giovedì 21 maggio 2009

Forza che prima o poi ce la fate; o forse no.

Dall’atto del battesimo del nuovo ultimo Governo abbiamo avuto molte occasioni per rilanciarci turisticamente all’opinione mondiale ma il risultato è stato lo stesso che unire, arcuandoli, l’indice ed il pollice della medesima mano.
Questa è per lo meno la mia personalissima opinione che però viene convalidata dai dati e dalle statistiche in merito alle presenze turistiche nel nostro paese.
In primis il turismo veniva separato dal Ministero delle Attività Produttive sotto la delega di un sottosegretariato e quindi una “mossa” brillante avrebbe certamente coinvolto la stampa mondiale nel senso che finalmente qualcosa sarebbe turisticamente cambiato nello stivale; invece al posto della “mossa” c’è stato il continuo lamento della “rossa” all’indirizzo delle gestioni precedenti.
Italianità.
Di conseguenza l’attesissimo rinnovamento della classificazione alberghiera del 1983, solo Burundi, Ghana, Pakistan e Nigeria l’avevano più datata, ma anche in questo caso si è persa una grande occasione.
Infatti nessun giornale estero, di quelli che ho letto (decine), riportava con entusiasmo e professionalità questa innovazione ma solo lievi ed invisibili accenni, anche nelle testate relative al turismo.
Ripristino del portale Italia.it…niente, e forse è meglio così.
Nuovo direttivo Enit…nulla sui giornali esteri ma molto su quelli nazionali in merito alle lagnanze del Marzotto e delle “poche palanche”.
Dulcis in fundo il Ministero del turismo, e chi si aspettava un’eclatante sparata per far morire d'invidia il pianeta turistico, eccolo accontentato…varata la Commissione nazionale dell’enogastronomia (?) rappresentata dagli stessi personaggi che si incontrano da decenni con alla Presidenza Gualtiero Marchesi, tanto di cappello, e come coordinatore Pierluigi Rocchetti che è un giornalista cinematografico.
Non leggo le riviste di cinema e forse ne avranno anche parlato ad Hollywood, Cannes o Venezia ma nei giornali turistici mondiali, come sopra; indice e pollice.
E io che credevo!
Un’altra occasione persa scioccamente, un’altra opportunità di fare centro e … ma sanno cos’è il marketing mirato ed a chi deve indirizzarlo il Ministero del turismo?
Boh?

Luciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

25 commenti:

frap1964 ha detto...

"Occorre, inoltre, definire strategie di marketing che, per qualità, quantità e varietà di proposte, possano maggiormente soddisfare le esigenze e gli interessi di ogni tipo di clientela. Al tempo stesso è necessario effettuare una drastica riduzione della burocrazia nelle strutture pubbliche che operano in questo settore".
[MVB - Corsera Magazine di ieri]

Brava! Cominciamo dal ministero... e dalla pletora di comitati e commissioni. ;-)

sergio cusumano ha detto...

@frap1964
E' consolante abbia capito (un anno dopo)che la burocrazia è fatta per perdere tempo e denaro.
Ma non avevano detto di aver tolto svariate migliaia di leggi; si vede che nessuna di queste comtemplava il turismo.
Per quanto riguarda il marketing, tra lei ed il Marzotto è un continuo ripetersi delle stesse cose.
Se soltanto si chiudessero tra quattro mura e prendessero seriamente delle decisioni definitive e valide; naturalmente senza uscire dalla stanza invece di andare a DS e SX a rilasciare queste dichiarazioni o farsi qualche giretto o raccontare nei comizi, convention, raduni eccetera, che niente hanno a che vedere con un lavoro aziendale.

Rembrandt ha detto...

Giusto, che cominci dal suo ministero e dai "campioni" del seguito.

Rembrandt ha detto...

Certe volte penso seriemente di portare via i cosidetti in qualche atollo del pacifico.
Un bar, una pensioncina con annesso ristorante e chi me lo fa fare di sbattermi a destra e a amanca per niente.
Va bè teniamo duro.

