martedì 20 aprile 2010

Si ai campi da golf (parte 2a)





…la libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
Era l’introduzione del ’72 al recital “Dialogo fra un impegnato e un non so”, e la canzone è del grande Giorgio Gaber.
Dove l’impegnato è uno tosto senza dubbi né inquietudini, che continua a progettare come soluzione di ogni problema e che giudica tutto solo in base a un meticoloso ragionamento.
“Il non so” è lo scettico che aspetta l’Impegnato al varco per mostrare che non risolverà mai niente, ma intanto non risolve nulla neanche lui.
Beh, almeno non si stanca, direte voi.
Beh, preferisco stancarmi per trovare almeno una soluzione, dico io.
Come precedentemente scritto, la ministra Brambilla ha approvato un disegno di legge per incentivare il turismo golfistico in Italia e da più parti, anche da quelle della maggioranza, si sono affacciati a denigrarne la scelta quelli che sanno tutto, ma che poi in definitiva non ne sanno nulla.
Mentre a me poco importa da che parte politica proviene l’idea, l’importante è, e sempre sarà, che sia buona per il commercio e per il sociale; il resto non resta e non produce granché; anzi, non fa nascere proprio un bel niente.
Comunque da un’analisi fatta da parte di eccellenti ricercatori (Dott. Paolo Caggiati e del Dott. Guido Maria Bazzani, ricercatori del CNR - Istituto di Biometeorologia ‘IBIMET’ Sezione di Bologna) è emerso che la salvaguardia dell’ambiente è diventata negli ultimi anni parte integrante delle principali politiche economiche, compresa quella agricola, ed uno degli obiettivi principali dello sviluppo sociale ed economico come esplicitato da recenti trattati internazionali che hanno adottato il principio dello sviluppo sostenibile.
Ogni tipo di attività, sia di carattere ricreativo che produttivo, implica degli effetti positivi e
negativi sull’ambiente e sulle risorse naturali.
È indubbio che il golf, fra tutte le attività sportivo–ricreative, è quella che impegna e gestisce le aree verdi più estese e, quindi, interagisce in misura più rilevante con l’ambiente.
Per tale ragione, la crescita che sta conoscendo l’attività golfistica in questi ultimi anni, sia in termini di impianti che di praticanti, ha comportato, e comporta tuttora, una particolare attenzione ed una maggiore sensibilità dell’opinione pubblica nei riguardi delle ripercussioni sul territorio derivanti dalla realizzazione e dalla gestione dei campi da golf, soprattutto quando l’impianto è situato in zone particolarmente sensibili.
Risulta evidente, quindi, che un adeguato bagaglio di informazioni e di conoscenza, derivante da una rigorosa e circostanziata analisi dei problemi, diventa un supporto fondamentale per un confronto chiaro ed aperto con le diverse categorie sociali coinvolte, che permetta di superare equivoci, chiusure e falsi pregiudizi e di assicurare, conseguentemente, scelte condivisibili e soluzioni di lunga durata.
In questo contesto, il presente studio rappresenta un ulteriore contributo alla formazione di un quadro conoscitivo corretto ed aggiornato, affinché emerga una situazione di minor pressione ambientale dell’attività golfistica rispetto a quella agricola, relativamente agli indicatori presi in esame, nelle realtà territoriali considerate.
In particolare, per quanto concerne i fertilizzanti, i livelli medi relativi ai principali principi attivi sono pari a 43.74 kg/ha di azoto, 8,85 kg/ha di fosforo, 34,50 kg/ha di potassio.
Tali valori sono significativamente inferiori a quelli agricoli, di 3,9 volte per l’azoto, 7,2 per il fosforo e 2,5 per il potassio.
Confrontati con la maggior parte delle colture agricole, i livelli di impiego dei fertilizzanti distribuiti sugli impianti golfistici si attestano nella fascia più bassa, più vicini a colture estensive, come le foraggere, piuttosto che alle coltivazioni intensive.

