismico, c'è una copia del David di Michelangelo che attira oltre un milione e mezzo di turisti l'anno, i quali fanno la fila per ore e pagano pure il biglietto d'ingresso, pur di vedere una copia.
L'originale invece, ovviamente, è esposto da anni e anni e anni in Piazza della Signoria, per chiunque voglia vederlo gratuitamente.
E naturalmente si pensa e si discute di spostare la copia, mica l'originale, eh.

Ma si possono supporre (CENSURA) di questo livello qui lavorando addirittura (vedi il Giancarlo col BTO) nel "mondo della comunicazione?
E mo m'immagino il colloquio tra il Giancarlo ed il sindaco di Firenze, il Dario, per arrivare alla bella trovata... goliardicamente, eh!

Dario N. : Oh, Shgiancarlo...
Giancarlo C. : Oh, Dario... oh sciaaoo... o icche tu voi?
Dario N. : Oh, senti... hodesto David all'Accademia e mi disturba di molto... e son diec' hanni che lo vorrei mandare alle Hascine...
Giancarlo C. : Ganzo... alle Hascine... in mezzo alle battone e ai trans?... E la hul-tura, i flussi turistici, le sinergie... e mi garba assai l'idea...
Dario N. : Sì... ma se lo diho io, e mi fanno novo novo in Honsiglio Homunale... allora dillo thu... vediamo home viene... poi io diho che lo vole Honfindustria...
Giancarlo C. : ma sì, dai... al peggio posso sempre dire che l'era thutta una provohazione, 'na bischeratha...
Dario N. : eh...
Giancarlo C : Oh, .... tu però poi mi vieni a sonare il violino alla BTO, eh... che ormai sono diecihanni he me la hanto e me la sono da solo, io e i soliti quattro... vabbeh!?!
Dario N. : sì, sì... promesso...
Giancarlo C. : vabbe'... allora sciao... oh... e salutami la Paola...
Dario N. : sì, sì... boona...




giovedì 3 agosto 2017

Red carpet... e la loro storia continua inde fessamente


Complimenti alla grande idea di Giovanni Toti di piantare con chiodi metallici un inutile tappeto rosso (pagato con i soldi nella collettività e non da privati come dal medesimo dichiarato in commissione regionale) sui già fragilissimi mattoncini della storica passeggiata a mare di Nervi "Anita Garibaldi" e al neo sindaco Marco Bucci di aver dato il permesso a tutto questo scempio... con l'approvazione dell'assessore del turismo genovese, Paola Bordilli e compagnia bella. 

Di Marco De Ferrari

lunedì 31 luglio 2017

La prima regola del marketing: prima si cura la bontà del prodotto e solo dopo si pensa all'etichetta...


Qualsiasi persona di buon senso, e ancor di più chi davvero conosce l'arte del buon marketing e non quelli da un tanto al chilo che oltretutto pare vadano per la maggiore nello Stivale, sa che prima di "inserire" nel mercato un qualsiasi cosa, la prima cosa da fare è pensare al suo buon prodotto...

... se devo "lanciare", ad esempio, un scatoletta di pelati, beh; prima penso alla bontà dei pomodori all'interno e solo dopo alla bellezza dell'etichetta.
E questo sarebbe anche normale, anche perché al massimo ne potrai vendere qualcuna ma poi ti "lanciano" indietro le scatolette di latta e magari ti fanno anche male... mica son tutti scemi, neh!
Però Giovanni Toti, Gianni Berrino & Co., pare che non l'abbiano ancora capito, nonostante la logica, manifestando sempre più la loro... vabbeh dai, diciamo che non appaiono di certo dei grandi statisti, va.... anzi!

E questa fotografia ne è il classico esempio... ma cosa può pensare il turista vedendo che sono stati depositati 8,4 chilometri di tappeto rosso mentre nello stesso percorso la pavimentazione è in questa condizioni?
Chiaro è che la sua primissima reazione sia: "Ma che belin (se è genovese) di amministrazione c'è qui?"... mentre se dice "minchia" è chiaro che sia siciliano e via di conseguenza. 
Ma non era meglio usare quelle (nostre) palanche per prima mettere a posto e solo poi... e mica c'è solo quel problema della pavimentazione in quei luoghi... eccetera eccetera.



sabato 29 luglio 2017

Metodo africano per aumentare i turisti stranieri?

Certo che se 'sta cosa, oltre a far ricrescere i capelli (?), facesse anche crescere il saperci fare per far arrivare i turisti stranieri...

... beh, come sciamano mi presterei volentieri per l'eventuale tentativo.

Alla mal parata sarà l'ennesimo andato a male come tutti gli altri finora visti.




