martedì 28 febbraio 2017

Fidenza Village e il loro saperci fare...

Ne ero certissimo... inconfutabilmente più che stra convinto e c'avrei scommesso pure almeno due birre.
Di quelle buone, però... ma buone tanto.

Boom di turisti russi, + 32%(chi l'avrebbe mai detto, eh?... a parte su di 'sto blog qua!) ed anche cinesi, + 46%.
Da sottolineare anche la crescita della Corea e del sud-est asiatico.
Turisti di quelli che spendono un sacco... ed ecco che quel + 19% è diventato realtà.
Mica bruscolini!
Infatti l'occasione per darci 'na botta col turismo di qualità era davvero sopraffina per lo Stivale dopo i deprecabili fatti accaduti per il terrorismo, e che hanno costretto molti visitatori a scegliere più tranquille destinazioni come appunto la nostra.
Una opportunità che andava presa al volo anche per migliorare le scuole alberghiere che non molti anni fa ci vedevano primeggiare nel mondo intero... ma del perché dico questo lo vedremo poi.

E così è stato che Fidenza Village s'è beccata un + 19% per causa del loro saperci fare.
Che dire?
Bravi davvero!

Situato in posizione strategica a un’ora da Milano Bologna, Fidenza Village non offre solo un’ampia esperienza di shopping di lusso e una gastronomia di qualità legata al territorio, con ristoranti e chioschi dedicati, ma punta a un’accoglienza degli ospiti da vera destinazione.
Un tipo di servizi garantiti dall’accordo siglato con la prestigiosa École Hôtelière di Losanna per programmi di formazione e aggiornamenti per il personale dei villaggi.
Quella École Hôtelière di Losanna che... ved. qui.

Mentre i progetti futuri di Fidenza Village riguarderanno delle collaborazioni con il territorio e lo sviluppo delle attività di team building.
Al momento con tutti gli 11 villaggi lavorano con circa 400 tour operator di livello mondiale che contattano con incontri regolari (pacchetti sempre nuovi e davvero mirati), ed hanno accordi con tutte le più importanti compagnie aeree.
Stanno, inoltre, sviluppando importanti programmi corporate con interessanti benefici per i dipendenti delle aziende partecipanti... nonché quell'eccetera eccetera (Creative Spot ma non solo).

P. S.: Questi sono i professionisti!

mercoledì 22 febbraio 2017

Gli obiettivi di come dev'essere un buon PST (Piano Strategico del Turismo)

Fateci caso ma la questione è davvero beffarda.

Avete mai visto uno straccio di obiettivo (poi vedremo quali) quando i vari Comuni e le Regioni presentano i loro piani o progetti sul turismo?
E che dire di quelli a livello nazionale?...

… negli ultimi sei anni, a livello nazionale, sono stati realizzati ben cinque Piani Strategici del Turismo, mentre di quelli regionali, comunali etc. qualche centinaio se non addirittura delle migliaia... ma si può?... ma a nessuno di quei 5 gli hanno dato le gambe per camminare (nemmeno un piccolo passo) e attualmente giacciono per sempre in chissà quale cassetto.
L'ultimo poi che è stato da pochi giorni approvato al Parlamento...

eh già, l'ultimo (ved. qui) che ha impegnato qualcosa come 16 diconsi 16 mesi per stendere (9 mesi) ed approvare (7 mesi) un piano strategico perfettamente inutile, buttando nel WC 1,5 milioni di euro (è cominciato il 29/10/2015... ved. Qui), e per di più a distanza di 4 anni esatti dal piano Gnudi, costato allora 45 volte meno (35mila euro) e scritto pure meglio.
Che dire?
Meglio tacere...

In verità l'unico di cui ricordo che di obiettivi ne riportava la giusta dose (anche se sui tempi avrei avuto qualcosa da dire... ma almeno c'erano) fu quello redatto dalla Boston Consulting Group per volere appunto dell'allora ministro del turismo, Piero Gnudi, nel 2012 (ved. qui).

Un buon piano (e forse l'unico degno di menzione apparso nel Bel Paese) che necessitava ovviamente di alcune correzioni, come quelle evidenziate nei tempi di progettazione o attuazione, e non solo.

Ma ritornando al tema di questo post:... ma perché gli obiettivi del turismo nei PST non appaiono mai nello Stivale?
E perché in quelli di altre città, Regioni o in quelli governativi di altre nazioni, beh; questi ci sono sempre?

Cosa e quali sono gli obiettivi da valutare per un buon piano strategico del turismo?
Che tipo di crescita si vuole raggiungere?... nel breve termine?... a più lungo termine?
Di che tipi di prodotti turistici si ha bisogno?
Che tipo di visitatore si spera di attrarre?
Etc. Etc.

Visione e missione
La visione è focalizzata nel futuro... qualcosa da perseguire... una meta... l'ispirazione... e la verificabilità... e qui ci vuole un progetto...