I prodotti fitosanitari, a livello aggregato, mostrano per gli erbicidi livelli di impiego pari al 42% di quelli agricoli, al 58% per i fungicidi e superiore del 16% per gli insetticidi.
Anche se il dato generale è in complesso tranquillizzante, ciò non significa che le concentrazioni di fitofarmaci distribuite sulle aree ad elevata intensità colturale non richiedano uno stretto controllo ambientale e l’adozione delle migliori pratiche agronomiche, per evitare danni localizzati.
Ad un’analisi più dettagliata, si evidenzia come, mentre per i concimi la situazione sia sempre più favorevole al golf, per quanto concerne i prodotti fitosanitari si è manifestata una situazione più differenziata.
I consumi idrici del golf, stimati pari a circa 1200 m3/ha, appaiono inferiori a quelli agricoli,
che sono stati calcolati pari a 2300 m3/ha.
I valori riportati dimensionano correttamente i fabbisogni irrigui dell’attività golfistica che, a torto, è ritenuta un’elevata consumatrice di risorsa idrica.
Può essere interessante, in sede di conclusioni, richiamare alcuni risultati emersi in uno studio condotto alla fine degli anni ’90 nell’ambito del gruppo di lavoro “Golf e Ambiente”
promosso dalla FIG (Caggiati et alii, 1999).
In particolare, le pressioni ambientali riguardanti l’uso dei fertilizzanti per l’area del Nord Italia erano pari a 67 kg/ha di azoto, a 18 di fosforo ed a 57 di potassio.
I valori attuali risultano sensibilmente inferiori, pari rispettivamente al 65%, al 49% ed al 60% di quelli precedenti.
Per quanto concerne i fitofarmaci, l’impiego medio corrispondeva a circa 3,6 kg/ha riferito ad un principio attivo a tossicità medio-bassa.
Questo valore va opportunamente ricalcolato per passare dal quantitativo di principio attivo (p.a.) a quello di prodotto utilizzato nel presente studio; assumendo una concentrazione media del 40% di p.a., calcolato come media ponderata di erbicidi con p.a. 30%, fungicidi con p.a. 50%, insetticidi con p.a. 25%, la quantità di prodotto distribuito risulta pari a 9,01 kg/ha, rispetto alla quale la dose di 7,93 kg/ha, attualmente complessivamente distribuita, rappresenta una diminuzione del 12%.
Pur tenendo in debito conto che il campione su cui vennero effettuate quelle elaborazioni non coincide con quello preso in esame nella presente indagine e, quindi, le considerazioni di carattere comparativo hanno solo un significato di massima, si può affermare che la situazione attuale risulta ulteriormente migliorata rispetto a quella evidenziata circa dieci anni fa.
Questo effetto è sicuramente attribuibile anche agli sforzi intrapresi negli anni più recenti dalla FIG, che, in linea con le federazioni di tutto il mondo, si è impegnata, attraverso la Sezione Tappeti Erbosi, per incorporare nelle tecniche di gestione del verde modalità di maggior rispetto ambientale, definendo specifici protocolli di coltivazione eco-compatibili (valga, per tutte, la qualificata esperienza di gestione ambientale rappresentata dal già citato progetto “Impegnati nel verde”).
Sulla base delle indicazioni emerse dall’indagine, come riflessione finale ci pare utile evidenziare che sarebbe interessante prendere in considerazione l’opportunità di estendere lo studio anche ad altre aree territoriali del nostro Paese, con particolare attenzione a quelle zone che già posseggono un’elevata capacità di attrazione turistica o che sono potenzialmente vocate per questa finalità.
Un ulteriore aspetto meritevole, forse, di analisi ed approfondimenti potrebbe essere il ruolo dell’attività golfistica nell’ambito dei nuovi piani di sviluppo rurale alla luce della riforma della politica agricola comunitaria ed all’adozione di un modello di sviluppo rurale integrato di tipo intersettoriale.
Capito?
Non ci spero, ma non dico di NO.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Belin.
Non ti arrendi mai, complimenti.
Cosa diranno adesso i sapientoni?
B.C.

vinc ha detto...

Interessantissimo.

sergio cusumano ha detto...

Continuano però le opinioni discordanti:

Grandiose novità in arrivo per l’affannato sistema turistico italiano. La mai abbastanza elogiata ministra del turismo, Michela Brambilla, ha elaborato un piano che spezzerà le reni alla Grecia, facendo approdare in Italia talmente tanti turisti da far appendere il cartello Tutto esaurito in ogni locanda e albergo della Penisola.

A volte basterebbe poco informarsi, si ma seriamente.

Luciano Ardoino ha detto...

beh, come più volte detto; la mamma degli imbecilli....

Andrea Atzori-Telegiornalista di Oristano ha detto...

