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mercoledì 21 settembre 2016

E se avesse ragione Briatore ?

Ma cosa ha detto?
… ha bacchettato la Puglia per le sue masserie, non adatte a ospitare i ricchi che cercano sistemazioni extra lusso (ved. qui)... ma è chiara l'allusione anche ad altre Regioni... almeno credo.

Ed ha aggiunto... “Ci sono persone che spendono 10-20mila euro al giorno quando sono in vacanza, ma a questi turisti non bastano cascine e masserie, prati e scogliere: vogliono hotel extralusso, porti per i loro yacht e tanto divertimento... a cui aggiungo che è proprio così che si muove l'indotto, e non per altro il più ricercato è appunto il turismo congressuale, che notoriamente, procapite, è quello che porta guadagno a moltissima gente.

Ritengo inoltre che Briatore l'abbia detto sì per criticare, ma costruttivamente, mentre invece da più parti nel web gli si è dato addosso.
E anche se la Puglia dispone degli ottimi 5 stelle è molto probabile che non si sia capito il messaggio... ma si sa che in Italia è sempre così.
Chi davvero sa e dà buoni consigli, ma... da Bocca di Rosa di Fabrizio de Andrè...

... Ma le comari di un paesino
non brillano certo d'iniziativa
le contromisure fino al quel punto
si limitavano all'invettiva.
Si sa che la gente da' buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente da' buoni consigli
se non può dare cattivo esempio...

Ad Aprile, alla chiusura degli Stati Generali del Turismo, Evelina Christillin (Presidente dall’ottobre del 2015 dell’ENIT) aveva dichiarato:
Dobbiamo andare verso Est, in Cina, India, nei Paesi del Golfo, in Corea. La capacità di spesa dell’europeo è mediamente più bassa.
Per aumentare il livello del turismo, non necessariamente bisogna fare leva semplicemente sui numeri, ma serve aumentare il fatturato e cambiare il mix dei turisti.
Ma come, anche lei pensa a turisti più ricchi?... e vuoi vedere che ne ha azzeccata una (questo l'aggiungo io).

Quali politiche turistiche stiamo adottando?
A quale modello turistico ci stiamo ispirando?

Anche la Christillin ha in testa un modello che punta all’aumento del fatturato, a turisti più ricchi.
Di base, sconsolante è il panorama comunicativo in cui ci muoviamo: al momento non sembra esserci un coordinamento capace di far risaltare le bellezze che il mondo ci invidia e ogni giorno ci ritroviamo davanti a politiche di cattiva gestione del patrimonio culturale ed artistico.
E se dobbiamo far riferimento alle campagne digitali apparse in estate, forse qualche riflessione in più potrebbe aiutare.
Avete mai avuto modo di osservare la campagna ENIT che abbinava le medaglie olimpioniche italiane alle specialità enogastronomiche dei rispettivi luoghi di origine.
Una cosa che forse neanche... vabbeh, ma cosa lo dico a fare.

Ma ve lo immaginate il ricco turista asiatico, che preso durante le olimpiadi da una irrefrenabile voglia di Italia, consulta su twitter i profili social di Enit e scopre che sarà uno spasso poter assaggiare il Bollito Misto che ha scoperto grazie ad una brutta foto che celebra una medaglia italiana?




… e mi sa che Briatore abbia proprio ragione !
… mentre in Italia è sempre la stessa zuppa...


E poi leggi il marketing della Liguria, quello che i preposti (naturalmente tutti senza pregresso nel settore ma tutti di Fratelli d'Italia) dichiarano d'essere così produttivo e che fa aumentare le presenze (... e per forza, è a gratis) ... sì quello del "paghi due notti e ne dormi tre" che è contro ogni logica della qualità, del commercio e che fa perdere un sacco di palanche al ricettivo, che così anziché aumentare la... ma cosa lo dico a fare.