Esempio...
Settore:
"Cosa fare per essere riconosciuti come una buona destinazione di Mountain Biking?"... e qui ci vuole un progetto per ogni comparto o spicchio del turismo...
Quali esempi esistono già nel mondo?... e qui ci vuole un progetto...
N. B.: Gli esempi non servono per copincollare ma per fornire solo dei suggerimenti, anche perché ogni realtà è disuguale dall'altra e ciò che può offrire una non lo può fare l'altra e viceversa.
In poche parole ci vuole la genialità.

Comunità:
"Forte economia del turismo dentro uno 'Strong Economic
Mix' per tutti i gusti.”... e qui ci vuole un progetto...
"Per commercializzare con successo e facilitare lo sviluppo di un unico luogo di villeggiatura per tutte le stagioni, in cui le parti interessate dimostrano l'impegno totale a rafforzare l'economia del turismo.”... e qui ci vuole un progetto... 
L'esperienza del visitatore si caratterizza per la qualità, la fornitura di servizi senza soluzione di continuità e, l'intera comunità ne apprezza i benefici."... e qui ci vuole un progetto...
"Il turismo è impegnato a far crescere il turismo in modo sostenibile. Ciò verrà realizzato per facilitare e promuovere le varie esperienze di turismo di alta qualità che sono di interesse per i visitatori, in collaborazione con la comunità e le altre organizzazioni turistiche.”... e qui ci vuole un progetto... 
"Per diventare anno per anno una destinazione turistica sostenibile che offre ai visitatori un'esperienza di alta qualità e che si concentra sulle caratteristiche culturali, naturali della regione e che conserva il carattere rurale, l'ambiente e la qualità della vita per i residenti locali."... e qui ci vuole un progetto...
"Per offrire un'esperienza unica al visitatore che abbraccia l'autenticità della comunità, celebra il suo carattere distintivo dei locali e contribuisce alla sostenibilità complessiva."... e qui ci vuole un progetto...

Obiettivi 
Sono i risultati che la comunità si aspetta di ottenere... e quantificabili (progetto).
Gli obiettivi devono essere realistici, realizzabili, impegnativi per quel dato lasso di tempo e dovrebbero essere un qualcosa che si può davvero misurare e non per far correre la fantasia al come più conviene a certa gente. (Progetto)
In genere, gli obiettivi sono indicati come il numero di visitatori, o le entrate dei visitatori desiderati (in poche parole 'il sapere quali') entro una certa data. (progetto)
Se il numero di visitatori è difficile da ottenere, ecco apparire gli indicatori (programmazione del marketing dell'ultima ora) che possono essere utilizzati, tra cui l'aumento del numero di visitatori di un campione selezionato di operatori, numero di richieste, etc. (progetto)
Ma per avere la possibilità di realizzare il marketing dell'ultima ora, ecco che si dovrebbero conoscere i dati in tempo reale (secondo per secondo)... ma campa cavallo.
Oltretutto quel programma è pronto e facilissimo da realizzare... ma appunto... campa cavallo.

Esempio...
Settore:
Se ho impegnato tempo e denari per quel dato spicchio del settore turistico, Mountain Biking, per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 (triennale), ecco che il tasso di crescita nel settore Mountain Biking sarà quello di crescere al 2% superiore al tasso di crescita del turismo globale in quella data Regione o di quella città. Ciò significa che se la crescita del turismo è in quei dati posti è del 5%, ad esempio nel 2017, 2018 e 2019, il turismo Mountain Biking dovrebbe crescere del 7%.”... e qui ci vuole un progetto per ogni settore o comparto del turismo...

Comunità
"Dal 2017 al 2019, le entrate ristorative e le entrate commerciali del turismo raggiungeranno lo stesso tasso di crescita del settore alberghiero. Questo significa che se le entrate per camera cresce del 5% nel RevPar (ved. Qui), ecco che anche nel ristorativo etc. si avranno gli stessi incrementi."
Anche per attestare ed innalzare la qualità che è strettamente abbinata al RevPar.


Strategie
Strategie descrivono l'impostazione generale della comunità o del settore, e si potranno adottare per conseguire gli obiettivi prefissati.
Le strategie a più a lungo termine e non possono cambiare di anno in anno, mentre le tattiche sono azioni a breve termine atte a raggiungere l'attuazione di una strategia.

Esempio...
"Per costruire una struttura organizzativa partenariato con base pubblico-privato che ha la capacità, le risorse e l'impegno di sviluppare e promuovere l'industria del turismo in modo di aumentare in modo significativo la competitività." (progetto)
"Espandere le offerte dei prodotti attraverso la loro valorizzazione e lo sviluppo di nuovi prodotti esistenti." (progetto)

Struttura Organizzativa
La struttura organizzativa che la vostra comunità o settore ha deciso di adottare... (progetto) possibilmente con un vero professionista del settore che possa gettare le basi per l'occorrente necessario, e non per premiare amici, parenti, trombati politici eccetera eccetera.

