mercoledì 15 luglio 2009

Da usare al più presto, grazie

Quello che segue non è un mio articolo o post, non sarei mai in grado di scrivere così bene, ma opera di Emiliano Fittipaldi de l’Espresso che ho contattato telefonicamente e da cui ho avuto il permesso di postare.
Qui è eccellentemente riassunto tutto quello di cui abbiamo discusso molteplici volte nel blog e l’orientamento è praticamente identico, ma per non tediarvi oltre; buona lettura.
Quando la Brambilla è salita sull'aereo, con un'ora e mezzo di ritardo, assessori e industriali non ci speravano più.
A Milano nevicava sempre più forte, e l'Airbus, se non fosse stato classificato come volo di Stato, sarebbe rimasto incollato alla pista.
Niente Emirati Arabi, niente Qatar, niente incontri con politici e aziende per attaccare il mercato mediorientale e rilanciare il Sistema Italia.
È il 2 febbraio, Michela Vittoria è ancora un semplice sottosegretario con delega al Turismo, ma già annuncia tè nel deserto con "lo sceicco Faisal Bin Qassim Al Thani e sua altezza Sultan Bin Tahnoon Al Nahyan".
"Alla fine è apparsa, come la Madonna, e siamo decollati.
Sarebbe stato meglio restare a terra. Avremmo risparmiato tempo e denaro", racconta uno dei passeggeri.
Che il viaggio fosse inutile la delegazione lo capisce nell'incontro di Dubai, l'ultimo, quando gli arabi fanno intendere di non avere un soldo bucato da investire.
Chiedono, al contrario, se l'Italia sia interessata al loro immobiliare e a spedire un po' di turisti nostrani sulle calde spiagge del Golfo Persico.
Gelo degli astanti e dei tour operator.
Poi le risate. "È stata una delle cose più divertenti e imbarazzanti della strategia promozionale a cui ho assistito nella mia vita", ricorda uno dei componenti del cda dell'Enit, la nostra agenzia nazionale del turismo.
A parte un vago protocollo d'intesa, dall'avventura non è arrivato un centesimo.
Nessuno si è stupito più di tanto: il primo anno di governo è finito da un pezzo, ma rintracciare interventi di rilievo per invertire il trend catastrofico del settore e affrontare decentemente la stagione 2009 è una fatica di Sisifo.
Il bilancio di Michela, che da maggio è stata promossa ministro, è dello stesso colore dei suoi capelli. Rosso.
Promozione bocciata.
Partiamo dalla gestione dell'Enit.
La Finanziaria ha tagliato di 16 milioni il suo budget: dai 49 milioni del governo Prodi si è passati agli attuali 33, che nei prossimi anni caleranno ancora.
A guidare l'Ente l'ex finalista di Miss Italia ha voluto l'imprenditore della moda Matteo Marzotto, che da mesi sta facendo salti mortali per far quadrare i numeri: l'agenzia, che ci costa in stipendi, Mercedes d'ordinanza e sedi all'estero oltre 20 milioni l'anno, nel 2011 potrà contare su appena 24 milioni.
Conti alla mano, saranno meno di 4 quelli destinati alla promozione.
L'Enit diventerà definitivamente un ente inutile.
Marzotto sta tentando di risparmiare, ma nulla ha potuto quando Brambilla, per potenziare l'italica presenza alla fiera congressuale di Francoforte, ha preteso una deroga al bilancio di 800 mila euro.
Oggi i rapporti tra i due sarebbero ai minimi termini.
Colpa dei caratteri diversi, si dice, e della campagna che ha lanciato lo slogan 'Italia Much More' all'estero. Uno spot voluto da Marzotto che ha ferito l'ego della Brambilla.
Invece di puntarci, il ministro ha infatti lanciato il brand concorrente 'Magic Italy', appoggiata da Silvio Berlusconi in persona.
Nessuno dei due si è accorto che il copyright del marchio è già intestato a un portale britannico. "Una guerra incomprensibile", spiega una fonte che conosce entrambi, "ma Michela è fatta così, su ogni cosa deve metterci il cappello sopra.
Per lei il marchio ideale sarebbe il suo viso".
Tutti a casa L'estate della grande crisi, intanto, è iniziata.
Secondo gli operatori sarà la peggiore degli ultimi vent'anni. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, sostiene che andrà molto peggio del 2008.