… ma perché esiste l'assessorato del turismo in Liguria di Gianni Berrino?
Mi spiego meglio...


… le spese per il marketing turistico le fa Liguria Digitale che è sotto la podestà dell'assessorato dello sviluppo economico (altro assessorato che non va per nulla bene) e non l'agenzia di marketing turistico InLiguria (ved. Qui) che è appunto quella che dovrebbe occuparsi di 'ste cose e cosette, e appartiene all'assessorato del turismo.


Le idee (si fa per dire, vedi red carpet, ma queste “genialate” le vedremo poi) le organizza Giovanni Toti “sotto mentite spese”, e che è il presidente della Regione (ved. Qui).

Il piano del turismo triennale regionale, che ha impegnato una squadra notevole di persone per due anni mezzo per redarre poche pagine (si presume, poiché di piani del turismo in Liguria non ce ne sono da oltre due anni), dice praticamente ai comuni che hanno aderito all'allegra farsa (180 su 235), beh; “arrangiatevi” da soli... e tira a campà (ved. Qui).


Ma Berrino, oltre a presenziare da tutte le parti, per il turismo che cosa fa?
Boh, forse è anche meglio così... anche se gli alter ego che lo sostituiscono (?) non che che vadano per la maggiore o facciano granché bene, neh!


Fatto sta che Giovanni Toti si prende tutti i meriti... meriti di cui però non si riesce ancora a comprendere quali siano, considerato che la Liguria non viaggia alla pari di tutte le altre regioni nello specifico settore... alcune delle quali marciano con percentuali col segno più sulle due cifre.
Dichiarando addirittura che: “Vedo tanta ironia intorno al nostro red carpet ma prima questa regione era ignorata dal mondo”.
Come a dire che adesso sì che i turisti stranieri ci conoscono e ci vengono a trovare?
Beh, allora andiamo a vedere...



… mi sa che allora non sia solo ironia, ma...


Mentre nel resto d'Italia il turismo straniero va come di seguito (ved. Qui)... Liguria a parte naturalmente, dove addirittura sono, come al solito, calati i prezzi del settore ricettivo a differenza di tutte le altre regioni dove i prezzi invece salgono.
Infatti, seppur qui si paghi di meno, ecco che il turista estero preferisce gli altri lidi.

Il Toti c'aggiunge poi che lui sa riconoscere gli opportunisti... oh, porca paletta, ma lui si riconosce?

giovedì 27 luglio 2017

Deduzioni (goliardiche e non) sul piano triennale turistico della Liguria

… noi siam felici, noi siamo contenti, le chiappe del culo porgiam riverenti... dichiaravano il popolo e le “vestali” all'amato sovrano, il Sir di Corinto eccetera eccetera... (ved. qui).

Ed è sulle rime goliardiche della Principessa Ifigonia in Culide che comincio 'sto post... poiché pare che il piano triennale del turismo della Liguria, ad alcuni, sia anche piaciuto.
L'ennesimo sul turismo, anche perché peggio di così, vi giuro, mai lessi di piani strategici sull'argomento in questa maniera.


... e mai ebbi un simile "disgusto", in 48 anni di lavoro nell'amato mio settore, di leggere un piano programmatico del turismo di così tanta inutilità... ma andiamo per gradi, che mi sa che la faccenda sia lunga lunga, ma lunga ben.
Sempre che ce la si faccia ad arrivare in fondo, ma la vedo davvero dura.

Gianni Berrino, l'assessore del turismo ligure, presenta il piano triennale del turismo (34 pagine)... e lo fa per dare continuità.

Ma di quale continuità parla s'è ancora da capire, considerando che l'ultimo piano è datato 2012-2015 (vedi immagine) come appare sulle pagine dell'agenzia del marketing turistico di questa Regione... il che, praticamente, vuol dire che per scrivere quelle 34 pagg. ci hanno impiegato la bellezza di 2 anni e pure un tocco (5 mesi)... ma esaminiamole per bene.



Tra VISTO, ATTESO, DATO ATTO, PRESO ATTO, presentazione e SOMMARIO, ecco che le prime 5 pagg. se ne sono già andate per la tangente (ed è anche meglio)... e così s'arriva alla sesta pagina dove si narra del PST quinquennale di Franceschini (2017-2022)... sì, quello che c'è costato 1,5 milioni di euro per il nulla assoluto in quel di Pietrarsa (ved. qui che qualcosina s'è già scritta in merito), seppur nei cassetti del MIBACT già si disponesse di un buon piano triennale del turismo che abbisognava solo di qualche marginale cambiamento.
Quello fatto redigere da Piero Gnudi, l'allora ministro del turismo, dalla BCG (Boston Consulting Group), che a detta di moltissimi specialisti nazionali del settore (quelli buoni... e mica quegli altri, neh) è stato il migliore mai apparso sul suolo italiano... e al costo di soli 30.000 euro.
Pagina 6 dove riappare per la miliardesima volta, presumibilmente fin dai tempi dei garibaldini, la seguente sequenza...


