martedì 15 maggio 2012

Non se ne può più!!!

Circa quarant’anni anni dedicati al turismo senza mai ricevere un segno positivo dallo Stato, mai un provvedimento a difesa del nostro settore, senza mai poter contare su una legge o un decreto a noi favorevole.
Eppure siamo l’unica categoria che potrebbe risollevare l’economia del Paese, visto il grande patrimonio culturale e territoriale in suo possesso.
Ed è per questo che mi sento di dire che:

Sono stufo di sentir dire che la gestione del turismo è troppo frastagliata fra le venti Regioni senza vedere soluzione alcuna. 
Anche il nuovo Ministro Gnudi lo ha evidenziato come problema esistente ma senza dare alcuna speranza di intervento risolutivo ed immediato… una constatazione di un fatto, negativo e basta.

Sono stufo di subire i danni derivanti dalla concorrenza sleale sull’iva dagli altri Paesi senza che nessuno prenda alcun provvedimento in aiuto alla nostra attività… solo proclami, grida allarmate e nulla più.

Sono stufo di assistere indifeso che invece di ottenere leggi che aiutino la nostra precaria attività, ci troviamo con il ministro Fornero che abolisce la possibilità anche per le nostre Aziende di adottare per determinato personale la formula dell’Associazione in partecipazione.
Questo è un negoziato giuridico, molto utilizzato dai Network di agenzie, nel quale l’Associante attribuisce all’Associato una partecipazione agli utili della sua impresa come corrispettivo.
Perciò è un colpo durissimo per la categoria: è impossibile per alcune piccole realtà garantire uno stipendio di 1.000 € poiché ci vogliono circa 2.700 € al mese tra contributi, accantonamenti, tredicesime, quattordicesime, etc.

Sono stufo di scoprire che un collaboratore ti ruba 150.000 € ed alla fine, dopo indagini, relazioni e denunce penali, a questi non viene notificata neanche la denuncia penale grazie ad una giustizia obsoleta e che tutto fa anziché la dovuta giustizia… a chi non ha avuto, come è successo a me, il Paolo Passaro di turno nella propria Azienda, dico: signori attenzione in giro c’è gente di cui non ci si può fidare…

Sono stufo di vedere il proliferare di agenzie di viaggio che, grazie alla liberalizzazione incontrollata delle licenze, aprono e chiudono truffando la clientela e diffamando la categoria, sparendo nel nulla senza alcuna conseguenza punitiva.
Non c’è alcun controllo né da parte degli Assessorati, né delle Questure.
In Italia ci sono circa 12.000 agenzie mentre la media delle Agenzie in Europa è di 5/6.000 a Paese.
Da noi è diventato il refugium peccatorum di qualsiasi forma di disoccupato senz’arte e senza parte, vista la mancanza di una legge severa e protettiva nel disciplinare l’apertura di una nuova Agenzia.

Sono stufo di ritrovarmi sul mercato sotto diverse spoglie il fallito di turno che ,in barba al fallimento, riappare indisturbato malgrado abbia fatto piangere banche e fornitori… lacrime amare che si riversano su di chi opera onestamente e da una vita.
Sempre grazie ad una Giustizia inesistente e corrotta.

Sono stufo di vedere il coccodrillo Fornero che prima morde e poi piange come fa ogni suo simile.
Perché eliminare le partite iva del Tizio che vive di rendita o del Caio che non sa che farsene dei contributi previdenziali perché non ha più l’età?
A chi crea il danno?
Perché può fare la fattura solo se il suo reddito professionale è formato da prestazioni offerte a più imprese?
Nella mia impresa per fornirmi di un consulente per il mondo web che mi cura anche la gestione di tutta la tecnologia e che quindi lavora ogni giorno devo assumerlo per forza?
Violentandolo?
Ma per favore!!!