Stella di mare ha detto...

Noooooo!!!!
Poi chi scriverà gli strafalcioni sul blog?
Guarda che amanca è sbagliato si scrive "manca".
Dai che scherzo.
:-))))))

vinc ha detto...

È stata presentata a Palazzo Vecchio la prima Guida Turistica in Lingua Araba della città di Firenze, edita dalla Nur Edizioni, un’iniziativa nata per offrire informazioni utili ai turisti di origine araba che visitano il territorio. Sono intervenuti l’assessore alle Attività produttive e al Turismo de Comune di Firenze Silvano Gori, l’editore Ihab Hashem delle edizioni Nur, l’imam di Firenze Izzedin Elzir, il vicepresidente dell’Associazione Italia-Kuwait Enrico Bosi.
La guida sarà distribuita gratuitamente dagli uffici del Comune di Firenze, dalle ambasciate, dalle linee aeree arabe, dalle agenzie di viaggio, da ristoranti e alberghi. Dati recenti registrano un forte incremento del turismo arabo: sono in costante aumento i visitatori di origine saudita e quelli provenienti dai paesi del Golfo.

Questi ultimi rappresentano l’80% dei turisti di origine araba che visitano le nostre città. A loro e a tutti gli stranieri madrelingua arabi la Guida offrirà informazioni storiche e artistiche sulla città, ma anche preziosi consigli su itinerari, curiosità, indirizzi utili. Non mancheranno ovviamente i negozi e i prodotti artigianali di cui Firenze è ricca, e poi informazioni per spostarsi, mangiare, dormire in una delle più visitate città italiane.
Da Tafter

Luciano Ardoino ha detto...

La medesima cosa l'aveva proposta qualcuno ben tre anni fa alla regione liguria ma finita nel dimenticatoio generale.
Cinese, russo, giapponese e arabo con le stesse modalità descritte nell'articolo.

Nicolò, il pianista ha detto...

Questo non è certo un richiamo ma fa parte della qualità che il cliente solitamente ricorda.
Intendiamoci, in F e S queste cose esistono da tempo.

Cisono ha detto...

Ma non l'abbiamo già letto 1000 e più volte queste cose?

“Per soddisfare i bisogni di un mercato in continua evoluzione – ha detto Gaetano Casertano, Amministratore Delegato di Italia Turismo – è necessario puntare all’ampliamento e alla diversificazione della domanda con progetti mirati, facendo leva su strategie innovative, sulle potenzialità locali e interagendo dinamicamente con il territorio e le sue risorse. La valorizzazione turistica dei territori – ha proseguito Casertano – passa attraverso l’implementazione di un prodotto turistico in grado di soddisfare e anticipare i bisogni di un consumatore sempre più esperto ed esigente”.

Stella di mare ha detto...

Dopo forse c'era la solita cena di rappresentanza....

Anonimo ha detto...

"Definire strategie di marketing per varietà di proposte....."


... e si circonda sempre degli stessi?

Ma ci faccia il piacere, cara signora Brambilla!!!

vinc ha detto...

della qualità, delle varietà e della quantità delle proposte non passa mese che non ci siano riunioni o meeting dove elencano sempre le stesse cose.
In più ricevono applausi.

Francesco Pedroni ha detto...

Dal Sole 24Ore

Sudafrica: i Mondiali, il turismo e l'opzione Zuma
L’affannosa ricerca di attrattive per convincere i turisti a visitare il Sudafrica in occasione dei Mondiali di calcio dell’anno prossimo ha portato i tour operator locali a concepire pacchetti creativi, se non bizzarri. E’ questo il caso dell’African Link, che propone la “ JZ Option”, dove JZ sta per Jacob Zuma, presidente della Repubblica neoeletto ed esponente di lungo corso dell’African National Congress di Nelson Mandela.