"La crisi morde, americani e inglesi restano a casa, l'arrivo dei russi è in calo verticale, gli italiani spendono sempre meno.
Il governo?
Diciamo che prima non aveva strumenti per incidere, vedremo come si muoverà il neoministro". In 14 mesi di lavoro il settore-chiave dell'economia nazionale, che vale l'11 per cento del Pil, è stato lasciato a se stesso.
Il portale Italia.it, dopo 5 milioni di euro bruciati e i falliti tentativi di Lucio Stanca e Francesco Rutelli, resta un miraggio.
Persino la Brambilla non ha ancora un sito istituzionale: per conoscere la sua agenda bisogna cliccare sull'indirizzo Web dei Circoli della libertà, di cui l'imprenditrice che commercia pesce surgelato conserva la presidenza.
Gli Stati generali del turismo, annunciati da mesi, non sono mai stati convocati.
Lontanissima anche l'approvazione del Piano strategico 2010-2012, che dovrebbe mettere nero su bianco obiettivi e politiche di rilancio. "Siamo in prorogatio continua", chiosa Daniel John Winteler, presidente di Federturismo-Confindustria.
Sul tema il ministro ha sfidato il ridicolo: un mese fa, prima ha invitato le Regioni a esaminare il progetto, poi ha ammesso in una lettera riservata che per mancanza di soldi "il Piano potrà essere attuato solo in minima parte e, pertanto, non saranno raggiunti gli obiettivi previsti".
Gli enti locali si sono sentiti presi in giro e hanno disertato l'incontro.
Il braccio di ferro con i governatori, che grazie al Titolo V della Costituzione vantano la competenza esclusiva sul settore, va avanti da mesi.
Esclusi da ogni decisione, stanno perdendo la pazienza.
Tanto che tutti, anche quelli di centrodestra, sono pronti a ricorrere alla Corte costituzionale se il ministro tenterà, attraverso una radicale riforma dell'Enit, di limitare le loro prerogative.
Tra spot, clip e flop L'arte della diplomazia non è certo tra le virtù di Michela, che fa spallucce e va dritta per la sua strada come un carro armato.
Puntando sull'effetto-annuncio.
Prima del flop degli Emirati, ha pubblicizzato un accordo con Francia e Spagna, un patto a costo zero per promuovere i tre paesi sui mercati emergenti in maniera congiunta.
Un paradosso, dicono gli esperti, visto che iberici e transalpini sono da sempre i nostri competitor più temibili.
Stessa strategia per i cosiddetti 'buoni vacanza', una sorta di social card promessa a 20 mila persone a basso reddito.
Lo Stato ci ha messo 5 milioni, il decreto attuativo (che prevede sconti fino a 500 euro) è stato firmato il 21 ottobre 2008.
Ma a oggi gli alberghi di Rimini e di San Vito Lo Capo, i ristoranti sui laghi e le terme di Montecatini, e tutte le altre centinaia di strutture che hanno aderito al progetto, restano solo una bella immagine sui dépliant.
Se ne riparlerà a settembre, per ora gli indigenti potranno sfogliare il catalogo dalla poltrona di casa.
Il ministro, in tandem con il presidente del Senato Renato Schifani, ha poi pensato anche ai ricchi, dichiarando di voler aprire casinò ovunque, "a cominciare dagli alberghi a cinque stelle". Qualcuno ha ricordato i rischi legati al riciclaggio di denaro sporco, ma a tutt'oggi nessuna nuova roulette è stata inaugurata.
Alla fine della fiera, le uniche risorse effettivamente spese sono state quelle investite dall'Enit sugli spot piazzati in Usa, Germania, Svizzera, Austria e Gran Bretagna.
Mercati, protesta qualcuno, fin troppo maturi, dove il nostro Paese è straconosciuto.
Costo: 10 milioni.
I soldi furono stanziati dall'allora ministro Francesco Rutelli a inizio 2008, per mettere a gara una campagna pubblicitaria per l'estate.
Ma caduto il governo Prodi, l'agenzia ha revocato il bando a causa di ricorsi incrociati e perdite di tempo: Marzotto a fine anno firma così una convenzione con RaiTrade, che mette a punto lo spot internazionale per 1,4 milioni.
Parte del malloppo è usato per fare un filmato istituzionale di 24 minuti (10 mila copie in dvd) e "una clip celebrativa del 90 anniversario dell'Enit in 4 lingue" (5 mila copie). I 9 milioni rimasti vengono spesi per comprare i passaggi tv.