Di Paola Crema e un pochettino anche di me (e vale a dire quelle frasi che gli sciocchi reputano cattivissime). 



martedì 8 marzo 2016

Il dado fu già tratto su quella tratta aerea ma Giovanni Toti non lo sa

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio (Fabrizio De Andrè: Le Nuvole)

Giovanni Toti (presidente della Regione Liguria) e il suo assessore allo Sviluppo Economico, Edoardo Rixi, sono andati in Russia... per noi è una grande opportunità, dichiarava il primo, mentre l'altro di rimando: la Russia rappresenta un interlocutore importante e strategico per la Liguria, sia in ambito turistico, sia nel manifatturiero.

Turismo?
Ma se non andranno alla Fiera turistica della Mitt moscovita (la sesta per importanza nel mondo) e nemmeno dopo essere stati avvisati che con l'Enit saranno presenti solo quattro Regioni italiane?
E questo seppur Vladimir Putin abbia dichiarato che quei 3,5 milioni di turisti che andavano in Turchia, beh; non ci andranno più per i noti motivi tra le due nazioni.

Certe volte sono bianche e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Vabbeh, i due tornano indietro (v'è piaciuta la vacanza?) e Giovanni Toti, forse per far vedere che l'è bravo da matti, ecco che “spara” 'sta cosa qua...


Solo che sono già un bel po di anni che la stessa cosa si ripete tra Genova e Mosca (ved. qui), con la medesima compagnia aerea (S7 Airlines) e pure nello stesso periodo (primavera/estate)... e sarebbe questo il viaggio a Mosca per produrre "turismo"?

Ma la cosa ancora più strana sono quei 417 MI PIACE e le 59 CONDIVISIONI (al momento attuale: 09:10) che la “sparata” ha ottenuto sulla sua pagina di Facebook... che sicuramente aumenteranno.
Ovviamente non mancano i: fusse che fusse la volta bona... bravo Toti avanti così... bravo presidente... grazie per il grande impegno... e una moltitudine di commenti sullo stesso andazzo; quest'ultima parola trova la sua bella rima con un'altra di cui non è certo il caso scrivere qui, e utile a descriverne il gran successo.
Ma il meglio lo si legge da questo commento scritto addirittura in maiuscolo che per FB equivale al gridare la cosa: "QUANDO SI LAVORA BENE E PER L'INTERESSE PUBBLICO E NON PER IL PARTITO I RISULTATI SI VEDONO BRAVO TOTI E IL SUO TEAM"... eh già, quel suo team che se ne capisce ancora di meno e non l'avvisa della cavolata che ha scritto o detto.
Complimentoni davvero!!
Ma è mai possibile che su quei 417 non ci sia stato nessuno che sapesse che la rotta Genova-Mosca esiste da tempo immemore durante il periodo in questione?

… e se Giovanni Toti scrivesse su facebook che ha visto gli asini volare, quanti accipicchia di MI PIACE raccoglierebbe?.. e che belin di tipo di commenti?

P. S.: Tutti tranne uno, neh!


Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti

Vanno, vengono, ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno vengono per una vera mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.




domenica 2 dicembre 2012

Il BTO 2012 m'ha lasciato soltanto una voglia di pioggia ... pazienza, me ne farò una ragione


Vanno 
vengono 
ogni tanto si fermano 
e quando si fermano 
sono nere come il corvo 
sembra che ti guardano con malocchio 

Statistiche antiche come l’orologio a cucù sostengono che il viaggio e l’accoglienza siano le maggiori causali che poi definiranno il gradimento degli eventuali visitatori o turisti.
Una grande verità e che si chiama qualità.

Beh, allora immaginiamo di arrivare in un albergo, in una convention o in un diavolo di posto che si preferisce, e proviamo ad essere sballottati (seppur ben pagante) da una parte all’altra della reception per la bellezza di otto minuti …

Chiaro che in questi casi, anche senza l’uso o la conoscenza delle statistiche sopra citate (non tutti le sanno, ma si presume che quelli del BTO 2.0 ne dovrebbero essere al corrente), molta gente corre al pensiero del vecchio detto che “chi ben inizia è già a metà dell’opera”, e di conseguenza anche l'opposto.
E lo fa autonomamente senza neanche pensarci più di quel tanto.
Infatti m’accadde !

