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venerdì 18 novembre 2016

Enit: nulla è più complicato della sincerità

Certo che Fabio Lazzerini, del cda dell'Enit, deve metterci del suo nel tentativo di stupire la gente che sull'argomento turismo ci capisce ben poco.
E il tutto in una sola intervista (ved. Qui).


Afferma che il portale italia.it sia costato 50 milioni di euro, mentre la verità è questa di seguito (ved. Link)... quindi solo qualche decina di milioni di euro di differenza.
Ma andiamo avanti...


Secondo lui, che riporta delle statistiche del #iosperiamochemelacavo (imho), chi si reca nel nostro Paese è un turista felice, con un 82% che dichiara di avere un sentiment positivo dopo una vacanza passata nel Belpaese.
Record assoluto a livello europeo.

Ma come si fa a prendere per buone delle statistiche che non tengono conto per nulla della differenza dell'enorme patrimonio culturale, enogastronomico e bla bla bla, che dispone l'Italia nei confronti dei competitors, eh?
Ed è mai possibile che non gli sia chiaro, a lui e a chi produce di 'sti dati, che la stessa locazione (calcolando anche il come ci sono arrivati i turisti, e vale a dire i trasporti), con la medesima qualità ricettiva e perfettamente uguale in un sacco di altre cose (leggi, burocrazia, prezzi, collaboratori eccetera eccetera), ebbene; se è dislocata in due ambiti diversi, ecco che per forza di cosa viene recepita in maniera difforme dall'eventuale turista, no!
Gran bella forza disporre del meglio che esiste nel mondo, neh!... e poi farne dei paragoni con il resto del pianeta.
E cosa ci vuole a capirlo?... mah!... che oltretutto per calcolare perfettamente la cosa con precisione certosina, beh; si può o si potrebbe attraverso degli algoritmi concatenati, ma campa cavallo che ci possa arrivare la nostra sfilza di gran “professoroni” di questo comparto.

Poi che quel 82% sia positivo... ma stiamo scherzando?
Ma quale piccola o grandissima azienda privata è contenta di lasciare per strada un 18% per raggiungere la perfezione?
Si provi “solo” a pensare che le navi da crociera per viaggiare nei Caraibi, devono portare il loro rendimento al 86% (e mi riferisco alla sanità HACCP), altrimenti non se ne parla proprio e pertanto devono andare a svolgere le loro crociere da qualche altra parte... e questo fino al prossimo controllo da parte del dipartimento della Sanità statunitense che solitamente avviene dopo 3 o 6 mesi... quindi per tutto quel tempo... nisba.
Con una perdita finanziaria indescrivibile poiché le prenotazioni sono già avvenute e tutto quello che concerne l'immagine della società.
Quindi in quel 82% di positivo non c'è una cippa , anzi... ma di provare a pensare al quantitativo dei complains e dei refunds, quello no, vero?
Che oltretutto darebbero una dimensione più appropriata in merito alla vera soddisfazione dell'eventuale turista.

Come ad esempio avviene laddove fanno le cose davvero per bene, che sulla base di una votazione che parte da 0 per arrivare al 6 (molto più professionale poiché calcolata in millesimi anziché in centesimi), ecco che il 5,60 viene ritenuto come SOLA sufficienza (praticamente come il 6 preso a scuola)... come a dire che nella valutazione del Lazzerini presa in considerazione da 0 a 100, l'idoneità o appunto la sufficienza, questa la si raggiunge ben oltre il 90% di quel belin di sentiment positivo, e che quindi quel 82% non rispecchia per nulla la buona qualità.
Ed è possibile che sia così difficile dichiarare le cose come davvero stanno?... ossia la verità!

Mentre per quanto riguarda il suo dire sul famigerato portalone italia.it: “«Lo stiamo smontando e modificando, ma bisogna riconoscere che sulla parte social è il più performante d'Europa»... beh, lascio la parola a chi dell'argomento ne sa molto ma molto più di me... Frap1964... sempre che voglia dire la sua.


venerdì 15 luglio 2016

Considerazioni personali (ma non solo) sul nuovo Piano Triennale dell'Enit

Mi sono preso la briga di leggere e ascoltare il Piano Triennale dell'Enit presentato ieri in conferenza stampa in quel di Roma, e trovo che sia semplicemente SCAN-DA-LO-SO.

Perché non è un piano, ma una generale dissertazione sulle varie tipologie di turismo, condita da un florilegio continuo di numeri e di dati, molti dei quali pure poco aggiornati.
Di cosa voglia fare ENIT ci sono sole debolissime tracce in qualche generica e sintetica frasetta e comunque soltanto sino a metà del documento, più o meno.

Il fatto che nel file ci sia il vecchio logo di ENIT (quello della Brambilla, lo svolazzo... vedi immagine sopra), già sostituito dal logo Italia in epoca Andrea Babbi, fa sospettare che il testo sia stato in buona parte ripescato dagli archivi dell'ente e aggiornato nel titolo, in qualche passaggio, in qualche dato e nella tabella finale.
Diciamo alla moda del “non è che ne abbia tanta voglia” ?

Se doveva essere il piano strategico dell'ente, di strategico qui non c'è una benemerita mazza fionda.
Aria fritta; perfettamente in linea con la presentazione di Lazzerini.
Quanto scritto sul portale italia.it fa veramente ridere i polli e probabilmente tra non molto ci vedremo un post sul sito di Frap1964 che sull'argomento ne sa più di qualsiasi altro, infatti è per questo che non lo chiamano al MIBACT per spiegare il che cosa si dovrebbe fare, mentre chiamano sempre i soliti noti, vedi Roberta Milano che in quanto a risultati ottenuti, non è che questi poi siano così tanto validi, neh... imho.

