lunedì 15 maggio 2017

Il sommerso nel ricettivo e quei "galantuomini"...

Ogni volta che mi accingo a scrivere di turismo e affini mi tremano i polsi: ho paura di disgustare i lettori, che non ne possono più di discorsi inconcludenti, di premesse e di promesse mai mantenute.

Lo so.
La mia è una excusatio non petita, o forse patita, ma è indispensabile metterla nero su bianco per tentare di essere assolto... e raccontare una volta per tutta la vera storia del sommerso e da dove è cominciata... anche perché pare che l'artefice sia stato proprio 'sto blog e chi sopra ci scrive.
Attenzione, signori.
Parlo di faccende istituzionali, di Leggi mai “volute” applicare e di ciò che di più palloso ed improduttivo possa esistere.
Veniamo al dunque.

In Italia ci sono circa 110.000 alloggi che sfuggono ad ogni controllo... il sommerso.
E questo senza calcolare i B&B, altrimenti quella cifra salirebbe vergognosamente... portando il totale approssimativo a ben oltre i 100 milioni di pernottamenti all'anno di cui non si sa nulla.
Scandaloso!... vuoi perché già di suo crea della falsa concorrenza a cui il ricettivo onesto è obbligato a sottostare per l'insipienza (fosse solo questa?) dei preposti istituzionali, vuoi perché il sistema digitale per ovviare alla cosa esiste da mo... e parte proprio da 'sto blog circa 5 anni fa.
E loro, le istituzioni e le associazioni del settore alberghiero, seppur conoscendola a menadito, Fanno gli indiani.
Ma allora perché si lamentano e non attuano quel belin di programma digitale?
Alcuni di questi (quasi tutti) dicono che le istituzioni non vanno del loro pari passo e che sono lenti, ma lenti lenti.
Ma, seppur gli possa dar loro ragione, non è che anche le associazioni corrano poi così tanto, neh!
E un'idea della semplice verità l'avrei pure ma è meglio tenerla per me... comunque poi qualcosina l'aggiungerò in fondo a questo post.

Fatto sta che in Liguria, ad esempio, che ha una delle più alte densità tra alloggi di Airbnb e chilometri quadrati (subito dopo il Lazio), esistono 8.400 appartamenti disponibili (ma altri, i “malandrini”, sono molti ma molti di più)... Federalberghi ha rilevato che “Guido” su Airbnb gestisce 507 alloggi e “Simone” ne mette in affitto 347.
Non sono persone che arrotondano, ma sono imprese che agiscono in un clima di illegalità diffusa e tollerata” dice Federalberghi.
All'estero hanno già cominciato a regolamentare il fenomeno, oltre alle multe che fioccano nei confronti di Airbnb... vedi in Catalogna dove quella comunità autonoma della Spagna (ved. qui), ha inflitto una multa di 30 mila euro all'azienda con sede a San Francisco, rea di non aver rispettato (insieme ad altre 7 aziende del settore) le leggi locali in materia di affitto... che sono pure qui in Italia, ma...
Una legge catalana datata 2012, infatti, impone la registrazione di tutti gli appartamenti affittati per turismo presso un ente apposito, che poi trasferisce i dati al Ministero del Turismo spagnolo.
La stessa legge, inoltre, dichiara illegale la pratica di affittare stanze all'interno degli appartamenti.
E così pure in molte parti del globo.
Ad Amsterdam si possono affittare appartamenti privati (dichiarati alla CdC), ma per non più di 60 giorni.
A Berlino e a Barcellona è necessario chiedere una licenza.
A Bruxelles si può fare solo per 90 giorni e se c'è il consenso di tutti i condomini, mentre a Parigi bisogna essere iscritti ad un registro pubblico.
Mentre in Italia si pensa solo ed esclusivamente al lato fiscale: in discussione c'è il decreto che prevede una cedolare secca del 21% da prelevare sul prezzo dell'affitto dell'alloggio.
In Francia ad esempio Airbnb ha un giro di affari da 5 miliardi $, mentre gli hotel tradizionali arrivano a 16 miliardi... il sito americano però nel 2014 ha pagato poco meno di 85 mila euro di tasse, mentre gli alberghi hanno sborsato 3,5 miliardi di euro.
E in Liguria?
Beh, in Liguria gli attuali amministratori regionali di centro destra, con Airbnb, ci hanno fatto addirittura un accordo... in poche parole... tu, Airbnb, mi dici chi pubblicizzi sul tuo sito e io intervengo (ved. qui)... e quelli del centro sinistra di Genova, pure.
e te lo devono dire loro?... come a dire che da solo non lo capiscono?

