La prima idea che ci siamo fatti, circa due anni fa, all’atto dell’elencazione dei responsabili ministeriali del turismo, dei beni culturali e dell’attività produttive, e vale a dire tutto ciò che “gira” intorno al turismo, è stato quello che perderanno molto tempo per poter cominciare a capirci qualcosa.
Abbiamo quindi immaginato l’andirivieni forsennato nei rispettivi dicasteri di luminari, esperti, dotti e chi più ne ha più ne metta, per poter fornire ai ministri le basilari nozioni, sul cosa fare e non certamente sul come arrangiarsi; quello lo sanno fare.
Poi ci siamo anche fantasticati su tutte le opportunità che in quelle stanze si potevano ricavare dalla meritocrazia (parola che abbiamo subito evaso), dalla convenienza politica o forse personale, dalle probabili promesse effettuate in campagna elettorale e tanto altro di non troppo, diciamo produttivamente aziendale o sociale.
Alla fine ci siamo fermamente convinti, due anni appallottolati e lanciati a volteggiare nell’aria a mo di parabola fino al canestro (cestino della rumenta).
Tempo perso, ma del loro poco c’importa, ma dei soldi nostri; beh, quello si.
E chi ha visto la pubblicità del Bondi sulle opere d’arte, può rendersi conto di quale strada continuino a prendere i nostri danari; una “pezza” cucita sul nulla.
Provate per un attimo a pensare ad una neo laureata in Conservazione dei Beni Culturali, in Storia e Scienza dei Musei con tesi magari in Comunicazione museale; bene, ora chiedetevi se potrà mai trovare lavoro in Italia o debba per forza emigrare.
Non ci sono stati concorsi negli ultimi anni, o almeno pochissimi (issimi).
Il nostro Paese ha il più grande patrimonio culturale al mondo; statue incredibili, oggetti splendidi. edifici meravigliosi, eccetera, eccetera, ma che principalmente non comunica nulla di ciò che espone.
File e file di oggetti, opere invidiate, quadri stupendi e via dicendo, ma incomprensibili, mentre il più delle volte sono nascosti nei seminterrati.
Possibile che oggi con le nuove tecnologie, i nuovi studi sulla comunicazione universitaria, non si riesca a creare un Museo che finalmente "comunica", o Mostre dove la comunicazione è usata al massimo con un cartellino (a volte anche messo male).
In parte questo dipende dal fatto che nella formazione di chi oggi si trova a fare il direttore di museo (storici dell'arte, archeologi ecc.) non è stata compresa alcuna materia che riguardasse la comunicazione; eppure le opere d'arte sono di per se stesse oggetti comunicativi.
La museografia ha fatto negli ultimi decenni passi da gigante, mentre la museologia in fondo è ancora attestata ai modelli che nascono nell'800, e ripeto dell’Ottocento.
Ci vogliono direttori e personale adatto.
Per guidare un museo, se non si riescono a trovare in un’unica figura doti scientifiche e manageriali, ci vuole una squadra dove si uniscano elevate professionalità scientifiche con più specifiche qualità manageriali e non le solite cariatidi, coriacemente avvinghiati alla poltrona e al "loro" Museo.
I musei italiani (?), troppi piccoli e quasi sempre pubblici.
In definitiva, per loro, la colpa è nostra, e se non volete che spostino il David di Michelangelo al Louvre o allo Smithsonian, affrettatevi, lo spot parla chiaro; naturalmente scherziamo.
Tempo perso e soldi cacciati nella rumenta; e qui non scherziamo.
blog di critiche costruttive sul turismo e sulla cultura (dal 1° gennaio 2009)
sabato 2 gennaio 2010
Se non lo visiti, lo portiamo via...
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Hai perfettamente ragione.
RispondiEliminaSenza contare poi la pessima pubblicità che viene data agli eventi museali.
Per quanto riguarda la pubblicità di Bondi, la trovo inquietante e non mi sembra che la minaccia possa costituire una valida motivazione per andare a vedere i monumenti.
Non avevo letto questo post, mi era sfuggito.
RispondiEliminaNon era intervenuto qualcuno a sostenere che il Bondi e la Brambilla stavano facendo passi da gigante nei beni culturali e di una certa trasmissione televisiva...?
Il risultato è questo?
Ma per piacere, lo dico anch'io.
Ciao
Niente male anche lo spot in cui si smonta il Colosseo.
RispondiEliminaEcco, questi sono i brillanti risultati ottenuti con la nomina a Direttore Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale di Mario Resca, ex AD di McDonald's Italia (evvai con la competenza).
Viva i manager (Brunetta li metterebbe pure a dirigere i tribunali, sic!) !!
Del tutto casualmente, ovviamente, il nostro amico è anche nel CdA di Mondadori, accanto a Marina e Piersilvio.
@frap
RispondiEliminaEsatto!
E' da un bel pezzo che mi stavo informando della cosa ma non toccando direttamente il settore del turismo ho preferito sorvolare.
Anche se è molto attinente.
Chissà se anche il Resca si crede un Marchionne o un Passera?