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martedì 7 agosto 2018

Come fanno a fare un buon marketing nel turismo se i dati ricevuti sono sbagliati e vengono forniti dopo dei mesi ?


Ogni anno in Italia si spendono più di una decina di milioni di euro per ottenere dei dati mai omogenei (ad esempio vedi l'immagine a lato), e quindi nemmeno veritieri sulle presenze turistiche nel Bel Paese.

Diciamo che ognuno li emette seguendo dei parametri senza nessunissima logica tra gli uni e gli altri, nonché redatti in tempi davvero esagerati (dopo mesi e mesi).
Se poi pensiamo che l'averli in tempo reale con un click sulla tastiera nonché veritieri al 100% (più la motivazione del viaggio, nazionalità e un sacco di altre cosine molto importanti) sarebbe semplice come il bere il classico bicchiere d'acqua...

Infatti basterebbe l'ausilio di un solo algoritmo (sì, proprio uno solo) che con una spesa del poco più del nulla assoluto nel confronto di quanto si spende adesso, e da "pagare" solo la prima volta... ci sarebbe da chiederci se chi ci amministra vuole davvero risolvere i problemi o se sulla faccenda ci sguazza per chissà quali motivi (forse).
Per dirla in breve... in 5 anni, cioè da quando quell'algoritmo è stato trovato ma non utilizzato, hanno speso circa 50 mln di euro (100 miliardi di lire).
Ma chi sono attualmente gli autori di questi dati così impossibili?

Gli Osservatori Turistici regionali altro non sono che lo studio dell’analisi dell'offerta, dell'andamento e dell'evoluzione della domanda dei mercati turistici e per la realizzazione di un sistema di monitoraggio sulle attività di promozione, informazione ed accoglienza turistica.
Questi spendono a testa circa 130/180 mila euro all'anno... e siccome le regioni sono 20, il totale è presto fatto.
Concretamente, gli Osservatori operano nell’area Ricerche di Mercato e Statistiche, che è il centro di competenze per l’analisi statistica e l’analisi strategica a supporto delle attività di programmazione e pianificazione del marketing turistico.
E in ancor meno parole, gli Osservatori danno le presenze turistiche effettive in aiuto a chi fa il marketing.
Oltretutto vorrei sapere come e a chi indirizzano gli specialisti i loro programmi di marketing se quei numeri sono "errati" e gli arrivano dopo dei mesi.
Vabbeh!

Esistono poi gli Osservatori denominati di destinazione, che solitamente sono quelli comunali... e dulcis in fundo, a livello nazionale, c'è l'ONT o l'ONTIT, attualmente gestito dall'Enit.
Non mancano di realizzare i “loro” dati delle presenze, degli arrivi etc., l'Istat, la Bankitalia, UnionCamere, Federalberghi, Assohotel di Confesercenti, Cisl, Uil e Cgil, la sociometrica di molte società emergenti etc., i Big Data della telefonia etc., le Ditte specializzate etc. … e mo mi fermo sennò facciamo notte.
Moltissime di queste spendono mentre altre ci guadagnano.
Però alla fine chi paga è sempre Pantalone.

E giusto per non farci mancare niente (vedi immagine sotto), ecco che nel PST (Piano Strategico del Turismo 2017-2020) di cui evito altre considerazioni se non quella del costo (1,5 milioni di euro), ecco spuntare 220.000 euro per la implementazione di un software unico per la raccolta dei dati statistici sui flussi incoming, aumentando (e non risolvendo) il set di informazioni disponibili e la tempestività dei dati... come a dire che cercheranno, forse, di inglobare tutte quelle informazioni che girano nel web per renderle note con qualche giorno d'anticipo.
Abbè!



mercoledì 14 febbraio 2018

Airbnb rimuoverà oltre 1.000 appartamenti illegali dal proprio sito... però a Barcellona (Spagna)

Credo che dalle parti di Barcellona siano sempre più avanti rispetto a noi in fatto di turismo, e probabilmente non solo in questo settore, visto come la va qui e coma la va là.
In poche parole...