Fonti di Finanziamento
Ciò che la comunità e la struttura organizzativa ha deciso di adottare. (progetto)

Mercati di Riferimento
I tipi di visitatori che sono le priorità per la comunità o per il settore, affermando mercati target primari e secondari. Includere mercati geografici di riferimento, demografico, e gruppi di riferimento per attività. (più progetti)
Esempio...
I visitatori di “Vattelapesca” sono soprattutto viaggiatori indipendenti liberi, oppure piccoli gruppi, fanno visita a parenti o viaggiatori d'affari eccetera eccetera. (progetto)
I principali mercati sono bla bla bla, nel periodo bla bla bla... questi prediligono bla bla bla e le attività all'aperto oppure al chiuso... eccetera eccetera. (progetto)
Elenco dei mercati primari e di quelli secondari con particolare attenzione al settore che in quei luoghi va per la maggiore per i progetti di marketing. (più progetti)

Posizionamento del marchio
Una dichiarazione che definisce chiaramente come un settore sarà posizionato e la sua logica.
Questa dichiarazione di posizionamento dovrebbe fornire poi indicazioni per lo sviluppo dei prodotti e delle attività promozionali, tra cui il logo e lo sviluppo degli slogan. (più progetti)
Ma solo dopo che si sono costruite le basi, e non prima come avviene in Italia.

Durata del soggiorno
La lunghezza desiderata del soggiorno che la comunità o il settore sta ricercando e che è anche alla ricerca da parte dei visitatori. (più progetti)

Prodotti prioritari e sviluppo destinazione di categorie e di strategie
Le strategie che la comunità ed il settore attueranno per affrontare le questioni delle infrastrutture e quelle politiche. (progetto)
I tipi dei prodotti si concentrerà per lo sviluppo del turismo. (più progetti)
Le categorie potrebbero includere risorse umane, servizi per i visitatori, alloggio, cibo e bevande, vendita al dettaglio, trasporti, attrazioni, l'istruzione tra le imprese, etc. (più progetti)

Strategie di promozione di priorità
I tipi di attività promozionali che si ha deciso di dare una priorità, tra cui relazioni con i media, pubblicità, promozioni congiunte o separate, spettacoli di consumo, etc. (più e più progetti)

Ricerca e valutazione
Gli strumenti di ricerca che si utilizzeranno per misurare gli obiettivi dichiarati. (progetto)
Iniziative di ricerca per misurare le visite e comprendere meglio i visitatori che utilizzano il prodotto, compresa la partecipazione nelle più strette attività di ricerca. (più progetti)
Questa sezione potrebbe anche riassumere tutti gli strumenti di valutazione necessari per misurare le tattiche da adottare susseguentemente. (più progetti)

Esempio...
I responsabili del marketing del turismo e della vendita per conto di questa branchia del settore molto importante, dovrebbero avere la responsabilità di investire risorse limitate in modo saggio per ottenere il massimo effetto.
Il primo passo per misurare il ritorno sugli investimenti di marketing è quello di avere una chiara comprensione degli obiettivi del turismo.
Più visitatori, rendimenti più elevati, la crescita in off-peak e/o il raggiungimento dei più alti punteggi dei Net Promoter che si possa desiderare.
Solo attraverso la definizione di quel 'successo' si possono monitorare i progressi verso di esso.
Ci sono una varietà di differenti strategie di marketing e di tattiche che possono essere utilizzate per raggiungere gli obiettivi desiderati. 
Ciascuna delle tattiche elencati di seguito, se necessario per una destinazione, dovrebbe avere un obiettivo annuale stabilito per ciascun segmento di mercato e dal consumatore, in modo che il risultato reale può essere paragonato al rendimento desiderato o atteso:
  • Destinazione Strumenti di marketing
  • Relazioni con i media
  • Presenza sul web
  • Social media
  • Funzionamento Relazioni
  • Pubblicità
  • collaterale
  • manifestazioni per i consumatori
  • Promozioni non tradizionali
  • Marketing diretto
  • Marketing Cooperative

Tattiche e piani di attuazione
Le tattiche sono le azioni da effettuare a breve termine per poter poi utilizzare per realizzare le strategie di cui sopra. 
Ci possono e ci devono essere diverse tattiche per ogni strategia. (più progetti)

Esempio...
"Relazioni con i media mediante copertura editoriale internazionale e chiavi che influenzano le decisioni di viaggio in mercati target... è fondamentale.
Bisogna fare attenzione però, per assicurare che l'esperienza promossa nei media sia disponibile costantemente ad un livello che soddisfi le aspettative dei viaggiatori.
Mentre la formazione continua delle imprese turistiche locali, per quanto riguarda le aspettative del viaggiatore internazionale, deve avvenire in parallelo con i media.
Le due cose devono assolutamente andare di pari passo... fare marketing senza essere perfettamente pronti a quello che si trasmette equivale ad un suicidio nel lungo tempo.
Ma per le tattiche da usare con i media ne scriverò prossimamente in un post a parte poiché è di grandissima importanza.”

Tattiche per ottenere le strategie di sviluppo a più breve termine
Per ogni tattica o un piano di attuazione si deve includere una descrizione breve con gli obiettivi quantificabili; dev'essere razionale; deve includere le fasi di azione, potenziali partnership, le risorse e le fonti di finanziamento, le responsabilità, la tempistica, il budget e il meccanismo di valutazione... a parte.

