venerdì 20 maggio 2016

La Liguria a Copenaghen e Stoccolma per il turismo, ma nella storia c'è chi ha fatto anche di peggio... forse.

Così, giusto per sputtanarci da soli che molto probabilmente è la cosa che sanno fare di meglio, ed anche per dimostrare che se uno non dispone dei giusti aggettivi preposti al marketing del turismo (due bocce grosse così) e se sei completamente mancante di un eccellente pregresso nella materia, beh; sarebbe anche meglio per la collettività cambiare mestiere (ved. qui).

«Quest’anno abbiamo fatto la scelta, commenta Carlo Fidanza Commissario di Agenzia “in Liguria”, di puntare solo su incontri di business per posizionarci sui mercati esteri abbandonando la partecipazione alle fiere. Il costo di un workshop è un terzo rispetto a una fiera e vi prendono parte il triplo degli operatori. Oltre al fattore di risparmio economico, il punto nodale è che i nostri operatori riescono a realizzare incontri mirati con buyer selezionati realmente interessati alla Liguria e al prodotto. Questo ci conferma che abbiamo intrapreso la strada corretta e stiamo svolgendo un reale ruolo di supporto agli operatori con il nostro nuovo ruolo di DMO.»
Si sono infatti appena conclusi gli appuntamenti di Copenaghen e Stoccolma a cui hanno preso parte 15 operatori liguri che hanno potuto incontrare circa 90 buyer...
La scelta dell’inserimento dei mercati scandinavi nel piano di attività dell’Agenzia “in Liguria” è supportato dai dati in crescita: gli arrivi dalla Danimarca sono cresciuti del 7,96 % e dalla Svezia dell’11,06%, anche il numero dei pernottamenti è cresciuto in media del 5%. Si lavora quindi per incidere su questi mercati con target alto-spendenti che si muovono 5-6 volte all’anno per short-break e mini vacanze alla ricerca delle tipicità mediterranee, della buona cucina, della possibilità di fare vacanza attiva e conoscere borghi medievali intatti, peculiarità di cui la Liguria è ricca.


Beh, considerato che le Fiere all'estero le programma l'Enit e notato il nulla che riesce a produrre da sempre... poi visto che nell'ultimo periodo l'Enit è anche peggio... non è che ci volesse una zingara per capire la cosa, ma si eviti almeno di dire che i buyers incontrati nel workshop sono maggiori di quelli che puoi incontrare in una Fiera, anche perché la cosa è abbastanza ridicola.
Poi è chiaro che esiste sempre quello che ci crede o che gli conviene così, e si tira a campà.
Vorrei inoltre capire il come si possa vendere un'auto se non la si fa vedere almeno una volta, è quindi presumibile che forse era meglio (senza il forse) invitare gli scandinavi da 'ste parti anziché fare l'inverso.
Forse che si volesse fare un viaggetto e magari visitare quei luoghi e divertirsi un po?
Risulta poi che nell web e digitando la richiesta in lingua svedese, ecco che nessuno ha parlato dell'eclatante (per loro) avvenimento, e manco per sbaglio.
Ma cerchiamo di spiegare il perché dell'infelice scelta.


Nella classifica delle preferenze dei turisti svedesi in merito all'Italia, come luoghi, c'è:
Tra le destinazioni turistiche italiane, un interesse sempre più forte continua ad aversi verso il Sud dell’Italia, soprattutto per Campania e Puglia ed anche Calabria,isole minori Sicilia e Sardegna. Secondo gli ultimi dati ISTAT, le Regioni Top 5 per i turisti svedesi in termini di presenze:


  1. Lazio: 438.696 (=)
  2. Veneto: 317.235 (+7,1%)
  3. Toscana: 273.887 (+6,2%)
  4. Lombardia: 211.622 (-10,8%)
  5. Sicilia: 145.677 (+6,6%)


Mentre per “Vagabond”, principale rivista mensile di viaggi in Svezia, Sardegna e Sicilia sono le prime due mete ideali estive preferite dai propri lettori e Firenze, Roma e Milano entrano nell Top 10 delle destinazioni estere maggiormente apprezzate.