… Janet Sanz, il vice sindaco di Barcellona chiama i responsabili di Airbnb nel proprio ufficio e alla fin fine del “chiacchierata” Airbnb accetta di buon grado di seguire le nuove direttive istituzionali di Barcellona (ved. qui).
Airbnb avrà 30 gg. per rimuovere gli appartamenti irregolari (1036 per la precisione) che, seppur pubblicizzati sul loro sito, non dispongono delle autorizzazioni necessarie.
Airbnb dovrà quindi incorporare un software che renderà obbligatoria l'introduzione del numero di licenza turistica.
Una cosa banalissima: inserisci un codice corrispondente alla licenza turistica/autorizzazione e STOP.
Il gioco è bello che fatto.
Che sia una cosa troppo difficile da comprendere per chi ci amministra qui?


Oltretutto, su queste pagine in tempi remoti ma remoti ben, circa 6/7 anni fa, s'era già provato a dare questo suggerimento, mentre se poi pensiamo che quel consiglio è addirittura depositato al Mibact da almeno 3/4 anni durante la mia partecipazione “cortesemente obbligata dai responsabili del ministero del turismo” al TDLAB, beh, meglio non aggiungere altro.
Infatti si potrebbe cadere in qualche considerazione non granché gradita.


… pare inoltre che non sia la sola Airbnb a pubblicizzare sul proprio sito degli appartamenti (che lo facciano anche per altri ricettivi?) illegali o irregolari, ma che ce ne siano altri.
Fatto sta che Federalberghi denuncia 100 milioni di pernottamenti di “nero” all'anno sul suolo italiano, e seppur anche lei personalmente informata dell'eventuale possibilità di sopperire all'andazzo con l'ausilio di un semplicissimo software, beh; nulla si s'è fatto e nulla si fa... forse, anche se dubito molto, si farà... forse!

Qui in Liguria, Genova etc., con Airbnb invece ci fanno gli accordi e tira a campà... e gli appartamenti irregolari, illeciti, illegali (il sommerso per intenderci e darci un taglio) continuano imperterriti a fare il loro sporco “mestiere” a danno di chi invece si comporta regolarmente?
E la concorrenza sleale funziona alla grande!

sabato 15 ottobre 2016

Turismo: chi sono i baracca e burattini ?

Ogni tanto replicano (ved. qui)... il sommerso ci annienta, ci danneggia e finirà che saremo costretti a chiudere baracca e burattini.


Ma chi sono in verità i baracca e burattini ?
Beh, lascio a chi mi legge la soluzione del caso... infatti il programma digitale che annienterebbe immediatamente la possibilità del sommerso nel ricettivo, è bello che pronto da mo.


Ma chi lo conosce ?
Di certo il MIBACT a cui è stato presentato più di due anni fa ed incluso nel programma del TDLAB che attualmente giace e si dà pace.
Lo conosce la stessa Federalberghi e così pure la presidenza di AssoHotel (Confesercenti).
Lo conoscono tutte le Regioni d'Italia (tecnici e non) a cui è stato spedito, nonché i politici... Edoardo Rixi (Lega Nord), l'attuale assessore alle attività produttive della Liguria che nella sua campagna alle scorse regionali ne fece addirittura un cavallo di battaglia, ovviamente per poi dimenticarsene o fregarsene altamente... chissà se altro.

