mercoledì 1 dicembre 2010

John Grisham meglio del ministero del Turismo

Beh, per trovare qualcuno che sia meglio del ministero del turismo non è certo il caso di andare a “disturbare” il grande John Grisham; basta meno, molto ma molto di meno.
Comunque questa mattina, per caso e leggendo il Corriere sul web, mi sono “incontrato” con questo fondo di Maurizio Luongo e che mi è apparso molto utile al mio scopo.

Caro Beppe,
tempo fa ero in aeroporto in attesa di un volo per Adelaide così ho pensato di prendere un libro per passare le 18 ore sull'aereo. Presi Il professionista di Grisham. Essendo in gruppo non lo lessi. Ora a distanza di diversi mesi l'ho letto.
Non ho idea di quante copie siano state vendute nel mondo, ma conoscendo la popolarità dell'autore immagino siano tante. Il libro narra di un quaterback senza squadra nella Nfl costretto a emigrare in Italia per giocare a football americano. Da qui parte uno straordinario spot turistico per il nostro Paese che mi sono chiesto se fosse finanziato dal ministero del Turismo. Comunque sta di fatto che Grisham ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Parma e dovrebbe ricevere almeno un grazie per la bella immagine che trasmette nel mondo della nostra cultura, gastronomia, arte, modo di vivere e altro ancora.
Con rapidi accenni riesce anche a indicare i nostri difetti come la nostra allergia per le tasse. Fa riferimento alla legge che consente agli imprenditori di pagare meno tasse per il semplice fatto di possedere una squadra di sport dilettantistico, non credo di aver letto spesso questa notizia da altre parti. In conclusione è interessante come un autore americano e come prima di lui tanti altri (Dan Brown per rimanere nei best seller) ci facciano una pubblicità che forse non meritiamo.
Maurizio Luongo , info@ilviaggiodicapitanfracassa.it

Si, ricordo molto bene quel libro e non fu certo del miglior Grisham, ma almeno un americano che non scriveva della solita Italia, purtroppo vera, fatta di mafia-mandolini-truffe-immondizia-italioti e quant’altro.
Il libro ebbe molto successo e fu anche premiato con il “Raccontare Parma” (la città descritta nel romanzo) e come “Ambasciatore della città nel mondo”.
In totale Grisham ha venduto molto più di 60 milioni di copie (non so del libro in questione), e se non erro (e se non è già uscito), dovrebbe anche diventare un film; aumentando così la pubblicità dell’Italia.
Finanziato dal Ministero del turismo?
Ma per piacere; a Grisham venne l'idea del libro durante un suo precedente viaggio in Italia, mentre stava scrivendo Il broker (ambientato a Bologna). L'ispirazione gli arrivò quando venne a sapere che in Italia esiste un campionato di football americano.
Grisham descrive Parma ed il nostro paese con precisione, cogliendo pregi e difetti dell'italico popolo. Da non sottovalutare poi il percorso enogastronomico della provincia di Parma, che fa venire l'acquolina in bocca. E’ apprezzabile anche la conoscenza della nostra cultura, non stereotipata, anche quando parla delle scappatoie legali non ci vedo nulla di offensivo; è tutto vero.
In definitiva il romanzo narra la storia di Rick Dockery, ex promessa del football americano, è un quarterback che non ha mai saputo trovare la spinta necessaria per diventare un grande giocatore. La sua carriera sembra ormai avviata verso una dignitosa mediocrità. Una sera, però, entrato in campo sul netto vantaggio della propria squadra, Rick riesce a rovinare la partita, e la propria vita, con quella che sarà descritta da tutti i media come la peggior performance nella storia del football professionistico. Quando, dopo un incidente in campo, Rick si sveglia in un letto d'ospedale, la sua squadra lo ha già licenziato. Ma giocare a football è l'unico mestiere che Rick conosce, e per questo prega il proprio agente di trovargli, nonostante la sua ormai pessima fama, un ingaggio qualsiasi che lo aiuti a superare la crisi. Dopo una disperata ricerca, un posto sembra rendersi finalmente disponibile. È in Italia, nella squadra dei Panthers Parma. Rick non sapeva nemmeno che in Italia il football fosse praticato e non ha nemmeno la più vaga idea di dove Parma si trovi. Tuttavia parte, deciso a superare questo momento di sciagura e tornare in America non appena gli sarà possibile. Ciò che Rick però non sa è che, nonostante i mille, comici equivoci che un americano che conosce solo la propria lingua può generare nella provincia italiana, a Parma troverà molte cose che la vita negli Stati Uniti non aveva saputo offrirgli: buon cibo e tempi rilassati, ma soprattutto degli amici, un amore e la riscoperta gioia di giocare.
Questo spiega che c'è sempre una seconda possibilità di riscatto ... tranne che nel turismo nazionale.
E chissà se l’Italia (Stato o Governo) lo premierà dando maggior risalto alla bella narrativa dei luoghi nostrani?
E magari, se “ben accolto”, che non gli venga in mente di scriverne un altro sul suo genere di legal trhiller, ma tratteggiando “involontariamente” quello che è bene e bello nel nostro Paese?
Della serie "Critiche costruttive" e tira a campà.