La Roberta Milano segue da mo (maggio 2014) il sito #visitlazio e quello della Basilicata, e allora andiamo a vedere in merito alle presenze turistiche estere se ha avuto dei buoni risultati:
I dati (in migliaia) sono della Banca d'Italia e togliendo l'anno in questione del suo arrivo vediamo la differenza dei pernottamenti tra l'anno precedente (2013) e l'anno dopo (2015)...

Frosinone 2013 (888)... mentre nel 2015 (856)
Latina 2013 (1.254)... mentre nel 2015 (1.398)
Rieti 2013 (100)... mentre nel 2015 (86)
Viterbo 2013 (793)... mentre nel 2015 (486)
Roma ovviamente non fa e non va contata anche perché penso che il turismo sia gestito autonomamente e per il fatto che l'anno prima ci fu l'avvento di Papa Francesco che tutti ben sappiamo quanto ha contribuito agli arrivi e alle presenze della città Eterna etc.
Ebbene, nonostante il Papa che ha richiamato un sacco di gente, il confronto numerico tra i due anni è di – 209 mila pernottamenti (nel 2013 è di 3.035... mentre nel 2015 è di 2.826).
Mentre per quanto riguarda la Basilicata il totale delle due province (Matera e Potenza) fu nel 2013 di 1.208.000 mentre nel 2015 solo 784.000 con una differenza di meno 424.000 pernottamenti.
Beh, basterebbero 'sti numeri per capire che forse non era il caso di...

Sulla nomina di Roberta Milano poi s'era azzardato, già due mesi fa, di prevederlo non appena visto l'avviso pubblico (ved. Qui), ma devo riconoscere che qualcun altro ha avuto l'occhio molto ma molto più lungo del mio quando, infatti circa 18 mesi fa, scrisse questi due post (uno è qui) (l'altro) e che combinazione rispondono al nome di Frap1964.

Ho notato poi come la parola commercializzazione, durante la presentazione e nel piano (piano, vabbè...) sia sparita dall'orizzonte!
Quindi nessuna traccia del direttore commerciale e non una parola in proposito.

In definitiva è stata una ridicola presentazione di un piano che non c'è, perché è del tutto evidente che un piano di azione (serio) non esiste.
Sull' osservatorio poi... "non c'è nulla da inventare... i dati ci sono..."... ma decché ????
Sono anni che si va dicendo, da più parti, che si deve mettere su un serio meccanismo di monitoraggio di arrivi e presenze... e se considero che quel piano (davvero serio e utile) l'hanno già bello che pronto e depositato dal sottoscritto e che lor signori hanno insistito per averlo per poi inserirlo nel TDLAB... 
... ma è probabile che in Italia vadano avanti le cose che non servono a niente mentre quelle utili... se poi queste sono presentate da un “rompicoglioni”, presunto però, che non si assoggetta a leccare il didietro a nessuno... la vedo dura.
Anzi, non la vedo per niente.
Ma così sono e così rimango... però educatamente, anche perché dovrebbe contare chi in vita sua ha prodotto dei risultati VERI e non chi... vabbeh, si sa.

Certo che certi manager non si capisce davvero come riescano ad avere credito... eppure... ma that's Italy e non c'è nulla da fare.


giovedì 30 giugno 2016

Enit: Proposta di interrogazione parlamentare nella X Commissione della Camera (atto I)

Diciamo pure che di cazzate sul web in merito all'Enit (Facebook, twitter, blogs etc.) se ne leggono quotidianamente... poche, ma quelle poche di una stupidità ed esagerata inconsistenza.

Infatti la maggior parte di chi ne discute (e pure con arroganza) non ne conosce... diciamo un cippa, va.
Eppure lo fa inde-fessamente.
I presunti “professoroni” cattedratici, attraverso le loro grandi perle di saggezza (quali?), lo fanno al massimo con due o tre monosillabi nei loro commenti... costerà a loro troppa fatica o non ne capiscono appunto una beneamata cippa e quindi evitano di far delle figure barbine?
Entrambe le cose, imho!

Poi ci sono le interrogazioni dei parlamentari di cui è meglio non dire (ved. qui un esempio), non tutte per carità, ma la percentuale di richieste di chiarimento sagge alle istituzioni è da prefisso telefonico... zero virgola qualcosa e nulla più.

Infine ci sono i commenti di Frap1964 sull'argomento Enit, e meno male.
E vorrei riportarne uno...
Però prima una cosetta: “Mi sono sempre chiesto il perché, ed è indubbio che Frap1964 dell'argomento se ne capisca alquanto, non sia mai stato chiamato dai preposti di quell'ente per “ragionarci” un po' sulla cosa.
D'altronde è abbastanza normale e risaputo che quando una cosa non la capisci o non ti viene tanto bene (Enit docet)... che quando ti si rompe un tubo dell'acqua eccetera eccetera, ecco che se vuoi davvero che non ti si inondi la casa, per forza di cose chiami un lattoniere e possibilmente il migliore che conosci, o no?
Mica ti rivolgi all'amico dentista o chissà di quale altro mestiere, neh!
Beh, nelle istituzioni invece succede proprio così: chiamano l'amico, il trombato politico poiché non sanno dove cavolo metterlo e via sfanculando.

Vabbeh, andiamo avanti ed ecco qui il commento di Frap1964 che vorrei tanto vedere in qualche futura interrogazione “a risposta scritta” in quella 10 commissione del Parlamento italiano... chissà!

Io mi domando... ma il 15 ottobre, quando il CdA si è insediato, come ha pensato di poter gestire la fase transitoria in assenza di una figura di direzione?
Preiti ha lavorato con la PA, ma non conosce modi e tempi di tutto il baraccone?
Lazzerini non sapeva che un ente pubblico, come le aziende che si presume abbia diretto, funziona con bilanci consuntivi e preventivi?