Lo conosce l'attuale assessore del turismo ligure, Gianni Berrino (Fratelli d'Italia)... ma pare che della cosa, a lui e a suoi adepti, non possa interessare di meno... e ne è a conoscenza anche la Ilaria Cavo (Forza Italia... e così sono tutti rappresentati quelli che governano la Liguria abbastanza male, imho!), anche lei assessore in Liguria di un qualcosa che non ricordo.  
Lo conosce la Guardia di Finanza che in verità s'è davvero data da fare e sta cercando di provvedere attraverso il cartaceo, quando con la digitalizzazione ed alcuni algoritmi il tutto sarebbe pronto in un batter d'occhio, mentre così perde un sacco di tempo.
Lo conosce l'amministrazione e la direzione generale di Liguria Digitale, ex Datasiel, a cui ho destinato scioccamente molto del mio tempo e offerta l'occasione di poter realizzarlo in breve (due mesi), ma infine diffidati dal portarlo avanti autonomamente poiché probabilmente ambivano a riceverlo “a gratis”... ma si sa che in Italia le idee, se si può, le si fanno proprie per non dire di peggio.
Insomma, lo conoscono tutti, ma proprio tutti, ma a quei tutti non interessa nulla... GdF esclusa.


Beh, chi sono allora i baracca e burattini ?... a voi la scelta. 

P. S.: Dimenticavo di aggiungere che tutti quelli che l'hanno visionato non hanno mai trovato nulla di contestabile o irrealizzabile... mentre adesso il danno per il ricettivo e per l'erario... rimane.
P. P. S.: Ovviamente per non danneggiare esageratamente chi attua il sommerso poiché ritengo che senza il sommerso l'Italia vada a rotoli in quattro e quattrotto, sono anche pronte le modalità d'uso senza colpo ferire nessuno... ma campa cavallo.
E però continuano tutti a lamentarsi che esiste sfacciatamente quel belin di sommerso... ma chi può credere ancora che a loro interessi davvero ?... eh ? 

Forse perché in Italia la politica insegna che non si debba cambiare nulla per non perdere dei consensi elettorali (la cosa più ridicola che possa esistere), ed è così che non comprendono che è proprio mettendo le cose a posto che i consensi arrivano a mucchio... come in realtà succede in quelle nazioni che vanno alla grande poiché attuano i rimedi a presunto dispetto dei probabili votanti, ottenendone poi di più... ma mi sa che sia come spargere sale dentro al mare. 


martedì 6 settembre 2016

TURISMO: L’ITALIA VOLA MENTRE ENIT SEMBRA SU “SCHERZI A PARTE”

Si sta per chiudere una stagione estiva molto positiva per il turismo italiano, come non si ricordava da anni.
La conferma, al di là delle sensazioni personali messe in circolazione dalla politica e non suffragate da alcun rilievo statistico, arriva da David Scowsill, numero uno del World Travel & Tourism Council (WTTC). In un colloquio di alcuni giorni fa con la CNN, Schowsill ha spiegato infatti come Spagna, Portogallo e Italia abbiano avuto, nel confronto con l’anno scorso, incrementi di presenze turistiche tra il 20 e il 30 per cento. «La gente sta scegliendo destinazioni alternative sulla base delle percezione di sicurezza» ha spiegato Scowsill.

Sulla base delle stime elaborate dal WTTC, attacchi terroristici e instabilità politica hanno avuto l’effetto di forzare milioni di viaggiatori ad abbandonare il proprio sogno di visitare luoghi come le Piramidi in Egitto, la Torre Eiffel a Parigi, la costa tunisina e Istanbul.
L’Egitto, stando ai dati in possesso del WTTC, avrebbe addirittura dimezzato le presenze turistiche. E la Francia, prima destinazione al mondo per i turisti internazionali, avrebbe subito una vera e propria emorraggia di visitatori esteri nel corso del 2016, proprio a causa degli eventi terroristici di cui è stata teatro.
I numeri del WTTC collimano con le recenti stime di Federalberghi, secondo cui, questa estate, i turisti sarebbero cresciuti, rispetto all’anno precedente, di quasi il 10 per cento, con un conseguente aumento del giro d’affari di oltre 17 punti. «Numeri di tutto rispetto – secondo il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca – che non ci devono però indurre a crogiolarci sugli allori: al governo, che si accinge a varare il piano strategico nazionale del turismo, chiediamo di sganciare le zavorre che limitano la competitività delle nostre imprese».

