mercoledì 21 aprile 2010

Hospital-ità








Sicché e checchè cenedicano in Italia per certificare la qualità sull’ospitalità è sufficiente inviare un SMS o collegarsi e votare nel web; eh si, qui da noi mica si scherza.
Mentre chi organizza questo “sostanziale Gran Premio” sulla peculiarità del comparto turistico è l’IS.NA.R.T (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche), che lo fa addirittura in collaborazione con l’Unioncamere e il patrocinio della Presidenza del Consiglio, Ministero degli affari Esteri, Ministero dei Beni e Attività Culturali, Italia.it (toh, chi si vede), UPI (Unione Provincie italiane), UNPLI e i Comuni italiani.
Questo (per loro) è una garanzia di qualità per gli esercenti e per i turisti, mentre (sempre per loro) assume le caratteristiche di un investimento promozionale e commerciale perché offre (secondo loro) alle imprese una serie di vantaggi competitivi, per promuovere e accrescere la qualità delle strutture dell'intero sistema turistico nazionale.
Decchè qualità?
E la storia va avanti da anni con chissà quali costi e chissà quali ricavi, mentre chissà a chi e a che serve una cosa così.
Forse la stessa degli anni ’60, quando il settimanale “Gente” aveva istituito il “Ristorante migliore d’Italia”, dove previo invio di uno stampato all’interno del medesimo, ti permetteva di votarne l’eccellenza su tutto il territorio nazionale.
Peccato solo che non riuscivi più a leggerlo.
Infatti tutti i ristoratori, non appena le copie venivano emesse nelle rivendite, se ne accaparravano la totalità, e se per caso riuscivi ad entrare in possesso di un raro esemplare, ecco che mancava sempre il ritaglio per votare.
Capito il giochetto?
Beh, ma vedo che da allora la qualità non hanno fatto dei grandi passi in avanti, e lo stesso recente contestatissimo Tripadvisor, sulle recensioni ed opinioni degli hotels, ne riconferma l’andazzo.
Quindi nel Bel Paese e per questi signori, la "QUALITA'" e quindi i ricchi premi e cotillons per gli hotels e ristoranti più meritevoli, si limita a quanto segue:
Per votare con un SMS comporre il seguente messaggio:
1. inserire il codice della struttura
2. inserire uno spazio
3. proseguire con il voto (da 1 a 10)
Mentre via internet; compilando il modulo per la votazione.
Tutto lì.
Beh, in verità un sistema più professionale ci sarebbe ed è in mano alle Provincie, ma per ribadire alla loro inutilità nelle città di grossa dimensione (non tutte per fortuna), si sono studiati di richiedere al responsabile dell’albergo solo un’auto certificazione….e addirittura ogni cinque anni.
Poi ce ne anche degli altri e molto più specialistici, ma vaglieli a spiegare ai “professori” delle str...anezze.

11 commenti:

vinc ha detto...

A cosa serve ?

sergio cusumano ha detto...

@Vincenzo

Di sicuro non serve alla qualità, per il resto non so.
Ho letto la lista dei "promessi" e alcuni li conosco.
Preferisco non aggiungere altro ma vedere questi nomi nella lista dei tre migliori.....
Possibile che non sappiano fare di meglio?

Plinio il Giovane ha detto...

Aggiungerei a cosa servono le province? oltre l'inutilità vi è anche il pericolo che una siffatta iniziativa può portare agli operaatori e nessun vantaggio o utilità, si va dietro solo aalle pataccate come si dice da noi
Plinio

medicus ha detto...

medicus ha detto...

Beh, cosa aspettarsi di meglio con una ministra come quella che c'è.

L'emblema dell'ignoranza arrogante al potere !!!

Anonimo ha detto...

Nelle altre nazioni esiste un controllo della qualità?
B.C.

Renata ha detto...

Ognuno ha la sua tipologia di controllo.
C'è chi lo fa professionalmente e chi, come noi, non troppo.
Occorrerebbe essere nella prima tipologia ma siamo indiscutibilmente nella seconda.

Luciano Ardoino ha detto...

Ciao Renata, sempre pungente.
;-)

Sabaudo ha detto...

Ecco uno dei tanti risparmi che si potrebbero fare: abolire la moltitudine di "premi qualità" che affollano, solitamente inosservati ma soprattutto ignorati ai più, i bilanci-colabrodo delle Anninistrazioni e/o Enti Pubblici vari.
Una grande abbuffata alla quale partecipano (nella veste di gaudenti percipienti) le solite inossidabili storiche ammiraglie del clientelismo associativo più o meno politicamente sponsorizzato, unitamente alla pletora di non ben definibili realtà - prodotto della moderna società dei servizi effimeri P.R. e pseudopromozionali - dedite a rifilare a questo o quel politico di turno, in vena di accumulare nel proprio curriculum pre-elettorale - momenti di "gloria", comparsate tra interviste TV e benevolenti redazionali a fronte di relative sponsorizzazioni di questo o quel Premio, di disinvolta elargizione di "targhe di Qualità", di attestazioni ecologiche con tanto di bandiere colorate, di pubblicazioni, guide, ecc...
Siamo ormai alla follìa, al disprezzo del concetto di contenimento della spesa pubblica, quantomeno di parsimoniosa gestione di quei fondi che poi mancano quando appena accenniamo ai doverosi interventi che lo Stato dovrebbe assicurare a favore della tutela di quei diritti minimi che ogni società civile dovrebbe garantire a tutti.
Ecco perchè non sono credibili quanti si sbattono nel far credere che i bilanci pubblici da loro gestiti sono ben amministrati, tesi come sono a proteggere i propri orticelli ovvero a chiudere i cordoni della loro borsa quando si cerca di convincerli a fare cassa comune. Basti l'esempio del turismo, un settore dove tanti gridano ai soldi che mancano ma che pochi sono disposti a "fare sistema" del borsellino a loro affidato (Enit, Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Camere di Commercio, Aziende di Promozione turistica, ecc...) per spendere in modo dignitoso almeno quello che si ha già.
Fermate l'Italia, fatemi scendere!

Luciano Ardoino ha detto...

....per spendere in modo dignitoso almeno quello che si ha già.

Poche parole che significano tutto.

Caro Sabaudo, vorrei ricopiare questo commento per inserirlo nell'ultimo post e quindi metterlo in maggior visione poichè ne condivido anche la punteggiatura.

Sabaudo ha detto...

@luciano

puoi disporre come credi di quanto scrivo, per me è un piacere avere riconoscimenti da parte di una persona che ho casualmente intercettato sul mio percorso di navigazione web, così competente (ma il curriculum offre una chiara visione dei notevoli contenuti professionali che ne testimoniano la concretezza). Complimenti anche per la dirittura morale che traspare da quanto leggo, merce assai rara di questi tempi che vedono prevalere l'affollarsi di ruffianeria e portaborsismo a fianco di una "classe" di politici e burocrati che stanno mortificando e distorcendo sempre più l'immagine di un Paese ricco, invece, di grande operosità e tenacia da parte di quella "gente" che non conta nulla agli occhi di chi usa a proprio piacere del potere offerto dal sistema democratico.

Luciano Ardoino ha detto...

Caro Sabaudo,
un saggio che conobbi alle Fiji mi insegnò che chi vede il "buono" negli altri è a sua volta una persona che automaticamente segue le stesse diritture morali, quindi contraccambio i tuoi.
E' un gran piacere leggerti.