giovedì 2 agosto 2012

C'est la vie ... en Italie: Pier Luigi Celli


Nonostante alla fine del 2009 fossimo in piena crisi mondiale e ahinoi la cosa perduri tutt’ora, le idee invece cambiano e i vecchi adagio esternati con grande presunta saggezza, vengono sostituiti (forzatamente, furbescamente o ?) dalle nuove dottrine.

Due anni e mezzo fa il direttore generale della Luiss, Pier Luigi Celli, in una dibattuta lettera al figlio, lo invitava a portare via i “pendenti” dall’Italia, mentre, notizia di pochissimi giorni fa, il medesimo senza l’uso di mentite spoglie, così dichiarava: “Nessuno abbandoni l’Italia”.

Cos’è successo nel frattempo per fargli cambiare così repentinamente idea?

Comunque non addentrandomi più del necessario in queste disamine (ma non me ne frego di certo) rileggo le parole che a suo tempo (fine novembre 2009) il Celli scrisse al figlio … così, tanto per ricordarle e confrontarle poi con quelle attuali.

Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio … ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza. Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi.

E il Celli, ben dopo quella lettera e con le medesime conoscenze del settore di quel dato taxista (ved. sopra) nei confronti di una multi utility, e vale a dire il NULLA, è stato nominato presidente dell’ente turistico più importante d’Italia.
Giusto per mettere nelle mani di chi ha descritto in quel modo la sua nazione, le redini per reclamizzarla nel mondo. 

Mentre adesso …: “Nessuno fugga all’estero, serve l’aiuto di tutti in Italia” Pier Luigi Celli, presidente dell’Enit fa dietrofront e, in un’intervista a La Nazione, ritratta le dichiarazioni sull’opportunità per i giovani di abbandonare il Paese. “Lo considererei un tradimento. Oggi vanno chiamati alle armi tutti gli starti sociali, la politica, le associazioni imprenditoriali. Va capito che ci stiamo giocando non solo il futuro dei giovani ma quello dell’intero paese e non possono esserci defezioni”.
E alla domanda su cosa sia mutato negli ultimi tempi per cambiare così radicalmente opinione, il presidente dell’Enit risponde: “Oggi è auspicabile che soprattutto i giovani migliori restino e diano una mano. Ne abbiamo un grande bisogno”.

IN-COM-MEN-TA-BI-LE  

Ritengo che simili personaggi non meriterebbero d'occupare delle posizioni di grande (ma neanche piccolo) rilievo nel nostro Paese, lasciandomi sempre più forte la convinzione del perché nello Stivale non si riesca ad andare bene.
Infatti lui stesso scrive nella sua missiva al figlio d'aver fallito.

P.S.: E c’è gente che pur “meritando” ed essendo certamente “migliore” di questi che occupano un quantitativo industriale di poltrone a gogò … non ha neanche un lavoro.
Ma nonostante lui/loro continuo e continuerò a crederci.



6 commenti:

Jennaro ha detto...

Luciano, ma vuoi vedere che Celli consigliò al figlio di andar via dall'Italia per fare in modo che restino solo i giovani migliori????

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Giuro d'aver pensato la medesima cosa non appena ho letto la sua ultima dichiarazione.

Vuoi vedere che ...


;-)

vinc ha detto...

E noi tutti siamo con te, caro Luciano.

Ce ne fossero per permettere ancora di crederci in questa Italia.

:-)

Anonimo ha detto...

Perché quella fotografia di una giostra di calci in culo alla fine del post?


;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

mah, c'è finita per caso



;-)

BRANCADORIA ha detto...

Celli non è coerente,in compenso
Draghi lo è!GFC