Poi se all’ingresso non trovi nessuno che ti sbrighi i fili di quella matassa che dopotutto non è manco la tua, nel senso che non sei stato tu a crearne l’intreccio ma la poca esperienza dei preposti, ecco che immediatamente (anche se non sei del mestiere … se poi lo sei, credetemi, è anche peggio) ti vengono subito in mente quelle presenze manageriali o organizzative che dovrebbero esserci, ma che invero presenti non erano, e che in un battibaleno avrebbero sciolto il nodo o i nodi.
Forse che per gli organizzatori sarebbe stata una gran fatica alternarsi nei pressi, vero?
E magari vedere dal vivo chi viene, chi va e … ma non vorrei chiedere troppo, neh.

Certe volte sono bianche 
e corrono 
e prendono la forma dell'airone 
o della pecora 
o di qualche altra bestia 
ma questo lo vedono meglio i bambini 
che giocano a corrergli dietro per tanti metri 

Eh si, perché se dopo pochi metri ti rendi conto che il tuo PC o altro, abbisogna di un po’ di corrente elettrica per riprendere il suo lavoro … cippa, di prese o ciabatte non ce n’è.
Sono sfigato, non ci vedo una mazza o non ce ne sono davvero?
Non ce ne sono davvero!
E a quanto sembra c’erano addirittura dei problemi con la connessione (wi-fi) che per il caso è tutto un bel dire.

Poi se cercavi una sedia per riposarti un attimo tra un pannello e l’altro, in considerazione del fatto che molti dei presenti se li dovevano sorbire in piedi (sale piene), al massimo potevi trovare dei pancali di legno (non levigati e in un solo salone) dove rischiavi anche di ferirti alle mani con scaglie di legno o di bucarti le braghe.

Certe volte ti avvisano con rumore 
prima di arrivare 
e la terra si trema 
e gli animali si stanno zitti 

Tutto sbagliato tutto da rifare però non ci pensa proprio di stare zitto (non sia mai detto) e ha “denunciato costruttivamente”, come sua abitudine, queste discrepanze.
Chissà mai che possano servir loro la prossima volta … anche se sono (dicono) reputate delle sciocchezze.

Ma nessuno di questi ha minimamente esaminato questi “mugugni”, limitandosi al tentativo di prendermi in giro e a scrivere banalità, nonché al fatto che possa essermi presentato al BTO prevenuto.
Ma per piacere!

Infatti in tutti i loro commenti non c'è nulla a spiegazione di quegli otto minuti, delle prese e sedie mancanti, del fatto che non esisteva un bar aperto e di quel caffé point, che nel periodo in cui è stato aperto, ha creato delle code pazzesche.

Naturalmente c'è dell'altro (buffet in piedi e bla bla bla), ma come detto, nessun commento in merito a questo.
E chissà se questi signori fanno a loro volta delle recensioni su TripAdvisor e compagnia bella, giudicando magari la qualità altrui?

Bontà loro!
Eppure solo due giorni prima avevo avvisato un responsabile del BTO che avrebbero potuto incappare in questi errori di qualità con il classico esempio della scatola di pelati, e che non si può programmare di vendere un prodotto se non si conosce bene il suo contenuto.

Chi è del mestiere solitamente capisce … e chi non lo è, se non lo capisce è perché non lo vuole.
Altrimenti è grave.

Vanno 
vengono 
per una vera 
mille sono finte 
e si mettono li tra noi e il cielo 
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia. 

In poche parole se ne sono fregati di uno che s’aggira in quel settore (turismo) da 43 anni in quasi tutte le parti del mondo e con chissà quali risultati (fatti miei) … poi quella che con i 30 euri si debba mangiare per forza in piedi perché il tempo è di una sola ora … ma è mai possibile che siano bravissimi (F&B) anche nel lavoro altrui?

P.S.: Tutto quello che ho sentito nei pochi pannelli a cui sono stato presente, m’hanno riportato a cose che già avevo letto e sentito nel web e di persona, dal tempo che fu.
Sfiga mia?

That’s all … forse!
Anzi, non credo proprio.

… per lasciarmi soltanto una voglia di pioggia. (Fabrizio De Andrè)

Ah, dimenticavo; nel precedente post ho scritto solo ed unicamente del mio “mestiere” … la qualità nel turismo, e forse nessuno di loro se n’è accorto.
Speriamo lo facciano adesso.

