mercoledì 1 giugno 2016

Enit: Rimarrà aperta solo la sede di New York nel Nord America... chiuse Toronto, Los Angeles e Cichago

That's all


Questo post avrà di certo lo stesso risultato che bersi una birra in quella maniera lì, ma a noi piace almeno provarci... si sa mai che...

Evelina Christillin, il presidente dell'agenzia del marketing turistico nazionale (Enit) chiuderà, a quanto si dice (ved. qui), tutte le sedi Enit del Nord America lasciando solo quella di New York.

Farà bene, farà male?
Lascio a voi le considerazioni del caso, ma ora due o tre cosette per capire meglio.

L'Italia si colloca 8° assoluto e 6° in Europa nel brand turistico per conto di The Travel & Tourism Competitiveness Index 2015 del WEF.

L'Italia è nota per le sue città pittoresche, monumenti e paesaggi così come i suoi numerosi siti del Patrimonio Mondiale (1°), i punti di forza del paese si trovano nella sua cultura e la storia si colloca in cima alla richiesta digitale per cultura e dello spettacolo (6°) e il turismo naturale (2°) .
Inoltre, l'Italia offre ai visitatori apprezzabili servizi turistici (3°) e sanitaria affidabile e di igiene (20).
Nonostante questi punti di forza, e il fatto che è il 5° paese più visitato in tutto il mondo, l'Italia ha il potenziale per sviluppare ulteriormente il settore.
L'ambiente di business (127°) ostacola gli investimenti privati per una serie di motivi, tra cui un quadro giuridico inefficiente, tassazione elevata e regolamenti che disincentivi gli IDE.
L'Italia è anche meno “considerata” per via del prezzo competitivo (133°) rispetto a molti altri paesi del Mediterraneo, tra cui la Spagna (105°) e Grecia (113°), e potrebbe migliorare ulteriormente le sue infrastrutture, il branding e attenzione per l'ambiente.

E la Christillin vuole chiudere alcune sedi del Nord America...
Ma vediamo come la pensano i nostri maggiori competitori europei e come fanno: Francia e Spagna.

Turespaña, l'agenzia di marketing spagnola, in quei posti, le sue “officine” turistiche le ha dislocate a Chicago, New York, Los Angeles, Miami (che segue anche México, Costa Rica, Panamá, Honduras, Nicaragua, Guatemala, El Salvador) e l'officina di Toronto in Canada... ved. Qui.
Mentre la Francia (Atout)... New York, Los Angeles e nel Canada (la capitale)... ved. Qui.

E chissà se capiranno questo suggerimento nell'immagine a fianco... o se sarà come bere un'altra birra in quel modo lì?

Mah!

11 commenti:

sergio cusumano ha detto...

Sempre sul pezzo eh


:-DDD

Credo però che sia tempo perso

:-(((((((

vinc ha detto...

@Sergio

Quando le cose non vanno bene [?] o si rompono, non le aggiustano e nemmeno sanno come farle andare bene.
Quindi le chiudono e basta la.

frap1964 ha detto...

E' un mero problema di budget.
Spagna e Francia, per i rispettivi enti, hanno notoriamente risorse finanziarie ben diverse da quelle di ENIT in Italia.
Basta dare un'occhiata al bilancio preventivo 2015 (quello consuntivo non l'hanno ancora pubblicato) per rendersi conto che il totale delle sole spese di gestione delle delegazioni estere è poco meno di quello della sede centrale (€ 9.366.144,38 vs € 9.552.007,00).