7 commenti:

Renata ha detto...

Ciao Luciano, sono usciti i dati di chiusura della Thomas Cook.

Stando ai dati preliminari diffusi oggi, Thomas Cook ha registrato nell'esercizio 2010, concluso lo scorso 30 settembre, ricavi pari a 8,9 miliardi di sterline in calo del 4% rispetto ai 9,2 miliardi riportati nell'analogo periodo 2009. Il gruppo inglese ha chiuso l'esercizio con una perdita pari a 2,6 milioni contro i profitti per 7 milioni registrati dodici mesi prima. Il consiglio di amministrazione ha deliberato un dividendo finale a 7 pence per azione.

Ciao amico
Renata

Luciano Ardoino ha detto...

@Renata

Grazie!

:-D

Francesco Pedroni ha detto...

@Luciano

Ho letto il libro e concordo con te sul fatto che non è stato di certo il migliore di quelli scritti dal Grisham.
Ma non avevo fatto caso alla grande pubblicità fatta a Parma e zone limitrofe.
Nonchè all'Italia turistica e culinaria.
Grazie per avermelo fatto notare.
;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Francesco

:-D

vinc ha detto...

La Federagit-Confesercenti, associazione di categoria delle guide turistiche, ha proclamato lo stato di mobilitazione che partirà con un presidio davanti agli uffici del Ministero del Turismo dalla giornata del 2 dicembre. L'associazione di categoria intende affermare il proprio dissenso nei confronti del provvedimento interno al Codice del Turismo che estende su tutto il territorio nazionale l'area di competenza delle guide turistiche, precedentemente legate a un singolo territorio.
"Le guide turistiche sono lavoratori autonomi – dichiara Maria Chiara Ronchi, Presidente Federagit Confesercenti – quasi tutte hanno conseguito una laurea, parlano correntemente una o più lingue straniere e la grande maggioranza sono donne. Il lavoro è precario, stagionale, privo di copertura in caso di malattia o infortunio. I versamenti INPS sono obbligatori, ma poi la pensione è molto bassa. La guida nazionale aggraverebbe l’attuale situazione di precarietà."
"Qualsiasi estensione delle attuali abilitazioni - conclude la Presidente Federagit - deve essere successivo al superamento di un esame integrativo che accerti la conoscenza dei Beni Culturali e Paesaggistici del territorio”.

Sabaudo ha detto...

In un Paese dove i vari Premi (letterari, cinematografici, ecc...) si sprecano o, meglio, sprecano risorse e denaro pubblico (almeno in alcuni casi), mi viene da proporre una piccola modesta idea (a meno che, lodevolmente, già sia stata realizzata, ed allora sarebbe bello conoscerla...): un Premio alle opere d'ingegno letterario, cinematografico, artistico, ecc...che nel loro contesto possano essere ritenute anche - per il contesto in cui sono inserite - momenti di promozione turistica dell'Italia e/o comunque di caratteristiche turisticamente apprezzabili...
Non opere realizzate appositamente (non vogliamo artisti al servizio del premio!), ma l'analisi sull'esistente (non deve essere particolarmente difficile, sopratutto se affidato ad una commissione giudicatrice fuori da ogni schema dell'andazzo che conosciamo).
Per i costi organizzativi ed i premi suggerirei di seguire il positivo esempio adottato in altre situazioni: annulliamo una parte di quella marea di finte manifestazioni culturali al soldo dei compiacenti protettorati politici nazionali e locali, destinandone i fondi alla succitata iniziativa.
Come dire: moralizzare fa bene allo spirito ed anche al portafoglio.

vinc ha detto...

@Sabaudo

Se non c'è niente da guadagnarci, non se ne parla nemmeno.
Credo proprio che la pensino così i proprietari del turismo in Italia.

:-D