Però, come sempre, c'è sempre qualcuno che dimostra più intelligenza di altri (ved. sotto) e anche se dovrebbe risultare una cosa normale ... complimenti Gian Luca Gozzo.





P. S.: E poi può anche essere che girovagando il pianeta qualcuno abbia visto e sentito qualcosa di meglio sul 2.0 , oppure per loro ciò non è possibile?

Campioni del mondo?


domenica 30 settembre 2012

Genova che ogni volta annusiamo, circospetti ci muoviamo e un po' randagi ci sentiamo noi.


Genova è stata descritta in tutti i modi possibili ed esistenti del Creato, e seppure a volte in un modo non troppo gaudente, Genova è sempre stata amata da chi ne versato grandi rime o semplici ma meravigliose poesie e sonetti.

Fabrizio De Andrè, Bruno Lauzi, Paolo Conte e chissà quant’altri che adesso mi sfuggono, l’hanno narrata proprio come Genova è.

Bella, bellissima, magnificente e superba all’inverosimile ma amministrata che manco cani e gatti randagi c’abitano più.
Resistono però topi, pantegane e sorci in gran quantità, superati numericamente solo dai “governatori” e loro adepti che con loro intrallazzano, intralrazzano e itrallallero ‘llero ‘llà come una nenia perenne da far proprio schifo.
E se Genova ancora resiste seppur agonizzante da decadi e decadi, questo lo deve esclusivamente alla voglia di non vederla morire della sua gente che si dispera e mugugna, ma lotta per non farla finire sotto due metri di terra, e morta la.

Quello che ora vi voglio raccontare nasce in poche parole come l’uovo di Colombo (beh, per forza siamo a Genova), ma che se non partiva da qualche cittadino che qui ci vive, campa cavallo.
In altre città italiane ne esistono delle similitudini ma i risultati non è che siano tanto … vabbé, fate voi.
E mentre questi parallelismi nelle altre locazioni sono amministrati dalle giunte comunali, vedi Venezia eccetera (ma non Open Source), qui ce la dobbiamo cavare da soli poiché il Comune, per ora, se ne strabatte, poi si vedrà..

E ora speriamo che con quest’idea almeno i cittadini si accorgano dell’opportunità che da il web 2.0, ma d’altronde s’è successo in Kenia dove di PC non è che ce ne siamo poi molti, può tranquillamente succedere anche qua, o no?
E che la pubblica amministrazione ci dia uno sguardo adottandolo quindi per il bene della città.

IL PROGETTO
Enrico Alletto, tecnico, papà e cittadino in rete, ma soprattutto uno che in queste cose ci macina parecchio, c’ha studiato a lungo e l’idea nasce …

… la storia di Ushahidi merita di essere raccontata.
A cominciare dal nome, che in Swahili significa “testimone” e sembra già racchiudere tutta la filosofia del progetto.
Ushahidi lavora nell’ambito dei software per la comunicazione e realizza programmi ad hoc per la mappatura e la visualizzazione di dati forniti in crowdsourcing, toccando due degli ambiti più dibattuti al giorno d’oggi per quanto riguarda il giornalismo: il contributo effettivo che il reporting “dal basso” del citizen journalism può fornire all’informazione e l’apporto del data-journalism e la sua applicazione tramite infografiche ed elaborazioni visuali. 
La storia di Ushahidi coniuga queste due impostazioni, fornendo un servizio irrinunciabile in zone del mondo dove la libera informazione non trova spazi a sufficienza.

La storia inizia nel 2008 in seguito alle elezioni in Kenya del 2007 che videro Mwai Kibaki eletto  presidente in seguito a una competizione elettorale fortemente controversa.
Per diversi mesi il paese africano precipitò in una crisi umanitaria e politica gravissima.
In quel contestoUshahidi.com venne messo online come piattaforma cui i cittadini potevano inviare le loro testimonianze di violenze tramite testi ed e-mail geotaggati su una mappa di Google Maps embeddata sul sito.
Il software che gestiva la piattaforma si chiamava a sua volta Ushahidi.