E qui casca l’asino, come si suol dire.
Perchè il piano strategico voluto dal Mibact – l’ennesimo negli ultimi anni – e costato alle casse statali ben 1,5 milioni di consuleza ad Invitalia, è ancora in alto mare.
E non è detto che entro settembre sia approvato definitivamente dalla Conferenza Stato Regioni e successivamente dal Governo. Ma il nocciolo del problema sta soprattutto nel fatto che il piano è un banale elenco di intenzioni, molto poco market oriented. Evidentemente buono solo da dare in pasto a media per riempire qualche pagina di secondo piano.
In una situazione nella quale il vuoto a livello centrale viene fortunatamente colmato dalle azioni di promocommercializzazione condotte in particolare da Regioni a grande vocazione turistica e vera forza dell’accoglienza come Emilia Romagna, Alto Adige, Toscana e Puglia, Enit sembra ormai su «Scherzi a parte».

L’ente presieduto da Evelina Christillin, dopo la lunga fase di trasformazione in ente pubblico economico, avrebbe dovuto ricominciare a veicolare il brand Italia sui mercati mondiali del turismo, si è infatti reso protagonista, nelle ultime settimane, di gesta “memorabili”. Su tre delle quali vale la pena di soffermarsi.
Le prime due sono specchio della stessa medaglia: la disastrosa strategia digital di Enit, che stenta a decollare nonostante la recente assunzione a tempo indeterminato di una dirigente ad hoc, già collaboratrice del ministro Dario Franceschini e molto vicina a Stefano Ceci, consigliere tuttofare dello stesso Franceschini.
Arduo definire strategico l’utilizzo del presidente di Enit Evelina Chiristillin – ai più pressoché sconosciuta anche in Italia, nonostante la sua frequentazione dei salottini della buona borghesia italica – come icona per lanciare un itinerario turistico. Andate a guardare nei profili twitter degli enti di promozione del turismo dei nostri competitor: non solo non c’è spazio per la modestia espressa dal profilo twitter di Enit, ma in nessun post o tweet troverete un altrettanto autoreferenziale riferimento fotografico a chi presiede o compone la governance degli enti stessi.


E, ancora: è possibile, nonostante il nostro Paese sia sovente etichettato come una Banana Republic, far assurgere a prodotto tipico italiano proprio le banane?
La risposta è affermativa.
E’ ciò che è accaduto “grazie” ad un tweet del 22 agosto di Enit Nordamerica.
Che avrebbe dovuto cogliere l’occasione dell’argento centrato dalla nostra squadra di volley per celebrare l’Italia e le sue produzioni agroalimentari.
La relativa fotografia – sulla cui qualità estetica sorvoliamo per amore di Patria – immortala, come sfondo dell’immagine della Nazionale di pallavolo, un ricco banco di mercato, emblematico di quella che dovrebbe essere la nostra produzione agroalimentare. Peccato però che accanto a pomodorini, asparagi e arance rosse, ci siano anche dei caschi di banane.

Ha poi fatto il giro del web e prodotto grande ilarità tra gli addetti ai lavori il menù confezionato dall’Enit in occasione della “Serata Enogastronomica ai XXXI Giochi Olimpici” di Rio de Janeiro. Evento, questo, che avrebbe dovuto valorizzare i piatti tipici delle Regioni italiane. 
Ma, come ha fatto notare per primo l'arguto Luciano Ardoino, incredibilmente alcune di esse sono state letteralmente dimenticate.
Ma se ciò non bastasse, il menù presenta errori e “incidenti” grossolani: i peperoni diventano, alla Al Capone, pePPEeroni; i saltimbocca vengono invece brasilianizzati e si trasformano in saltimboCa; e il pesto, invece di essere accoppiato come dovrebbe con le trenette o le trofie, viene associato alla “lasagnetta”.

Non c’è che dire, insomma, sul nuovo inizio di un Ente che si accinge a spendere, per i prossimi tre anni, addirittura 84 milioni di euro.
Dentro i quali un certo peso lo assumeranno certamente i costi delle missioni all’estero, che, con l’arrivo del nuovo direttore generale Giovanni Bastianelli hanno avuto una netta impennata.