Gentile Ardoino,
le problematiche sul golf sono alquanto complesse e nonostante la grande propaganda anche governativa, le opposizioni a nuovi progetti esistono e crescono in tutto il mondo.
In particolare un aspetto non mi sembra abbia affrontato nelle sue riflessioni.Quello economico.Mentre i bilanci pubblici sono sul lastrico perchè lo stato dovrebba ancora finanziare a fondo perduto strutture per pochi ?
Cordiali Saluti
Andrea Atzori
Global Antigolf Movement
http://www.antigolf.org

Luciano Ardoino ha detto...

Gentile Atzori,
come non rispondere a tanta gentilezza.
Ho letto con interesse alcuni dei suoi, mentre altri li conoscevo nel mio girovagare nel web.
Il problema è che purtroppo la logica è confinata alla politica; se uno dice bianco, l'altro di conseguenza dirà nero, e via dicendo. E questo lo dico non nei suoi confronti, ma bensì in quelli che quotidianamente ci sottopongono i "regnanti".
Di tutte le sue che ha saggiamente elencato in precedenti, le varie dimostranze derivano da fazioni politiche opposte a chi le aveva proposte. Pertanto ...... come faccio a crederci?
Lei accenna a delle sovvenzioni o finanziamenti a fondo perduto; mi scusi ma nel ddl non c'è scritto così, o forse mi è sfuggito?
E' forse una ipotesi futura?
In questo caso vedremo.
Ho sentito anche dire peste e corna su fattori idrici e di fertilizzazione e che invero si sono dimostrati "bugiardi".
In definitiva resto della convinzione che, dati statistici alla mano, un milione di euro impegnati nel turismo producono da 8 a 12 posti lavorativi, con più l'indotto.
Mentre un milione di euro impegnati nell'industria produce "solo" 2/3 posti di lavoro.
Di fronte a questo, fino a prova contraria, rimango della mia opinione.
E' troppo tempo che in Italia si sta seguendo questa ottica e i risultati sono abbastanza evidenti.
Sono altresì convinto che il nostro Paese disponga unicamente del terziario e del turismo per uscire da questa situazione di stallo. Forse era meglio destinare altre persone al comando di questo comparto, ma non è che prima andasse così meglio, anche senza i campi da golf.
La stessa cosa accade anche nel ddl dei Casinò, che fino a prova contraria hanno risolto non pochi problemi nei governi che l'hanno adottato. Il Nevada su tutti, giù giù fino a scendere alla Croazia eccetera eccetera.
Continuerò piacevolmente a leggerla, usa un linguaggio gentile ed educato, e questo mi piace, e anche perchè ho molto da imparare da lei.
Cordialmente

Andrea Atzori-Telegiornalista di Oristano ha detto...

Gentile Ardoino,
finanziamenti a fondo perduto con soldi pubblici per il golf precedono sicuramente nel tempo al ddl Brambilla.
Li trova elencati e aggiornati nel mio saggio.
Quanto al merito dello stesso ddl Brambilla ha "solo" la pretesa di voler sancire per legge "l'ecologicità" del golf.
Una pretesa, mi consenta, in verità che è ammissione di debolezza.
E' di giovedì la sentenza della Corte Europea del Lussemburgo che ha condannato il nostro stato per la realizzazione del campo da golf (e annesso villaggio di seconde case) di Is Arenas in Sardegna.
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/istituzioni/2010/06/10/visualizza_new.html_1820843521.html

Può leggere la rassegna stampa e integralmente la sentenza
su
http://www.antigolf.org/agi.htm
Strutture tutte realizzate dove non si poteva e per le quali ora tutti noi (anche stavolta con soldi pubblici) dovremo pagare una salata multa di milioni di euro all'Unione Europea.
Se i campi da golf fossero stati realizzati in zone degradate o da recuperare, nessuno (ambientalisti, comunità locali, Europa) avrebbe niente da ridere.Ma il fatto che sempre di più vengano realizzate nelle aree più pregevoli (il ddl Brambilla li vuole esplicitamente dentro i parchi naturali !!)del paese alimenta inevitabilmente un doppio scontro.Con le comunità locali e con leggi: nazionali ed europee.
I danni ambientali causati dalle strutture golfistiche aumentano e in verità causano un danno al turismo,non vantaggi.
La pubblicità negativa in tutta Europea per sentenze chiare come quelle su Is Arenas si ripercuoterà eccome sull'immagine della Sardegna.Uno sfregio indelebile che non aiuta il comparto turistico e tanto meno il golf stesso.
Come sempre, con viva cordialità.