A questo stadio della sua storia, il sito era gestito da un gruppo di blogger e programmatori volontari guidati da Ory Okolloh, attivista per i diritti umani e Policy Manager di Google in Africa.
Ushahidi riuscì a raccogliere i contributi di oltre 45mila citizen journalist in Kenya e si fece notare all’attenzione internazionale fino a convincere i responsabili del progetto delle possibilità di applicazione del software ideato, adattabile a scenari politici simili in altre parti del mondo. Ushahidi ora è un’azienda che ha sede a Nairobi che si sostiene grazie a finanziamenti filantropici, non statali, e dalla realizzazione e vendita di software mettendo a disposizione tre prodotti.

Quindi Enrico Alletto, con l’appoggio di Mente Locale, ha creato il sito Genova Mappe con lo scopo di dare un notevole aiuto a Genova attraverso i suggerimenti e i consigli di tutti i cittadini.
In questo modo l’amministrazione comunale e non solo, sempre che si svegli dal lungo letargo, avrà l’opportunità di considerare in pochi secondi il da farsi per migliorare la vivibilità di Genova, risparmiando oltretutto innumerevoli “palanche” che male non fa.

Perché è utile al turismo
Innanzi tutto per il semplice fatto che una città turistica dovrebbe essere sempre pulita ed accogliente e quindi perché potrebbero essere messe sotto attenta osservazione delle causali come: distruzione o sporcizia degli e negli spazi verdi, strade, piazze, porti, stazioni ferroviarie eccetera eccetera; l’imbrattamento di muri, statue e monumenti culturali; le infrastrutture turistiche in pericolo di vita; il trash nelle zone turistiche; i danni ai monumenti naturali; gli abusi di spazi pubblici; i prezzi abusivi e tantissime altre cosette che per ora mi tengo per me.
Si sa mai.





domenica 27 maggio 2012

"Creuza de ma" di Fabrizio De Andrè e traduzione





.


… e fino allora, com’era Superba la mia Genova.

Poi arrivarono i “professoroni”, alcuni politicanti, che annessi e connessi ai monopolii cominciarono a giocare con i vari vicoli Stretti e quelli Corti, con le acque e le stazioni, nonché tutte le Vie, i Viali ed i Corsi della città (Accademia, Vittoria etc. etc.), e tra imprevisti per noi e probabilità per loro, ridussero Genova come il gioco del Monopoli.

Un bel gioco di società ma che l’è sempre solo un passatempo ... passatempo pe i bacan d'a corda marsa d'aegua e de sӓ (per i padroni della corda marcia d'acqua e di sale).

martedì 14 febbraio 2012

101 Motivi per cui è bello vivere a Genova


01. Una città che non sarà mai una metropoli, per fortuna.
02. Avere mare e monti a distanza di 30 minuti, forse anche meno.
03. Non conoscere il concetto di nebbia.
04. La “focaccia” calda a tutte le ore.
05. Il cielo terso che abbaglia gli occhi nelle giornate ventose.
06. Il silenzio irreale che si gode dalla cima della Lanterna.
07. I colori dell’orizzonte dopo una violenta burrasca.
08. La cucina genovese, che riesce ad essere ricca con quasi niente.
09. “Belìn”, questo nostro intercalare onesto, melodioso e mai volgare.
10. Il mare, ovunque.
11. Il centro storico più grande d’Europa.
12. Il centro storico più grande d’Europa, che non è una bomboniera per turisti distratti, ma un luogo veramente abitato e vissuto.

13. Il centro storico più grande d’Europa con i suoi colori, la sua luce, le sue ombre, i suoi odori (non sempre gradevoli).
14. Il centro storico più grande d’Europa, con un tale miscuglio di stili e architetture …. che gli abusi edilizi passano quasi inosservati !
15. Il centro storico più grande d’Europa, il cui ventre marcio ti emoziona anche quando dovresti incazzarti.
16. I Palazzi dei Rolli, patrimonio dell’Umanità.
17. La medaglia d’oro per la Resistenza.
18. Avere inventato la Repubblica alcuni secoli prima della Rivoluzione Francese.
19. Il Genoa e la Sampdoria.
20. La Sampdoria e il Genoa (par condicio)
21. Avere inventato la Banca …. ma di questa invenzione non so quanto abbiamo da vantarci ….
22. Trentatré chilometri di costa .… che per andare da Voltri a Capolungo devi marcare ferie !
23. Il vento di tramontana che d’estate benedici perché non sopporti la “maccaja”. ( Umidità )
24. Il vento di tramontana che d’inverno maledici perché ti taglia la faccia.
25. Le fessure blu cobalto del cielo tra le case dei “caruggi”. ( I Vicoli ) 