Di Alberto Crepaldi (ved. qui) su WIRED.


giovedì 25 agosto 2016

Un aiuto alle popolazioni terremotate attraverso la Tassa di Soggiorno in questa maniera

J. Charles Mendéz (un validissimo receptionist alberghiero) mi manda questo (ved. Qui) e a pensarci bene, beh; mica male, neh!
Ma prima due conti... anche per vedere di aiutare tangibilmente e davvero quella gente che oltre alle persone che non hanno più, ha perso praticamente tutto.

La Tassa di Soggiorno è stata introdotta con l’approvazione da parte del Governo italiano della legge sul federalismo fiscale municipale il  3 marzo 2011 come previsto dall’art. 4 del Decreto Legislativo n. 23 del 14 marzo 2011 che ha disposto per i Comuni Turistici la possibilità di applicare una tassa ai turisti che soggiornano nelle strutture alberghiere, hotel, bed e breakfast, campeggi delle città d’arte e nei Comuni d’Italia ad alta affluenza turistica che va da 1 euro fino a 5 euro al giorno per persona... Roma a parte.

Il gettito raccolto dall’imposta di soggiorno e dall’imposta di sbarco nel 2014 è stato di circa 337,3 milioni di euro con un aumento del 36,0 % rispetto all’anno precedente (247 milioni di euro, determinato per un po’ meno dei due terzi da un aumento delle tariffe e per il resto da nuovi comuni che l’anno applicata). Per il 2015, Federalberghi aveva previsto un valore del gettito raccolto intorno ai 428 milioni di euro (+27%)... non andando tanto distante dalla realtà.

Ogni Comune fa quello che vuole e il caos regna sovrano... ma di questo, qui s'è già scritto molto e non credo sia il caso di continuare... e passiamo oltre.

E potrebbero deliberare l’applicazione dell’imposta di soggiorno che poi andrò a suggerire a 4.147 località, ovvero più della metà (51,5%) del totale degli 8.047 comuni italiani.

Se nel 2014 erano 628 i comuni che applicavano l’imposta, nel 2015 questo numero è salito a 712, a cui vanno aggiunte le 23 località in cui è prevista la tassa di sbarco (735). Un aumento di oltre il 13% rispetto all’anno precedente, quindi.
Nel novembre 2015 sono diventati 940 con l’aggiunta di 217 comuni del Trentino, dei quali 205 dispongono di almeno un esercizio ricettivo.

Si tratta quindi dell’11.7% dei comuni del Bel Paese, ma con il 56.3% dei posti letto complessivi, mentre il prelievo medio è di 1,63 euro a pernottamento per turista. 

Prima proposta
Aumentare di 1 euro la tassa di soggiorno, e considerato che il prelievo medio è di 1,63 euro a pernottamento per turista con un incasso di circa 450 mln di euro all'anno, ecco che verrebbero destinati alle zone terremotate, su per giù, 300 e oltre milioni di euro... che non sono di certo poco e quel qualcosa lo fanno davvero.
Però questo andrebbe fatto con una data ben precisa di fine “rapporto”, anche per non incappare di nuovo... in poche parole com'è già successo per le accise della benzina dove il popolo italiano (e non solo) è ancora obbligato a pagare la guerra d'Abissinia... così, giusto per fare un esempio, neh!
P.S.: Non credo nemmeno che molti potrebbero lamentarsi, sia i turisti nazionali che quelli stranieri, e nemmeno le innumerevoli associazioni.
D'altronde quella è una zona prettamente turistica e un veloce ripristino potrebbe di certo rimettere le cose a posto, e così ripristinare anche il ricavo per l'erario, altrimenti non entra più una cippa di niente.

