venerdì 5 marzo 2010

A cosa serve un ministro inutile?



Innalzata improvvisamente con meriti ai più sconosciuti, dal suo Capo si è fatta catapultare al ministero del turismo dopo una breve parentesi come sottosegretaria del medesimo dicastero, ma totalmente digiuna della materia che dovrebbe amministrare, e per lo più senza neppure avere quella necessaria umiltà che consente un apprendimento rapido, se non altro per capire di che cosa si parla.
Se escludiamo qualche alchimia, difficile peraltro da seguire e che riguarda gli amati 4zampe, boccone prelibato che altri non ne hanno stoltamente capito (chissà per quali motivi) l’indubbio valore in termini di consensi elettorali, la sua azione di ministra è risultata prima ancora che inesistente, dannosa.
Dal suo insediamento in poi, ha solo saputo ripetere incessantemente, forse imbeccata da qualche grosso imprenditore/politico o chissà chi altri (?), che negli anni passati tutto andava male; e su questo siamo anche d’accordo (ma solo su questo), mentre adesso, per lei, tutto va bene nonostante gli svariati miliardi di euro persi nel pur breve periodo del suo “regno”.
Elencandoci addirittura come la nazione europea che ha ricevuto meno perdite dalla crisi del settore, ma dimenticando, forse volutamente, che le percentuali non si applicano così.
Risulta infatti inutile e suona come una gran presa per la pelle del posteriore, dichiarare che l’Italia ha perso solo il 4,3% (gran bel vanto) delle presenze turistiche nel 2009, quando l’ammontare monetario lasciato per strada, è percentualmente molto più grande in conseguenza all’ovvio calo dei prezzi nel settore alberghiero/ristorativo, e dei “pacchetti”.
E per di più compararlo con quello francese ed elencare le loro perdite di presenze turistiche con numeri più grandi, col solo scopo d’apparire più brava del pari grado transalpino (Novelli).
Ma per piacere, ha da passare acqua sotto i ponti!
Per la Francia perdere il 10% (ipotetico e della Brambilla) vuol sempre pur dire “incassare” ben oltre 300 miliardi di euro all’anno dal comparto; mentre per noi perdere il “solo” 4 o 5% (ipotetico e della Brambilla) significano meno di 150 miliardi; e la differenza crediamo ci sia.
Vabbè, in compenso all’ultima riunione ascoltata sul turismo dove parlava la ministra, eravamo alle prese con il signore della sedia accanto che rischiava di caderci addosso addormentato; infatti la Brambilla, come maggior dote, ha quella di saper tenere lunghissimi discorsi senza dire assolutamente nulla.
Come nulla è quello che crediamo abbia fatto di buono, poiché nonostante i nostri svariati tentativi di trovare qualcosa di veramente produttivo per l’economia nazionale nel turismo…niente, il deserto assoluto.
A meno che a qualcuno non venga in mente qualcosa che a noi sfugge e parli adesso, o taccia per sempre.
Amen

8 commenti:

vinc ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
vinc ha detto...

Un momento, un momento.........ci sto pensando............ ..................... ....................... .......................... .......................... .................... .....mumble ..... mumble.............. ....... .......... ............... ............. ............ ...................
Sai che non mi viene in mente niente?

frap1964 ha detto...

Più che tenere, il discorso normalmente lo legge.
Perché nemmeno quello è in grado di fare.

Anonimo ha detto...

Scusate se mi intrometto. Credo che se qui la Michela Brambilla avesse un graditometro che misura il livello di accettabilità e gradimento, ebbene marcherebbe meno dello zero.

Anonimo ha detto...

Avete proprio ragione
B.C.

Anonimo ha detto...

