mercoledì 28 dicembre 2016

Turismo Liguria: ... son solo dei palloncini che scoppiano

Giovanni Toti, il governatore della Liguria, pare non perda occasione per dirsi che l'è bravo e che sotto di lui questa Regione va alla grande... e lodandosi si vede che si gonfia, si gonfia, si gonfia sempre di più.
Peccato però che non sembri granché vero, anche perché, se la cosa fosse vera, nei primi 6 mesi dell'anno, in Liguria, non avrebbero di certo chiuso ben 737 aziende, no!... ma vengo di corsa al fatto.


Ovviamente col primo, Toti (?), giusto per fare una cenetta completa, ecco che non dovrebbe mancare il secondo, Gianni Berrino (?) (assessore al turismo), il contorno, Carlo Fidanza (?) (commissario dell'ente del marketing turistico regionale) e via di seguito fino la frutta (l'assessore allo sviluppo economico, Edoardo Rixi?), il dolce, il caffè... mentre poi, come sempre, arriva sto blog con l'ammazza caffè... e chissà se hanno mai visto il film Le diner de cons di Francis Veber.

Dicono che l'hashtag #lamialiguria vada alla grande (ved. qui), mentre a confermare questa tesi c'è blogmeter che appunto analizza la reputazione sui social media.
Innanzi tutto pare che blogmeter lavori per la Regione Liguria e detto mi dà già da pensare, se così fosse... ma comunque sia non si riesce a comprendere il perché lo stesso riscontro di quei dati non li si estrapolano anche dalle altre società che analizzano il web.


Va innanzi tutto detto che sugli hashtag o similari non ho un grande personale opinione, anzi per niente, anche perché penso che prima ci sia da migliorare la qualità nel turismo in generale... e solo poi il “passa parola”... altrimenti quel "passa parola"... 
E di qualità nel turismo in questa Regione, che è poi la mia materia, non se ne vede nemmeno l'ombra.
Oltretutto quei “passa parola” o gli “hashtag”, dipendono immensamente da chi li fa, e vale a dire da chi ha un numero considerevole di followers.
Giovanni Toti, ad esempio, ha numerosissimi followers, e qualsiasi cosa immetta nel web, beh; ecco che i (vabbeh, meglio non dire per non urtare la loro suscettibilità) replicano inde fessamente.
E lui è presente nei primi hashtaggatori di #lamialiguria... gli altri sono l'agenzia “InLiguria” che è poi quella presieduta da Carlo Fidanza... dai, in poche parole ci sono solo loro che si replicano a più non posso.
Ma ritornando ad altri misuratori della web reputazione, ad esempio l'autorevolissimo hashtagify.me per vedere se la pensano tutti come “blogmeter”, ed ecco che invece...


#lamialiguria in popolarità è al 28,4, mentre ad esempio il semplicissimo hashtag #liguria è al 52,3... 




Non va meglio il trend settimanale di #lamialiguria che perde un bel 13,6% , mentre la stessa fine lo fa quello mensile – 4,2.
Mentre quell'altra str... anezza, l'hashtag #foliageinitaly, di cui ho già scritto peste e corna (ved. qui), e a conferma che... è sotto, segno meno, del 21,2%.
Ma non potrebbero mettersi a fare un altro mestiere e tralasciare di occuparsi di turismo, eh... visto che pare non c'azzecchino per nulla?


Dicono inoltre che quel belin di hashtag #lamialiguria abbia superato l'hashtag turistico della Lombardia, #inLombardia... ma anche in questo caso...
… #inLombardia è al 41 di popolarità (ben oltre il misero 28,4 della Liguria), nel trend settimanale ha un bel + 2,2, mentre nel mensile un + 0,8.
Beh?




Beh, siamo alle solite... 


Dicono poi che i turisti aumentano ed è anche vero, anche se in percentuale minore di altre realtà... basti pensare, ad esempio, che quest'anno a Taranto sono aumentati del 5%, e Taranto non è che sia così tanto turistica, neh.
Mentre nelle Puglie si vedono botte da +20/30%... e non palloncini colorati d'azzurro. 


Ma nonostante aumentino i turisti, ecco che l'indotto non aumenta per nulla, anzi, e questo anche se il settore sia il più traversale che esista al mondo... ma con 'sta gente è pressoché impossibile che possano capire il come si fa o si debba fare.
Loro guardano l'hashtag mentre delle cose necessarie nonché davvero utili per il comparto (governance etc. tec.) nemmeno l'ombra... il nulla di niente se non ancor di meno.
Beh, d'altronde quelle cose costano, oltre che fatica anche dell'enorme esperienza... e di queste due faccende non pare davvero che ne abbiano a iosa, e nemmeno un po'.


Sostengono poi che i ristoranti e gli alberghi siano pieni, mentre poi si legge che, Giorgio Bove, il presidente di Fepag- Ascom dichiara che: “Il segreto del successo di quest'anno è aver tenuto i prezzi bassi... io personalmente, non li ritocco da 15 anni. I costi che però sosteniamo sono aumentati. Quindi si capisce che i guadagni non sono cresciuti, anzi”.


Ecco appunto, questi nel e del turismo guardano gli hashtag, mentre se qualcuno di loro, Berrino, gli hanno "rubato" dei "mi piace" su Facebook (ved. qui)... ma il senso del ridicolo è mai possibile non lo conoscano?



4 commenti:

vinc ha detto...

Strano, vero?

Un sito dice bravi, l'altro no!!!

Che siano come quelli delle presenze turistiche???

;-))

Hashtagman ha detto...

I picchi degli hashtag possono essere aumentati da chi dispone di tantissimi followers e nelle occasioni programmate.

Hashtagman ha detto...

Dai che quando arrivi a 50k ti faccio lavorare per noi mi aveva detto una volta un digital PR.

E l’engagement?

“Ma vuoi mettere? Ha pubblicato una foto del nostro prodotto e in mezz’ora la foto aveva più di 1000 like, pazzesco!”
Sì, ma hai visto di chi erano i like?
Di xxxdddhe, di $fjuy£ e di rugye23.
Che, immagino, non rappresentano esattamente il tuo target.
E commenti, quanti?
Zero?
Ops, forse nessuno dei 1000 che ha fatto like è interessato ad approfondire.

Presunti influencer con un numero di like per post pari al 40% del numero di follower, quando la prima regola del web resta il principio 90-9-1.
Eppure sono giovani, sono freschi, facciamoli lavorare.
Su un pubblico finto, praticamente inesistente, ma facciamoli lavorare.
Perché alla fine contano i numeri, giusto?
Truccati, ma pur sempre GRANDI
Lo ammetto, sono sconfortato.


Luciano Ardoino ha detto...

@Hashtagman

Ha ha ha ... grande

:)

P. S.: Proprio come pensavo... anche se a dire il vero non è che ci voglia molto ad arrivarci, neh!
E comunque grazie, ma grazie ben.