martedì 18 aprile 2017

Suvvia, dai.

Da Il Secolo XIX (La Spezia)...
Cinque Terre, Pasqua di passione sui treni del ritorno. Arrivano i carabinieri.

Ore 17:00
Treno regionale stracarico di persone e proveniente da Monterosso (Cinque Terre)... mentre all’altezza di Camogli, considerato il numero altissimo di turisti che volevano salire e che moltissime persone si erano accalcate dalle porte non potendo accedervi, sono stati chiamati i carabinieri.

Dopo una sosta di 20 minuti, vengono fatti scendere tutti i passeggeri con destinazione Genova, poiché era in arrivo un altro treno.

Una volta scesi e aspettato il treno successivo, ecco che anche questo è stato nuovamente preso d’assalto costringendo molti passeggeri ad attendere un terzo treno (questo per Savona) che è arrivato alle 19:30 (ved. qui).

... mentre qualche minuto prima...

Sono molto soddisfatto del bilancio di questo ponte pasquale che ha dimostrato l’efficacia del servizio Cinque Terre Express e dell’assistenza a terra, disposta da Trenitalia, nelle stazioni dei borghi, superando brillantemente un impegnativo test... hanno consentito a residenti e turisti di potersi muovere senza disagi, in questo fine settimana che ha visto le nostre Riviere prese letteralmente d’assalto da migliaia di visitatori... e noto con piacere che finalmente i benefici siano riconosciuti anche dai pendolari, dai residenti e dagli operatori... anche in questi giorni di altissima affluenza nei borghi, è stato possibile evitare l’effetto-ingorgo nelle stazioni, garantendo ai turisti e non solo di potersi spostare con adeguata velocità, da e per le Cinque Terre”.

Lo dichiara l’assessore regionale al Turismo e ai Trasporti Gianni Berrino (Fratelli d'Italia) commentando la situazione dei trasporti ferroviari nelle Cinque Terre, tenuti sotto costante monitoraggio nel week end di Pasqua (ved. qui)... dicono loro.

Olè...

... aggiornamento al 21 aprile 2017... (ved. qui), dove pare che la situazione sia stata ancor peggio di come descritta in questo post.

RI-DI-CO-LO

mercoledì 12 aprile 2017

Marco Bucci, Liguria Digitale e quella candidatura a sindaco di Genova per il centro destra (Lega Nord)...

... che forse sarebbe meglio lasciar perdere.
Ma vediamo il perché...

... Marco Bucci (qui il suo CV), l'attuale candidato sindaco del centro destra (CDX) della mia città, Genova, è l'amministratore unico di Liguria Digitale (ex Datasiel) dall'ottobre 2015, ed è quello che avrebbe dovuto mettere a posto l'ambaradan del digitale regionale che tanto bene non andava per niente.
Ci sarà riuscito dopo il suo avvento?
Vediamo un po'!

Nel campo dei servizi sw e IT è abbastanza normale in Italia, da quel che si vede in giro, che i fatturati siano relativamente modesti in rapporto al numero dipendenti.
Questo dipende dal fatto che l'attività di sviluppo sw è di fatto manuale e non automatizzabile, a contrario di molte attività industriali.
Per cui i margini sulla vendita dei servizi sono relativamente ridotti.

Leggendo il bilancio 2012 (quand'era ancora Datasiel) si scopre che il costo del personale era pari a 21,787 milioni di Euro (pag. 46), con un costo medio del lavoro per dipendente che risultava pari a ca. 53,28 mila € (così è dichiarato a pag 6, ma a me risulta 55,58 mila € in rapporto a 392 dipendenti)... che non sapessero fare di conto?
Vabbeh!
Pertanto l'incidenza sul fatturato era abbastanza pesante e arrivava a quasi il 59%.
Dubito comunque siano stati un modello di produttività, visto che il ROS (margine operativo/valore produzione) si aggirava sul 8,86%.

Mentre adesso, col Bucci al comando, aprendo il bilancio 2015 a pag. 4 (ved. Qui) si nota chiaramente che l'andazzo non è per nulla migliorato, anzi...
Il fatturato continua ad essere sui 37-38 milioni di euro e la dotazione organica è passata dagli allora 392 agli attuali 411 (hanno incorporato una srl che era in-house ad una ASL).