Ma porca paletta... su queste pagine, già 5 anni fa, s'era scritto che sarebbe stato sufficiente ideare un programma digitale dove degli algoritmi, valutando le iscrizioni del ricettivo nelle Camere di Commercio, ossia quelli in regola, e confrontandoli automaticamente con le proposte di Airbnb (e non solo) e di ciò che appare sul web... avrebbero così portato quegli algoritmi a dirti in un solo miliardesimo di secondo chi sono gli “scorretti”... e ci vuole così tanto, eh!
Oltretutto quella proposta (programma digitale anti sommerso e non solo) giace e riposa in pace al MIBACT (col TDLAB)... sempre che l'abbiano poi capita.
Ma se ci sono riusciti ho sperò eri dubbi sul fatto che la si voglia davvero portare avanti.
Ma al di sopra di qualsiasi comprensione normalmente umana, è che è stata presentata anche alla Regione Liguria (in campagna elettorale ne fecero proprio un cavallo di battaglia quelli del CDX)... nonché dapprima accolta a pieni voti ed inserita nel programma triennale (2016 – 2018) alla voce Big Data.
Poi, dopo averne richiesta la mia possibilità d'attuazione, eccomi arrivare la richiesta del costo nonché ogni possibile ed immaginabile dettagliatissima spiegazione all'attuale amministratore unico di Liguria Digitale, Marco Bucci (innumerevoli i messaggi di stare tranquillo avvenuti tra di noi) e ai suoi dirigenti incaricati... il “galantuomo” decise di portarsela avanti autonomamente (ved. Qui)... dove appunto viene menzionato che Liguria Digitale stavano studiando un programma per scovare chi affitta in nero, avvalendosi in molti casi di annunci in rete.
E questo nonostante una mia cortese lettera di “diffida”, una volta scoperto l'inganno, di portare avanti quel programma in assenza di una qualche regolamentazione contrattuale che prendesse in considerazione i miei diritti sul programma su cui Liguria Digitale stava lavorando, e che chiaramente m'erano stati sottratti non certo elegantemente.
Eh già, ma le idee non sono tutelate come invece accade in altre nazioni (vedi U.S.A. che il Bucci dovrebbe conoscere bene) dove, se non ricordo male, c'è addirittura il rischio di finire davanti ad un giudice con un'accusa penale.

scoprire poi che quel Marco Bucci è il candidato sindaco della mia città (Genova) del centro destra poiché spinto dalla Lega Nord, beh; lasciamo perdere, va... non l'andrò di certo a votare e tanto meno gli si farà della buona propaganda elettorale, anzi...
E ben lontano da quel tipo gente!

P. S.: Ma la cosa più “strana” è quella che hanno realizzato a Rapallo, dove il sindaco di questa città, Carlo Bagnasco (Forza Italia), ha dichiarato di aver assunto dei vigili urbani facendoli girare in borghese a fare domande sui pullman e sui traghetti, all'uscita dei ristoranti e in prossimità dei monumenti... per scoprire quelli che in regola non sono (ved. Qui).
Ossia, in Regione, che poi sono dello stesso partito politico di quelli di Rapallo, “fregano” i programmi digitali altrui che scovano il sommerso in un attimo, mentre il Bagnasco non lo sa e tanto meno gli viene detto... e così assume dei vigili per... ma si può!
Quindi, la mano destra non sa cosa fa quella sinistra (ettepareva che fosse diverso), oppure c'era qualche posto lavorativo da dare?
Mah, vai a sapere.

P. P. S.: Ci sarebbe poi dell'altro da raccontare "lavorativamente" sul "galantuomo"... ma questo lo scriverò la prossima volta.


3 commenti:

vinc ha detto...

Un bel personaggio non c'è che dire

:-(

sergio cusumano ha detto...

Non lo voterei manco sotto tortura

E visto che da te a Genova ho qualche amico molto stretto d'infanzia, adesso li contatto.

;-))

Luciano Ardoino ha detto...

Mi dicono che il responsabile dei 30 "presunti" saggi che gli stavano scrivendo il programma per la città di Genova, abbia girato i tacchi sbattendogli in faccia la porta.
... si vede che cominciano a conoscerlo...

;)