domenica 25 gennaio 2015

#verybello: Dario Franceschini ministro del MIBACT per altri 15 anni... dice



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... poi il ministro su twitter...


... poi...





sabato 24 gennaio 2015

Turismo: anche l'Australia ci passa davanti per colpa dei soliti RI-DI-CO-LI che c'amministrano

Ormai è ufficiale, in Italia il turismo è in gran parte amministrato da dei RI-DI-CO-LI che si accompagnano perentoriamente (i loro consiglieri) da persone che probabilmente pensano più che altro a vendere la propria merce che a pensare al bene comune.

Breve riassunto delle puntate precedenti.
Circa due anni fa, su queste pagine, avevamo parlato dell'impellente necessità di inglobare le classificazioni alberghiere con le recensioni.
Poi, alcuni mesi dopo, s'era scritto che il progetto era bello che pronto e a disposizione delle autorità competenti.
Per l'occasione partirono molte mail all'indizzo delle medesime e dei loro consiglieri, ma come sempre capita, in risposta non s'ottenne altro che l'assoluto silenzio.

Accadde che nell'ottobre dell'anno scorso, anche il Segretario dell'Untwo, Taleb Rifai, s'accorse che la cosa andava fatta nel minor tempo possibile.

Nel frattempo (primi di aprile 2014) il nuovo ministro del Turismo, Dario Franceschini, consigliato dall'allora aiutante Stefano Ceci (che s'aggiri ancora da quelle parti?), originò quella che potrei tranquillamente definire la str... anezza più prendi in giro che mai mi sia capitata di vedere in oltre 45 anni di lavoro in questo settore... str...anezza per via della composizione del TDLAB (a gratis).

In verità avrei dovuto far parte di quella specie di “commissione” poiché “invitato” dal consigliere del ministro (sempre quel Stefano Ceci), ma quel “gratis” e soprattutto il confronto con altre composizioni già esistenti al mondo sulla fattispecie (ved. Qui), mi portarono al rifiuto.
Diversamente avrei addirittura pagato di tasca mia per poter farne parte, ma solo ed unicamente in presenza di persone come nel Brand USA.
Gran bella differenza tra le due composizioni, neh!!

Però, come sempre mi capita, mannaggia a me, e poiché sollecitato da alcuni dei componenti dell'allegra combriccola, decisi di dare lo stesso una mano come esterno, presentando un certo programma tra cui era compreso l'assembramento delle recensioni con la classificazione alberghiera, oltre all'eliminazione delle recensioni false, alla totale cancellazione del sommerso, una classificazione alberghiera e del ricettivo nazionale di “qualità” ed infine all'opportunità di avere in tempo reale (giorno per giorno) i pernottamenti su tutto il territorio nazionale (motivazione, nazionalità e... ), e non dopo dei mesi come attualmente accade nonché con dei dati sempre disuguali gli uni dagli altri.
Ah dimenticavo di aggiungere che nel medesimo c'era scritto anche che i dipendenti i soprannumero avrebbero trovato sistemazione... vabbeh, è scritto nelle slides alla fine di questo post..
Il tutto fu poi inserito nella relazione finale del TDLAB che ahimé giace in qualche “loculo” del ministero.
E fin qui tutto normale... in Italia.

Ebbene, avremmo potuto essere i primi nel mondo, anche se in verità, sia la Svizzera che la Norvegia hanno già provveduto in qualche maniera ad unire la classificazione con le recensioni.
Niente di eccezionale, per carità, ma un qualcosa l'avevano pure fatto per migliorare il rapporto tra il cliente e il ricettivo, seguendo quelle regole che man mano dovrebbero per forza di cose essere rinnovate in una nazione normale.

Detto questo, ecco che anche l'Australia si mette in regola e (ved.Qui)... OK, non si tratterà di recensioni "certificate", come nel caso del sistema pensato e presentato al TDLAB, però già il fatto che integrino le recensioni di oltre 180 siti in un sistema di classificazione forse un po' obsoleto (non conosco i dettagli del sistema australiano) e che lo facciano in modo progressivo, educando cioè i loro operatori a preoccuparsi della reputation online, è un bel passo avanti, imho.
Stessa cosa dicasi per quanto riguarda la Svizzera che consiste in due elementi, unendo il sistema dell'Unione europea HotelStar e separatamente le recensioni, senza però nessuna integrazione.
Infatti le due cose operano individualmente ma sono ugualmente integrati in tutto il materiale di marketing on-line.
Il punteggio medio viene estrapolato attraverso l'uso di un “online Reputation Management” che fornisce ulteriori indicazioni per il consumatore.
Oltre agli elementi oggettivi dell'hotel, un punteggio mostra la qualità dell'accoglienza, il servizio ed il comfort.