@frap1964
La crisi finanziaria mondiale ha solo sfiorato il Qatar che, secondo l'Institute of International Finance di Washington dovrebbe chiudere il 2009 con un tasso di crescita del PIL pari al 9,3%. Nel Paese sono stati avviati quest'anno tre nuovi impianti di liquefazione ed esportazione del gas naturale. Secondo l'Istituto di Washington dovrebbero contribuire, con la ripresa dei prezzi in corso e un'operativita' a pieno regime, ad accelerare ulteriormente il tasso di crescita nel 2010 portandolo al +35%. Per fronteggiare gli effetti del rallentamento provocati dalla crisi il Governo del Qatar ha proseguito quest'anno in una politica di forti investimenti in infrastrutture. E' anche intervenuto a sostegno delle banche del Paese impegnandosi ad acquistare quote fino al 20% del capitale azionario. Ha deciso inoltre di farsi carico di parte degli oneri derivanti da operazioni finanziarie a rischio, subentrando nella titolarita' di beni immobili ed aree residenziali di proprieta' delle banche, con la possibilita' per quest'ultime di poterli successivamente riscattare. Positivo anche il dato sulla riduzione dell'inflazione che aveva raggiunto livelli superiori al 15,2% nel 2008 e che e' scesa ora attorno all'1,% previsto per il 2009. Nel corso dell'anno c'e' stato un significativo calo (- 6% nel primo semestre) dei prezzi delle abitazioni che incidono per il 32% nella determinazione dell'indice dei prezzi al consumo. Diminuiti anche i prezzi dei mezzi di trasporto e dei generi alimentari. Il saldo fiscale dovrebbe restare in attivo per una quota pari al 4% del PIL stimato. Tale percentuale dovrebbe raddoppiare nel 2010/2011 in ragione dell'aumento previsto degli introiti provenienti dal settore degli idrocarburi e dei rendimenti sugli investimenti effettuati nei sui mercati internazionali. Il saldo della bilancia commerciale chiude il 2009 con un attivo di 12 miliardi di dollari pari all'incirca al 13% del PIL. L'Istituto di Washington prevede che anche tale quota raddoppi nel 2010 tornando su valori di poco inferiori al 27% annuo. Il PIL pro-capite dal Qatar, pari a oltre 62mila dollari, nonostante una leggera flessione rispetto al 2008 (69mila dollari), resta tra i piu' alti al mondo. Il debito pubblico ammonta a 65,9 miliardi di dollari a fronte dei 60,7 nel 2008. La crescita e' imputabile agli investimenti effettuati in questi anni. In questo contesto, il valore degli scambi tra Italia e Qatar nel primo trimestre del 2009 e' diminuito sensibilmente rispetto allo stesso periodo del 2008. I dati ISTAT disponibili, relativi al periodo gennaio-marzo 2009 indicano che l'Italia ha esportato in Qatar merci e servizi per un controvalore di oltre 333 milioni di euro (- 23% su base annua). In particolare si segnala un calo significativo nella vendita di macchinari (-36%) che, con gli altri beni strumentali, rappresentano pur sempre la quota piu' significativa delle nostre esportazioni. In flessione anche tubi, profilati e cavi, apparecchi per la misurazione, motori e generatori, laterizi. In controtendenza invece gioielli e oreficeria (+104%), prodotti chimici di base (+34,9%), apparecchi per l'illuminazione (+56%), mobili (+14%) e articoli di abbigliamento. Il saldo commerciale, rimane di gran lunga favorevole al nostro Paese che resta tra i primi fornitori in assoluto del Qatar. Il divario e' tuttavia destinato a ridimensionarsi nei prossimi mesi quando entreranno a regime le esportazioni di gas liquefatto (GNL) dal Qatar all'Italia attraverso il terminale offshore di Rovigo.

Luciano Ardoino ha detto...

Gas....capito l'inghippo e tutta questa nuova attenzione al Qatar.

Anonimo ha detto...

Qualche informazione nel caso qualcuno pensasse di andarci.
Il Paese non si può raggiungere dall'Italia, solo alcune capitali europee offrono il servizio. Via mare ci sono traghetti per i porti di Doha e Umm Said.

Nel Paese rimane difficile spostarsi: non ci sono autobus; piuttosto spostatevi con i taxi che si riconoscono per la loro tinta arancione e bianca.

Nel Paese è possibile noleggiare automobili; la patente italiana è accettata per un massimo di 30 giorni e deve essere accompagnata da una patente locale temporanea rilasciata dalla Polizia. Il prezzo medio è di 35 € al giorno.

Guidare potrebbe essere un problema; tuttavia, non è difficile rifornirsi in carburante. Le condizioni delle strade sono buone, tranne nei periodi di piogge.
La vita notturna nei maggiori centri locali non è molto vivace. Accontentatevi di sgranchirvi le gambe con danze tradizionali all’interno delle hall degli alberghi.
Le festività che si celebrano in Qatar sono legate alla religione islamica.

Il più importante periodo di festività è il Ramadan: nome che si dà al nono mese dell’anno lunare musulmano (Egira).

Dall’alba al tramonto tutti devono rispettare il digiuno; in questo periodo l’atmosfera è quasi surreale e immobile. Tutti i negozi sono chiusi e nulla sembra essere animato. Al calar del sole, dopo il tramonto, la vita esplode in un rituale di festa e preghiera collettiva. Anche i turisti devono, in pubblico, rispettare il Ramadan.
Il clima, inutile dirlo, fa veramente pena. Atrocemente caldo e umido di giorno e freddo di notte.