lunedì 25 aprile 2016

Petrolio nel fiume, petrolio in mare, mentre l'assessore del turismo e il ...

OGNUNO era sicuro che QUALCUNO lo avrebbe fatto, CIASCUNO avrebbe potuto farlo ma NESSUNO lo fece.

Adesso “piangono”, si disperano e naturalmente gettano le mani avanti (anche una dietro va... si sa mai) anche perché dovesse andare male il turismo in Liguria nell'approssimarsi della stagione estiva, beh; la causale l'hanno trovata ed è dovuta alla solita sfiga di cui si armano sempre per non accennare mai alla loro insipienza.

Ma chi doveva essere presente dov'era?
O almeno arrivare in un batter d'occhio per seguire personalmente ciò per cui sono stati “omaggiati” di una carega.
Ma ora un passo indietro anche per far capire meglio l'accaduto e...

… erano le 20 di domenica 17 aprile quando nella sala operativa dei vigili del fuoco di Genova è scattato l’allarme.
L’acqua del rio Fegino in pochi minuti si è colorata di nero.

A cedere è stato un tubo dell’oleodotto della raffineria Iplom che si trova a poca distanza dal Fegino. C'è stato un boato e poi l’acqua del torrente è diventata scura.
L’allarme è stato dato subito, i vigili del fuoco sono intervenuti immediatamente per tamponare la perdita.
Ma a Genova sabato 16 aprile ha piovuto tanto, i rivi, sempre loro, quelli che si gonfiano in pochi minuti quando ci sono le alluvioni erano pieni d’acqua.
Così, nonostante il rapido intervento, il petrolio era già arrivato al torrente Polcevera (nel Ponente cittadino).

Ora è abbastanza chiaro che tutti i fiumi vadano a finire, o in un affluente, o come immissari in un lago da cui poi escono come emissari, oppure direttamente al mare.
Bah, l'avranno capito?
E se il petrolio va in mare, beh; poi è un notevole casino per la stagione balneare e tutto ciò che può implicare la scabrosa situazione, ed è presumibile che tutti fossero a conoscenza della cosa.
Il mio gatto sì e pure il cane!

Il minimo che ti aspetti, in questi casi, è che le istituzioni preposte, assessore regionale del turismo, venga di corsa sul luogo per accertarsi che... e così pure i responsabili del marketing turistico che di botto dovrebbero prendere le decisioni utili affinché... dai, chi ha davvero del pregresso le sa e non è il caso di ripeterle ancora.

Fatto sta che Gianni Berrino, l'assessore, a quanto si legge sul web, se n'è rimasto a casa in quel di Sanremo... d'altronde il giorno dopo doveva partecipare a ben due important riunioni (ved. qui e pure qui) e proprio a Sanremo. Quindi perché muoversi?
Mentre di Carlo Fidanza, il DG del marketing turistico ligure, non c'è pervenuto nulla, niente di niente, non una dichiarazione, un video... un qualcosa che... manco di striscio.
Però su twitter tuittava e tuitta da allora, ma nulla, proprio nulla sulla faccenda!


Nel mentre l'accaduto veniva visionato qualche decina di milioni di volte (ved. Qui) nel mondo.
Giunge notizia che nella serata di ieri, 7 giorni dopo l'accaduto, si siano riuniti con altre istituzioni governative per far realizzare e far pervenire un video alla Francia (e le altre nazioni no?) rincuorando così che la situazione è completamente sotto controllo... ma farlo prima no?
Però c'è da dire che in entrambi i casi, all'atto di queste due nomine, Gianni Berrino e Carlo Fidanza, le associazioni di categoria furono contente (pare che ora chiedano delle palanche per l'eventuale danno ricevuto), e non si contavano le dichiarazioni di gioia per la felice scelta da tante ce ne erano un po da tutte le parti.
E chissà quanto dura!

Finì così che CIASCUNO incolpò QUALCUNO perché NESSUNO fece ciò che OGNUNO avrebbe potuto e dovuto fare.

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