giovedì 23 agosto 2012

Dove farò del marketing turistico nel 2013 ?


L’estate sta finendo e le presenze turistiche stanno scemando.
In verità lo sono state tutta l’estate … sceme.

E il colpo di coda della fine d’agosto e dei primi di settembre (“noi” lo si sa da circa due mesi) dovrebbe rimettere un po’ le cose a posto, ma il segno meno regnerà in quasi tutte le località turistiche dello stivale, e con addirittura, in alcuni casi, dei numeri a due cifre.
Uno sfacelo che ci risulta poter essere stato prevedibile e di conseguenza rimediabile, ma a cui, “ i sapientoni” nazionali e locali, non hanno fatto nulla o ben poco (mosse intelligenti) per favorirne il mercato.
Primo per l’insipienza di chi questo settore lo governa, e poi perché anziché porci rimedio, c’hanno anche dato dentro per peggiorarlo.

Comunque sia o sarà, di questo problema tutto italiano abbiamo già detto innumerevoli volte e per una volta soprassediamo; tanto le occasioni per riproporli (i problemi) non mancheranno mai di certo con sta gente qua.

Oggi parliamo di finanziario e di come la vanno alcune nazioni per capire se e come invaderle, nel qual caso convenga, con dei buoni piani di marketing turistico per il prossimo periodo.
Ma soprattutto in che misura sia consentito.

E lo facciamo, tanto per cominciare, con i Paesi del Bric, che a quanto pare vanno per la maggiore per quanto riguarda il proprio turismo in uscita (outbound tourism).

Brasile
Frenata dell'economia in corso anche in Brasile, Paese nel quale si avvertono pure gli effetti di una sorta di stretta creditizia.
A fronte di una domanda consistente di finanziamenti da parte delle imprese, la concessione di prestiti bancari continua infatti a diminuire.
Richiesta di crediti debole, invece, da parte dei consumatori, tra i quali peraltro si evidenzia un elevato tasso di insolvenza.
Dal fronte dei consumi interni arrivano però segnali contrastanti.
Da un lato, le vendite al dettaglio crescono (+6% anno su anno, secondo una rilevazione effettuata ad aprile), ma il tasso risulta inferiore di circa la metà rispetto a quello riscontrato nelle rilevazioni precedenti.
Per il prossimo futuro si prevede una prosecuzione della frenata.
In Borsa, nella prima parte dell'estate, l'indice Bovespa ha mantenuto un andamento piatto.

Russia
Dal mercato finanziario e dall'economia russa arrivano notizie di segno positivo. Il quadro congiunturale si sta progressivamente stabilizzando, mentre da produzione industriale e consumi privati giungono indicazioni migliori di quanto previsto.
Secondo le informazioni disponibili, a settembre dovrebbe essere liberalizzato il mercato dei titoli di Stato, con una progressiva semplificazione dell'accesso per gli investitori.
Il settore obbligazionario ha tratto beneficio dall'annuncio di questo provvedimento, mettendo a segno una crescita delle quotazioni.
Negli ultimi tempi anche il mercato azionario sta manifestando una tendenza positiva.
La relativa stabilizzazione delle quotazioni del petrolio ha rafforzato i titoli del settore oil. Buoni risultati anche per le azioni del comparto gas.

India
Per il continente indiano il peggioramento della congiuntura si sta accompagnando a condizioni meteorologiche sfavorevoli (sotto forma di precipitazioni monsoniche in misura inferiore alla norma).
Le probabili, rilevanti perdite sui raccolti potrebbero così alimentare la crescita dell'inflazione, che già oggi è fonte di preoccupazione.
Dal punto di vista valutario, la rupìa ha continuato a indebolirsi, fino a scendere a livelli record rispetto al dollaro Usa.
Non favorevoli, infine, le prospettive: le principali agenzie di rating hanno ridotto a "negativo" il giudizio a breve sul merito di credito, misura spesso propedeutica a un declassamento. L'indice azionario Bse-Sensex 30 ha messo in luce un trend positivo, all'interno del quale si
evidenzia però l'andamento poco brillante del settore information technology, penalizzato dalla debolezza della domanda.

Cina
La corsa del Dragone prosegue, ma il rallentamento del suo ritmo è evidente.
Gli ultimi dati macro-economici sono infatti risultati inferiori alle attese, in particolare per quanto concerne surplus commerciale ed esportazioni.
Se invece si considerano, in particolare, i dati sulla produzione industriale, nel secondo trimestre l'economia cinese dovrebbe essere cresciuta del 7,5% annualizzato.
Per il terzo trimestre si attende una leggera accelerazione, che dovrebbe portare l'incremento annuo del Prodotto interno lordo all'8 per cento.
Due i fattori che hanno contribuito al rallentamento: la politica monetaria restrittiva adottata nel 2011 e un calo della domanda in arrivo dall'Eurozona.
Nelle ultime settimane i mercati azionari cinesi (azioni H di Hong Kong e azioni A di Shanghai) hanno manifestato un andamento debole.

... e a presto per le altre Nazioni.


2 commenti:

Francesco Pedroni ha detto...

@Luciano

Hai letto quella dei taxi di Genova a 50 euro ?


;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Francesco

Stavo giusto informandomi per farci un post

Comunque grazie