Se poi si apre il conto del personale (ved. Qui) si nota subito che oltre 23 dei 38 milioni se ne vanno in costi del personale, scoprendo così che l'incidenza del costo del personale sul fatturato è addirittura peggiorato... infatti l'attuale è del 60,5%.
Alla faccia del bicarbonato!
Considerando poi che altri 13.5 milioni se ne vanno per l'acquisto di servizi, buona parte dei quali saranno sicuramente costi di consulenti esterni.
Ma cos'è cambiato da allora?... e dov'è sta bontà operativa che vanno auto dicendosi, eh?
Dando poi un'occhiata alla distribuzione per età anagrafica... e si considera in che ambito lavorano... o mamma mia!
Il rapporto dirigenti/dipendenti sembra anche buono, ma hanno però parecchi quadri e settimi livelli, in totale oltre 150... assurdo, imho!... ma probabilmente per mere questioni anagrafiche.
Chiediamoci chiaramente: ma è uno stipendificio?... e stanno in piedi solo perché il lavoro è continuativamente assicurato da Regione e ASL varie.

P. S.: Certo che se avessi gestito anch'io in questa maniera le aziende turistiche nel mio passato lavorativo (ed avevo pressoché gli stessi dipendenti che aveva Bucci di quand'era a capo della Carestream... 4,500 ca.) e avessi portato un bilancio così al CEO o alla proprietà... meglio non dire va.



Per il resto delle str... anezze (di non poco conto) che in prima persona mi risulta essere effettuate in quell'ambito... a presto.
C'è molto altro da dire.



mercoledì 5 aprile 2017

Come fare con la "movida"?

L'obbiettivo è la salvaguardia della vivibilità urbana e in particolare della quiete pubblica di fronte al dilagare della cosiddetta “movida”, che sta provocando danni sempre più drammatici alla salute dei cittadini residenti e dei fruitori, spesso adolescenti e giovani.

Ma anche i luoghi in cui la movida si svolge vengono danneggiati da sporcizia e degrado; e non di rado si tratta di centri storici che custodiscono veri gioielli architettonici, molti dei quali sono addirittura dei siti protetti dall’Unesco.

C'è tutta una generazione di giovani che viene in parte sacrificata sull’altare di lobby ben conosciute, mentre un numero continuamente crescente di quartieri cittadini è colpito da vere e proprie piaghe sociali: diffusione di alcol e droga, e questo avviene proprio in particolare tra i giovani e i giovanissimi.
Sullo sfondo di una crisi economica persistente, insistono, ed è facile sfruttare il disagio, lo sconforto, il pessimismo giovanile per ottenere profitti consistenti.
E infatti l’azione di lobbying dei venditori di alcol e dei promotori dello “sballo” continuo è ormai penetrata nel quadro istituzionale stesso.
Solo in talune situazioni come a Torino, a Roma (dove ogni estate scatta l’ordinanza anti alcol) e a Rimini (
sarà vietato tenere alcolici in fresco da vendere per asporto, nei negozi di alimentari vicini alle zone della movida), si riesce a fare qualcosa. Ma è sempre troppo poco.
Tale atteggiamento irresponsabile è sempre più vissuto dai cittadini coinvolti come una negazione, una regressione ed un abbandono.

E la questione è talmente così estesa in Europa che l'EU dovrebbe essere portata (ci stanno studiando... sic!... ma chissà quando partoriranno...) ad una direttiva che possa accontentare tutti... ma qui casca l'asino e campa cavallo.
Da tempo i comitati contro la «Mala movida» di tutta Europa hanno scelto di riunirsi a Parigi per il più grande incontro degli anni Duemila contro le notti insonni e il fracasso delle strade ad alta densità di locali.
Raggruppati all’interno della Rete “Vivre la Ville !”, le associazioni di residenti di molte grandi città europee; da Parigi a Lisbona, da Barcellona a Roma, Lille, Madrid, Torino, Bruxelles, Napoli, si riuniranno con l’ obiettivo di un Coordinamento europeo finalizzato al rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini nei quartieri dedicati all’intrattenimento notturno , nonché alla salvaguardia del patrimonio dei luoghi dove si è sviluppato fenomeno.
In Italia “No degrado e mala movida” raccoglie 31 tra associazioni tra i comitati di altrettante città italiane, e sfiorano il milione di aderenti, nel tentativo di dare più forza a questa tematica e portarla all’attenzione dei Governi che fino ad oggi non hanno dimostrato grande attenzione al fenomeno.

