sabato 26 maggio 2012

Il Salone Nautico di Genova si divide in due e questo matrimonio s'ha da fare!


Invecchiando si torna bambini, oltre che a rincoglionirsi (n.d.r.), e si dice che Genova sia la città più vecchia del mondo.
Risultato?
Beh, fate un po’ voi.

Comunque sia ‘sta storiella qua e chissà se il rincoglionimento diventi nel tempo anche un virus malefico che si propaga in un batter d’occhio nell’aree genovese colpendo chi ancora vecchio non è, ci sarebbe da valutare anche un’altra disamina sull’eventuale nostro rincoglionimento, ed è quella che forse ad alcuni faccia piacere esserlo o apparire tale.
Detto è probabilmente per poter curare unicamente il proprio giardinetto senza intromissione alcuna di altri “giardinieri” anche nel quel caso si dimostrassero più bravi.
Ma prima di continuare (anzi la fermo qui) con le disamine sanitarie che non mi s’addicono (non ne capisco nulla di virus, medicina e derivati), vorrei raccontarvi le ultime sul Salone Nautico di questa città.
Ultime che praticamente sostengono lo sviluppo del pernicioso bacillo.

Si dice che il Salone Nautico si dividerà in due; da una parte il grosso che rimane a dimora dove già era (zona Foce), mentre dall’altra, le barche a vela, che se ne andranno alla Marina Genova Aeroporto dove c’è il grande porticciolo turistico realizzato davanti ai cantieri navali di Sestri, in una sorta di “salone bis”, e che si svolgerà nelle stesse date della tradizionale kermesse.
Tra le facilitazioni offerte da Marina Aeroporti ci saranno parcheggi gratuiti, ingresso libero, logistica a prezzi convenienti e otto punti di ristoro.
Che non è per niente male!

E da una parte il nuovo sindaco di Genova, Marco Doria, che definisce questa separazione una sorta di “dumping cannibalizzante” e molto nociva per questa città.
Mentre peggior uscita non poteva avere proprio all’inizio del suo nuovo mandato … quel tanto per farmi capire come l’andrà per il prossimo quinquennio.
Che Dio c’aiuti.

Dall’altra Giuseppe Rasero, un imprenditore milanese che solitamente la vede lunga ed ha il mio completo appoggio (che però non conta una cippa) poiché nello specifico caso ci vedo dell’innovazione nonché la possibilità d’imparare qualcosa e di crescere.
E con lui quel Giuseppe Pappalardo, l'ad di Marina Genova Aeroporto, che con un'abile mossa è riuscito a tenere nella nostra città 28 operatori che altrimenti sarebbero fuggiti a Cannes.
Chapeau!

Ma Genova è una città che non vuole rinnovarsi e dove “l’emu sempre fetu cuscì” (abbiamo sempre fatto così) regna sovrano dal tempo che fu.
Forse che la causa siano gli interessi personali (monopolio?), oppure per colpa di quel virus là o che altro?
Infatti i soliti quattro o cinque che la “regnano (?)” da dietro le quarte o le quinte, non vogliono assolutamente perdere il “trono” con i due logici spettanti benefici: potere e palanche.

E poco vale se in 5 anni s’è perso101.000 visitatori (-31%) a causa sicuramente della crisi, ma anche per l’insistenza auto-lesionista o auto-referenziale (per l’economia ligure e del genovesato) della componente “politica” degli Organizzatori nell’affidarsi ad un format mono-tematico, anacronistico e superato, incapace di attrarre davvero gli appassionati del mare, ovvero i turisti nautici.

E tralasciando il "loro" siam bravi, buoni e belli di cui il web è pieno di queste "simpatiche" auto proclamazioni e facendo un passo all’estero, troviamo che nei Saloni Nautici organizzati oltre i nostri confini, come ad esempio Dusseldorf, Parigi, Cannes, Monaco, Miami e altri, sono presenti tutte le componenti imprenditoriali del Comparto Nautico (Imprese Armatrici, di Brokeraggio e di Management e Yachts da Charter), spesso utilizzati come strutture ricettive alternative.

Naturalmente a Genova no, si addotta un format monotematico, incentrato sulla sola Nautica da diporto del sistema produttivo, copiando l’impostazione che ha sempre caratterizzato il Salone Nautico e che in pochi anni ha visto diminuire del 50% il fatturato e del 37% il numero degli occupati.