L’offerta prevede una giornata intera da spendere nel villaggio rurale di Nkandla, nella provincia di KwaZulu-Natal (la cui città più grande è Durban) per conoscere i luoghi dove il presidente è nato e ha trascorso l’infanzia e visitare così un autentico villaggio africano. Michael Tatalias, presidente dell’ente nazionale per il turismo, ha spiegato al quotidiano Cape Argus che un pacchetto del genere è molto più attraente di quanto possa sembrare e che esistono anche tour operator che offrono visite ai luoghi natali di Nelson Mandela o a Robben Island, dove si trova il penitenziario simbolo dell’apartheid.





In realtà le perplessità rimangono, dato che la figura di Zuma non può essere paragonata a quella di Mandela, sul piano della consistenza storica o del prestigio internazionale. Piuttosto, all’estero desta scetticismo un neopresidente poligamo, omofobo e con due clamorosi processi a carico (accuse di corruzione e stupro), conclusi sì senza condanne ma nemmeno sgombrando il campo dai sospetti. Insomma, l’immagine di Zuma non è meno controversa di quella di leader che governano Paesi meno democratici del Sudafrica.





Ma all’African Link sono convinti che l’iniziativa sarà un successo. E il direttore dell’agenzia Bunny Bhoola ha anche svelato la vera fonte di ispirazione: “Considerate quello che è successo in Kenya da quando Obama è salito alla ribalta: la gente ha iniziato a visitare i luoghi di origine del presidente degli Stati Uniti. Noi proviamo a fare lo stesso qui: i turisti saranno incuriositi dall’opportunità di conoscere da dove viene il presidente Zuma e dove ha vissuto prima di arrivare al potere”.

vinc ha detto...

Beh, possono sempre chiedere aiuto alla Brambilla.
Tempo un mese gli organizza dieci o venti commissioni e tutto è risolto.

Plinio il Giovane ha detto...

"Occorre, inoltre, definire strategie di marketing che, per qualità, quantità e varietà di proposte, possano maggiormente soddisfare le esigenze e gli interessi di ogni tipo di clientela. Al tempo stesso è necessario effettuare una drastica riduzione della burocrazia nelle strutture pubbliche che operano in questo settore".
[MVB - Corsera Magazine di ieri]

Queste parole oltre che essere state ripetute fino alla noia, nascondono l'essenza del nuovo turismo.Non so fino a quanto La Rossa abbia capito quello che ha detto ma in effetti il turista da quì in avanti, si costruirà una vacanza sempre più a sua misura, un insieme di attrazioni varie che abbiano un filo conduttore che le aggreghi, la capacità più difficile sarà quella oltre che di far conoscere le varietà di mete ( è sufficente pubblicizzare) di trovare un in un contesto turistico varianti e variabili che incuriosiscano e attraggano turisti con esperienze diverse.
Il turista al centro, una persona no un borsellino con le gambe ( Ejarque ).
Una persona da rispettare che anche rispetti.
Plinio

Stella di mare ha detto...

""un borsellino con le gambe ( Ejarque ).""

A me non dispiace come ragiona Ejarque!

""si costruirà una vacanza sempre più a sua misura, un insieme di attrazioni varie che abbiano un filo conduttore che le aggreghi, la capacità più difficile sarà quella oltre che di far conoscere le varietà di mete ( è sufficente pubblicizzare) di trovare un in un contesto turistico varianti e variabili che incuriosiscano e attraggano turisti con esperienze diverse.""

A me non dispiace come ragiona Plinio!

Rembrandt ha detto...

Sarebbe sufficiente che ognuno facesse il suo di marketing.
Noi quello della qualità e tutto il resto, poi il comune...ma è inutile che lo ripeto all'infinito, il marketing si ferma sempre prima e cioè quando ci si intromette la politica e le associazioni del ca.volo.
Scusate ma quando ci vuole, ci vuole.

Luciano Ardoino ha detto...

