martedì 10 febbraio 2015

Meritocrazia: l'ombra esiste solo dove c'è la luce

In quasi 35 anni vissuti all'estero in almeno una quindicina di Paesi di tutte le razze e di tutte le condizioni, non ho mai fatto molto caso alla grande importanza della parola meritocrazia.
Là, era, è e sicuramente sempre sarà, una “cosa” talmente ovvia come la stessa aria che si respira.
C'è ed è una normale prerogativa dell'essere sia esso umano che pure animale.

D'altronde se vuoi che la nazione progredisca e tu stesso lo vuoi, beh; nel caso di appartenenza alle istituzioni, risulta normale circondarsi davvero dei migliori anche per manlevarti da molti problemi che altrimenti...

Mentre se hai in testa di aumentare il tuo personale stato sociale, hai ambizione oppure ciò che più ti pare, ecco che in poche parole ti devi dare da fare nel senso giusto della parola, cioè senza l'uso di sotterfugi o affini, poiché là, in quei Paesi, con 'ste schifezze non si va da nessuna parte.

Però da quando sono ritornato in Italia, non c'è giorno che quella parola non mi faccia incazzare come una biscia.
Qui, quella "cosa" esiste in forma molto ristretta, e a volte viene usata come scusa per i propri fallimenti.

La meritocrazia è una forma di governo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbistica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia).


E infatti...



Fonte: Forum della Meritocrazia (Meritometro)

P. S.: Credo che nel turismo di "immeritevoli" ce ne siano più che in altri settori... anzi, ne sono sicuro.



1 commento:

sergio cusumano ha detto...

Naturalmente inteso in senso politico

:-DDD