Gli effetti sulle prenotazioni?
Per ora tutto tace.
Le ultime salve la Brambilla le spara durante la campagna elettorale per le Europee.
A braccetto con Berlusconi annuncia il progetto 'Italia&Turismo', che prevede risorse per 1,6 miliardi.
Non investimenti del governo, ma finanziamenti messi a disposizione da alcune banche: le imprese interessate che riusciranno a ottenere i prestiti pagheranno gli interessi a tassi agevolati. Con i tempi che corrono, molti scommettono che quel plafond rimarrà molto a lungo nelle casseforti degli istituti.Tanti nemici molto onore Chiunque altro, inanellando una serie di insuccessi del genere, sarebbe rimasto sottosegretario.
Ma in pochi hanno un fan potente come la Brambilla. "È un cane da polpaccio, una che quando ti agguanta non ti molla più", chiosa Berlusconi incoronandola ministro.
Michela realizza il suo sogno, ma mordendo e ringhiando è riuscita a farsi il vuoto intorno.
Avversata da sempre dal potente Marcello Dell'Utri, ora è malvista anche da Gianni Letta, capo supremo dei dipartimenti che dipendono da Palazzo Chigi.
L'ultimo screzio riguarda le targhe in ottone e la carta intestata 'Ministero del Turismo' ordinate da Michela, ignara che, nonostante la promozione, resta alla guida di un semplice dipartimento: il dicastero è stato cancellato da un referendum 16 anni fa, per ripristinarlo servirebbe una legge.
Tremonti, l'unico che ha le chiavi della cassaforte, non la può vedere: da tempo, avrebbe confidato lei ai suoi, non le risponde più al telefono.
Un'ostilità che costa cara: oltre ai fondi, il ministro dell'Economia ha fatto bloccare anche un emendamento che avrebbe congelato fino a settembre gli aumenti dei canoni degli stabilimenti balneari.
Il sindacato di categoria è sul piede di guerra.
Ma la mania di protagonismo di Michela ha provocato malumori anche a Raffaele Fitto e al ministro degli Esteri Franco Frattini.
Per non parlare di Paolo Bonaiuti, il portavoce che non riesce a contenerne l'esuberanza.
Gli ultimi che l'hanno iscritta sulla loro lista nera sono il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che non è stata invitata a un convegno sulle aree protette organizzato nel Parco del Gran Sasso, e l'Associazione nazionale dei partigiani, sdegnata dalla Brambilla a braccio teso durante una parata militare.
Se l'esercito dei nemici è in crescita, i fedelissimi si contano sulle dita di una mano.
Della cerchia faceva parte il suo capodipartimento Angelo Canale, consigliere di Stato, chiamato da Mauro Masi e Gianni Letta per far girare la macchina e tenere i rapporti con le Regioni.
Come Marzotto, sembra destinato a saltare. "Un peccato", sussurrano al dipartimento, "perché le poche cose concrete realizzate, come la classificazione alberghiera e l'osservatorio nazionale, sono opera sua".
Oggi la Brambilla ascolta solo gli amici più fidati, diventati assidui frequentatori delle stanze 'ministeriali'.
Come Giorgio Medail, esperto di paranormale e uomo Mediaset (ha battezzato Canale 5 quando era ancora un'emittente via cavo di Milano 2) e Dedè Cavalieri, ex direttore di produzione delle news del Biscione e direttrice dei Circoli della libertà. "Gente che non ha mai masticato turismo in vita sua", dicono gli invidiosi.
Alla Brambilla le polemiche scivolano addosso, gli attacchi li affronta con una scrollata di spalle.
Lo sguardo è sempre proiettato avanti, al prossimo obiettivo.
Come la messa a punto della Commissione per la valorizzazione del turismo enogastronomico (si riunisce nella sede di Forza Italia a Milano, ed è coordinata stranamente da un critico cinematografico, Pierluigi Marchetti), e la pubblicazione della 'Carta dei diritti del turista'. L'ultimo progetto su cui sta lavorando riguarda gli animali: la preparazione di una guida universale per chi viaggia con la bestiola al seguito. Un volume che riunirà gli indirizzi di tutti gli hotel, i ristoranti, i campeggi e le spiagge che nel nostro Paese accolgono i quattro zampe.
Emiliano Fittipaldi