Le soluzioni (presunte) attuali?
Beh, le presunte soluzioni sono sempre le stesse, nonché proposte un po da tutte le parti, come ad esempio:
Non dare autorizzazioni per eventi musicali nelle piazze del centro storico e comunque con alta densità abitativa; comunque impegno assoluto per il contenimento del volume acustico (no amplificazione) e degli orari .
Potenziare il servizio dei Vigili Urbani preposti alle rilevazioni fonometriche.
Controlli sistematici e sistemici dei locali a 360° . Quelli sporadici servono a ben poco
Ridurre dimensioni e quantità dei dehors; per evitare assembramenti su  marciapiedi e strade.
Obbligare le consumazioni al tavolo e comunque all’interno del locale.
Vietare aperture di locali che non abbiano una area fumatori.
Esercitare il potere del sindaco che consente di emettere ordinanze contingibili urgenti.
Utilizzare le eventuali possibilità offerte dal Decreto Sicurezza anche per la emissione di ordinanze “non” contingibili e urgenti.
Attuare/deliberare il blocco per tre anni di nuove aperture di attività di somministrazione.
Oppure il “Modello Notte”, ovvero un servizio sperimentale di sorveglianza ad opera di Vigilantes che chissà con quali modalità potrà essere implementato, etc. etc..
E, giustamente, multe a gogò... nel caso di Andria, l’articolo 659 sancisce e sanziona che chi disturba la quiete pubblica, chi trasforma le piazze in discoteche o distese di bottiglie, in campi di battaglia per risse da ubriachi o scontri con la polizia, Beh; resta un reato.
Mentre chi disturba mediante schiamazzi o rumore, ovvero abusando di strumenti sonori le occupazioni o il riposo delle persone, è punito con l’arresto fino a 3 mesi.
E così in molti altri casi in Italia.

Genova
Mentre a Genova, la giunta di CSX, l'anno scorso ha fatto prima: “ordinanza movida” che praticamente vuol dire: coprifuoco, tutti a nanna e buonanotte al secchio.
E considerato che tra due mesi in questa città, Genova, avverranno le elezioni comunali, ecco che di botto partono le prime (in questo caso la sua prima in assoluto... ved. qui)) str... anezze da parte dei candidati e dei partiti che ambiscono a quella poltrona.
Il CDX, capitanato dal candidato della Lega Nord, tal Marco Bucci, che le idee è forse più abituato a “rubarle” (ne so qualcosa) che ad emetterne di sue (sempre che ne abbia), vuole togliere l'ordinanza... ettepareva!
Deduzione personale: molto probabilmente lui non abita da quelle parti.

Più logico ed attento alle problematiche della popolazione è il candidato del M5S, Luca Pirondini, che invece (ved. Qui) la vede sì come una notevole risorsa per il turismo (e così è!) ma che non dimentica la salute di chi ci vive nonché tutte le conseguenze (droghe, alcol e quant'altro) che ne derivano.
Il candidato del CSX penso che mantenga l'ordinanza così com'è ma per ora non s'è ancora pronunciato... si vede che aspetta consigli dai suoi capi.

La soluzione?
C'è!
Ma son fatti miei!



mercoledì 22 marzo 2017

Enit: come spendere 225.000 euro (ad essere ottimisti) solo per i colloqui per assumere 21 persone e perdere 4 anni.

Quelli che dirigono cio' che non capiscono.
Quelli che capiscono cio' che non dirigono...
e poi ci siamo noi: quelli che non capiscono il perché chi non capisce l'hanno messo a dirigere.


C'era una volta lAgenzia Nazionale del Turismo (ENIT) che annunciò dei nuovi concorsi per assunzioni di personale (ved. qui)... i bandi furono finalizzati alla copertura di 21 posti di lavoro a tempo indeterminato.
E per partecipare a quei concorsi ENIT c’era tempo fino al 20 gennaio 2017, solo che...

eh già, solo che chi ebbe l'ardire e la speranza d'essere poi assunto inviando la propria candidatura per posta Pec, ecco che ricevette come risposta: Non consegnato causa casella piena (ved. Qui).

... e questo è il primo piccolo caso (primo casino).
Come a dire che lor signore e signori del direttivo Enit non ebbero nemmeno l'accortezza di aumentare lo spazio di archiviazione annuale per pochi euro, ma pochi ben (20 o 30 e niente d'altro).
E per di più anche recidivi, poiché la stessa cosa, al MIBACT, era già accaduta (ved. qui)... come a dire che da quelle parti una "sola" non basta...
Ma forse è meglio non dire, va... anche perché potrebbero offendersi.

Secondo piccolo caso (secondo casino).
Negli avvisi pubblicati dall’Enit qualche mese fa era riportato che la Commissione per l’accertamento dei requisiti e per la selezione dei candidati idonei sarebbe stata composta esclusivamente da personale interno.
Così, del resto, è previsto anche dal regolamento Enit per il reclutamento del personale dipendente, adottato dal cda con una delibera del giugno 2016.
Contravvenendo, invece, alle precedenti determinazioni e al regolamento e, smentendo quanto pubblicato nei bandi per la selezione delle 21 unità di personale, il cda, con delibera del 3 febbraio 2017, in maniera, a giudizio degli interroganti, arbitraria e illegittima, ha stabilito di affidare l’opera di selezione dei candidati a commissioni composte da esperti esterni all’ente.
La citata delibera prevedeva, inoltre, che ai membri di dette commissioni esterne fosse corrisposto da parte di Enit un compenso per tutta la durata dell’attività di selezione svolta... un importo giornaliero forfettario pari a 100 euro, fino ad un compenso massimo di 3000 euro per lo svolgimento dell'intera attività di selezione (ved. qui).