Tattiche per ottenere le strategie di sviluppo a più lungo termine
Vale lo stesso discorso di quelle a breve termine poiché da queste derivano se si sono raggiunti gli obiettivi, altrimenti... nisba.

Infine il Bilancio

P. S.: A tutti questi sopra elencati in rosso, ovviamente ne vanno aggiunti molti altri: “gli annessi e connessi”... ma siccome questo non è un libro sull'argomento ma solo un post su di un blog...



mercoledì 15 febbraio 2017

Il cambiamento turistico di Porto (Portogallo)... come e perché

Che il turismo sia il settore più trasversale che esista al mondo, beh; ormai lo sanno anche i sassi... almeno si spera.

Sì vabbè, esistono poi delle persone che sono di coccio che ancora non ci sono arrivate al semplice comprendonio, ma per questi non c'è nulla da fare.
E per COCCIO (parola usata per non dire di peggio e per rimanere nell'educazione) intendo quei politici da strapazzo, magari messi lì per via del Cencelli, a cui i furbetti del settore (eventuali loro collaboratori) la raccontano a tutto andare.

Poi esistono gli aiutanti peggiori (COCCIO + COCCIO) che per motivi politici di appartenenza al medesimo partito di chi amministra, ecco che assumono delle responsabilità che definire dei propri controsensi è ben poca cosa.
Infatti se una amministrazione vuole (davvero) che una città diventi turistica per il bene di chi vive e di chi ci potrebbe andare a vivere, per prima cosa a capo della piramide del comparto, dovrebbe inserire un vero professionista... di quelli con un pregresso notevole (lacrime, sangue e merda, giusto per capirci) a cui le balle è ben difficile da raccontare o da mandare giù per via dell'onestà.


Sarà quindi ben impossibile che questi, a loro volta, si possano circondare dei “vattalapesca” o dei sempre più presenti “venditori di fumo”, ma sceglieranno nella direzione opposta.
Fornendo così una notevole istruzione e il giusto insegnamento a coloro che andranno a svolgere con quei professionisti il difficile impegno per portare avanti della vera produttività.
Barcellona con Pere Duran fu il primo esempio mondiale e i risultati li sanno tutti.
Non da meno fu Valencia con Gisbert e Hodara e via dicendo... Stoccarda, Lione, Berlino, Lisbona etc. fino alla recentissima Porto con la diretora Helena Gonçalves (ved. Qui).
Nonché Adolfo Mesquita Nunes (un artista), il segretario del turismo portoghese, che pare ci sappia fare davvero e il sindaco di Porto, Rui Moreira.

Risulta infatti che molti dei meriti siano i loro: un buon piano di marketing stabilmente imperniato sulla qualità senza tante frottole o indefinibili hashtag, come si usa solitamente ed unicamente dalle nostre parti come se fossero manna dal cielo, ma che in verità non servono a nulla se non per stra pagare chi dice che possano valere a qualcosa e a chi ci marcia sulla questione, e quindi ecco che... copertina del New York Times, Monocle magazine, Liberation, El Pais etc. etc. e tutto di un botto sulla stampa internazionale.
Nel solo 2014 furono ben 400 i giornalisti invitati (Barcellona ne ospita circa 2.200 all'anno) a sorseggiare un buon bicchiere di vino e tutto quello che l'accompagna.
Chiaro è che chi verrà dopo ad amministrare il turismo in quella città, ecco che troverà il tutto già bello che pronto (le direttive, il modus operandi e la governance), a cui potrà unicamente recare le varie innovazioni dei tempi che corrono sempre di più in questo settore, nonché le genialità di cui possono disporre quei nuovi arrivati, ma sempre cercati tra la gente che sa e non gli amici, parenti o annessi e connessi al partito che ha vinto quelle eventuali locali elezioni.


La città di Porto (Portogallo) per il 2017 ha ricevuto l'award (European best destination) come destinazione turistica migliore d'Europa... e così pure nel 2014... mentre nel 2015 incrementarono addirittura del 17% rispetto all'anno precedente.
Non che creda poi molto a questi awards, per carità, ma avendo visto Porto moltissimi anni fa ed essendoci stato giusto nel 2014 dopo quella prima riconoscenza, beh; di turismo ben fatto ne ho visto davvero parecchio... seppur mantengano margini di miglioramento ancora pazzeschi.
E non che mi limiti alla sola visione della città, non scherziamo, a me piace andare fino in fondo... fare ricerche... informarmi con le autorità, nonché una sequenza infinita di cose che mi portano sempre ad imparare qualcosa.
Le mie vacanze sono fatte così e mi piacciono davvero un sacco.


Per prima cosa, e questo si ripete ovunque laddove nel mondo si vogliano fare le cose per bene, hanno realizzato una unione tra pubblico e privato (Camere di Commercio), ma ben distante dal come si fa ahimè dalle nostre italiche parti.
Di imparare non se ne parla, vero?
Certo che il privato, se il pubblico (le istituzioni) nelle posizioni di comando ci mettono dei quaquaraquà, col cavolo che intervengono, neh!.. e andranno “quasi” da soli.


