giovedì 9 giugno 2016

Raffaella Paita o Gianni Berrino... chi avrà ragione?

Alla fine hanno ragione tutti... naturalmente neh... e tutti hanno provveduto a risolvere l'annuale problema dei treni alle 5 Terre in un batter d'occhio... un anno dopo.


Da una parte Raffaella Paita (ved. immagine a fianco), capo PD dell'opposizione, la quale annuncia che il “disastro” è stato finalmente corretto da Trenitalia, mentre dall'altra Gianni Berrino (Fratelli d'Italia... ettepareva), l'assessore al turismo (mannaggia) e ai trasporti (ari mannaggia) della Liguria, che sostiene che la soluzione è la chiara dimostrazione di quanto andava dicendo da tempo: attraverso il dialogo e anche le critiche, purché costruttive, è possibile arrivare a efficientare il servizio e coniugare le diverse esigenze di pendolari, residenti, lavoratori e turisti (ved. qui).
E il tutto accogliendo le esigenze espresse da tutti i soggetti del territorio e siamo arrivati a una sintesi che, già durante la presentazione di oggi, ha riscosso soddisfazione unanime dai sindaci del territorio alle associazioni dei consumatori e dei pendolari.


Peccato però che non l'abbia fatto un anno prima di coinvolgere chi di dovere (ved. qui)... anziché tentare autonomamente per poi ritrovarsi in mezzo ad un mare di guai, lui, i turisti e chi abita da quelle parti?... mah, vai a vedere e a capire.
D'altronde con l'entourage che si è portato dietro di cui non c'è traccia di pregresso sia nel turismo che nei trasporti... nelle Leggi (?)... e il buon senso?
Quindi chi avrà ragione tra i due contendenti?
La Paita oppure Berrino?

E giusto per rimanere nel tema trasporti, ecco che Gianni Berrino parla inoltre di “cose stranissime” in una recente dichiarazione (ved. Qui) per via di Leggi “discriminanti” nei confronti della Liguria in merito ai trasporti, ma...
ma ad andare a vedere per bene la cosa pare che, sinteticamente, sia andata a finire così (ved. Qui)...

I suppose, per carità, ma sarei pronto a scommettere, che la segnalazione all'Agcm sia arrivata direttamente dalle aziende pubbliche.

Che poi hanno fatto ricorso al TAR (tribunale amministrativo regionale).
Con la gara unica, probabilmente, una delle ricorrenti avrebbe cessato di esistere o forse si temeva chissà cos'altro... (sparizione di fatto di qualche CdA?)
Amt opera solo su Genova, mentre Atp in svariati comuni liguri, ed è comunque una partecipata di Amt. 
Quindi per forza di cose bisogna leggere bene il testo del ricorso... (sono in 5 le ricorrenti).
E leggendolo, ci si rende conto che, ad es., invece di fare una gara ad evidenza pubblica si è proposta una gara informale, disattendendo le indicazioni della legge regionale.
A quel punto, ovviamente, è partito anche l'attacco alla legge vera e propria, oltre che all'Agenzia Regionale.


Dopodiché anche l'Agcm, per non essere tacciata di omissione d'atti, avrà fatto il suo bravo ricorso al TAR medesimo (dal ricorso pare avesse sollevato già delle critiche prima ancora dell'approvazione della norma).
Il TAR, per non decidere, si è rimesso alla Corte Costituzionale ravvisando come fondati i "probabili elementi di incostituzionalità" della legge regionale.


Nelle altre regioni, per chissà quali motivi, nessuna azienda avrà fatto ricorso al rispettivo TAR, quindi il problema non si è posto. Ma tu guarda un po'...


In Toscana, visto che Berrino ne fa un esempio, il bacino unico è partito nel 2010, cioè ben prima della legge Madìa.
In Calabria a fine 2015.


E in Toscana mi risultano comunque esistere svariate aziende di trasporto pubblico, altro che gestore unico...
Però pare che effettivamente la gara per il gestore unico sia stata fatta... garantendo comunque lavoro per tutti.
Mah...
Meglio non sapere ed indagare troppo... mi bastano ed avanzano le str.... anezze che fanno nel turismo per mettermi anche a vedere quelle dei trasporti...

2 commenti:

vinc ha detto...

Ops.......non ho capito nulla

Aiutoooooooooo

:-(((8

Luciano Ardoino ha detto...

Ha ha ha

... a chi lo dici

:)