@Plinio
Qualche tempo fa sono stato contattato da un conoscente americano che opera prevalentemente tra gli USA ed il Canada e mi ha chiesto se in Italia vengono effettuate delle novità da poter inserire nei suoi pacchetti turistici ed eventualmente dove potessi indirizzarlo.
Ebbene, gli ho proposto alcune novità che rilevavo giornalmente dalla lettura delle pubblicità nazionali, sia cartacee che tramite TV o Intenet. Ho cercato di elencargli anche cose che non sono ancora state organizzate sul nostro territorio ma di facile fattibilità, in caso di una buona richiesta. Ad ogni possibilità che accennavo, lui mi rispondeva che l'aveva già sviluppata per altre nazioni dove stava al momento inviando i suoi clienti.
Tutto questo per dire che non riusciamo a dare nessuna novità che altri già non abbiano.
Terra, mare, collina e monti in un pacchetto unico stanno cominciando solo da pochissimo tempo perchè le regioni si sono più che altro battagliate senza trovare un'intesa comune. La liguria che dispone di tutte queste cose in una sola regione non ha ancora niente che possa inglobare questa richiesta.
Calcola che in un solo giorno puoi trovare 3/4 sagre della patate (non quella fresca) nella regione. Questo la spiega molto bene sull'organizzazione regionale anche se l'esempio è banale.
Finchè tutti questi "signori" non decideranno di fare fronte comune non si arriverà da nessuna parte.
Molti paesi esteri in cui ho avuto la fortuna di lavorare hanno cancellato queste prerogative del...quì è meglio che mi fermo perchè rischio qualche denuncia.
Comunque sono sicuro che hai capito a cosa mi riferisco.
L'azienda del T.O. che ti ho accennato all'inizio, fornisce circa 200.000 clienti solo all'Europa e non dispone di un pacchetto per l'Italia a meno che...
:-)

Plinio il Giovane ha detto...

Chiedi al tuo amico se in un raggio di 40 KM ha: il castello dove si sono amati Paolo e francesca, la rocca dove è stato imprigionato Cagliostro, la Città natale di Raffaello necropoli etrusche reperti romani opere dei grandi del rinascimento, il paese natale di Valentino Rossi, le salite di Pantani, ; nel raggio di un centinaio di km: la città natale di Michelangelo Assisi e La Verna con San Francesco , castelli medievali e rinascimentali , Loreto, Ravenna, Predappio, Pascoli, Leopardi , olii e vini unici, piatti ricercati o semplici e tanto altro.

Luciano Ardoino ha detto...

Tu hai sacrosanta ragione ma 40 km. per un americano sono come andare a prendere un caffè al mattino.
L'operatore USA vuole la diversificazione sulle grandi distanze, tipo; crocierina, dolomiti e Roma...oppure, Cattolica, Sila e Genova.
Noi non abbiamo neanche un pacchetto che contempli queste cose per i grandi numeri e se te lo danno, ti costa un'occhio della testa; quindi l'operatore sceglie altre nazioni.
La stessa Los Angeles è grande come 3/5 della liguria e quindi chi abita in periferia, giornalmente deve sobbarcarsi 2/300km per andare a lavorare e questo da un metro di valutazione molto particolare per gli abitanti USA.
Credo che noi siamo rimasti ancorati alla clientela tedesca che premia il solito posto, la solita compagnia, il buon mangiare, ect.
Quello che penso è che non abbiamo saputo rinnovarci alla richiesta sempre più disomogenea dei turisti mondiali e non possiamo pretendere che quello che piace a noi debba per forza piacere agli altri.
Gli interessi della politica poi ci hanno dato la mazzata definitiva, e qui di cose ce ne sarebbero da dire ma credo che entrambi le conosciamo.
Tu sei una unità e da quello che credo d'aver capito sei una persona che in tutti i modi stà al passo con i tempi, si aggiorna e cerca di adeguarsi alla richiesta dei suoi clienti ed anche quelli che potranno in un futuro venire da te, ma sei certo che sia questo il pensiero di tutti?
Non è forse che i più cerchino i clienti in maniera diciamo diversa, accomodante e non voglio dire altro. Mantenendo inalterato il modo di proporre la vacanza perfettamente uguale agli anni '70?
:-)

Plinio il Giovane ha detto...