Il 5 gennaio il responsabile finanziario dell’ente, Valerio Scoyni, lancia l’allarme rivolgendosi a presidente e consiglio di amministrazione: “In assenza di un bilancio di previsione non esistono assegnazioni di fondi o autorizzazioni di spesa. Tuttavia vi sono spese obbligatorie la cui mancata erogazione può esporre l’Enit a responsabilità anche gravi”. Due giorni dopo si muove l’amministratore dell’ente, Lazzerini, con una lettera al ministero con tono preoccupato: “Abbiamo bisogno di capire come muoverci e su quali disponibilità Enit può contare per le necessarie esigenze operative immediate”.

Abbiamo bisogno di capire come muoverci ?
Ma il bilancio consuntivo e preventivo l'hai fatto redigere oppure no, dai dirigenti ancora presenti in ENIT, compreso lo Scoyni ?

Francesco Palumbo, e la sua lettera: “Con nostra nota dell’11 dicembre si è richiesto sia il consuntivo al 7 ottobre 2015 dell’Enit ente pubblico non economico, sia il preventivo dall’8 ottobre al 31 dicembre 2015 del nuovo ente trasformato, nonché il bilancio preventivo per il 2016″. Se aveste rispettato questi adempimenti, ammonisce il collaboratore del ministro, avreste “acquisito tutti gli elementi necessari per predisporre quanto richiesto”.

E quando Il Fatto Quotidiano pubblica il tutto, improvvisamente in ENIT scoprono di avere in cassa 4 milioni di euro.

Ma dico io, Lazzerini la andava forse chiedendo al MIBACT la disponibilità di cassa effettiva di ENIT nel mentre pregava "di assicurare le risorse di cassa minime per coprire temporaneamente tutte le necessità operative ed evitare di esporre l’Enit a nuove, assolutamente evitabili, problematiche” ?
Mistero N.1 .

Se € 15.542.526 rappresentano le spese obbligatorie/anno dell'Ente per il 2016, a casa mia con 4 milioni si va avanti al più per tre mesi.
La domanda nasce spontanea: ad aprile, maggio e giugno 2016 gli stipendi e le spese, in Enit, come li hanno pagati, visto che per l'erogazione dei fondi, secondo Palumbo, era necessario sottoscrivere la convenzione che, stando a Franceschini, si firma solo in questi giorni qui ?
Mistero N. 2 .

La situazione (in ENIT) è grave, ma non è seria, citando a memoria Ennio Flaiano... 
Che poi a rivedere l'hashtag di Lazzerini a Cernobbio, 18/19 marzo 2016, #turismoborntorun ci sarebbe veramente da capottarsi dalle risate.
Il turismo è il petrolio dell'Italia... "mentre noi dormiamo un po' sugli allori" (vedi al min. 0:46). 
Il senso dell'autocritica di certo non gli manca, eh... 
Comunque e' ovvio che il giorno 8 ottobre 2015, quando il CdA si e' insediato, come primo atto avrebbe dovuto disporre la chiusura del bilancio del vecchio ente e l'apertura del bilancio del nuovo ente trasformato sino a fine 2015. Poi, dati i tempi ristretti, disporre per l'immediata stesura di un bilancio di previsione 2016 che ovviamente, vista la fase di transizione, non si sarebbe certo potuto discostare granche' da quello dell'anno 2015 (combinato). Poi bastava aver dato una rapida lettura allo statuto approvato per capire che il nuovo ente avrebbe avuto i fondi solo a valle di una convenzione con il MIBACT. E' scritto in chiaro. In CdA ci hanno messo oltre due mesi per capirlo ed altri sei per stendere un piano. Di cui 3 con direttore esecutivo presente. Se questo è #turismoborntorun... io direi piuttosto #turismoEnitWeAreSleeping.

E poi vediamo cosa rispondono quei signori...

sabato 11 giugno 2016

Aria fritta (#initalia365)... parte seconda

All'Enit continuano le semplici operazioni di facciata (ved. qui) per coprire il nulla che vanno facendo da 12 mesi; incontri di relazione da "volemose bene", tanto per giustificare in qualche modo il pagamento dei compensi.

Lazzerini e Preiti sono "scomparsi", anche dal web, ma tra 20gg sarà passato un anno esatto dalla loro prima designazione nel nuovo CdA di ENIT.
Hanno dormito in piedi sin dal primo insediamento effettivo nell'ottobre 2015 e continuano su questa linea limitandosi, per il momento, a far firmare alla Presidente delibere burocratiche interne all'Ente, una volta ogni due settimane circa.

Sostengono di aver presentato il piano di rilancio e la convenzione triennale con il MIBACT prevista dal nuovo statuto, ma non c'è traccia di nulla del genere sul sito istituzionale, ormai abbandonato a sè stesso, come tutto il resto.
Poi ogni tanto rilasciano qualche intervista concordata per dire che stanno alacremente lavorando, che la burocrazia però, che bisogna fare un discorso di sistema, che le sinergie con le Regioni, che i social, la digitalizzazione, i big data... e tutto il resto del catalogo del solito bla-bla-bla inconcludente e degli slogan triti e ritriti dietro cui c'è un unica cosa che si vede e che spicca come il sole d'agosto: l'assoluta assenza di idee sul da farsi ed il tira a campa' quotidiano.

Tipico di quelli che non hanno nulla da dire. 

Da un commento di Frap1964 (Magic Italy)... che è impossibile non replicare

martedì 17 maggio 2016

Io amo l'Enit...

Da commenti di frap1964 (ved. Qui)...


gli avvisi pubblici dell'Enit in merito alla ricerca di quattro posizioni dirigenziali parlano chiaro (ved. Qui) , almeno dovrebbero, solo che...


La cosa più desolante è questa:
Nomina commissione per la selezione di n. 3 posizioni dirigenziali di ENIT: Direttore Esecutivo, Direttore Commerciale, Direttore Finanziario con Deliberazione presidenziale n. 1-2016 del 15/02/2016, ratificata con Deliberazione CdA 3-2016 del 17/02/2016.
Per le tre posizioni originariamente previste è stata nominata una commissione.
Un mese per la nomina del direttore esecutivo.