Terzo piccolo caso (terzo casino).
Le domande pervenute sono all'incirca 10/12.000 e per semplicità di calcolo diciamo che dovranno essere fatti circa 11.250 colloqui.
Una commissione esterna di 3 persone che nell'arco di 4 ore riesca a sostenere 15 colloqui, avrà svolto un singolo colloquio ogni 15 minuti, con una singola pausa di 15 minuti dopo i primi 7 o 8 colloqui e sarà costata un totale di 300 euro/gg (100 euro/gg a commissario).
Dubito fortemente che si trovi qualche "esperto" disposto a lavorare per più di 4 ore/gg per quella cifra forfettaria lì, probabilmente pure lorda.

Quarto piccolo caso (quarto casino).
Questa commissione, se fosse stata invece interna ed unica, lavorando 220 giorni l'anno, per mezza giornata, solamente a fare colloqui di assunzione, avrebbe impiegato un totale di 40 mesi (3 anni e 4 mesi) per arrivare a smaltire i fatidici 11.250. 
Considerati i compensi annui dei 3 dirigenti che viaggiano sui 100.000 euro ed oltre a cranio... si fa presto a fare il conto.

Quinto piccolo caso (quinto casino).
Con questo (elevato) tasso di produttività ciascun commissario "esperto" lavorerà invece per 25 euro l'ora (netti o lordi?) per un massimo di 4 ore giornaliere e per al più 30 gg. lavorativi.
Serviranno quindi un totale di almeno 25 commissioni diverse (75 persone?) per 15 colloqui/giorno per 30 gg lavorativi

25 x 15 x 30 = 11.250... solo per completare la prima selezione.
Se ENIT riuscisse a far lavorare in parallelo almeno 5 commissioni per singolo periodo di 30 gg, impiegherebbe non meno di un totale di 5 periodi x 30 gg = 150 gg. lavorativi, cioè in pratica 7 mesi solo per completare la prima selezione. 
Il tempo potrà dimezzare se saranno invece 10 le commissioni a lavorare parallelamente su ciascun periodo di 30 gg.

Sesto piccolo casino (sesto casino).
Chi selezionerà i 75 esperti e in quanto tempo ?

Settimo piccolo caso (settimo casino).
Ciascun singolo colloquio di assunzione sarà costato comunque è in definitiva 20 euro. 
Quindi tutta la sola prima fase di selezione un totale di 20 x 11.250 = 225.000 euro.
Questo, ovviamente, a voler essere largamente ottimisti.

Poiché l'obiettivo finale è di assumere altre 21-22 persone, ciascuna di queste, prima ancora di cominciare a lavorare, sarà costata a tutti quanti noi la bella cifra di oltre 10.000 euro a cranio.

Ma probabilmente anche qualcosa di più se, in media, ogni singola commissione, dovrà tirare fuori alla fine del suo mese di lavoro una rosa, diciamo, di al più 3 - 5 candidati tra cui una singola commissione interna opererà poi, molto probabilmente, la scelta finale di assunzione (altri 75-125 colloqui "finali" da fare).
Si spera almeno che le commissioni di selezione siano specializzate per singolo ruolo ricercato, altrimenti... figuriamoci il caos.

Ottavo piccolo caso (ottavo casino).
Se va tutto bene, ci vorranno quindi tra i sette e i nove mesi solo per completare finalmente l'organico di ENIT.
Che sarà quindi ente pienamente operativo solo nel 2018, sempre tenendo conto che la sua "conversione" in ente pubblico economico risale ad una norma del 31 maggio 2014 (decreto Art Bonus). 

Nono piccolo caso (nono casino).
A inizio luglio del 2018 terminerà pure l'incarico triennale dell'attuale CdA.

Possibile che non si potesse proprio far fare una prima scrematura "sulla carta" da parte di un'agenzia di recruitment?
Certo che pure questa ipotesi, visti gli importi in gioco, avrebbe significato dover esperire una gara a procedura aperta, con tutti i tempi tecnici necessari... e gli inevitabili rischi di ricorso conseguenti, lungaggini, ecc. ecc.

Tutto questo giusto per far capire bene bene e fino in fondo la genialata di Renzi e Franceschini nel voler "convertire" l'ente nazionale del turismo, eh... e senza dimenticare i dirigenti che molto probabilmente avrebbero potuto studiarsela meglio.

Noi, quelli che non capiscono il perché chi non capisce l'hanno messi a dirigere.


lunedì 20 marzo 2017

Marketing turistico: quelli della Liguria che però si fanno rappresentare dalla Toscana, oh yes!