E non voglio parlare del Codice del Turismo, legge indecifrabile emanata da chi del turismo non capiva nulla…
E non voglio parlare della legge a cui si è appellata Valtur per non pagare i debiti della bad company… e dell’Alitalia che non ha fatto da meno…
E non voglio parlare dei tempi di pagamento degli Enti pubblici per servizi resi e strapagati…
E non voglio parlare delle tasse in aumento e della tracciabilità sui pagamenti.
Che ben venga quest’ultima, ma che sia preceduta da una rassicurante campagna di informazione sulla sua finalità, che non sia solo quella di scoraggiare a fare un viaggio.
E non voglio parlare del sistema bancario che ti apre l’ombrello quando c’e il sole.
Cari colleghi, mai mollare ma resistere… vediamo questo stupido dove vuole arrivare!


Di Angioletto De Negri (e stracondiviso da me a cui aggiungerei 1218 post scritti in tre anni ... ved. precedenti sul blog).

10 commenti:

B. C. ha detto...

Come hanno fatto a capirlo?

I viaggi di lavoro superano in quantità e spesa quelli di piacere. Nel corso dell’anno, infatti, cinque trasferte su otto sono state per affari, costando due volte tanto rispetto ai viaggi per motivi personali. E’ quanto emerge da uno studio dell’istituto di ricerca Gfk commissionato da Hrs.com, il portale degli hotel per viaggi d’affari. Secondo l’analisi nel 2011, il numero medio delle trasferte di lavoro per ciascun viaggiatore è stato di 4,6, mentre quelli di piacere 2,9. Un trend confermato dalla previsione per il 2012, secondo cui le trasferte per motivi personali saranno mediamente 2,7, a fronte dei 4,5 viaggi programmati per motivi di lavoro. Più numerosi, i viaggi d’affari sono anche più costosi di quelli di piacere. Mediamente, infatti, chi si sposta per affari spende due volte di più rispetto a chi viaggia per vacanza (3.739 euro contro i 1.797 euro), mentre le categorie di hotel per i business travel è mediamente più alta rispetto a quella dei viaggi di piacere: 3,4 stelle contro 3,1. L’auto è il mezzo preferito da chi viaggia per piacere, ed è scelta nel 73% dei casi. L’aereo guadagna il 61% delle preferenze, mentre il treno solo il 38%. Diversamente, chi viaggia per motivi di lavoro preferisce farlo in aereo (62%) ed in treno (46%), mentre l’auto privata è scelta nel 41% dei casi. Gli italiani, sia per piacere che per lavoro, si spostano principalmente in patria. Per i manager, evidenzia da ultimo la ricerca Gfk, le destinazioni in Italia rappresentano il 58% del totale: Lombardia (45%) e Lazio (29%) le mete preferite

Luciano Ardoino ha detto...

Non smette di far parlare di sé I Viaggi del Ventaglio. Anche dopo un paio di stagioni dalla fine dell'avventura trentennale, il tour operator torna ciclicamente alla ribalta.

Questa volta è proprio il nome il fattore scatenante, in quanto i curatori fallimentari dell'azienda hanno comunicato la messa in vendita dei marchi del Ventaglio. Si parte dal brand denominativo, 'I Viaggi del Ventaglio' sino ad arrivare ai marchi figurativi, come Venta Diving o Venta Benessere, per un totale di 72 marchi legati alla vecchia Spa registrati sia Italia (il 60 per cento dei quali ha scadenza successiva al 2014) sia all'estero, in Paesi europei come Spagna e Francia ma anche in mercati come Brasile, Cuba o Egitto.

Un patrimonio ancora molto ricco in grado di offrire "un messaggio di forte appeal commerciale per un vasto bacino di utenza", come viene definito nella relazione degli stessi curatori fallimentari.

L'ordine di grandezza sulla rilevanza economica del marchio e delle sue pertinenze aveva raggiunto, nel periodo di picco, secondo la società TradeLab Srl, oltre 39 milioni di euro e il Ventaglio si confermava sia in termini di fatturato che di passeggeri, come il secondo tour operator nazionale per quasi tre decenni.

Ma al di là del valore economico, a Ventaglio vanno riconosciuti diversi meriti, come l'introduzione della formula all inclusive in Italia, tramite il marchio VentaClub, la diffusione della vacanza 'made in Italy' o l'impegno nell'apertura di strutture e aeroporti in località come Madagascar o Capo Verde.