21 commenti:

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

Non conoscevo Fittipaldi e devo fargli i miei complimenti, lo seguirò.
Ha saputo assemblare l'operato della MVB con sagacia e simpatica ironia.
Veramente bravo.

Plinio il Giovane ha detto...

Un resoconto oggettivo di cio che MVB ha non fatto in questo anno e mezzo condito con un po di sarcasmo; praticamente un riassunto di tutti i nostri commenti
Plinio

Stella di mare ha detto...

@Plinio
E' vero!

sergio cusumano ha detto...

Ma chi aveva voluto e organizzato il viaggio a Dubai?

Stella di mare ha detto...

@Sergio

Non ricordo e non sono riuscita a trovare niente.

Francesco Pedroni ha detto...

@Sergio

Non ricordo e non sono riuscito a trovare niente.
Forse gli altri

frap1964 ha detto...

Up proposito di ENIT... (fresco di giornata).
La domanda nasce spontanea:
ma se esternalizzano persino questo, i 100 e passa dipendenti (dati desunti dal sito della Corte dei Conti) cosa fanno tutto il giorno, a parte la rassegna stampa, la pubblicazione sul sito di qualche evento, i comunicati e la redazione della prestigiosissima rivista da 240.000 euro l'anno (secondo L'Espresso)?

Così, ma giusto per curiosità, eh...

Luciano Ardoino ha detto...

@frap
Solo un esempio.


Il ministro dei Beni Culturali e per il Turismo Francesco Rutelli ha nominato presidente dell'Enit (l'ente pubblico che cura la promozione turistica per l'Italia) Umberto Paolucci, presidente di Microsoft Italia, uno dei massimi dirigenti di Microsoft a livello europeo: potremmo dire che è il volto della casa di Bill Gates in Italia.

Paolucci ha subito dichiarato che farà leva soprattutto sulle nuove tecnologie per promuovere il turismo italiano e punta molto sul nuovo portale nazionale del turismo. Questa dimostra che la scelta di Paolucci è per lo meno inopportuna: non per la competenza e le qualità della persona, ma per gli inevitabili conflitti di interesse aziendali e di scelta dei software operativi e gestionali che la presidenza Paolucci di questo importante ente pubblico inevitabilmente porterà con sé, in un Paese in cui il pluralismo informatico e la diffusione dell'open source deve ancora fare molti passi avanti.

Nicolò, il pianista ha detto...

Credo che Renato Zero per scrivere una famosissima canzone abbia preso come esempio l'Enit.

...il corrozzone va avanti alla sera, c'è chi ....

Anonimo ha detto...

Ma anche in Italia non è che non esista un certo viavai. Vedi all’Enit, anzi adesso Agenzia del Turismo o Nuova Enit o quel che l’è (per dirla col poeta, gattopardescamente è cambiato tutto affinché tutto restasse come prima). Sulle gazzette turistiche leggi infatti che va via un direttore e ne arriva uno nuovo, cambiano un paio di rappresentanti e ne subentrano altrettanti, metti che vada in pensione un usciere e dovranno rimpiazzarlo. Oddìo, arrivare a 55 milioni l’è dura, ma all’Enit (o quel che l’è) a fare numeri (almeno tra loro) ce provano.

Anonimo ha detto...

Devono esser a dir poco distratti all’Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo che, annunciando trionfalmente sul proprio sito il prossimo Festival dei 2 Mondi, ha commesso un paio di errori madornali: passi infatti che sul seguitissimo portale americano (clicca qui) campeggi in bella vista il manifesto del Festival edizione….2005, ma che la manifestazione sia diretta da Francis Menotti è davvero il colmo! Insomma in America, pardon all’Enit Usa, non sembra esser giunta notizia che alla guida del Festival, dal novembre 2007, c’è il maestro Giorgio Ferrara. Povero maestro! E pensare che lo stesso New York Times, a firma dell’inviata Elisabetta Povoledo, aveva annunciato, il 27 novembre 2007, il cambio alla guida del Festival dei 2 Mondi. Una gaffe senza precedenti per gli uffici del dottor Strano, presidente americano dell'Enit, che avrebbero inviato la news letter a centinaia di operatori turistici del centro-nord America. Una situazione imbarazzante che ha creato non poco imbarazzo a Spoleto. Intanto questa mattina, alle 5 in punto, è partita per Fiumicino la delegazione municopale che in questi minuti si sta imbarcando per Charleston dove assisterà alla Prima dello Spoleto Festival Usa. Della delegazione fanno parte il sindaco Massimo Brunini, il presidente del consiglio comunale Vanni Castellana, il funzionario Giasprini e i consiglieri comunali Calabresi, Alleori, Colangeli, Panfili, Silvestri e Bocci. Ma l'appuntamento più atteso è la ratifica del gemellaggio delle due città del Festival

Stella di mare ha detto...

