domenica 27 dicembre 2009

E' l'Italia che và...






Questa è una storia accaduta circa quaranta giorni fa, a Savona, dove alla presenza del ministro delle attività produttive, Claudio Scajola; l’AD di Trenitalia, Mauro Moretti, ha inaugurato la nuova stazione ferroviaria.
Grande evento, nastri tagliati, grandi premi e cotillons verrebbe da dire, sennonché c’è stata una grave “dimenticanza” da parte del “signore” delle ferrovie statali.
Inamissibile per uno che percepisce annualmente 2.600.000 (duemilioniseicentomila) euro che se andiamo a vedere proprio bene, fanno 7.123 (settemilacentoventitre) euro giornalieri.
La stampa non ha dato un grandissimo risalto all’episodio; solo alcuni giornali locali perchè forse la cosa non fa molta notizia, e tira a campà.
Comunque 4 milioni d’investimento per un’avveniristica stazione come poche altre, solo che nonostante i due splendidi ascensori in cristallo inaugurati nel foyer, non esiste un accesso ai binari per disabili.
O meglio, esiste un montacarichi che funziona a singhiozzo e solo per il primo degli otto binari; per gli altri sette; niente.
Il disabile deve avvisare telefonicamente l'apposito ufficio accoglienza, che a sua volta conferma, il giorno prima di partire.
Succede quindi che il capostazione deve far deviare il convoglio su detto binario, in modo da poter "imbarcare" il disabile, sempre che non sia già occupato da un altro treno.
Nel caso questo anziché partire debba invece arrivare, deve nientemeno che mandare un fax alle FS annunciando la sua venuta, in modo che la gestione della Grande Stazione possa comodamente far fermare il treno sul fatidico binario 1.
Il Ministro Claudio Scajola, presente all’avvenimento ed alquanto contrariato, ha “fornito” altre 48 ore per risolvere il problema, affermando che il sociale non si può trascurare, ma a quanto ci risulta, dopo quaranta giorni...boh?
Senza parlare del pessimo stato dei treni, degli orari mai rispettati e quant’altro d’insoddisfacente che ogni giorno leggiamo.
Cose, forse ai più, molto banali e di scarsa importanza, ma in una nazione diciamo un po seria, questi "signori" sarebbero già a casa a fare la maglia o la calzetta.
In ogni caso per accertarci se il "cazziatone" dello Scajola avesse procurato un qualcosa sull'inefficienza del Moretti, e per constatare la validità dell’apposito ufficio accoglienza, oggi 26 dicembre (dalle 11:00 alle 12:00), abbiamo provato più volte a contattare il Numero Unico Nazionale Assistenza Clienti con disabilità delle Ferrovie dello Stato 199 30 30 60, dove nonostante sia riportata la dicitura d’essere attivo tutti i giorni, festivi inclusi, dalle ore 7 alle 21; beh, nessuna risposta e neanche per il binario numero uno.
Ah dimentichevamo la Commissione sulla disabilità inventata della ministra Brambilla che dovevano tutelare tutte ste cose; è forse già sparita?
Forse anche la Michela a quel paese sarebbe mandata al ricamo; oppure dal ricamo sarebbe mandata a quel paese... che confusione e chissà?
E’ l’Italia che và, parafrasando una nota canzone di Ron; per il dove, ve lo diciamo un’altra volta, a meno che non l’abbiate capito.
Mentre la colpa è sempre degli altri.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutti quei soldi andranno poi a lui?

Anonimo ha detto...

La colpa è della società, la colpa è la nostra.
Ma è solo grazie a persone come lei Luciano, che rimane qualche speranza che un domani possa cambiare.
Grazie

Mirko