Due mesi per la nomina del direttore finanziario.
Tre mesi per quella del direttore commerciale, fra sei-sette giorni?
Per questa quarta posizione è stato pubblicato (quando?) un avviso di selezione totalmente privo di data di pubblicazione, perché l'atto formale non c'è, con data di scadenza 13 maggio 2015.
E' solo un testo in una pagina HTML, praticamente avrebbero potuto pubblicarlo il giorno prima e/o anche lo stesso giorno, non è controllabile.
Come si possa agire con tale leggerezza in un ente che vive di soldi pubblici è incomprensibile: a meno che quel posto non sia già stato pre-assegnato a qualcuno/a.



E ancora più desolante:
I candidati interessati, dell’uno e dell’altro sesso (L. 903/77), sono pregati di inviare un dettagliato curriculum vitae in formato europeo all’indirizzo di posta elettronica risorseumanecv@enit.it citando il riferimento direttore innovazione e sviluppo digitale entro il 13 maggio 2016, autorizzando il trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003. Non saranno presi in considerazione i CV inviati in modalità difformi da quelle sopra indicate.

Cioè non posso candidarmi per lettera raccomandata o via fax, ma solo via e-mail ad un indirizzo di posta NON certificata.
Quindi senza alcuna certezza che la mia e-mail possa essere o sia stata effettivamente ricevuta.
Per me non è proprio regolare, ma anche le precedenti candidature andavano presentate così, entro il 20 gennaio 2016.

Alla faccia della trasparenza... ma ormai è così da tutte le parti (politicamente parlando) e vorrei proprio capire il come si faccia ad avere ancora fiducia nelle istituzioni italiane.

Nella politica che l'amministrano!


Il risultato è uno solo: devi inumidire direttamente di saliva il culo a qualcuno altrimenti, anche se sei un fenomeno, beh; sei fuori irrimediabilmente.
Appartenere ad una lobby per farla in breve.


lunedì 11 aprile 2016

Considerazioni sugli Stati Generali del Turismo di Pietrarsa... atto II

l'atto I, per coloro a cui è involontariamente o volutamente sfuggito, è qui... e da un commento di frap1964 su di quel post...

dopo due anni di governo vengono a chiedere di "dare una mano" per stendere un documento, che già esisteva ed era costato 35 mila euro (Gnudi per mezzo della Boston Consulting Group); e per far questo mette su un baraccone da 1,5 milioni di euro con Invitalia; pensando oltretutto di essere pure credibile, dopo l'esperienza TDLAB e Verybello.

O non ci stanno del tutto col cervello oppure credono che gli operatori del settore siano dei poveri idioti dalla memoria corta?
E però vedo che qualcuno/a è ancora disposto a dare credito, a lui, Matteo Renzi, a Franceschini e compagnia cantante.
Sono gli insondabili misteri della mente umana, che difronte ad un discorsetto motivante da quattro soldi è disposta a fare tabula rasa del passato e ricominciare daccapo.
L'aria fresca trentina (virtuale) che veniva da Roma è diventata olezzo di rifiuti (reale) da Pietrarsa, imho.

E chi la vuole respirare, beh... inali pure, ma non è certo così che si salva l'Italia del turismo.

I dati internazionali, poche balle, confermano e stra confermano, che se c'è stato un incremento delle presenze, ma in altri luoghi è cresciuto molto di più, è notoriamente dovuto alle disastrose questioni terroristiche sparse da tutte le parti.
E non una parola sui veri problemi del turismo, nemmeno una manco a pagarla oro, ma una miriade di... vabbeh, si sa. 

E a proposito di orgoglio nazionale... sarebbe bene rileggere oggi
 cosa diceva Franceschini alla conferenza stampa di presentazione del progetto VeryBello nel gennaio 2015, tanto per capire come la litania, a distanza di 15 mesi non sia affatto cambiata:


Lo ripeto oltre che uno strumento per il turismo è anche per… il riavvicinare gli italiani il più possibile alla cultura, agli eventi culturali.
Davvero io vorrei che fosse una dimostrazione di orgoglio: noi abbiamo tante cose che non funzionano, parliamo quasi prevalentemente di quelle.
Per carità, denuncia… inchiesta… tutto giusto, tutto sacrosanto, …ma quando abbiamo degli elementi di eccellenza… beh, spieghiamoli, abbiamo bisogno… e io davvero penso che Expo e questo coinvolgimento del Paese su Expo sia davvero un grande punto di svolta per l’Italia.


—— [in conclusione]


Questa è una grande occasione di riscoprire l’orgoglio del Paese; io ringrazio voi, ringrazio soprattutto tutte le persone che hanno lavorato in queste settimane molto intensamente, molto in fretta, ma portando e regalando al Paese questo risultato straordinario: grazie a tutti...

sì, grazie a tutti i boccaloni che ci credono e che forniscono a quei pochi che amministrano l'ambadaran di guadagnarci lautamente andando in giro a raccontare le solite menate oppure a fornire, considerato l'ipocrita interesse, a loro delle consulenze da quattro soldi nemmeno bucati, ma ben pagate.

Ma è mai possibile che non si riesca a sentire mai, ripeto mai, un qualcosa di davvero valido, una vera innovazione e produttiva per tutti se non per gli "stessi noti" e... ma cosa lo dico a fare?





martedì 7 aprile 2015

#Verybello verrà sottoposto ad indagine da parte di un comitato ad hoc... oppure ad hic?

E fu così che Verybello.it verrà presto sottoposto a indagine da parte di un Comitato ad hoc voluto dal ministero per verificarne la conformità ai requisiti richiesti e l’accessibilità ai disabili.
In prospettiva c’è addirittura lo spettro della chiusura.