Ma a Porto hanno realizzato un amalgama completamente differente da quello di Barcellona, che fu la prima, a dimostrazione che copiare si può e si deve ma si dovrebbe anche pensare che la gestione turistica di due città non possono essere perfettamente uguali, anzi... e a Porto il privato (135 associati) ne ha la fetta maggiore e non il fifty-fifty di Barcellona.
Ed è appunto qui che entra in campo l'esperienza, il genio e la professionalità.
A partire dal 2008, la disoccupazione a Porto consumò a tal punto le speranze e le opportunità della gente che lì ci viveva da spingere oltre 60.000 persone ad andarsene; il mercato immobiliare e il relativo indotto conobbero una stasi senza precedenti, mentre il numero di persone senza fissa dimora (persero le proprie abitazioni) si innalzò tremendamente.
Alcuni, addirittura camuffando i propri passaporti, scelsero di fuggire in Angola (ex colonia portoghese) per aprire dei nuovi commerci... per poi essere scoperti, rimpatriati e finire con una denuncia da parte delle autorità governative tra capo e collo.

Quindi grandissimi investimenti in animazione culturale ed artistica, pulizia e ripristino a gogò (e mantenuta sempre costante), bla bla bla, moda e RyanAir!
Eh sì, RyanAir che poco non è se davvero si vuole... eccetera eccetera... e Porto ha un bel aeroporto davvero.

Quindi un modello organizzativo (135 membri che stabiliscono i soliti 50 obiettivi da raggiungere... cosa che qui in Italia non avviene mai da nessuna parte) che coprirà la gestione, il finanziamento, la raccolta di fondi e il rapporto con gli associati (pubblici e privati) e che, sotto la giurisdizione della ATP, integrerà il ricevimento, il marketing, il supporto vendite e della comunicazione di promozione di Porto e Nord del Portogallo.
Piazze di nuovo ai cittadini, strade vecchie che sono diventate nuove, edifici puliti ed illuminati che anche di notte pare sia giorno... hanno dato vita allo "spirito giovane, dinamico e multiculturale" registrato anche dalla rivista Viajeros. 
Nella città che insiste sulla respirazione al proprio ritmo e alle proprie usanze, lontano dalla frenesia di altre città, c'è una mobilità senza precedenti, autobus panoramici con un qualcosa di nuovo al loro interno che qui avevo già personalmente proposto alle istituzioni, ma campa cavallo... biciclette elettriche etc.
Porto Walk Tours ha moltiplicato le visite guidate ai misteri e ai segreti della città che dalle mie parti sono andate completamente perse.
Il trasporto pubblico è sorprendentemente, ed essi appaiono nella parte superiore dei complimenti da parte dei turisti.
Il porto dal vivo rinasce... ora è un alveare attivíssimo di studenti e di artisti... tessendo complicità, folle, eccentrico e pittoresco. 
C'è ancora una architettura di riferimento che accomuna alla storia passata, Serralves la Casa della Musica, Siza Vieira Ginestal Machado e il design audace dei negozi, degli spazi, edifici, bar e gallerie per tutti i sensi.
Porto distilla eventi su di una frequenza che nemmeno si può immaginare, inventa i quartieri … arte e libri, concerti, spettacoli e mercati artigianali urbani che creano atmosfere magiche e complici di chi li va a visitare.

E gli abitanti di Porto non piangono più e nemmeno cercano di andare in Angola o altrove.

Negli ultimi mesi, il Festival d'Bandada, "musica ovunque", ha trasformato la Porta di San Giovanni in un autentico alternativo e ha lasciato il cantante Gisela João, felice, con le lacrime durante il Tour delle Virtù. 
Optimus Primavera Sound ha trascinato 75.000 festivalieri, tra cui i "pellegrini" provenienti da tutto il mondo.
Il Circuito Boavista, la prova più tradizionale di auto della città e sempre incline alla polemica per gli esagerati costi del passato, ha avuto 17 ore di trasmissione su Eurosport: il canale più seguito al mondo, dove si potevano vedere le immagini del parco della città, il lungomare e altre aree di Porto.
Una promozione di quella portata sarebbe costata milioni di euro, ma è stata fatta quasi a costo zero.
Alla fine, i piloti stranieri stavano bevendo un bicchiere di vino di Porto, hanno mangiato le famose frittelle locali ed hanno cavalcato gli autoscontri... tanto per rimanere nel loro tema.

Ci sono quelli che, guardando ad altre realtà, confrontano la nuova vita di Porto con quella degli anni ottanta a Madrid, e forse non hanno nemmeno tutti i torti.
Come a dire che se Madrid non li ha rinnovati, ecco che Porto non ha perso dic erto del tempo.
Altri mettono in evidenza la scena culinaria pantagruélica, con "ristoranti ben progettati, grandi chef e reinvenzione dei sapori tradizionali", come notato dalla rivista Wallpaper.
Ma ci sono fenomeni fuori dagli schemi: I turisti che arrivano in aeroporto e chiedono al conducente di portarli ad Arouca, il ristorante Mota, situato a 60 chilometri di distanza, per mangiare un insieme di prelibatezze nostrane. 