26. La colazione “alla genovese” con la “fugassa” (Focaccia) pucciata nel caffelatte.
27. I contrasti tra quartieri “bene” e quartieri “degradati”.
28. Portare la tua nuova amica a “vedere la città dall’alto”
29. Piazza dell’Amor Perfetto.
30. Sfrecciare sul lungomare con la Vespa.
31. Gli autobus che si inerpicano anche sulle strade più assurde.
32. “Le donne di Genova, che ridono tra i denti” (Francesco Baccini).
33. Le donne di Genova, che parlano come “camalli” anche quando hanno l’aspetto da nobildonne …. e troviamo tutto ciò molto attraente !
34. Le donne di Genova, che sembra sempre che ce l’abbiano solo loro
35. Le donne di Genova, che sembra sempre che ce l’abbiano solo loro …. anche quando sei il loro amante/ fidanzato / marito da dieci anni !
36. Un gatto che scruta il mondo dalla fessura di una persiana verde.
37. Le pietre del Medioevo fianco a fianco con la Modernità.
38. Poter fare il bagno in mare ad ottobre come se fosse la cosa più normale del mondo.
39. Boccadasse, di giorno e di notte sempre affascinante.
40. Vedere da Via XX il vessillo della città sventolare con orgoglio sulla Torre Grimaldina.
41. Scoprire angoli della città che non hai mai notato per vent’anni anche se sono sempre stati lì, sotto il tuo naso, da sempre.

42. Appisolarsi sulla spiaggia senza nessuno che ti rompa le scatole per sloggiarti.
43. I possenti leoni della cattedrale di San Lorenzo, che non sembrano per nulla cattivi, ed infatti sono diventati i “cavallucci” più amati dai bambini.
44. Il “pesto”, che ci offendiamo se gli altri lo copiano, anche se sappiamo benissimo che oramai lo fanno cani e porci.
45. La vista da Capo Santa Chiara, che vengono le vertigini da tanto che sei a strapiombo sul mare.
46. I chilometri di ringhiere di ghisa che hanno vissuto mille stagioni e sono sempre lì, con quel colore indefinito, con quel colore “un po’ così” .
47. La metropolitana più corta del mondo, che se fossimo in America sarebbe già diventata un’attrazione tipo Disneyland.
48. Il piacere delle birrerie con i tavolacci di legno che hanno visto passare generazioni di ragazzi.
49. Inforcare gli occhiali da sole 365 giorni all’anno (o quasi).
50. L’enorme basilica di Carignano, fatta costruire da una famiglia nobiliare per puro “dispetto” verso i “vicini di casa”.
51. Salire in 10 minuti per “bricchi” ( Montagne attorno a Genova ) e trovarsi fuori dal mondo.
52. Salire in 10 minuti per “bricchi” ( Montagne attorno a Genova ) e trovarsi dentro una calda osteria.
53. I veri genovesi …. Quelli che “una parola è poco, ma due sono già troppe” !
54. I veri genovesi, così “chiusi” e così grandi di cuore.
55. Ammirare dai Magazzini del Cotone l’arco del porto al tramonto.
56. Il mare grigio d’ardesia disteso sotto il Belvedere di Castelletto.
57. I mille locali della “movida”: piccoli, caldi e non troppo rumorosi.
58. Sentire i nostri vecchi parlare in dialetto e riuscire a capire quello che dicono (più o meno).
59. Portare in giro per il mondo il nostro animo sinceramente “antipatico”.
60. Archivolti, antri, colonne, cancelli …. Una città rompicapo, sempre uguale e sempre diversa.
61. I circoli della “pétanque” ( Boccie ) a Sampierdarena, nemmeno fossimo in Provenza !
62. Tirare fuori il cappotto dall’armadio solo poche settimane all’anno.
63. Centomila muri scrostati dal tempo.