Eh già, ma non era nemmeno poi così difficile, una volta visto, programmarne la futura chiusura.
In Italia s'usa sovente fare così.
Si fa e si disfa.

E pensare che l'anno scorso fu costituita un'altra commissione ad hoc, o forse è meglio definire ad hic, parlo del famosissimo TDLAB, composto dal meglio del meglio che l'Italia potesse offrire (dicono loro), ma che in verità, alcuni non sprovveduti che qualcuno definisce “gufi”, ne azzeccarono l'inutilità... e vale a dire come 'na mazza fionda!!
Nonché una colossale presa in giro per tutti coloro che ne fecero parte (compreso il sottoscritto nel e per il tentativo di far loro capire che la cosa, composta da quelle persone, non avrebbe avuto luogo a procedere in un Paese normale), ma tant'é, seppur provandoci fino all'ultimo secondo a fargli cambiare idea, non ci fu niente da fare.

Com'è anche vero che, sia Frap1964 che me medesimo (probabilmente gli unici che ne contestarono la composizione a più riprese), non siamo per nulla propensi alla critica ad oltranza per il solo gusto di farla e di rompere gli zebedei, ma sulle nostre pagine c'è stata, c'è e sempre ci sarà della costruttività con le dovute e particolareggiate descrizioni ai vari casi che trattiamo.
E sempre pronti a discuterne educatamente, senza che però nessuno si senta migliore dell'altro come invece pare che facciano gli esimi che però non hanno granché dimestichezza operativa. 

Ma quei “professoroni” (purtroppo) ritennero e ritengono di non darci mai adito col risultato che... beh; la cosa si sa.
Poi fu così che “lor signori professoroni” non furono nemmeno interpellati (e s'incazzarono pure, pare) per la programmazione di verybello e... ma torniamo a cose più serie.

Va detto che uno dei mercati migliori per l'Expo 2015 è senza dubbio quello cinese ma non è presente una versione in cinese nemmeno nel portale dell'Ente nazionale per la promozione turistica, Italia.it.

E su www.yidalinihao.com (Yidali Ni Hao significherebbe “Ciao Italia”), che è appunto la versione cinese, c'è scritto “in manutenzione”...
ossia, la versione cinese del portale italia.it, secondo Frap1964, è “un caso ancor più eclatante e vergognoso”.
Ecco cosa scrivevano sul ‘Corriere della Sera’ Stella e Rizzo: “per cominciare, le quattro grandi foto di copertina che riassumono l’Italia mostrano una Ferrari, una moto Ducati, un pezzo di parmigiano e un prosciutto di Parma. In mezzo: Bologna. Con tanto di freccette sulla mappa che ricordano la sua centralità rispetto a Roma, Milano, Venezia e Firenze. Oddio: hanno sbagliato capitale? No, come ha scoperto ‘il Fatto Quotidiano’, è solo un copia-incolla dal sito cinese della Regione Emilia-Romagna aimiliyaluomaniehuanyingni.com. Ma ancora più stupefacenti sono i video che illustrano le nostre venti regioni. Dove non solo non c’è un testo in cinese (forse costava troppo: i milioni di euro erano finiti …) ma ogni filmato è accompagnato da un sottofondo musicale. Clicchiamo il Veneto? Ecco il ponte di Rialto, le gondole, il Canal Grande, le maschere, i vetrai di Burano … E la musica? Sarà di Antonio Vivaldi o Baldassarre Galuppi, Tomaso Albinoni o Benedetto Marcello, Pier Francesco Cavalli o Giuseppe Tartini? Sono talmente tanti i grandi compositori veneziani del passato … Macché: la Carmen del francese Georges Bizet rivista dal russo Alfred Schnittke! La musica dell’Umbria? Del polacco Fryderyk Chopin. Quella della Campania? Del norvegese Edvard Grieg. Quella del Lazio? Dell’austriaco Wolfgang Amadeus Mozart. Quella dell’Abruzzo? Dell’inglese Edward Elgar. E via così: tutti ma proprio tutti i video che dovrebbero far conoscere l’Italia ai cinesi, fatta eccezione per quello della Basilicata dove la colonna sonora è del toscano Luigi Boccherini, sono accompagnati dalle note di musicisti stranieri. Amatissimi, ma stranieri. […] I presunti ‘interventi di manutenzione’ sul portalone cinese sembrano essere completati. L’unica differenza evidente, ad oggi, è la sostituzione in home-page della veduta aerea di Bologna con una veduta aerea notturna di Milano ed un’immagine di Campo dei Miracoli di Pisa. Tutto il resto è desolatamente identico a prima.”

Sul suo blog Frap1964 scrive: “il sito è costruito su una piattaforma di content management open source: Joomla 1.5. Non c’è una mappa del sito, ma basta navigarci per un po’ e ci si rende conto che, in totale, non si arriva ad una cinquantina di pagine web. Una pagina striminzita per ciascuna regione, una per ciascuna delle cinque maggiori città (qualcuna in più per Milano), otto per il turismo ‘secondo motivazione’, una di informazioni generali sui mezzi di trasporto. I video regionali arrivano direttamente dal portale italia.it. I testi, tradotti con Google Translate in Chrome, appaiono dichiaratamente enciclopedici; si tratta di sintesi e/o di rielaborazioni di quelli del portale italia.it.” Quanto può essere costato yidalinihao.com? Considerati i mandati di pagamento, la cifra si aggira sui 320.000,00 euro.

E i “professoroni” che cippa dicono?







giovedì 26 febbraio 2015

Vieni in Liguria; non hai visto ancora niente di come si spendono i soldi per un sito del turismo... ogni anno (?)

Belin, questa m'era proprio scappata!! … ma poi ieri è arrivato un commento dall'amico Frap1964 e...

D'altronde ne fanno così tante che star dietro a 'sta gente è praticamente impossibile.
Ma vengo al fatto.