Gli studi attestano che i turisti vogliono "esperienza" carica di autenticità. 
Gastronomica, sì, ma anche notturna, sociale, artistico e culturale. 
Detto in altro modo: i turisti vogliono mangiare anche con gli occhi ", canti e balli, costantemente, tra passato e presente", come illustrato nella Madame Figaro, il quotidiano francese Le Figaro nel supplemento del conservatore.
Insomma, una città autentica e vivace, cordiale e accogliente al cento per cento, con prezzi accessibili e vari poli di interesse.
Cosa si può volere di più?
Ho amici che sono stati derubati a Porto e poi trattati così bene da parte della polizia della stazione di polizia turistica che mi hanno detto che ne valeva la pena aver avuto quell'esperienza", ironizzava un francese in pensione che ha deciso di vivere a Porto da molti anni.
Aggiungendo che la città sta vivendo il momento migliore di sempre, transitando nel Campo Alegre, per la riapertura della Casa delle Arti... progetto di Souto Moura.

... ma ricordatevi che a Porto il tutto parte, continua e finisce con un buon bicchiere di vino... ma poi c'è molto di altro.



martedì 7 febbraio 2017

Perché il RevPar è così importante per la qualità alberghiera

Anche il RevPar dice che l'Italia non è granché allineata nella qualità ricettiva e... ma andiamo per gradi.

Il RevPar è un indicatore utilizzato nel settore ricettivo alberghiero ed è l'acronimo inglese che altro non è che l'abbreviazione di Revenue Per Available Room, il quale tradotto alla lettera significa fatturato generato per camera disponibile.

È il sistema più semplice per confrontare l'andamento di aziende alberghiere di dimensioni diverse, perché prende in considerazione il fatturato generato dalla vendita delle camere in rapporto al numero totale di camere disponibili (non quelle vendute: altrimenti si ottiene l'indicatore ADR).

Il RevPAR è l'indice di salute di un hotel in termini di revenue management (strategia commerciale).
Stabilisce infatti il valore finanziario di ogni singola camera su precisa base temporale (giorno, settimana, mese, anno).

RevPAR = Total Room Revenue (Totale Ricavo da Camere - sconti - tasse di vendita - costo dei pasti compresi) / Total available rooms (numero di camere disponibili);
oppure
  • ADR (prezzo medio camera);
  • OR (percentuale di occupazione).

Il RevPAR prende in considerazione i ricavi relativi alla vendita della camera, escludendo qualsiasi altra forma di ricavo (es. ristorazione, bar, sale meeting etc.) ed escludendo i costi operativi derivati dall'utilizzo della stessa.
Questo indice quindi non è da considerarsi illustrativo sulla completa situazione economica dell'azienda alberghiera, rimane però il dato più comunemente rilevato a livello internazionale e tra i più attendibili in termini di revenue management.
In effetti si prendono in considerazione altri indici di valutazione come per esempio la percentuale di occupazione (occupancy rate, OR) e il prezzo medio per camera venduta (average daily rate, ADR).
Questi dati però potrebbero fuorviare la reale performance dell'albergo.
Per esempio si potrebbe valutare positivamente un hotel con una percentuale di occupazione molto alta, ma è assolutamente vero che, se per ottenere tale prestazione si è esercitato una flessione verso il basso dei prezzi di vendita, il risultato economico che se ne conseguirà sarà meno soddisfacente.
Il RevPar invece, prende in considerazione la globalità delle camere disponibili, anche quelle non vendute.
Questo fattore apre orizzonti interessanti nella politica di vendita di un hotel considerando che una camera rimasta invenduta è semplicemente persa, per sempre.
Anche per questo le politiche tariffarie alberghiere (ma non solo) si concentrano sull'assoluta flessibilità dei prezzi di vendita, adattandosi all'andamento del mercato e creando forbici tariffarie sempre più ampie, segmentate per tipologia di mercato.

Ora va detto che recentemente PwC (PricewaterhouseCoopers) ha redatto dei significativi dati sui vari RevPar delle nazioni europee e riportati a capo di questo post.
E, bignamizzandoli (anche perché sono 65 pagine scritte molto in piccolo in lingua inglese, e non traducibili con Google visto che è un pdf... ved. qui), si estrapola che Madrid e Barcellona sono state tra le dieci città europee con il miglior Outlook Hotel, sia per il 2016 che in previsione del 2017.
Ed ecco spiegato il motivo di quella spasmodica ricerca degli spagnoli in merito all'innalzamento della qualità del ricettivo alberghiero (ved. Qui)... che i dati UNTWO sulle presenze turistiche del 2016 confermano a tutto andare.