Il modello innovativo norvegese invece prevede l'inclusione (rating) dei complessivi commenti del cliente come parte dei criteri di valutazione. 
Poi sono state applicate una serie di formule per l'inserimento nella classificazione formale.
La chiave componente di questo modello è la taratura, vale a direi il “peso” (punteggio) dato dagli ospiti. 
In ultima analisi, i coefficienti danno una valutazione generale, originando così dei nuovi criteri di classificazione a discrezione delle autorità del settore norvegese.

Inutile dire che il nostro sistema sarebbe molto più certosino ed elevato in qualità ma è anche sempre inutile aggiungere che, considerando da chi è amministrato questo settore in Italia e da chi questo/i si circondano (suggeritori, consiglieri e consulenti), beh; la storia si può ben immaginare.

E le associazioni di categoria?
A parte una, le restanti sono state completamente assenti e così pure la stampa che del settore si occupa più insistentemente di altra.

E per ricordare quel programma , ved. sotto... ma non per pubblicizzarlo, per carità, tanto non lo capirebbero nemmeno e so bene che non servirebbe a nulla poiché nulla loro ci guadagnano (?), ma solo per far comprendere che a lor signori del turismo non frega granché, se non per interessi propri, come nel caso di presunte innovazioni da far ridere i polli, che oltretutto altri le comprano pure... ma con i soldi nostri.




venerdì 23 gennaio 2015

Date almeno una Laurea ad Honorem nel turismo a Mario Draghi, per piacere

Se fossi il Magnifico (ou belin, ma non è un po troppo?) Rettore di una prestigiosa università italiana nel settore del turismo, beh; una Laurea ad Honorem a Mario Draghi, il presidente della BCE, gliela darei in un batter di ciglia.
Ma vediamo il perché.

Non voglio entrare nel merito delle dichiarazione del suo predecessore (Bernanke) o degli scettici che la cosa non la vedono granché di buon occhio, anche perché non ne sono di certo all'altezza per poter giudicare, ma facendo i conti che mi spettano, e vale dire quelli della serva, per me, uno più uno ha fatto, fa e farà, nient'altro che due.
Nulla di più e nulla di meno.

Con il «Quantitative easing» la banca centrale fa una cosa semplicissima: stampa moneta (1.140 miliardi di euro) e con i soldi “nuovi” compra sul mercato finanziario titoli di Stato (o di altro tipo). Il primo effetto di questa manovra è sul cambio: più si stampa moneta, infatti, più la valuta si deprezza.
Questo effetto in Europa c'è in gran parte già stato, perché il mercato si è mosso in anticipo sulla Bce: l'euro dallo scorso giugno ha infatti perso il 16% sul dollaro e il 7,8% sulle valute dei 19 maggiori partner commerciali dell'Europa.
La svalutazione offre un indubbio sostegno all'export Ue.
Anche per un Paese come l'Italia, il cui Pil è prodotto per il 30% proprio dalle esportazioni e che ha un importante settore turistico.

Ora non credo che sia poi così difficile capirlo ma resta l'annoso problema del marketing nazionale: l'Enit.
Infatti dovrebbe risultare abbastanza chiaro che deprezzando la valuta, ecco che per gli stranieri venire in Italia sarebbe più... con tutto quello che segue.

Pertanto le mosse da fare, per riuscire almeno una volta ad anticipare le nazioni concorrenti, sarebbero “solo” tre (imho), ma ci posso pure scommettere che non ne faranno nemmeno una.
E andatevi a leggere che cosa hanno fatto immediatamente questi signori (ved. link sotto) non appena la FED ha cominciato a stampare “ 4mila milardi di dollari” e... (da questo post potrete trovare tutti i link per comprenderlo).

... in attesa che ritorni la Lira ma ... campa cavallo ... e sempre meglio che due ditate nell'occhio, neh!!




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