Il direttore generale dell'agenzia regionale di promozione turistica “In Liguria”, Enisio Franzosi, nel maggio 2014 così dichiarò: “ … in meno di sei mesi e con un budget di 100.000 euro siamo riusciti a dare vita a questo progetto innovativo (il sito turistico della Liguria, ndr) al quale poi lavoreranno stabilmente ben 7 persone fisse in una redazione dedicata. L'obiettivo è quello di fornire sia agli addetti ai lavori dell'industria del turismo, sia al turista singolo, una mole più possibile eterogenea e aggiornata di informazioni su eventi, destinazioni e strutture di accoglienza, sparse per tutta la Regione etc. etc.”.

Ma porca paletta... è mai possibile che per una str... anezza del genere siano necessarie tutte 'ste persone per non parlare delle spese?

Quindi per il sito in questione (100.000 euro) mentre per l'aggiornamento e per quei belin di “mi piace” “tweet” “hashtag” e “instagram” la spesa dovrebbe essere quella che segue e cioè 516.000 euro (?) (ved. Immagini sotto)...


… e poi i risultati (quelli veri) sono questi (ved. Qui)!!  



Ma dai, ma che cos'è?... Totale 616.000 euro che corrispondono in vecchie lire a un miliardo centonovantadue milioni settecentoquarantadue mila e trentadue centesimi 1.192.742,32.

Bah!!





martedì 27 gennaio 2015

Tutta la #veryverità (imho) su #verybello

Vediamo di fare luce sulla triste, molto triste faccenda di #verybello e di trarre le conclusioni più ovvie.

Bene, detto questo si evince che, alla fine dell'ambaradan (chi l'ha realizzato) creato dall'incredibile twittata di Dario Franceschini, dei componenti (a gratis) del TDLAB e della loro “strategia”, al ministro non è mai importato granché.

Che li abbia sonoramente presi per i fondelli?
A parte, naturalmente, i 20.000 euro e un tocco elargiti al suo consigliere Stefano Ceci che ebbe l'allegra pensata... poi cosa abbia prodotto d'altro... boh?... a parte, anche, (durante quel periodo) l'appalto vinto all'Expo 2015. 

In questo blog (ma anche qui) sarebbe inutile aggiungere che la cosa s'era facilmente pronosticata, e questo ancor prima della costituzione del TDLAB, ma per agevolare i più “ritardati” lo ridirò... ma non riderò.
'Ste cose non fanno mai piacere anche se a subirle in primis sono delle persone di cui non è che nutro così tanta... vabbeh, cose mie.
Spocchiosi e boriosi ben oltre il loro effettivo sapere?
E ben attenti ad allontanare, denigrare (di soppiatto, per carità) o a non coinvolgere chi ben più di loro... ne sa?
Mah, chi mai lo saprà... forse. 

Comunque sia, mi dispiace un pochettino, poiché non è granché #verybello prendere in giro la gente, qualunque essa sia, e anche perché il risultato di quel #verybello è stato disastroso ben oltre ogni limite della pur minima comprensione umana.
Ma vediamo le risposte elargite dal ministro a Guido Scorza sul blog (ved. Qui) e esaminiamo un po' (imho).

D.1. Perché si è deciso di realizzare un nuovo sito internet del turismo online anziché far convergere l’iniziativa ed i suoi contenuti su Italia.it, il portale italiano del turismo e la vetrina – brutta o bella che sia – del nostro Paese sul web, specie alla luce delle mille difficoltà che, proprio nei mesi si sono incontrate nella gestione di Italia.it?
R.1. Italia.it è lo strumento dell’Enit per promuovere l’Italia nel mondo. Verybello è già sulla sua home e prevediamo una stretta collaborazione tra i due portali. Abbiamo tuttavia pensato di creare uno spazio dedicato esclusivamente all’offerta culturale italiana nei mesi di Expo. L’obiettivo è quello di realizzare su scala nazionale quello che alcuni siti fanno per promuovere gli eventi delle grandi città e stimolare così i tanti visitatori che si attendono a Milano da maggio ad ottobre a viaggiare su tutto il territorio nazionale.
Opinione: A parte che i portali sono tre e non due (italia.it, Enit e #verybello)... “è stato poi costruito un “aggregatore” di notizie che viola le più elementari  regole dell’usabilità internet. Non si comprende con quale logica vengono selezionate e proposte le notizie, e se è all’opera una redazione in grado di selezionare al meglio, ovvero di separare il grano dal loglio. Temiamo di no, visti i primi risultati, e lo scetticismo estremo che emerge dal web” … Tra la gran quantità di errori evidenziati in rete da decine e decine di utenti critici del sito “Verybello!”, ci limitiamo a segnalare che i collegamenti ai siti delle singole iniziative spesso linkano alla homepage invece che alla pagina dell’evento, o addirittura a una brochure in pdf sul sito web… (Angelo Zaccone Teodosi, Presidente Istituto italiano per l’Industria Culturale).

D.2. Quanto è costata la ideazione e realizzazione di verybello.it e quanto costerà la sua gestione?
R.2. 35mila euro (più Iva) per l’ideazione e la realizzazione. Per la gestione ci affideremo prevalentemente a risorse interne coinvolgendo anche l’Enit. Come dicevo, vi sarà una collaborazione con Italia.it.
Opinione: A tutti coloro che nelle ultime ore hanno lamentato una scarsa trasparenza nella conduzione di gara della vicenda verybello.it, compresi i digital champions, avvocati non, (i primi, forse, certe cose dovrebbero anche conoscerle), suggerisco sommessamente di andare sul sito del MIBACT e di leggere con la dovuta attenzione, in particolare la sezione Contatti … ved. Qui (Frap1964)

D.3. Come si è proceduto alla selezione della società che lo ha ideato e realizzato?
R.3 Sebbene non fosse necessario (il budget di 35 mila euro consentiva un affidamento diretto) abbiamo deciso di fare ugualmente una gara rivolgendoci ai fornitori della pubblica amministrazione presenti sul mercato elettronico (Mepa), nel rispetto dei principio della massima trasparenza.
Opinione: Appunto, la trasparenza (?)... ved. “opinione domanda n° 2” e... Esiste un rapporto valutativo su questa mega-iniziativa?! Il Ministero (sia esso Mibact oMef) ha forse prodotto un dossier documentativo, accurato e trasparente, per spiegare agli “stakeholder” (ovvero ai cittadini tutti) come sono state utilizzate queste risorse? Non (ci) risulta. Nemmeno Franceschini, lo sa. E ciò basti. Trasparenza zero.” (cit. Angelo Zaccone).