O questa poi...


Certo che vedere all'IBT di Berlino (7, 8 e 9 marzo 2017) una azienda turistica della Liguria che si è presentata con la Regione Toscana per realizzare il suo marketing... beh, che dire?


Di già il fatto che comuni e ricettivi liguri, alle fiere turistiche internazionali e non solo, ci vadano da soli senza l'appoggio regionale, è di per se stessa una faccenda strana che la spiega per bene (qui il link dove il commissario ligure, Carlo Fidanza, si lamenta del fatto)... ed è pertanto immaginabile del quanto si fidino di chi il marketing turistico in Liguria lo amministra (oh mamma mia e per carità?).
Ma che ci si presentino sotto la tutela di un'altra Regione, in questo caso la Toscana, la questione mi lascia di stucco... ma a pensarci bene, nemmeno poi così tanto.


Pare poi che chi ha preferito andare da solo (comuni e ricettivo) o con altra Regione, siano quelli che hanno incrementato davvero.


Dai, diciamoci la pura e semplice verità!
Qualcosa non va proprio per niente!

mercoledì 15 marzo 2017

Percentuali pernottamenti turisti stranieri (comparazione tra il 2015 e il 2016) nelle Regioni italiane

Eh già, un conto è il bla bla bla senza il giusto collegamento tra la bocca ed il cervello... altro è la verità... ma c'è un però.
Se anche lo fanno quell'allacciamento (dubito), ci sarà poi la corrente?


Mah!... comunque sia non è quasi passato giorno nel 2016, e non solo (sic!), che non ce lo zampettassero (Gianni Berrino, l'assessore, e Carlo Fidanza, il commissario del marketing turistico regionale... a proposito; ma non era finito il suo mandato di 6 mesi più 6, eh?... che ancora sta lì) sul fatto che la Liguria fosse la prima in Italia come arrivi e pernottamenti dei turisti stranieri (numeri da record a gogò come se fossero delle noccioline), mentre le nostre dettagliatissime ricerche sostenevano pressoché l'opposto.
Ma come in tutte le cose il tempo è galantuomo davvero e basta aspettare... che prima o poi i nodi vengono tutti, ma proprio tutti, al pettine.
E così pure c'arrivano le loro balle per cercare di convincere quelli più fessi sulla loro presunta bontà produttiva.


Infatti escono i dati della Bankitalia (purtroppo bisogna sempre aspettare almeno tre mesi) e...


Percentuale (2016) dei pernottamenti dei turisti stranieri nelle Regioni italiane rispetto al 2015:


Abruzzo (+50,6%),
Basilicata (+46,7%),
Piemonte (+40%),
Sardegna (+46%).
Puglia (+39%),
Marche (+38,3%),
Friuli Venezia Giulia (+22,6%),
Toscana (+8,9%),
Emilia Romagna (+7,2%),
Liguria (+3,8%),
Veneto (+2,5%),
Lombardia (+1%),
Campania (+0,5%),
Valle d’Aosta (-10,2%),
Lazio (-13,1%),
Molise (-15,9%),
Umbria (-18,4%),
Calabria (-21,4%),
Sicilia (-33,2%).
Trentino Alto Adige (-43,5%),


P. S.: Credo che l'anno scorso l'occasione fosse ghiotta da matti per innalzare le presenze oltre le due cifre (lo testimoniano alcune regioni e quelle nazioni che per e nel settore ci inseriscono dei professionisti), a seguito dei noti fatti terroristici accaduti laddove il turismo andava per la maggiore... ma tant'è...
Un conto è il saperci fare, altro è... ma con quei due, vista la loro disconoscenza del comparto che ahinoi amministrano, non ci si poteva aspettare di certo nulla di meglio.
L'altri dell'assessore Berrino sono i trasporti (vedi continue lamentele da parte di chi li usa giornalmente e l'ultimo accaduto qui) e il lavoro (737 aziende chiuse nei primi 6 mesi del 2016)... il che è tutto un “bel” dire.
Ah dimenticavo di dire che la spesa dei turisti stranieri, sul suolo nazionale, è diminuita rispetto agli anni precedenti: dal + 3,6% del 2014 al + 3,8% del 2015... mentre nel 2016 quel più si ferma al 3,3%... ettepareva.



mercoledì 8 marzo 2017

Impressionante... davvero!

Così, giusto per far capire chi ci amministra ed il perché 157.000 italiani, nel 2016, hanno scelto di lasciare l'Italia...