64. Gli slip e i reggiseni stesi sulle facciate delle case, che ti chiedi con curiosità di chi saranno ….
65. L’aperitivo delle 19, che non è stato inventato a Genova, ma ci piace credere che sia così.
66. L’aperitivo delle 19 d’estate, con la brezza che ti asciuga il sudore di una giornata in spiaggia …. e sei sempre a 10 minuti da casa ….
67. Il selciato e le mura delle “creuze”, immutate nei secoli dei secoli, mentre oggi le case nuove vanno in malora dopo pochi anni.
68. Le strambe declamazioni di Melina Riccio che puoi leggere anche sui cassonetti della rumenta (Spazzatura). 
69. Prendere in giro i “padani” per le code che si devono sorbire in autostrada per raggiungerci.
70. La Notte Bianca, dove bisogna farsi largo tra la folla col “machete”.
71. La presenza e il ricordo di De André in ogni angolo della città vecchia.
72. Il “pandolce” …. che non è mica fatto d’aria come quella roba da milanesi !
73. La spruzzata di neve a gennaio che paralizza la città e fa subito chiudere le scuole di ogni ordine e grado nemmeno vivessimo al Polo Nord.
74. Il “mugugno”, ( Lamentarsi ) che almeno questo non costa nulla.
75. Il “mugugno”, ( Lamentarsi ) che è diventato il nostro sport preferito.
76. Il misto “torte di verdura” servito in trattoria.
77. La collana di perle delle nostre “brave ragazze”, che poi è la stessa delle loro madri, delle madri delle loro madri, ecc. ecc.
78. Gli spazi sprecati nel bel mezzo della città, che ti chiedi sconcertato come sia possibile.
79. La “farinata” …. semplicemente geniale !
80. La Sopraelevata, che in effetti bruttina lo è, ma se non ci fosse la città rimarrebbe spezzata in due.
81. La Sopraelevata, che in effetti bruttina lo è …. ma che vista ragazzi !
82. Il cartello arrugginito “città denuclearizzata” che ti accoglie quando torni a casa dalle Riviere.
83. Prendere la granita a Castelletto, anche quando non fa caldo.
84. Indicare educatamente ad un turista la strada per uscire sano e salvo dai caruggi.
85. Far capire ad un turista che non esiste solo l’Acquario (impresa molto più difficile).
86. Riuscire a perdersi nei vicoli …. nemmeno fossimo noi i turisti !
87. “Genova è un’idea come un’altra” (Paolo Conte)
88. Le nostre brutture … che solo noi genovesi abbiamo il diritto di parlarne male !!!
89. La coloratissima “urban art” di Piazzetta Faralli.
90. La storica funivia a cremagliera di Granarolo.
91. La musica ovattata che sale dai locali e dai baretti incastrati in mezzo agli scogli.
92. I concerti “casalinghi” dei Meganoidi
93. Ammirare la città dall’alto quando si torna a casa con l’aereo.
94. I colori, i suoni, il caos del vecchio Mercato Orientale.
95. Leggere 10 gradi sul termometro nelle mattine d’inverno e mugugnare che “fa freddo”.
96. Leggere 10 gradi sul termometro nelle mattine d’inverno, arrivare a 20 gradi a mezzogiorno, e mugugnare che “fa caldo”.
97. Leggere 10 gradi sul termometro nelle mattine d’inverno, arrivare a 20 gradi a mezzogiorno …. e ti vien voglia di fare qualsiasi altra cosa tranne che lavorare !
98. “Che Genova non è mai una cosa sola. Ma sempre due cose assieme, o tre, o quattro. Sempre, in ogni suo luogo, circostanza e anima” (Maurizio Maggiani)
99. Genova, che non ammette mezze misure: o si odia, o si ama.
100. Trovarsi in qualunque punto di Genova e pensare che viviamo nella città più bella del Mondo, anche quando per mille motivi ci fa “arraggià” (Arrabbiare).
101. Genova va semplicemente pubblicizzata così, coi suoi pregi ed i suoi difetti unici al mondo, basta solo saperlo fare e pulirla un po’.

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