Una ricchezza che finirà letteralmente nelle mani del miglior offerente, come prevede il testo illustrato dai curatori fallimentari. La posta sul piatto è di sicuro valore e per entrare nella partita si accettano offerte superiori a 1,2 milioni di euro, pagabili anche a rate, per tempistiche non superiori ai 18 mesi.

Ora resta da capire chi, nel turismo tricolore, potrà fare la propria giocata.

Luciano Ardoino ha detto...

Art&Tourism: parte da Firenze la sfida mondiale del turismo culturale


La manifestazione che si terrà a Firenze da venerdì 18 maggio a domenica 20 maggio, organizzata da TTG, porrà le basi per il rilancio del sistema Paese partendo dal patrimonio artistico italiano e dalle opportunità di crescita di un turismo internazionale culturale che conta 330 milioni di viaggiatori nel mondo.

Durante il prossimo weekend la Fortezza da Basso si trasformerà in un laboratorio di idee, in sede di incontri, workshop, conferenze e convegni ponendo Art&Tourism al centro di un dibattito di grande attualità.
E si parte proprio dalla Toscana, zona tra le più ricche al mondo di patrimoni artistici e culturali, in prima fila nel sostenere le finalità dell'evento.
“Nell’immaginario internazionale Firenze rappresenta - ha rilevato Paolo Audino, amministratore delegato di TTG Italia -, con Roma e Venezia, la culla del viaggio d’arte. La città è stata scelta per motivi logistici e organizzativi, ma soprattutto per l’accoglienza e il sostegno che la proposta ha ricevuto dalla Regione Toscana”.

Concetto ribadito da Cristina Scaletti (nella foto), assessore regionale al Turismo e alla Cultura: "Art&Tourism sarà una grande occasione per presentare al mondo le eccellenze culturali italiane e della nostra regione. Per tre giorni Firenze e la Toscana diventeranno punto di incontro e confronto tra il meglio dell’offerta culturale italiana e internazionale e i principali operatori turistici”.

Genova?

Ripassa tra qualche anno e ve lo dico.

vinc ha detto...

Ahimè è veramente così!


Sic!

Gianni ha detto...

Tutto vero

BRANCADORIA ha detto...

Il Giornale del Turismo è già tra
i"PREFERITI":seguirò DeNegri
seppure da profano

vinc ha detto...

Il giornale del turismo ... dove attingiamo circa il 10% delle notizie.

Francesco Pedroni ha detto...

Forte quel De Negri!!!!!

Uffa ha detto...

E il mondo del turismo tace?

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

E dell'amico Paolo Rubini, ti sei dimenticato?

;-)


Si è svolta lunedì 14 maggio 2012 a Kiev la conferenza stampa di presentazione di “Italia comes to you Ucraina”. Dopo la Russia, l’iniziativa dell’Enit-Agenzia Nazionale del Turismo "Italia Poruch", è arrivata anche in Ucraina dove – fa sapere l’Agenzia in una nota diffusa alla stampa – dopo 2 giorni dall’apertura ha registrato 7 mila presenze.
Nel corso della presentazione del 14 maggio, sono intervenuti, tra gli altri, anche l’Ambasciatore d’Italia a Kiev, Fabrizio Romano, il Direttore Generale dell’Enit-Agenzia, Paolo Rubini, e il Direttore dell’Enit di Mosca e dei Paesi CSI, Marco Bruschini. In particolare, nel corso del suo intervento, il Direttore Paolo Rubini ha presentato la nuova campagna dell’Enit-Agenzia che prenderà il via in occasione degli Europei di calcio 2012 in Polonia e Ucraina e intitolata “Italia turistica del goal: visita e scopri la regione del tuo campione”.
“Il progetto” ha spiegato Rubini “prevede la realizzazione di una cartina turistica dell’Italia con l’indicazione delle regioni di nascita di tutti i calciatori che giocheranno nella nazionale di calcio durante i prossimi Europei. Ogni giocatore diventerà così il testimonial del suo territorio”. La campagna internazionale sarà diffusa in tutto il mondo tramite gli strumenti tradizionali e, via web, con un link al portale Italia.it.