  • Diversificare l’offerta
  • Innovare il marketing del brand Italia
  • Accrescere la competitività
  • Migliorare la governance del settore.
ma va?
E andiamo avanti...


Nella stessa pagina (la sesta) appaiono le considerazioni dell'OTR insieme all'Università di Genova sull'andamento turistico degli ultimi 15 anni (arco temporale che va dal 200 al 2015) dove si legge che l'andamento turistico ligure ha sempre avuto un costante aumento... 'na mazza fionda, ha avuto un costante aumento...


Infatti, nel periodo tra il 2000 ed il 2005, al comando della Liguria c'era il centro destra e l'assessore era Gianni Plinio (a quei tempi appartenente ad AN mentre adesso Fratelli d'Italia, proprio come l'attuale assessore Gianni Berrino)... ma non potrebbero provare a cambiare partito per quell'assessorato in considerazione che, nel periodo in questione (2000-2005), la Liguria fu l'unica Regione d'Italia ad andare male nel turismo, e non solo (ved. immagine)?

Nel quinquennio dopo (2005-2010) con l'assessore Margherita Bozano, fu altalenante e così pure con Angelo Berlangeri (2010-2015)... vedi immagini sotto.





Pertanto che picchio di costante aumento c'è mai stato, eh?
Possibile che l'OTR e l'Università di Genova non sappiano leggere dei semplici dati?... vabbeh, capita spesso!


… così pure a pagina 7... dinamica degli arrivi e dinamica delle presenze in quell'arco di tempo... ma che stanno a dì? E' mai possibile che in un futuro piano del turismo si debbano usare pagine e pagine per raccontare ciò che è già successo nel passato?... am se lo si sa già, a che picchio serve?
Poi in fondo a pagina 7, ecco che appare il contesto nazionale italiano (Titolo V e cavolate varie che non si capisce il che cosa c'entrino)... e a pagina 8 s'incomincia.
Quindi 8 pagg. che non servono a nulla, almeno a me.
Siamo alla nona e... nella politica turistica della Regione giunge l'informazione che il piano turistico è per avvicinare il pubblico al privato... ma dai, dici davvero?... strano, non s'era mai letta una frase così!

E arriviamo così alla App “La mia Liguria” derivante anche dalla App Easy Holidays (costo di 650.000 euro) che ancor prima di nascere è già vecchia e datata, anche perché nel mondo mica si dorme, e sono arrivati al contatto diretto “vocale”, mica digitalizzando come vogliono e devono ancora fare 'sti qui che amministrano la Regione Liguria.
E ancor peggio fanno abbinandoci i Big Data, che attualmente vengono forniti dalla Telecom al costo di 53.000 euro (per un anno) per conoscere gli arrivi turistici in questa Regione... però devono essersi dimenticati o non c'avranno fatto caso, che la Telecom copre solo un circa 35% della telefonia nazionale e che quindi... ma a che cippa serve sapere il 35% del totale?... forse che poi lo moltiplichino per 3 per conoscere il 105%?
Mah, vai a capirli!

Oltretutto, a quei “galantuomini”, fu offerta la possibilità di conoscere il perfetto 100% delle presenze in tempo davvero reale (secondo per secondo) al costo di 40.000 euro e per sempre (mica solo per un anno)... e con molte altre nozioni davvero importanti per il marketing regionale... e non come adesso che le presenze si conoscono dopo circa 18 gg. ... sempre che vada bene.
Però loro scelsero la Telecom (chissà perché)... come a dire che acquistarono il peggior prodotto, per il loro scopo, al massimo prezzo.
Alla faccia del risparmio e del saperci fare... forse perché non usano delle loro palanche?


E, in fondo a pagina 8, ecco trullare gli obiettivi del piano... un bla bla bla generico dove di obiettivo non se ne vede nemmeno uno!
Mentre a pagina 9 i nominativi del gruppo di lavoro che ha redatto 'sta cosa qui... e nulla più.


Quindi su 34 pagine ne restano per il piano turistico 25... speriamo in bene.
Pagina 10
Uno sguardo alle strategie attuali... ettepareva che cominciassero!
Analisi del piano precedente... minkia, ma quando si comincia a parlare di turismo futuro?
… e così anche pagina 10 se ne va.


