mercoledì 15 agosto 2012

Memento TripAdvisor, quia pulvis es et in pulverem reverteris (Ricordati TripAdvisor che polvere sei e polvere ritornerai)


Per stessa voce di Lorenzo Brufani (da Wired.it), portavoce di TripAdvisor Italia … a disposizione per tutta l'Europa c'è un team antifrode di 70 persone nella sede centrale di Londra.
I commenti sospetti vanno segnalati tenendo conto del fatto che vengono pubblicate 50 recensioni al minuto ed è impossibile controllarle una per una.
Il singolo viaggiatore o albergatore può cliccare sull'apposito bottone e motivare la segnalazione. La squadra di assistenza prende in carico la richiesta e inizia a investigare.
L'azione passa per filtri e algoritmi proprietari che valutano una serie di elementi, come la frequenza delle recensioni, se ci sono picchi sospetti, la periodicità delle stesse o l'ip di provenienza del commento.
Se, ad esempio, il messaggio viene inserito dall'indirizzo ip dell'albergo stesso viene nella maggior parte dei casi eliminato perché è probabile che sia stato il proprietario a inserirlo.
Se il sospetto persiste (ed è l'esercente a essersi comportato scorrettamente), la struttura riceve una lettera di avviso e in un secondo momento un'ammonizione grafica sul sito.
Se la cosa prosegue si rischia una penalizzazione nella visualizzazione o la radiazione dal portale.

Questo finché le recensioni sono inserite ad arte per innalzare quel dato luogo, ma se invece sono fatte per “mortificarlo” agli occhi della gente o volutamente "volute"?

Bah, comunque fin qua niente di male, basta crederci ed il gioco (il loro) è fatto!

Però è abbastanza chiaro che all’albergatore, ristoratore eccetera eccetera, una volta appreso che ti “scoprono” attraverso il medesimo IP, sia sufficiente inserire “favorevolmente” delle belle recensioni per il proprio hotel, ristorante e bla bla bla da qualsiasi altro computer (quello di casa oppure dell’amico, o da tutti quegli altri marchingegni che dispongono ovviamente di un IP completamente diverso da quello dell’albergo) per innalzare la classifica della propria conduzione.

E poi vallo a spiegare a quei 70 del team antifrode di Londra con i loro 25 sofisticatissimi sistemi di filtri il come fare per trovare i vari Mimì, Cocò e pure quell'altro che hanno scritto delle recensioni truffaldine.

Seguono dopo gli immancabili imbroglioni che minacciano di false recensioni il malcapitato di turno per ottenere del facile guadagno, delle cortesie non opportune, dei privilegi non dovuti e via cantando.
E alla fine della favola, tanto per cambiare, a rimetterci è sempre quello che s’è sempre comportato bene e che paga le conseguenze delle malefatte altrui.

Quindi perché non cercare la soluzione attraverso … vabbè, ora sto scrivendo troppo, ma presto ne vedremo delle belle … e anche TripAdvisor da polvere ritornerà polvere, ci potete scommettere ... quasi.
Qui si critica, però costruttivamente, e si cercano le soluzioni.




2 commenti:

Antonio ha detto...

Potrebbe essere utile comprovare l'effettivo utilizzo della struttura con una ricevuta fiscale a Tripadvisor, così che già all'immissione il commento sia di un vero cliente e non si debba poi ricontrollare? Inserire il solito bottone per restare anonimi farebbe il resto...

Luciano Ardoino ha detto...

@Antonio Manera

Il proprietario del rist. o albergo non avrebbe nessun problema a rilasciarsi da solo una ricevuta naturalmente con un nominato falso. Anche tra questi c'è il "furbacchione"

:-D