Di certo non è solo per questo motivo ma tutto fa… 

... beh, 'sta cosa (clicca sull'immagine a lato) la proposi più di 4 anni fa (quando nel mondo non esisteva ancora nulla mentre adesso c'è Bixby, Siri, Cortana, S Voice, Alexa, Google Now e Google Assistant) all'ex assessore del turismo regionale della Liguria, Angelo Berlangieri, ma seppur comprendendone l'utilità...
Naturalmente dispongo di tutte le pezze d'appoggio a garanzia dell'autenticità di questa affermazione.
In poche parole una specie di guida a favore dei turisti che transitavano per la Liguria non appena il cliente varcava il suo confine e scaricabile da... e che descrivesse le peculiarità turistiche e culturali, ma non solo.
Che comprendeva tutto, ma proprio tutto, ciò che un turista ama sapere e in tutte le lingue possibili ed immaginabili... luoghi da visitare, prezzi, tipicità eccetera eccetera.
Se ricordo bene Berlangieri mi rispose che tutte queste innovazioni dovevano per forza di cose passare da Datasiel (l'attuale Liguria Digitale) ed era quindi impossibile farne una gara e nemmeno una proposta.
La stessa cosa l'ho presentata un anno fa all'attuale assessore, Gianni Berrino, e all'amministratore di Liguria Digitale, Marco Bucci (attualmente presunto candidato a sindaco di Genova... Dio ce ne liberi e scampi) e... beh, peggio della gestione precedente e praticamente come viaggiare di notte con i fari spenti.
Infatti fu solo tempo perso... ed è meglio non aggiungere altro di non granché edificante a (s)favore di 'sti due qua... e morta là.
Per non parlare degli altri assessori del turismo regionale o comunale a cui ne spiegai la praticità.
Il nulla assoluto e tira a campà.


Attualmente la Liguria sta cercando di portare avanti due progetti al costo 1,1 milioni di euro e denominati Info Alert e Easy Holiday che dovrebbero ricoprire grossomodo (si fa per dire) la stessa funzione del video del buon Marco Monty Montemagno.
Info Alert, Big Data e Easy Holiday che pare siano oltretutto del sottoscritto... ma dopo aversele fatte spiegare ecco che le danno gambe autonomamente, anche perché le idee in Italia non sono per nulla tutelate come invece avviene in quelle nazioni serie. 
Se poi si vuole calcolare la serietà della gente, beh; questa differenza è ancor ben più grave.


E comunque, Info Alert e Easy Holiday, risulteranno così già vecchi ancor prima di nascere e adatti solo per i tordi... sì, quei "tordi" che tardano sempre ad arrivarci.
Per i Big Data invece hanno scelto la strada più costosa (ettepareva) e non  certamente precisa come l'avevo originata. 
Il motivo di questo loro modo di fare pare sia uno solo, e vale a dire che non usano delle loro palanche ma soldi nostri.
Quindi perché darsi da fare, eh! … e poi sanno già tutto... o forse sarebbe meglio dire che ciò che non sanno (ma tanto ben), ecco che cercano di carpirlo con l'inganno?
Mah, vai a sapere.

venerdì 3 marzo 2017

Fabio Lazzerini: "... perché all'Enit abbiamo rispettato i piani... " (parte seconda) ed il programma digitale impossibile da fare della Roberta Milano

E ritornando sul luogo del “delitto” (è un “delitto” che a 'sta gente abbiano dato l'incarico di amministrare l'Enit, imho), si scopre che la loro strategia digitale non potrà mai avere luogo.

La presidentessa dell'Enit, Evelina Christillin, presenta le linee guida del piano triennale Enit 2016-2018 in audizione alla Camera dei Deputati e...

La strategia digitale
Tra le principali novità, appunto, la strategia digitale messa a punto dall’agenzia che, si legge nel documento presentato alla CD, “prevede la creazione di un articolato ecosistema costituito – in prevalenza – da Italia.it e dai social media. Ilsito sarà rivisitato e riorganizzato nella struttura e nei contenuti, passando da una logica di redazione a una logica di aggregazione, da una logica multi lingua a una multi country, con contenuti e servizi personalizzati in base all’utenza”
(ved. qui).

Ebbene, non funzionerà mai...

Ma come pensi di poter tecnicamente aggregare contenuti da N fonti diverse che li trattano con i formati più diversi a seconda del CMS utilizzato dai vari e molteplici siti... ?
Se poi non sono disponibili nella lingua che ti interessa... che fai?
Passi tutto a Google Translate?
Senza contare i vari problemi di copyright di testi, immagini, ecc. ecc. … ?

Questi sono i risultati che si ottengono quando le cose vengono messe in mano a presunti esperti che in realtà sono degli emeriti incompetenti dal punto di vista tecnico.
Ci avevano già provato, in origine, con Culturaitalia ed hanno miseramente fallito (ved. Qui), ma si vede che non gli è bastato.