D.4. Perché il nome a dominio – verybello.it – destinato [purtroppo] a diventare un marchio istituzionale è attualmente registrato a nome della società che ha realizzato il sito e, dunque, di un soggetto privato e quali garanzie contrattuali ha assunto il Mibact circa il fatto che tale società le trasferirà il nome a dominio?
R.4 Il dominio è stato attivato dalla società che ha vinto la gara ma sono già in corso le procedure per trasferirlo al ministero, lo prevede una clausola contrattuale.
Opinione: Clausola contrattuale scritta dove?

D.5 Perché l’ideazione e la realizzazione di verybello.it non sono state affidate all’Enit – l’ente nazionale per il turismo – già responsabile di Italia.it e perché nell’iniziativa è stato coinvolto il TDLab, il laboratorio per il turismo digitale del Ministero dei beni e delle attività culturali?
R.5 Il ministero è impegnato direttamente per Expo e nulla impedisce di intraprendere autonomamente iniziative di questo tipo. Il TdLab non è stato coinvolto anche perché non è più operativo da metà ottobre quando ha esaurito il suo compito consegnando il piano per il turismo digitale.
Opinione: Già detta all'inizio di questo post.

D.6 Perché si è deciso di lanciare un sito web che ha l’ambizione di raccontare ai visitatori stranieri che arriveranno nel nostro Paese per l’Expo 2015 la nostra straordinaria offerta culturale e turistica, esclusivamente in italiano e senza alcuna versione in lingua straniera?
R.6 Come detto nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, ieri abbiamo anticipato Verybello nella versione italiana ma il sito sarà multilingue: il 7 febbraio a Milano – nel corso dell’importante manifestazione del Governo su Expo – lo presenteremo nella versione in inglese. Successivamente sarà disponibile in russo, cinese, spagnolo, portoghese, tedesco e francese. #verybello è uno strumento per incentivare il turismo culturale: siamo ben consapevoli che il suo successo dipenderà molto dall’uso che ne faranno i turisti stranieri. Ecco perché avvieremo una campagna di promozione in Italia e all’estero.
Mi permetto infine di aggiungere che tra sabato e domenica la rete si è divisa tra chi ha criticato #verybello a testa bassa e chi invece ha espresso critiche costruttive per migliorarne il funzionamento. Terremo sicuramente conto di queste critiche per perfezionare la funzionalità della piattaforma che è stata rilasciata nella versione Beta e sarà oggetto di significativi miglioramenti già nei prossimi giorni. Anche perché i tanti accessi di sabato e domenica (superiori al milione e mezzo!) hanno già permesso ai tecnici di individuare e superare alcuni problemi di sovraccarico. Nella nottata di sabato il sito ha subito due attacchi hacker.
Opinione: Evidentemente autocritica ed autoironia non sono punti forti dell’ideologia e del carattere del nostro ministro alla cultura. Altri (più seri), in altri (più seri) Paesi, avrebbero onestamente riconosciuto che un portale sbeffeggiato dalla quasi totalità degli osservatori del sistema culturale e turistico italiano non è una reazione provocata dai soliti noti, ma una unanime bocciatura evidente di un progetto mal impostato. Che forse andrebbe ritirato, perché un Ministero non può mostrarsi così velleitario.
Se il Ministero ed Expo2015 avevano fretta di mettere online un sito evidentemente destinato anzitutto ai visitatori stranieri, sarebbe stato fondamentale metterlo a disposizione, da subito, in almeno una seconda lingua (oltre all’italiano): il che – incredibilmente – non è stato. È stato poi costruito un “aggregatore” di notizie che viola le più elementari  regole dell’usabilità internet. Non si comprende con quale logica vengono selezionate e proposte le notizie, e se è all’opera una redazione in grado di selezionare al meglio, ovvero di separare il grano dal loglio. Temiamo di no, visti i primi risultati, e lo scetticismo estremo che emerge dal web (cit. Angelo Zaccone).

In definitiva: Come pensavo il costo di sviluppo del sito era sotto soglia comunitaria.

Fatto un accertamento sul sito di Consip (MePa) e il bando non si trova comunque.
Si evince quindi che abbiano fatto una RdO (richiesta di offerta) con invito selettivo e non aperta.
Per cui non c'è modo di vederne dettagli (ved. link).
Massima trasparenza?
Peraltro l'uso del MePa non toglie l'obbligo alle amministrazioni di pubblicare i bandi di gara o gli esiti sul proprio sito istituzionale.

E poi c'era Explora (sito di Expo), c'era ENIT (Italia.it, è pure suo il compito istituzionale la promozione), come mai l'han proprio dovuta gestire dal ministero la gara?
(la risposta è ovvia)

E poi 5 milioni per la promozione dove li prendono?
Al riguardo m'affido a questo post di Frap1964 sui fondi al turismo... i quali rappresenterebbero la metà di tutto il budget a disposizione per il 2015:
Una sforbiciata di € 244.120 spetta anche al capitolo di spesa 6823 – Somme da destinare alle politiche di sviluppo e competitività del turismo, che scende così ad € 10.598.371.