Poi leggendo altre strunz stranezze sulla questione, ecco che s’incontrano parole come quelle del Mario Tullo, un parlamentare del PD, che sostiene l’incompatibilità a delle ipotesi e soluzioni diverse dal com’è sempre stato, e nel finale della sua dichiarazione rinforza con: “ … possono essere un danno per tutta la città, ma anche a tutti gli operatori del settore che rischierebbero di non saper affrontare un periodo di flessione del mercato con la migliore vetrina possibile con ulteriori servizi, spazi ed eventi collegati”.
Embè, e quello della Marina di Sestri che cos’è?
Non è forse un evento collegato?
Lo è ma prova a spiegarglielo.

S’aggiungono poi al mugugno generale, Augusto Cosulich, Confindustria Genova e con Costa Edutainment anche Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, il Porto Antico e Teatro Stabile che hanno diffuso una nota congiunta a “difesa” del Salone Nautico.
Resta da capire se la “difesa” sia anche per Genova e per i genovesi, o per quel “giardinetto” sopra descritto; mah!

Vabbè, detto e fatto, il Giuseppe Rasero ha chiesto un collegamento con il Salone Nautico, ma su questo la Fiera ha prontamente tagliato corto, dichiarando: “Nessun collegamento diretto tra quartiere fieristico e Marina Aeroporto sarà consentito”.
Come a dire la palla è la mia e ci gioco da solo … alla moda dei bambini descritti all’inizio del post.

E invece di valorizzare, sulla base di questa evidente omogeneità territoriale e di strutturare l’idea di un percorso comune il tema del Turismo, e che possa rappresentare la sintesi delle diverse risorse presenti sui territori e che possa puntare alla realizzazione di alcuni “prodotti turistici” integrati e connessi a tali risorse (che non sono da poco), si preferisce giocare a palla da soli.
Probabilmente per il fatto che giocando da soli, solitamente si vince (chiaro no?), ma qui a Genova riescono anche a perderci.
Magari non proprio loro ma i genovesi si!

Altroché un percorso per coinvolgere anche e soprattutto gli altri attori territoriali del turismo non specificatamente “nautico”;altroché un cammino che potrebbe portare a specifici progetti di promozione sui temi dell’informazione ed accoglienza, della promozione della natura, dell’arte, della cultura e dell’enogastronomia.
Ed ovviamente del mare … altroché!

Loro invece sostengono che la strategia adottata negli ultimi tempi stia dando degli ottimi risultati in termini di affluenza turistica (?) e partecipazione cittadina alle manifestazioni.
Beh, basta vedere i sottostanti dati della BANKITALIA per farsene una ragione delle loro “strategiche teorie”.



Si eccome no, come nel caso della “Genova in Blu” (durante l'ultima kermesse del Salone Nautico) dov’era possibile notare nella strada più elegante e pregiata di Genova (Via Roma) dei pali di legno della luce probabilmente appartenuti all’Enel nel ’53 (si ma dell’800), con alla base dei blocchi di pietra ricoperti con dei teloni blu (di camion?) e legati tutt’intorno con una cordicella posta in bellavista.
Il tutto per dare dall’alto della luce di colore blu.
Ma si può?

P.S.: In poche parole, il rincoglionimento è un virus o che cosa è (?) e dove vive (?)… forse nell’erba del proprio giardino?
Ma non s’è sempre detto che l’erba del vicino è sempre più verde?




6 commenti:

Gianni ha detto...

L'idea sarebbe elementare ma fantastica e riproporrebbe la stessa cosa degli Autogrill.

Banale ma produttiva.

E fare anche delle separazioni per management, Brokeraggio e Yachts da Charter invoglierebbe i visitatori a girare tutta la città.

Luciano Ardoino ha detto...

@Gianni


Appunto!
Banale ma efficace.

Ma guai a cambiare a Genova, e anche quando le cose vanno malissimo.
Loro ti diranno che vanno bene e ...

:(

Anonimo ha detto...

Ci devono essere delle "forze occulte" nella politica che fanno si che si possano sfasciare le proprie città (vedi Napoli con la sinistra di Bassolino)senza andare in galera, oltretutto, essere pure rieletti... bah!!!

Se risulto anonimo, sono Objuankenobi

:(

Luciano Ardoino ha detto...

@Objuankenobi

Forze occulte, diaboliche oche?

Luciano Ardoino ha detto...

@Objuankenobi

Lapsus fruediano?

Volevo scrivere: "occulte, diaboliche o che?
E invece è uscito fuori un "oche".

Beh, in tutti i casi si parla di facoltà imprenditoriali, culturali e turistiche alla pari dei palmipedi.

;-)

Anonimo ha detto...

Spero solo che il salone bis si faccia e poi conteremo se le presenze ci daranno ragione.