venerdì 21 gennaio 2011

Anche a Gesù hanno fatto pagare la tassa di soggiorno

Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli dissero: "Il vostro maestro non paga la tassa per il tempio?". Rispose: "Sì". Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: "Che cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?". Rispose: "Dagli estranei". E Gesù: "Quindi i figli sono esenti. Ma perché non si scandalizzino, va' al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te".

E’ "Il tributo" di Masaccio, in un affresco, che narra l'episodio tratto dal vangelo di Matteo (17, 24-27).
Per descrivere quanto narrato dall'evangelista Matteo, che prima della vocazione era stato anch'egli esattore delle tasse, Masaccio usa una "historia figurata". Infatti l'affresco che è apparentemente composto da una scena sola, si può suddividere in tre tempi: al centro domina Cristo con i suoi apostoli e il gabelliere (quest'ultimo è visto di spalle ed indossa una tunica corta di tipo romano); a sinistra si vede Pietro, sulle rive del mare di Galilea, intento ad estrarre dalla bocca del pesce la moneta necessaria a pagare il tributo; a destra è raffigurato Pietro che paga la tassa al gabelliere.
Verranno poi le “gabelle” del medioevo, dove le imposte di pedaggio o accesso alle città, da cui era esentato totalmente o parzialmente il ceto urbano locale, ricadevano però sugli stranieri.
E, per fortuna, man mano che i feudatari o vassalli ne capirono l’assurda consistenza, vennero tolte.
Passano i secoli ma queste “lezioni” o apprendimenti vengono completamente dimenticati e si ritorna a quei tempi.
D’altronde s’ha da fare “cassa” per sopperire alle inconcludenze gestionali dei passati e nuovi sindaci di molte città e quindi quale migliore occasione per inserire ‘sta tassa e mantenere … vabbeh, m’avete capito.
Il problema è che non sempre si potrà trovare il mare nei pressi del “dazio” per entrare in città o soggiornarvi; non sempre sarà facile prendere un pesce, ma soprattutto catturarlo con la moneta d’argento in bocca per pagare la “sgradita” gabella.
E poi, non siamo di certo Gesù!
A meno che non si credano d’esserlo loro.

9 commenti:

Plinio il Giovane ha detto...

grande Ardoino ;-))

vinc ha detto...

F A N T A S T I C O !!!

...e spero che chi di dovere ti legga.

Renata ha detto...

@Luciano

Non ho parole, sei un grande davvero.
Ma come hai fatto a trovare quella tassa fatta pagare a Gesù?
Sei così cattolico che conosci anche i vangeli?

;-)

Renata

Giannino ha detto...

Credevo che fosse un simpatico titolo dei suoi ma incredibilmente è vero.
Ottimo il finale.

:-D

mordillo mordilli ha detto...

Raffinato, originale ed attuale connubio tra arte-religiosità ed economia!

Francesco Pedroni ha detto...

@Renata

Ti posso assicurare che è molto cattolico e di conseguenza......

:-D

Luciano Ardoino ha detto...

@Francesco

Perchè tu no?

Ma se ti ho incontrato in chiesa?

;-)

Belisma free web ha detto...

Ottimo post, mi sono sbellicata dalle risate!

Luciano Ardoino ha detto...

@Belisma free web

;-)