Ora, quando metteranno a gara la progettazione, mi auguro che trovino qualcuno che, alla fine, gli dica con estrema chiarezza che la cosa non è tecnicamente fattibile in modo ragionevole ed economico.
Perché il contenuto (testo, immagini, video) non è sempre e così facilmente separabile dal relativo formato di pubblicazione.

Provate a trovare sul web qualche sito che faccia questa cosa che la Roberta Milano, direttore digitale dell'Enit, penserebbe di fare... o fatevelo indicare da Roberta Milano stessa...
A meno che non pensino di fare una specie di meta-lettore RSS... ma alla fine salterebbe fuori un accrocchio fatto di N mila pagine tutte diverse tra loro.
E rivolgersi PRIMA a qualche consulente per sapere se la cosa è tecnicamente fattibile (?)... ovviamente non se ne parla nemmeno.

P. S.: Ed oltre a perdere tempo con cose impossibili da realizzare... li pagano, anzi paghiamo, pure.


Fabio Lazzerini: "... perché all'Enit abbiamo rispettato i piani... " (parte prima)

Ricapitoliamo.

M'è stato consigliato da più parti di non tornare indietro perché ci sono già stato.
E questa è saggezza!
E s'era quindi deciso di smetterla con le critiche “costruttive” per passare a dei modesti suggerimenti su ciò che di buono accade nel mondo nel turismo (gli esempi, per farla in breve, conditi magari da quasi 50 anni di esperienza maturata in gran parte del mondo), ma come si fa?

Non passa giorno che i presunti “saccenti” (ben pagati) e i “professoroni” (altrettanto in quanto a “palanche”) non ci narrino le loro vicissitudini lavorative come se piovesse manna dal cielo.
E che dire della stampa del settore che ne racconta gaudiosamente le goderecce, per loro, gesta?
Ed eccomi così di nuovo qua per cercare di limitare i danni; per circoscrivere le prese per i fondelli che quei galantuomini commettono nei confronti dei fessi e nei riguardi di chi sulla questione ci marcia.

Prediamo ad esempio l'ultimo fondo giornalistico apparso su TTG, a firma Remo Vangelista, sull'intervista a Fabio Lazzerini, uno dei due componenti del CDA dell'Enit.
L'altro è Preiti.

Fabio Lazzerini: "...perché abbiamo rispettato i piani..."... (ved. Qui)... “Non è stato semplice ma sono orgoglioso del nostro lavoro” (ma quale lavoro?)... eh già, l'autore del fondo scrive che Lazzerini si è speso molto lavorando a stretto contatto con la presidentessa dell'Enit, Evelina Christillin.
Bisogna però capire se quel “speso” sia da considerare sotto forma di “nostre palanche” o di “loro tempo”.
Propendo per la prima delle due, imho.
Anche perché più che di palle d'acqua non sanno raccontare (ved. qui).
E allora mettiamoci un freno...

… 13 mesi solo per arrivare alla firma definitiva di una convenzione.
Beh, se questi erano i piani... complimentoni!
E nessuno che dica chiaramente che questi signori qui (stampa inclusa, a parte pochissimi, ma pochi ben), fra 3 mesi, arriveranno alla metà esatta del loro mandato e senza che ancora l'ente possa essere pienamente operativo.
Notare che il decreto di conversione dell'ente è del 31 maggio 2014.
Cioè fra tre mesi... saranno passati già tre anni.
E pensate a quanto “sagaci e previdenti” (si fa per dire) sono stati Matteo Renzi e Dario Franceschini, nel fare questa cosa qui, invece di abolire l'ente pubblico e creare parallelamente una nuova agenzia completamente da zero.
Quanto sarà davvero costata alla fine tutta la cosa in milioni di euro?
E in opportunità perse?
Per non parlare di altre cosette che altrimenti facciamo notte.

Ora c'è solo da sperare che per i bandi pubblici di commissioni selezionatrici non arrivi qualche altro migliaio di candidature, altrimenti non se ne esce più.
Senza contare che sono riusciti a mandare in tilt la loro posta PEC che si è intasata, per non aver pensato di aumentarne la capienza (si può fare anche a gratis)... e non fu nemmeno la prima volta in quel ministero (ved. qui) accadesse la stessa cosa.
Come a dire che sono proprio dei fenomeni, vero?

Ma non sarebbe stato più furbo, secondo voi, mettere in mano tutto il lavoro di preselezione ad una agenzia di recruitment chiedendo di suddividere i CV su 4-5 livelli per ogni posizione e poi limitarsi alla selezione finale sui CV col livello più alto, eventualmente ripetendo il meccanismo sino ad arrivare al più a 8/10 candidati per ogni posizione?
Mica penseranno di poter fare 12mila colloqui, spero, per 21 posizioni finali.
Secondo me ci metteranno mesi e mesi... il 2017 se ne andrà via così... portando il loro “tempo perso” ad oltre tre anni.
E il loro mandato sarà pertanto finito senza nulla aver definito... e chissà se glielo rinnoveranno considerata la loro velocità?

giovedì 2 marzo 2017

La palla d'acqua, la formichina e quelli dell'Enit

In data 28 febbraio 2017 mi sono sorbito tutta l'audizione della Christillin, il presidente dell'agenzia nazionale del turismo (Enit), alla Camera dei Deputati (ved. qui) e...