@Luciano mi hai messo qualche dubbio.
Plinio

sergio cusumano ha detto...

E' vero, gli statunitensi sono ricercatori di vacanze diversificate.
Sono a conoscenza che la liguria si stà infatti proponendo con questi pacchetti terra/mare per via della richiesta americana e canadese.
Non è una novità in campo mondiale ma sicuramente avrà del riscontro.

Stella di mare ha detto...

non è per niente facile accontentare tutti.
C'è chi vuole la pizza alta e chi la preferisce sottile.

Luciano Ardoino ha detto...

@Plinio

sinceramente mi dispiace ma probabilmente è la mia continua ricerca, forse esagerata, per soddisfare esigenze multi-etniche.
Infatti i clienti che ricevevo in Egitto, pur appartenendo agli stessi ceti sociali, avevano richieste diametralmente opposte a quelli delle Seychelles o di Cuba, California e via dicendo e queste erano sempre da considerare in base alla nazione di provenienza come al luogo di ricevimento.
Nelle isole del pacifico ricevevo in prevalenza turisti americani, giapponesi, australiani e new zelandesi che hanno richieste molto diversificate tra loro, vabbè credo d'aver reso l'idea.
In Italia questa cosa non è stata mai presa seriamente in considerazione.
Permettimi un ultimo esempio: nel primo semestre del 2002 a Luxor, Cairo e Sharm ho concluso dei contratti con un grosso T.O. tedesco di cui non conoscevo molto le richieste turistiche non avendoci mai lavorato con dei grandi numeri.
Ebbene 6 prs. (1 per reparto) di ogni albergo e 6 per ogni nave del Nilo hanno subito effettuato dei corsi di tedesco, naturalmente a spese della società, un medico di madre lingua germanica per ogni città (Luxor, Cairo e Sharm) che veniva ospitato gratuitamente con la famiglia in vacanza, anche questi a spese della società per un mese e subito sostituiti con un altro al termine del periodo, con il solo obbligo di aprire l'infermeria per due sole ore giornaliere ma di essere sempre rintracciabili, corsi di cucina tedesca per tutti gli chef per intercalare i gusti con i menù locali, biologo marino e terrestre per le varie descrizioni, etc.
Queste cose nelle grandi società italiane vengono affrontate?
Si cerca sempre una diversificazione della domanda?
:-)

Plinio il Giovane ha detto...

Caro Luciano ti seguo benissimo, come ti ho detto altre volte, io sono un pesce piccolissimo 33 camere ! da maggio a meta Settembre sono quasi smpre pieno, non dovrebbe fregarmene di meno, ho una struutura valida per lo standard locale, quindi per i prossimi 20 anni sono a posto.
Ma perchè mi devo annichilire, mi piacerebbe inizialmente prolungare la breve stagione, trovare nuovi mercati, fare tornare i tedeschi , e perchè no gli americani o giapponesi quando loa crisi sarà passata.Questa è una cosa che non è nella testa di nessuno, si da per scontato che i nuovi mercati non siano interessati all nostra vecchia riviera, famosa per i vitelloni ( che oggi sono scomparsi ) sole allegria e ballo.I russi per alcuni anni sono venuti ( a Rimini ) più che altro venivano per acquistare , ma anche loro sono quasi scomparsi.
Pensiamo ancora in piccolo, hai ragione tu, nel nostro cervello abbiamo delle distanze provinciali, bisogna pensare in grande, un assessore da 1500€ al mese cosa vuoi che si vada ad impazzire, se la riforma di Brunetta sulla produttività delle persone venisse applicata anche nel turismo forse ci sarebbe un miglioramento, ma chi non porta numeri veritieri ( no quelli delle statistiche burla ) a casa.
Plinio