sabato 26 febbraio 2011

Affondano nell'economia sommersa degli alberghi. Troppi buchi e fa acqua da tutte le parti

Caricate, mirate, fuoco.
E’ ripartito lo studio (caccia) all’evasione (economia sommersa) da parte dell’Istat e al primo posto c'è, manco a dirlo, il turismo. Ma anche quest' anno di tutta l'erba se n'è fatto un fascio.
Infatti, non capisco il perché, nell’anno del Signore 2011, non si voglia approntare delle innovazioni anche in questo “modo” di elaborare i dati.
Alberghi, ristoranti e bars, che per loro fanno parte dello stesso ambaradan, raggiungono la considerevole percentuale del 56,8% dell'evaso.
Beh, se così fosse (non dispongo di dati che possano contraddirli) porterebbe l’Italia del turismo ad avere un incremento sull’incidenza del Pil quasi sull’ordine delle primissime nazioni che ci sopravanzano per introiti erariali.
Ma che c’azzeccano gli alberghi con ristoranti e bar?
Chi di questo mestiere ne mastica un po’, sa benissimo che due di queste tre cose sono talmente differenti che di più non si può.
Se ristoranti e bars possono tranquillamente essere accomunati, la stessa cosa non è possibile tra di questi e il settore alberghiero.
Sia perché i parametri di “guadagno” non sono per niente similari a causa di margini completamente differenti, sia per il motivo che il numero degli uni (alberghi eccetera eccetera) è molto minore dei bars e ristoranti.
E una specie di soluzione all'evasione si sta finalmente trovando, anche se, a quanto vedo, ci vuole ancora del tempo; infatti siamo solo al periodo embrionale e ...
... si è vero che ultimamente qualche bontempone (senza avvisarmi) ha fatto un bel copy and paste con una mia idea datata, scritta, detta e stradetta oltre 20 anni fa e s’è aggiornato; che sulla base di cose viste ultimamente nel Trentino Alto Adige, è riuscito ad eliminare le vecchie, simil inutili e decrepite schedine delle presenze alberghiere.
Ma, ahimè, siamo ancora molto distanti da quello che si dice “un gran bel lavoro”, e questa volta aspetto che il “bontempone” di turno me lo richieda, perché queste dritte, di certo, non le “regalerò” mai più.
Comunque se vai a chiedere, ti dicono che l’idea è di certo la loro, e personalmente non mi frega granché, perché il miglioramento c’è stato, e quindi …
… sono oltre 2700 gli operatori riminesi che hanno aderito al progetto, che diventerà obbligatorio per tutte le imprese ricettive. Il nuovo sistema informatico permette ai titolari degli alberghi di trasmettere in via telematica le “schedine alloggiati” che, in base alla legge, vanno consegnate in Questura entro 24 ore dal loro arrivo.
Il servizio, da un lato consente all’albergatore una compilazione più veloce e precisa, favorendo l’invio delle schedine in tempo reale senza che questi si debba recare personalmente nell’Ufficio di Polizia; dall’altro, permette agli agenti un controllo più rapido delle persone alloggiate e, di conseguenza, un controllo più efficace del territorio, che si traduce in maggiore sicurezza per la collettività.
Inoltre, il “cervellone” elettronico non si limita a comunicare le generalità degli ospiti delle strutture ricettive, ma permette di ‘fotografare’ anche altre caratteristiche, quali, ad esempio, mezzo di trasporto, periodo di permanenza e motivazione del soggiorno, utili  per analizzare dati e tendenze del mercato turistico.
Purtroppo e però, la questione che dov’essere invero gestita attraverso la Provincia, presenta ancora diverse anomalie; ma aspettiamo gli eventi abbinati al sommerso e naturalmente “a gratis”.
Mentre l’Istat continua imperterrito ad accostarli (alberghi, bars e ristoranti) come se fossero una unica cosa.
Caricate, mirate, fuoco ... ma non colpito.

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