New York: € 905.370 (-11.73% vs 2014)
Chicago: € 153.928 (+10,81% vs 2014)
Los Angeles: € 245.178 (+ 11,48% vs 2014)
Toronto: € 293.000 (-3.51% vs 2014)

Inoltre

NewYork
Entrate: € 63.000
Uscite: € 1.703.976

Chicago
Entrate: € 0
Uscite: € 155.128

Los Angeles
Entrate: € 0
Uscite: € 246.628

Toronto
Entrate: € 63.000
Uscite: € 365.450

Solo New York spendeva nel 2014 oltre 300mila euro di affitto della sede, cifra ridotta ad un terzo dall'allora DG Andrea Babbi.
Nei dettagli si può anche leggere quanti di quei soldi finiscano effettivamente in spese generali e quanti in attività di promozione.
La questione quindi è se sia preferibile continuare a spendere gli € 767.206/anno per lo più in spese di gestione e di personale, oppure re-investire quei soldi in altre direzioni (promozione e/o sedi/antenne in altri Paesi emergenti).
La chiusura di sedi estere era tra l'altro già prevista nel famoso decreto ArtBonus, convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 30 luglio 2014

Art.16 comma 8
...
Il piano, inoltre, prevede la riorganizzazione, anche tramite soppressione, delle sedi estere di ENIT.

A distanza di quasi due anni, in ENIT cominciano lentamente a fare quello che il Parlamento ha chiesto loro di fare.

Luciano Ardoino ha detto...

Certo, quello che scrivi è giusto ma continuo a pensare che sia giusto fare marketing da quelle sedi.
Poi che prima abbiano esagerato, beh; si sa.

Credo anche che le entrate in quelle località facciano davvero pena... ma non risulta che mai se ne fossero occupati prima per porvi rimedio se non in occasione di Andrea Babbi.
Forse pressato?

:)

Anonimo ha detto...

fatemi capire, l'Argentina, secondo l'ultimo rapporto congiunto ha una flessione turistica del -3% verso l`Europa, mentre il Canada secondo la Banca d'Italia ha registrato un +21%.

E di chiudere l'Argentina non se ne parla, mentre invece si vuole chiudere il Canada?

Complimenti, una logica tutta italiana.

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

... appunto, che logica ha?

Ma se Sparta piange, Atene (le Regioni) non ride di certo poiché in molte la logica è sempre quella.

Anonimo ha detto...

lascia perplessi il fatto che si vogliano chudere 3 della 4 delegazioni in USA quando in USA ve ne sono in realta 3.

Toronto è in Canada: che la "testona" non conosca la geografia?

PS: O forse non ha mai aperto il sito dell'Enit, visto che in precedenti dichiarazioni also disse che in Cina e medio oriente non c'erano sedi Enit.

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

ha ha ha

... credo però parlasse del Nord America e non solo degli USA

:)

frap1964 ha detto...

@Luciano
Se vai sul sito della Farnesina, scopri che negli Stati Uniti abbiamo una sola ambasciata, nove consolati generali e ventinove tra consolati e viceconsolati onorari.
Inoltre abbiamo, sempre negli USA, cinque diversi Istituti di Cultura (Washington, Chicago, Los Angeles, New York, San Francisco).
In Canada abbiamo una sola ambasciata, due consolati generali, dodici tra consolati e viceconsolati onorari e due diversi Istituti di Cultura (Montreal e Toronto).
Io credo che ENIT potrebbe tranquillamente ricercare collaborazioni con questi enti qui, in particolare con gli Istituti di Cultura, per fare marketing territoriale, invece di aprire proprie sedi a destra e manca per il mondo.

frap1964 ha detto...

@Luciano
In altenativa potrebbe ricercare "sinergie" con le sedi estere di ICE.
USA (5): New York, Chicago, Los Angeles, Miami, Houston
Canada (2): Montreal, Toronto

Pensa a quanti soldi risparmiati soltanto in spese generali...

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Esatto!

Ne abbiamo parlato centinaia di volte che la questione poteva e doveva essere risolta così anche dai tempi di MM e Paolino.

Ma il più credo che sia il problema del marketing che non è che sia stato ben gestito.
Del responsabile di allora e per molto tempo è inutile aggiungere altro.
E le conseguenze le si pagano adesso.