... ed è stata desolante sotto tutti gli aspetti, esposizione, domande (non tutte), ecc. ecc.
Cosa ci facessero lì tutti i dirigenti dell'Enit (Lazzerini, Preiti, Bastianelli e la Milano), invece di lavorare, sarebbe anche bello saperlo.
Visto che non era previsto dovessero aprire bocca.

Certo è che potevo anche evitarmi il supplizio (e non solo a me) e dirmi da solo che non ne valeva la pena di perderci del tempo ad ascoltarli!... ma tant'è...
Poi in considerazione che i parlamentari della decima commissione non hanno posto che pochissime domande e tanto meno si sono accorti che qualcosa non quadrava per nulla nelle parole della Christillin... beh, allora lo si farà su di 'sto blog.

e comunque Ignazio Abrignani aveva chiesto espressamente di indicare una data presumibile entro la quale si sarebbe potuto considerare effettivamente come pienamente operativo l'ente.
Ma (casualmente ?) a questa domanda non hanno risposto.
Tra i deputati c'è poi chi a sostenuto che i bandi di assunzione non siano stati sufficientemente pubblicizzati... ma dopo che ti hanno detto che per 21 posti hanno ricevuto 12.000 CV, beh; forse sarebbe stato meglio evitare di porre la domanda, o no?
Pertanto di domande effettivamente incisive, nessuna.
Anche se Aris Prodani ha fatto “giustamente” notare che del numero contatti su i social non frega niente a nessuno.
E cercando di fare un po d'ordine...

la Convenzione triennale è stata definitivamente registrata dalla Corte dei Conti in data 6 dicembre 2016 dopo una interlocuzione con i Ministeri competenti di circa 13 mesi.

Quindi vedete voi cosa possono aver fatto di concreto nel 2016...seppur la Christillin e soci ci siano da molto più tempo (la presidentessa c'è dalla metà del 2015... ).

A seguito della sottoscrizione della Convenzione, nel perseguimento dei compiti e finalità attribuitagli dalla legge e dallo statuto e sotto la vigilanza del Ministero, ENIT provvederà nel triennio 2016 – 2018 alla realizzazione degli obiettivi indicati nel piano triennale 2016-2018.

Nel biennio 2017-2018 forse, perché è ovvio che nel 2016, vista la firma della convenzione a dicembre, non si è fatto una benemerita cippa...

Le fiere dovevano essere le 7-8 principali secondo la Christillin, in audizione.
Ma se andate a pagina 12, dal piano risultano invece essere 19.

Praticamente...
3 nei mesi di ottobre e novembre
2 nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile e luglio.
1 nei mesi di maggio, settembre e dicembre
0 nei mesi di giugno e agosto

Ma se lo saranno letto il documento, prima di presentarlo, o no ?

Sui bandi per 21 posti scrivono di circa 10.000 domande; in audizione erano diventate 12.000.
Il Consiglio di Amministrazione di ENIT in data 3 febbraio 2017 ha deliberato di affidare, mediante avvisi pubblici, a delle Commissioni esterne SEDE CENTRALE composte da professionisti di comprovata esperienza il compito di procedere alla valutazione e alla verifica dei titoli e dei requisiti previsti nei relativi bandi.

Quanti mesi potranno metterci, secondo voi, a creare le commissioni che gli facciano le preselezioni su 12.000 domande e poi a verificarne i risultati secondo criteri uniformi?
Quanto sarà costato alla fine assumere le 21 persone?

Ad oggi il personale in servizio presso la sede Centrale è costituito da 22 dipendenti e 3 Dirigenti a fronte di 75 dipendenti e 8 Dirigenti che sono transitati presso altre PP.AA.
Il personale delle sedi Estere è stato ridotto da 93 a 86 unità.

Dei 22, 16 sono ex Promuovitalia (ne capiranno di turismo?) e i restanti 6 sono ex-ENIT.
I costi dei dirigenti non sono confrontabili col passato, e comunque sono il 20% e non il 10%.
Ci sarebbe molto altro da ribattere su quanto ascoltato... ma non ne ho proprio più voglia.

In definitiva, secondo me, forse alla fine del 2017 riusciranno ad essere effettivamente operativi.
Peraltro in assenza di metriche reali sui risultati da perseguire.