Luciano Ardoino ha detto...

Gentile Atzori,
“Se i campi da golf fossero stati realizzati in zone degradate o da recuperare, nessuno (ambientalisti, comunità locali, Europa) avrebbe niente da ridere. Ma il fatto che sempre di più vengano realizzate nelle aree più pregevoli (il ddl Brambilla li vuole esplicitamente dentro i parchi naturali !!) del paese alimenta inevitabilmente un doppio scontro”.
Ecco, questo è proprio quello che intendo anch’io e non credo d’aver scritto o detto mai l’opposto.
O per lo meno non era nelle mie intenzioni nel caso non mi fossi spiegato bene.
Come più volte detto non è la lingua italiana il mio forte, anche se ci sto provando seriamente e se lei ha avuto modo di leggere altri miei post, ben oltre i 300 che riguardano l’incompatibilità, sotto l’aspetto turistico, che non mi legano affatto con la Signora Brambilla, può evincere che spesso non la penso come lei.
Ho però sempre affermato che l’idea è buona, anche se non è certo una primizia, ma quello che ho personalmente visto in giro per il mondo, conferma questa mia tesi, che oltretutto lei sembra possa avvalorare per quelle realtà definite “degradate”.
Intendo la cosa come congiunzione per la creazione di nuove strutture con annessi e connessi: nuove o meglio ripristinate, strade a vantaggio della popolazione residente, e di nuovi posti di lavoro; ampliamento della commercializzazione aerea: passeggeri e cargo; porti o porticcioli che contemplano il rimessaggio e indotto, e tanto altro che non sto qui ad elencare per non tediare troppo, ma che si può facilmente comprendere.
La mia preoccupazione è che quei 118 milioni di euro, appena liberati dalla Corte dei Conti (http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/2010/04/i-118-milioni-di-euro-per-i-progetti-di.html) e che dovrebbero andare ai progetti d’eccellenza, vadano invece in parte a delle proposte che riguardano anche il Golf, ma soprattutto dove lei dice; vale a dire nelle aeree più prestigiose o pregevoli.
Come vede siamo sulla stessa lunghezza d’onda anche se molti hanno inteso la cosa come completamente improduttiva in tempi di ristrettezze, e illogica per il motivo dei fertilizzanti e l’uso idrico a dismisura.
Si è fatto di un’erba un fascio come spesso succede in politica senza per altro dare maggior attenzione a quello ascoltato.
Non parlo di lei naturalmente, ma di quei signori che hanno sparato ad alzo zero contro il ddl in questione.
La sentenza europea non fa che confermare che siamo degli stolti, ….. o via dicendo, e che probabilmente non sia così sbagliato pensare che ci siano degli altri interessi, che non posso dire perché non li conosco, ma forse di facile intuizione.
Danno d'immagine a Is Arenas ?
Quasi nello stesso momento che le stavo scrivendo ho ricevuto una telefonata da alcuni conoscenti che sono appunto li a giocare a Golf e mi hanno descritto il posto come incantevole e ben gestito.
Ne avevo richiesto, prima della partenza, il loro parere.
Mi hanno parlato anche di alcuni piccoli problemi, ma aspetto il loro rientro per conoscerli nel dettaglio.
Continuerò ad informarmi, la cosa mi ha notevolmente preso, anche perché non ho molta fiducia nelle “conoscenze turistiche” della signora ministro, e pertanto la ringrazio per le informazioni datemi.
Ho letto e riletto i suoi.
Mi preme però confermare che ogni mio dire e ogni mio fare va sempre nell’interesse dell’industria del turismo, che credo sia l’unico modo sociale che debba avere un tecnico per produrre benessere, e che per il mio modo di vedere, resta l’industria più importante in Italia ….. con purtroppo la politica annessa.
Ma non se ne può fare a meno.
Cordialità e stima

Andrea Atzori ha detto...

Gent.mo Ardoino,
ho il piacere d'invitarla ad essere ospitato dal mio Blog
e sarei onorato di un suo commento a questa mia ultimissima riflessione.
http://antigolfmovement.blogspot.com/2010/06/lultima-bufala-mussolini-is-arenas-si.html

Cordialità.
Andrea Atzori