Qui di seguito i risultati dei principali sondaggi sulle destinazioni predilette per l’estate 2015, che vedono Roma preferita a Parigi, ma preceduta da Londra e Barcellona in Europa, ed Alghero quale nona località turistica balneare prescelta dagli svedesi dopo varie rinomate destinazioni in Spagna, Turchia, Cipro e Grecia:
Resia (AV):
Destinazioni paesi:
  1. Spagna
  2. Turchia
  3. Grecia
  4. USA
  5. Croazia
  6. Italia

    Destinazioni balneari estive:
    1. Mallorca
    2. Antalya
    3. Crete
    4. Rode
    5. Cipro
    6. Split
    7. Kos
    8. Samos
    9. Alghero
    10. Bodrum

Destinazioni CityBreak:
  1. New York
  2. Londra
  3. San Francisco
  4. Barcellona
  5. Roma
  6. Miami
  7. Parigo
  8. Los Angeles
  9. Orlando
  10. Ankar

    Ticket (AV):
    Destinazioni paesi:
    1. Spagna
    2. Grecia
    3. USA
    4. Turchia
    5. Italia
    6. Cipro
    7. Croazia
    8. GranBretagna
    9. Francia
    10. Germania

    Ving (Charter):
    Destinazioni estive:
    1. Grecia
    2. Mallorca
    3. Croazia
    4. Italia
    5. Crete
    6. Cipro
    7. Turchia
    8. Rode
    9. Portogallo
    10. Isole Canarie


Ora, dopo 'sti dati, anche il più estraneo al marketing turistico avrebbe capito che il viaggetto non ha nessuna logica, anche perché...


Sebbene i flussi turistici verso l’Italia siano considerevoli, non sempre le predette opportunità vengono in pieno sfruttate, in quanto esistono per le esigenze del mercato svedese dei punti di debolezza e delle carenze che si possono sintetizzare come segue:


 Standard dei servizi di una parte dell’offerta turistica italiana spesso non all’altezza degli standard internazionali. Poca conoscenza della lingua inglese. Gap di competitività con altre destinazioni per rapporto qualitá/prezzo dell’offerta ricettiva, servizi e trasporti;
 Carenza nei collegamenti aerei diretti tra i due Paesi, sopratutto rispetto ad altre destinazioni;
 Frammentazione della promozione turistica, in quanto spesso non vi é una regia comune per cui Regioni, Provincie ed Enti locali in genere organizzano autonomamente iniziative promozionali in Svezia il cui impatto è comunque positivo ma sarebbe di certo di gran lunga maggiore con iniziative di sistema;
 Rete di collegamenti dei mezzi pubblici di grandi centri urbani talvolta insufficiente. Frequente congestione dei sistema di trasporti nei periodi di alta stagione;
 Richiesta di maggiori azioni di sostegno in co-marketing da parte dei principali tour operator svedesi che promuovono la destinazione Italia;
 Scarsa informazione sulla applicazione della tassa di soggiorno in diversi comuni italiani e sulle zone a traffico limitato comunali;
 Mancanza di informazione adeguata ed immediata agli operatori. La conoscenza è superficiale tra gli AV locali e visto l’orientamento degli AV di sviluppare maggiormente propri pacchetti di viaggi / viaggi su misura ai clienti, e sempre di meno fungere da rivenditori, ed in mancanza di ricevere prontamente informazione adeguata e concreta, le soluzioni degli AV sono quelle facili e meno impegnative, come ad esempio fornire il prodotto per i grandi motori di prenotazione invece di “costruire” un pacchetto dedicato al singolo turista.


E con queste carenze pubblicizzi la Liguria?
Ma vediamo ciò che è anche peggio; il loro trand di mercato.


