lunedì 2 giugno 2014

Il piatto piange nel Decreto Legge per il Turismo

E finalmente il DL per il Turismo ha visto la luce (cose buone, giuste e sagge, per carità) ma ci sono ombre, anche perché, a ben guardare all'art. 17 (norme per la copertura finanziaria), parrebbe che i soldi per coprire quegli interventi, allo stato attuale dei conti, non ci sarebbero.

Come a dire che "forse" non l'hanno piantato nel posto giusto, neh.
Infatti questi non arriveranno in via principale da fondi per interventi strutturali di politica economica e questo fa capire, in realtà, che sarà ben dura mantenere quello che è stato scritto. Innanzi tutto c'è da dire che la questione contabile dei fondi di riserva e speciali, temiamo, sia più complessa di come la descriveremo (non siamo espertissimi di finanza pubblica) ma per darvi una mano, beh; ci proviamo.

Il decreto, manco a dirlo, è un guazzabuglio di rimandi incomprensibili e commi, come al solito, ma la cosa che più ci interessava, era capire come lo finanziano nei prossimi 5 anni (art. 17).

La tabellina che ne esce è qui sotto.




In pratica l' 8,2% dei soldi arriveranno dal fondo per interventi strutturali di politica economica (colore blu), un fondo che è stato istituito con un decreto legge del 2004 (il nome dice a cosa serve).

Tutto il resto, cioè oltre il 90% dei fondi arriveranno dai "Fondi di riserva e speciali" Colore viola).

I fondi di riserva presenti nel Bilancio annuale sono dei capitoli di spesa destinati alla copertura degli errori previsionali compiuti in fase di redazione del documento.

Tant’è che generalmente essi non sono impegnati (come le altre voci di spesa), ma sono utilizzati per incrementare le dotazioni degli altri capitoli di spesa quando il loro stanziamento risulti insufficiente.

I più importanti fondi di riserva sono:

a)      il fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine

b)      il fondo di riserva per le spese impreviste

c)      il fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa

Ci sono inoltre dei fondi speciali, i quali costituiscono i mezzi di copertura (mediante arricchimento di capitoli preesistenti o l’istituzione di nuovi) delle spese derivanti dai progetti di legge che presumibilmente saranno approvati nel triennio successivo (cioè nel periodo contemplato dal Bilancio pluriennale), in esecuzione degli obiettivi indicati nei documenti di programmazione.

In pratica il decreto sarà finanziato riducendo lo stanziamento reale su fondi di riserva tipo quelli per far fronte alle calamità naturali e/o fondi similari … e se qualcuno aveva forse pensato che ci si comprasse qualche F35 di meno …





Di Frap1964 ............................ e me.






5 commenti:

vinc ha detto...

@ Luciano e Frap1964

Non c'è niente da fare, siete due genii.

E lo dico convinto.



Biodegradabile ha detto...

Nessuno che di questi ha fatto due conti???
Eppure dovrebbe essere il loro lavoro!!!


Soddisfatti ma desiderosi di capire meglio la portata delle misure approvate, gli imprenditori e gli operatori del settore. Giorgio Palmucci, presidente dell'Associazione Italiana Confindustria Alberghi, plaude alla concessione di un credito di imposta del 30% per la digitalizzazione e la ristrutturazione degli alberghi «anche se sarà opportuno capire come questa potrà essere utilizzata dagli albergatori».
«Ci auguriamo che al decreto odierno si affianchino presto altre misure strutturali e di sistema e che durante l'iter del provvedimento siano reperite maggiori risorse», afferma Federalberghi-Confcommercio, la più rappresentativa organizzazione degli albegatori.
Il presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè, è invece preoccupato per il commissariamento e la riorganizzazione dell'Enit: «il percorso già intrapreso di trasformazione dell' Enit, peraltro con il coinvolgimento delle rappresentanze di categoria del settore, deve essere accelerato alla vigilia di Expo», sottolinea. «Dal Consiglio dei ministri arriva un segnale di speranza per le sorti del turismo italiano: ora serve rapidità d'esecuzione», aggiunge il presidente di Assoturismo-Confesercenti, Claudio Albonetti. E per Armando Cirillo del Pd, «l'Italia è una svolta culturale importante perché il tema del turismo torna nel dibattito politico dopo anni di sostanziale assenza».

Biodegrabile ha detto...

Ho sempre pensato e continuo a pensare che chi ha una responsabilità politica debba accettare attacchi e accuse della libera stampa, anche quando li si sentono come ingiusti. Con questo spirito accetto le critiche alla mia frase sui campi da golf del Prof. Montanari, e avrò presto l’occasione di rispondere. Ma nella stessa pagina trovo un pezzo a firma Davide Vecchi di tutt’altro genere, a cui non posso non reagire perché basato su fatti inesistenti e costruiti ad arte solo allo scopo di gettare discredito su di me. Il Consiglio dei ministri non si è occupato di Enit, quindi non ho nominato né nominerò Stefano Ceci suo commissario o altro. Ceci, per il suo curriculum d’eccellenza, mi fa semplicemente da consigliere in materia di turismo e stamattina quando gli ho chiesto di questa storia della sua partecipazione in un campo da golf siciliano mi ha spiegato che uno dei 1000 clienti di un suo servizio online (per ben 100 euro più Iva all’anno) è questa piccola società siciliana. Ma per il suo giornale questo è sufficiente per gettare ombre di conflitti di interesse per me insopportabili. Eppure sarebbe bastata una verifica, semplice ma evidentemente troppo faticosa.
* Ministro della Cultura

Stefano Armando Ceci non sarà nominato commissario straordinario dell’Enit, ci annuncia il ministro Franceschini. Le verifiche, fatte con lo stesso Ceci, già consulente del ministero del Turismo, prospettavano invece il suo prossimo incarico.

Luciano Ardoino ha detto...

@Bio
Oh perbacco.

La soluzione s'allontana sempre di più.

:)

Biodegradabile ha detto...

Ma come, Franceschini scrive che il CDM non s'è occupato di Enit.
E l'art. 16 chi l'ha scritto?

La donna delle pulizie?