E spendi 5 milioni per promuovere sul web una “pazzesca cavolata” di sito con titolo maccheronico e che ci metterà alla berlina agli occhi del mondo?
Poi ora dici che volevi fare una cosa "dedicata" per Expo, quando in conferenza stampa hai detto l'esatto contrario, ovvero che ne vuoi fare una cosa permanente?

P. S.: Non m'aspetto risposte e nemmeno le voglio, anche perché raccontare qua quella dell'uva e della volpe è molto più difficile che dalle altre parti, e al mio fegato ci tengo sempre di più per via di questi ministri del turismo di mezzo, i quali manifestano, uno dopo l'altro, la medesima capacità e volontà. 
Quindi evitiamo per piacere!!... sulla risposta all'eventuale risposta non so se potrei garantire la gentilezza come gli altri che non s'aspettano altro. 
Io no, non ringrazio gaudente, prostrante e felice, anzi, alle risposte non esaurienti m'incippo ancora di più.






domenica 16 novembre 2014

Quanta fuffa 2.0 nelle manifestazioni, nei convegni e nei dibattiti sul turismo

Perché nelle varie manifestazioni, nei convegni o nei dibattiti sul turismo si parla sempre dei problemi e mai delle soluzioni?
La risposta la si può trovare alla fine del post a seguito di un commento di Frap1964.
Ma vengo al dunque.

I 4 problemi di non poco conto che ci trasciniamo dal secolo scorso e che stanno danneggiando l'intera economia turistica, non solo quella italiana, sono scritti di seguito e ...

a) Le OTAs che non pagando le tasse laddove fanno disintermediazione (in Italia si presume qualcosa come 2,5 mld di euro all'anno che se ne vanno per la tangente), contribuiscono così, con delle percentuali da far paura, all'evidente calo della qualità ricettiva. Mentre la gente, taglia di qui, taglia di là e tirà a campà … se ce la fa!!

b) TripAdvisor che ha dato l'opportunità ai furbi di guadagnare sulle spalle dei fessi (siamo alle solite da mille e più anni), sta creando una miriade di grossi problemi che è inutile elencare qui … ormai lo sanno anche i sassi.

c) … e le recensioni che; ormai è dimostrato che sono importanti (quelle vere) al punto che sono più considerate delle stesse stelle alberghiere nelle priorità di scelta che hanno i turisti. Dati alla mano, neh!! Infatti l'Organizzazione mondiale del turismo (UNTWO) non fa che ripetere a gran voce che le medesime dovrebbero essere incluse nelle Classificazioni alberghiere di tutto il mondo per il chiaro innalzamento della qualità

d) … e quei belin di dati sempre disuguali gli uni dagli altri nonché forniti dopo dei mesi. Ma è mai possibile che non si capisca che l'utilità di dati certi e in tempo reale fornirebbe davvero la “mira” a qualsiasi piano di marketing, e questo sia per quelli a lungo che gli altri a breve termine?

… problemi che sono stati risolti (ved. slides sotto) ormai da due anni e oltretutto senza nessun costo ma solo molti benefici per gli operatori, ma parrebbe che freghi poco … nonostante nel mondo nessuno c'abbia ancora pensato. Permettendoci inoltre d'essere almeno per una volta i primi sulla terra, e sfruttare così l'immenso benificio che ne può tranquillamente derivare.
.

Di seguito il commento accennato all'inizio e che riguarda solo due di quelle quattro questioni sopradette:

Posto che la soluzione prospettata non è LA soluzione a tutti i mali, ma certamente è in grado di circoscrivere il problema delle false recensioni ad un fenomeno minimale e residuale, ci si deve anche rendere conto di un fatto preciso, ahimè.

Questa storia della brand reputation degli hotel consente di scrivere libri, indire convegni, prospettare consulenze, organizzare dibattiti, proporre sistemi e servizi di raccolta del sentiment sul web, ecc. ecc. ecc.

A pensarci bene, non conviene affatto risolvere il problema con un sistema semplice semplice che quantomeno certifichi l'effettivo avvenuto soggiorno in una struttura e la possibilità di tutelarsi dal piccolo e, pare, sempre più frequente ricatto "sconto-VS-recensione-negativa".

Ovviamente quella indicata non è LA soluzione a tutti i casi (gli incontentabili rimarranno, ad es.), ma certamente accoppiata ad un innovativo sistema di classificazione delle strutture ricettive basato sulla qualità dei servizi prestati e sulla qualità dei servizi percepita dagli utenti/clienti è in grado di dare al turismo italiano un valore aggiunto (e quindi un vantaggio competitivo) rispetto ai Paesi con i quali la dinamica dei costi ci vedrà sempre e comunque sconfitti in partenza.

Per non parlare del potenziale ridimensionamento dello strapotere delle OLTA.
E' un sistema che conviene a molti, ma certamente non conviene a tutti: se fra questi "tutti", per caso, c'è anche qualche tuo sponsor/amico è molto meglio far finta di nulla e lasciare che le cose rimangano come sono.

… credo che anche le altre due trovino riscontro nelle stesse causali.

Ma chi lavora nel settore è contento e gli sta forse bene che le soluzioni produttive e che non costano niente non vengano a galla, per permettere a quei pochi di poter continuare 'sta solfa a loro unico vantaggio?
E faccio un esempio con questo video sotto ...


... a questi signori interessa più che gli operatori del turismo tentino continuamente di arrampicarsi sull'asta per poi scrivere dei saggi, indire meting, manifestazioni e bla bla bla (sempre guadagnandoci), per raccontare come arrivare fino alla meta (la bandiera = turismo), mentre quel soldatino che ne ha capito la semplicità è, per loro, un gran rompicoglioni che va assolutamente messo nella condizione d'essere isolato e magari anche deriso. 
Sennò che minkia guadagnerebbero più!!

P. S.: Mi si vuole spiegare una volta per tutte perché non adottare immediatamente le soluzioni per il bene di tutti? ... visto che ci sono, neh!!
Ma che logica ha?




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