Le vendite verso l’Italia per il 2015 aumentano e le prospettive per 2016 sono buone, soprattutto per le isole che vedono la consueta offerta di collegamenti aerei ed anche nuovi prodotti charter (es. la nuova struttura Blue Village di TUI in Sardegna e la nuova entry della Sardegna nel catalogo del Charter Operator VING).


Attualmente l’analisi del mercato evidenzia alcuni trend di rilievo di seguito riassunti:
a) Esigenza del turista svedese di combinare diversi prodotti turistici (mare,city breaks, turismo attivo ecc.) nel corso della vacanza
b) Una sostanziale tenuta della tradizionale “vacanza sole e mare” che in altri mercati esteri sta andando in crisi più rapidamente
c) Richiesta di attività da parte della domanda leisure e MICE (es: bici, hiking, sci, giro in auto d’epoca, corsi di cucina.)
d) Consolidamento della domanda sci in Italia che configura anche tale prodotto turistico italiano quale competitivo nello scenario turistico internazionale e consente il recupero di quote di mercato rispetto a competitors quali Svizzera ed Austria
e) Crescita di interesse verso la vacanza attiva (trekking, hiking, biking) e viaggi di allenamento (corsa, aerobica, yoga, fitness, zumba)
f) Sviluppo del movimento turistico verso l’Italia meridionale ed insulare
g) Utilizzo di ”app” per ricercare informazioni riguardante trasporto locale e ristoranti in loco, durante il soggiorno.


mi si spiega che (parola censurata) c'entra la Liguria?
… è all'incirca come proporre una macchinina a pedali a dei guidatori di Formula 1.


P. S.: E per la milionesima volta...
… prima di studia il buon prodotto da mettere nella scatoletta di pelati, si fa una bella etichetta e solo dopo la si pubblicizza, altrimenti ne vendi una una e poi...



Stessa cosa per la Danimarca.

3 commenti:

BRANCA DORIA ha detto...

Non so se ridere o piangere.
Penso che piangerò

:-(((

Non hanno nessuna idea di come si faccia il marketing e anche nelle cose più semplici.

vinc ha detto...

In un anno avrebbero potuto realizzare quanto segue:

 Standard dei servizi di una parte dell’offerta turistica italiana spesso non all’altezza degli standard internazionali. Poca conoscenza della lingua inglese. Gap di competitività con altre destinazioni per rapporto qualitá/prezzo dell’offerta ricettiva, servizi e trasporti;
 Carenza nei collegamenti aerei diretti tra i due Paesi, sopratutto rispetto ad altre destinazioni;
 Frammentazione della promozione turistica, in quanto spesso non vi é una regia comune per cui Regioni, Provincie ed Enti locali in genere organizzano autonomamente iniziative promozionali in Svezia il cui impatto è comunque positivo ma sarebbe di certo di gran lunga maggiore con iniziative di sistema;
 Rete di collegamenti dei mezzi pubblici di grandi centri urbani talvolta insufficiente. Frequente congestione dei sistema di trasporti nei periodi di alta stagione;
 Richiesta di maggiori azioni di sostegno in co-marketing da parte dei principali tour operator svedesi che promuovono la destinazione Italia;
 Scarsa informazione sulla applicazione della tassa di soggiorno in diversi comuni italiani e sulle zone a traffico limitato comunali;
 Mancanza di informazione adeguata ed immediata agli operatori. La conoscenza è superficiale tra gli AV locali e visto l’orientamento degli AV di sviluppare maggiormente propri pacchetti di viaggi / viaggi su misura ai clienti, e sempre di meno fungere da rivenditori, ed in mancanza di ricevere prontamente informazione adeguata e concreta, le soluzioni degli AV sono quelle facili e meno impegnative, come ad esempio fornire il prodotto per i grandi motori di prenotazione invece di “costruire” un pacchetto dedicato al singolo turista.

Luciano Ardoino ha detto...

Sì certo, in un anno col Boz e il Torello a dargli i consigli giusti.

Credo che non bastino nemmeno 5 o 6 legislature con i sopraddetti. Anzi, non credo, ne sono certo!



;)