Pagina 11
Punti di forza, dove viene elencata una colossale balla.
Loro scrivono che la permanenza stabile è di 3,29 gg. per cliente, mentre risulta che in verità (e lo scrivono proprio loro... ved. immagine sotto)... dividendo il totale complessivo di 6.172.848 delle presenze per 2.160.012 che sono stati gli arrivi, ecco che il totale è di 2, 85gg. Per cliente.



Spuntano poi a pagina 11 anche i punti di debolezza... e qui di pagine ce ne sarebbe da scrivere almeno una mezza dozzina di Treccani, altroché poche righe.
Un altro bla bla bla che serve a ben poco, poiché si riparla dell'andare d'accordo tra il pubblico ed il privato, dell'abusivismo con cui loro c'hanno addirittura fatto degli accordi (vedi Airbnb) mentre in molte altre parti del mondo, ci s'incazzano nella giusta maniera e li multano pure... e tira a campà.
E con il nulla assoluto s'arriva a Pagina 12...
Le opportunità
… che fa tanta rima con bla bla blà.
Poi le Minacce dove rispunta per la terza volta il problema tra il pubblico ed il privato... certo che di fantasia ne hanno un sacco tanto, vero!


E quindi, le Conclusioni...
… ma le Conclusioni decché se non hanno detto ancora niente?
E dove appaiono 4 Asset(s) che praticamente, imho, vogliono dire: ARRANGIATEVI e morta là.


Pagina 13... vuota
Pagina 14
Vision... dove c'è scritto che il turismo è strategico per la Liguria... ma tu guarda un po' e chi l'avrebbe mai detto!
Mission... dove c'è scritto che bisogna comunicare e posizionare la Liguria come destinazione autentica... ma dici davvero?


Pagina 15
Metodologia... dove si parla dei 4 asset(s) sopra descritti... a mo?
e qui mi sono davvero rotto completamente le balle di continuare nel nulla assoluto e di leggere un piano turistico ben differente da quelli visti in nel mondo, che avevano ed hanno una programmazione logica e produttiva per questo settore.
Infatti nelle susseguenti pagine è elencata una marea di Leggi, Decreti e De cretini di cui s'immagina che tutti ne siano al corrente.


P. S.: Giusto e tanto per dire...
… la parola “abusivismo”, tanto cara (giustamente) alle associazioni del settore ricettivo, è elencata solo due volte, però alla moda del “armiamoci e partite”.
Il piano non dispone di un solo obiettivo... solitamente per ogni anno ne sono presenti almeno una cinquantina (però in quelli ben fatti)... e nemmeno sono presenti i programmi per originarli e raggiungere così la meta prefissata (ved. qui come dev'essere fatto un buon PST).


Fatto sta che il turismo nazionale in Liguria è in aumento del 3,47%, mentre quello internazionale è ad un miserrimo + 1%, a dimostrazione che le visite nelle Fiere del turismo estere a cui ha partecipato la Liguria, non è che siano andate poi così granché bene, mentre l'Italia intera viaggia con cifre ben maggiori.
Se poi c'aggiungiamo che nei primi 3 mesi dell'anno in corso, ben 3.500 prs. del settore ristorativo ed alberghiero han perso il lavoro (dati Istat)...


Dulcis in fundo... la gerarchia dei prodotti prioritari menzionati sul piano del turismo regionale... dove si evince che la congressistica non è data come prioritaria, seppur sia quella che dispone di più spesa pro capite per persona (circa 240 euro)... 
... e pure quella nautica appare nelle secondarie (ma si può con oltre 330 km. di costa?)... 
... si evince inoltre che nei mercati esteri per loro strategici, siamo però in perdita e col segno meno, mentre in quelli secondari andiamo bene (praticamente tutto all'opposto di come dovrebbe)... 
... che nel timing delle procedure da realizzare, ecco che la strategia di promozione (essenziale e primordiale per qualsiasi forma di marketing) è invece posta a seguito della strategia di comunicazione offline e pure di quella online... il che è tutto un bel dire... ma meglio no dire, va.
E senza parlare dei molteplici turismi di cui non c'è alcuna menzione ed indispensabili per la destagionalizzazione... vedi terza età eccetera eccetera... ma che ne sanno di Garibaldi e Mazzini?

Però, ad essere onesti, che non mi divertivo così era dai tempi della Berta, sì, quella che filava... e ho riso a crepapelle in ogni rigo!


Qui l'intervento di Fabio Tosi, consigliere regionale del M5S durante l'approvazione in Giunta regionale... e che la pensa nella mia stessa maniera... (ved. Qui).

E qui di seguito quel presunto piano strategico del turismo della Liguria... e buona fortuna se ce la fate ad arrivare fino in fondo... (ved. qui).