domenica 15 aprile 2012

Per Marco Doria non bisogna rassegnarci ma addirittura fermarci a ... Ma fermati te/lei/voi e voialtri pure, noi non ci pensiamo DAVVERO!


… ma per trovare insieme gli strumenti per affrontare i problemi.

E’ con queste parole che uno candidati sindaci di Genova, parlo di Marco Doria (PD e altre sette liste), finisce la celebrazione delle sue parole.

Ma trovare “insieme” gli strumenti per affrontare i problemi decchè?
Insieme a chi?
Forse “insieme” a quelli sempre presenti al comando di questa città dal tempo che fu, e che sono ancora nella sua/tua/vostra lista?
Forse che siano quegli stessi che negli anni passati non hanno mai ascoltato nessuno, e andando avanti per la loro strada (decisioni a gogò prese in completa autonomia) c’hanno ridotto a questi bei punti?
Ma fammi, ci faccia o fatemi il piacere, e scegliete pure voi, tra questi, il pronome che preferite.
Tu, lei, voi, essi, voialtri, oppure gentilmente v’accontentereste anche del plurale maiestatis?

Ma per farvi capire meglio riporto per intero la sua dichiarazione apparsa recentemente su Il Secolo XIX (ved. pagina 21 a firma di Licia Casali).
“Chiedo ai genovesi di fermarsi a considerare con realismo i limiti che il Comune si trova a dover affrontare dopo l’ulteriore taglio delle risorse deciso dal Governo. Più che una domanda, il mio è un invito a rendersi consapevoli dei limiti oggettivi di Palazzo Tursi (la Sede del Comune di Genova). Non per rassegnarsi alla passività ma per trovare insieme gli strumenti per affrontare i problemi”.

Quindi, sempre secondo il “professorone”, dobbiamo renderci consapevoli che arriveranno delle nuove tasse.
Eh si, d’altronde il colpevole l’ha già trovato, no (?), e questo è il Governo, e non certo le precedenti (penose?) amministrazioni!
Mentre di rendersi lui “consapevole” che magari qualche soldo (in gran quantità) è stato mal speso nelle gestioni trascorse (non è certo il caso, o forse si, di fare degli esempi; come le “palanche” elargite a quelli che avevano vinto le gare e poi non s’è fatto più niente, ma pagati lo stesso … e qui mi fermo sennò facciamo notte), né tantomeno il Marco Doria prova a farsi carico dell’esagerato costo dell’amministrazione comunale; no, lui chiede di “considerare con realismo”.
Ma realismo decchè?

Il solo realismo che chiedo è che nessuno di quei precedenti possa mai più sedersi ancora in quelle belle poltrone là di Palazzo Tursi, e ricombinare quelle strunz stranezze inconsistenti e per di più dannose.
Così tante che neanche le pagine della Treccani riuscirebbero a trovarne una sufficiente dimora.

Personalmente non ci penso nemmeno a rassegnarmi, ma fino all’ultima goccia del mio sudore combatterò l’assurdo loro ambaradan formato da gente che non conosce l’innovazione; che non prende nessunissimo spunto laddove le cose vanno per il meglio, e che probabilmente non gliene frega niente di risolvere i problemi dei cittadini di questa città.
Forse che siano bravi per quelli a loro stretti e personali?

E allora, tu/lei/voi/voialtri, ditemi almeno una sola cosa che vada bene in questa città, ma soprattutto non contatemi delle gran balle come quelle ricevute negli anni addietro.
Tipo quelle sulle presenze o pernottamenti del turismo a Genova, poiché “emu za detu” (abbiamo già dato) e non credo sia ancora il caso per tu/voi/loro/voialtri di raccontarne ancora in gran quantità … e soprattutto a me che queste cosette ...

2 commenti:

frap1964 ha detto...

Trovo abbastanza inutile (per non dire controproducente) demonizzare l'avversario invece di parlare, ad es., delle proposte concrete per la cultura ed il turismo a Genova. Quanto è spiegato qui, ad es., mi sembra anche interessante.
L'idea di rendere gratuito l'ingresso ai musei provando a recuperare con una fee su caffetteria e bookshop potrebbe ad esempio avere risultati inaspettati. Se non altro in termini di ritorno in presenze turistiche e quindi, indirettamente, anche di incassi effettivi.
Incredibile la situazione del Chiossone e della galleria di Villa Croce che contiene, nei magazzini, la più importante collezione di astrattismo italiano.

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Enrico è veramente un fenomeno, ed è coadiuvato da una squadra senza precedenti (intendo la sua regia per quanto riguarda la cultura).
Qui il resto di quella riunione.
Sono infatti queste due cose (cultura e turismo) i forse due più importanti cavalli di battaglia per risollevare le sorti di questa città.
Mah, personalmente sono sempre più convinto della bontà che avrebbe l'eventuale sua nomina a Sindaco di Genova.
Davvero