Madrid viene da un anno storico, con una crescita notevole del RevPAR... nel 2015 (+17,6%) raggiunse i 64 euro; mentre il ricavo medio per camera, l'ADR (prezzo medio per camera) è aumentato del 10,4% fino a raggiungere i 93 euro.
E anche nel 2017 continueranno questa tendenza, soprattutto grazie alla ripresa economica in Spagna e anche perché saranno in possesso di grandi eventi come il World Pride.
In particolare, l'aumento nel 2016 del RevPAR è stato 5,8% a Madrid, secondo solo a Roma, Dublino e Praga, e lo sarà del 3,8% nel 2017.
Il tutto perché, secondo il rapporto PwC, i nuovi progetti alberghieri per lo sviluppo del turismo di lusso stanno amplificando l'immagine della città. 
Nel 2016, diversi alberghi di 4 e 5 stelle hanno aperto le loro porte come l'Hotel Barceló Imperatrice, Gran Melia Palacio de los Duques, il Double Tree Hilton e l'Hotel Auditorium Marriot, con le sue 869 camere diventerà uno dei hotel più grandi in Europa.
Barcellona, nel frattempo, gode di un ottimo posizionamento del turismo internazionale e ribadisce la sua egemonia come una delle destinazioni chiave in tutto il mondo . 
La moratoria rilasciata dal consiglio comunale che paralizza l'apertura di nuovi alberghi e il numero di eventi internazionali che si svolgeranno anche nel 2017, come il GSMA Mobile World Congresso Internazionale del Turismo del Vino, da presagi di notevole aumento del RevPAR.
In particolare nel 2017, con un incremento del 5,5% al di sotto solo di Dublino, Lisbona e Porto, in gran parte aumentando il prezzo medio per stanza. 

A livello europeo, le aspettative rimangono positive anche per il 2017 . 
Esse spingono la crescita, in particolare per due fattori chiave. 
In primo luogo perché siamo in piena ripresa economica nella zona euro in merito al turismo: il PIL europeo è cresciuto del 1,5% nel 2015 e nel 2017 sarà dell'1,7%... che rappresenta il tasso di crescita più elevato dal 2011.
In secondo luogo perché veniamo da un ottimo periodo per gli albergatori europei.
In parte perché i turisti hanno preferito destinazioni europee rispetto ad altre alternative: Medio Oriente e Nord Africa, e si prevede che questa tendenza continuerà nei prossimi anni.
Ed ecco il perché è indispensabile che anche l'Italia si adegui al più presto ad innalzare la qualità... per poi mantenerla negli anni a venire per non invogliare il turista a cercare altre destinazioni europee.

E lo dimostra quel + 19,2% di Roma che è pazzesco se rapportato con l'anno susseguente che analizza invece un - 14,9%.
Sai che danno irreversibile per una città?
Sai quante nuove piccole aziende nasceranno durante l'anno che poi saranno costrette a chiudere in quello susseguente?

Non si può e non si deve innalzare il RevPar di quelle percentuali, che dovrebbero essere stabili tra il 2/4 e il 6/7%, anche perché è ovvio che aumentando così il fatturato per camera, senza un adeguamento percentuale anche del personale, cosa che in Italia non avviene mai, ecco che la qualità... vabbeh; s'è ben capito.
Sì, anche Madrid ha aumentato il RevPar del 17 e passa %, e non va bene per niente... anche se contemporaneamente l'ha fatto anche per la quota spettante ai nuovi impieghi.
Infatti nel solo mese di aprile 2016, ben 15.304 persone (dati INEM che è come la nostra INPS) hanno trovato lavoro nel turismo nella sola Madrid (ved. qui)... e fate un po voi il calcolo annuale.
Ma non paga nel lungo tempo ed è completamente sbagliato... ma pare che l'abbiano già capito.
E poi...

… il parallelo dell'Italia è il 45°, e in quel parallelo la media del personale occorrente (albergo a 3 stelle) per ottenere la migliore qualità è quello di impiegarne almeno uno per 3 camere (precisamente in Italia è di un addetto ogni 2,86)... mentre più ti avvicini all'equatore, ecco che quel numero di addetti ne servono molti di più.
Vuoi per via del caldo che ovviamente non accelera di certo i movimenti, vuoi perché il costo dell'impiegato è sicuramente molto minore, e vuoi perché la professionalità è più scadente... pochissime eccezioni a parte dovute essenzialmente all'alta professionalità dei DG o CEO inseriti in quei contesti... ma anche in questo ci sarebbe molto altro da dire.
Chiaro è che più aumentano le stelle ed il prezzo (e qui si parla del 45° parallelo), più diminuiscono il numero di camere per impiegato... fino ad arrivare a quelli che ne dispongono più di uno per ogni singola camera.