@Anonimi

Arieccovi
:-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio
Credo che l'idea sia partita dalla Brambilla ma sicuramente si sarà consigliata con qualche "specialista".
Ciao

Luciano Ardoino ha detto...

@Plinio

Si è appunto un revival ma l'ho apprezzato.
Non conoscevo alcune sfumature, come il rapporto con Bonaiuti e Letta.
Di Dubai ne avevo avuta subito conferma perchè in quella città c'è un mio caro amico che ci lavora e mi ha tradotto alcuni giornali del posto.

sergio cusumano ha detto...

Anche Tremonti era antipatico ai più ma è riuscito a cavalcare questo problema interno.
Adesso è nelle massime considerazioni di tutti nel PDL.
NOn penso che la stessa cosa però possa succedere alla Brambilla: non ha certo le stesse qualità e virtù.

Anyway ha detto...

@Sergio

Hai ragione da vendere ma dalla sua parte c'è quello che più conta nel PDL.

sergio cusumano ha detto...

Non capisco come si possa mantenere al governo una persona come quella.
Probabilmente è in possesso di "cose" o conosce altre che...boh?
Non credo che Berlusconi non abbia capito l'inutilità della MVB.

Nicolò, il pianista ha detto...

@Sergio

Molto daccordo.

Stella di mare ha detto...

Ahia! Incredibile, trovano sempre la scappatoia per ...

15 lug. - Nel periodo gennaio maggio gli arrivi dei turisti a Roma rispetto allo scorso anno sono calati del 5,39%; a livello globale nello stesso periodo dell'8,4%. Questi i dati Wto-Ebtl presentati questa mattina dal vicesindaco di Roma Mario Cutrufo nell'ambito della conferenza: 'Turismo: bilancio e strategia'.
''Se consideriamo che a livello globale la riduzione e' stata dell'8,4%, in Medio Oriente del 18,10%, in Europa del 10,40%, in Asia e Pacifico del 6,10% e in America del 5,40% - ha spiegato Cutrufo - il dato del -5,39% di Roma evidenzia che la capitale tiene molto meglio e i trend ci fanno pensare che a fine anno ci sara' un pareggio con l'anno precedente e Roma sara' un'eccezione nel mondo''.
Ottimista anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha partecipato alla conferenza parlando di un ''trend in netta risalita. Il nostro obiettivo di portare Roma fuori dalla crisi comincia a prendere forma - ha detto - ci auguriamo che a fine anno il settore turistico vada oltre lo zero. Ha i numeri positivi''. (Ansa).

Stella di mare ha detto...

Come mai non fanno mai l'esempio con la Francia?

Non conviene, vero!

Anonimo ha detto...

“Un tormentato percorso politico, amministrativo e burocratico rischia, ancora una volta, di vanificare sforzi e realizzazioni prospettate attraverso il progetto Ife, incidendo marcatamente su strategie e piani gestionali degli operatori italiani operanti nella meeting & incentive industry”. Inizia così la missiva che il Presidente Federcongressi Paolo Zona ha indirizzato al Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla, per chiedere un suo intervento che “crei, attraverso Enit, le condizioni idonee a rafforzare un’immagine di continuità organizzativa tale da rendere dignitosa e competitiva la partecipazione degli operatori Italiani alla manifestazione di Barcellona”.

Rischiano infatti di arenarsi le prospettive di una partecipazione unitaria e coordinata dell’Italia congressuale alla fiera EIBTM, in programma a Barcellona dall’1 al 3 dicembre, poiché l’insorgere di varie difficoltà politiche e procedurali nelle ultime settimane ha reso irrealistica la finalizzazione del progetto di eccellenza interregionale e co-finanziato dalle stesse Regioni che doveva servire a rifinanziare Ife - il network interregionale “Italia for Events” – con la Liguria capofila e l’inclusione di Enit e Federcongressi. Ciò sembrava attivabile – spiega Federcongressi in una nota alla stampa - in virtù dell’approvazione del Disegno di Legge recante disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione e la competitività nonché in materia di processo civile, il cui articolo 18 autorizza alla spesa di 48 milioni di euro all’anno per tre anni (cfr. art. 1 § 1228 della Legge 296/2006) per i progetti di eccellenza finalizzati al rilancio della competitività turistica italiana.

I nuovi sviluppi però, avverte il Presidente Zona, mettono a rischio una partecipazione unitaria a Barcellona, che avrebbe forti ricadute negative sulla competitività della meeting industry nazionale e dei singoli operatori.