E allora una domanda:
Sapete qual'è la percentuale di camere in Italia (si parla di media) per un albergo a 3 stelle che fa un solo impiegato?
Meglio non dirlo va... e la qualità?
E sapete il perché non si potrà mai arrivare a quella percentuale di un impiegato ogni 2,86 camere?
Tasse e burocrazia... che oltre a far entrare meno palanche all'erario (quelli che si sono succeduti al Governo non l'hanno mai capito e quelli che verranno non lo capiranno mai), non riescono a produrre il necessario guadagno per chi ci lavora per poter poi conformarsi alla qualità migliore.
E poi ci sarebbe ben dell'altro da scrivere o dire per innalzare la qualità con pochissima spesa... sia per lo Stato e sia per chi ci lavora... ma per spiegare 'sta cosa ci vuole ben altro che un semplice post.

P.S.: Date un occhio a Milano nel 2016... RevPar - 24% !... ma contemporaneamente sono aumentati i turisti del 2,07% (ved. qui).
E credete che sia giusto? 
Chiaro è che essendoci stato l'Expo nel 2015 dove i prezzi salirono di botto, ecco che nel 2016 questi siano precipitati... ma ci fu la stessa percentuale di impiegati nel ricettivo in quel di Milano nel 2015?... e nel 2016 che cosa ne diciamo della qualità?
Se sono addirittura aumentati del 2% i turisti ma il fatturato per camera è diminuito del 24%, sarà ben difficile che chi amministra quel dato albergo abbia mantenuto gli stessi dipendenti dell'anno prima, no!
E se aveva meno dipendenti, come poteva dare la stessa qualità anche avendo quel +2,07% di turisti?

Avete capito?
Beh, spero di sì!... altrimenti è solo colpa vostra, mica la mia. 






lunedì 6 febbraio 2017

#BELIgurianNow


domenica 5 febbraio 2017

Me ne battu o belin

Un regalo da parte del mio amico (di quelli veri, neh!) Diego Zorro 


Il mio amico Diego Zorro mi invia questo video al suo canale YouTube (al momento... in elaborazione 40%)... non vedo l'ora di vederlo finito al 100%.

Dice che si tratta di 3 minuti e mezzo di umorismo "vagamente british" permeato qui è là di un leggero e sottile sarcasmo (ma molto sottile, eh... ).
Dice anche che non vuole credits e/o post che spieghino il senso della cosa; anche perché non c'è molto da spiegare, in verità... (mannaggia... e adesso come faccio che lo vorrei pubblicare, eh?)
Dice che gli "garberebbe" solo un titolo (che risulta piuttosto scontato...) e il video, se mi piace; lo posso anche pubblicare.
Dice infine che con questo "regalo" spera tanto che il mio blog prenda una piccola svolta, tornando a pubblicare più post tipo questo qui (ved. qui)...
... invece di inseguire soltanto le baggianate fatte da questo o da quello/a lì.
Che tanto non c'è alcun rimedio, purtroppo!

E adesso un breve riassunto sul perché non volli mai cambiare indirizzo critico (costruttivo) a questo blog...

... di tentativi ne ho fatti in questi 8 anni e pure parecchi ma, ad esempio, quando scrissi appunto quel post ( ved. qui) sul come avrebbe dovuto fare la mia Genova; ma vale per tutte le città o locazioni italiane, per ricevere un quantitativo industriale di turisti, ecco che il suggerimento mi fu "rubato" proprio dalla mia città (nessun problema, per carità) ma senza nemmeno un grazie o un invito a raccontare il come si fa... e che diamine.

Infatti lo stesso quotidiano La Repubblica riprese l'accaduto (ved. qui), ma anche dopo quell'articolo sulla prestigiosa testata giornalistica, beh; il nulla assoluto.
Sì vabbeh, chiamarono addirittura il Pere Duran nella mia città (in gran segreto?)... ma cosa può raccontare in pochi minuti anche se Pere è internazionalmente il miglior professionista del settore internazionale (!)... e che cosa poteva capire chi l'ascoltò?... suvvia!
Per 'ste cose servono molte settimane e quindi ben altro che pochi secondi... ma si sa che qui sono tutti professoroni, neh!
Infatti, anche se un qualcosina è migliorata con quell'innovazione che riportai nel mio blog, beh; non è certo stata fatta come la si doveva fare!
E così pure in moltissime altre occasioni... eh già, io scrivevo dei consigli e poi qualche furbetto se li "vendeva" come se fossero i suoi, e la storia è sempre continuata così inde-fessamente.
Ridicoli!... senza contare l'ultimo suggerimento che m'è costato pure il mancato guadagno di un fracco di palanche (ved. qui), e che naturalmente stanno portando avanti in una maniera che definire sciocca è ben poca cosa. 
Inutile quindi dire che ritornai all'antico e il blog rimase (diciamo "dissacrante" ?) sulle razzate che 'sta gente fa nei confronti del mio settore: il turismo... e così fu.
Io vorrei davvero continuare a dare consigli tralasciando definitivamente la critica costruttiva per prendermela con questo/a e con quella/o, ma ho bisogno del vostro consiglio.

Rincomincio a scrivere i miei suggerimenti e a fare degli esempi dettagliati sul come si dovrebbe fare e me ne battu o belin di quelli lì?

P. S.: Spero che Diego Zorro mi perdoni... non vorrei mica perdere il mio miglior web amico, neh!