Seconda proposta
Destinare una percentuale della Tassa di soggiorno, ipoteticamente il 10%, per le zone terremotate... in questa maniera il ricavo sarebbe certamente minore (45 mln di euro circa all'anno) con l'aggiunta però che i Comuni potrebbero fare la faccia strana e... infatti a parole siam tutti “sociali” e “generosi” ma poi, alla fin fine dei conti, con i fatti, nemmeno poi così tanto.
Poi se qualcuno ha un'idea migliore, beh; che si faccia avanti.


mercoledì 13 luglio 2016

Silenzio !

Quando Gianni Berrino (assessore del turismo regionale ligure) e Carlo Fidanza (commissario dell'agenzia di marketing turistico e futuro DG) parlano...
Turismo: in provincia di Imperia + 4,6% di presenze nel periodo gennaio - aprile tra il 2015 e 2016...

quando invece NON parlano...
Grande preoccupazione in Riviera dopo la rilevazione dei dati turistici (Osservatorio Regionale Ligure) relativi ai mesi di maggio e giugno che disegnano un quadro fortemente negativo: meno 35 % a maggio e – 13 a giugno.

E vai a capire il perché, 'sta volta non dicano niente, eh!

Igor Varnero, neo presidente di Federalberghi della provincia di Imperia: “ Le percentuali sono pesanti, occorre verificare i numeri, analizzare nel dettaglio la situazione per valutare il quadro complessivo e soprattutto individuare le problematiche per cercare di arrestare il trend in discesa. Da qui l’esigenza di un esame approfondito del momento attuale, fenomeno decisamente in controtendenza rispetto ai dati degli ultimi mesi. I problemi di fondo del turismo, dell’accoglienza e in particolare dell’abusivismo, della promozione sono i temi sui quali Federalberghi intende intervenire con proposte e programmi concreti. Ora però i dati sulle presenze in calo di oltre il 30 per cento rappresentano l’elemento su cui riflettere, analizzare le diverse situazioni per individuare e mettere in campo le contromisure...”.


Vediamo quindi i problemi di fondo...
… in merito alla promozione direi solo di non aver mai visto o letto, in 47 anni che bazzico questo settore, nessuna programmazione più RI-DI-CO-LA di quella che stanno portando avanti... ma d'altronde non si poteva sperare di meglio con la squadra direttiva che quell'assessorato ha (ved. Qui).


… in merito all'abusivismo esiste da mo un programma digitale depositato in Regione e inserito nel programma triennale della digitalizzazione che eliminerebbe in un batter d'occhio tutto il sommerso attraverso degli algoritmi concatenati (Big Data), ma pare che sia stato “dimenticato”.
Anche perché, vista l'importanza di questo e, non da meno perché permetterebbe oltretutto di annullare la possibilità di attentati terroristici e delinquenziali, non sembra ci sia altra logica da valutare.


Non da meno si otterrebbe, per mezzo di un altro programma inserito nel pacchetto che la Regione ha approvato ma vabbeh... l'incremento qualitativo dell'accoglienza ligure con la classificazione per millesimi... ma cosa lo dico a fare!
Quindi i tre problemi evidenziati da Igor Varnero verrebbero presto risolti.
Ma quando c'è da elencare i dati passivi e da far funzionare gli ingranaggi del turismo, beh; loro tacciono.


P. S.: A parte che quel – 35% di Igor Varnero non riesco a trovarlo nel mese di maggio 2016 nella tabella regionale (ved. Qui) ma c'è un – 12,25% ad Imperia, resterebbe da comprendere il come possano essere dei dati in tempo reale (giorno per giorno), poiché la tabella è datata 4 luglio e manca completamente il mese di giungo... mentre oggi è il 13 luglio.
Alla faccia dei dati in tempo reale, eh!

mercoledì 18 maggio 2016

7° Non rubare

E alla fin fine a Venezia ci sono arrivati e attraverso un programma digitale hanno scoperto decine di B&B abusivi (ved. qui).
Ci sono arrivati per primi?
No, non pare per niente...


… nel 2011 (ved. qui), a seguito delle giuste lamentele delle associazioni alberghiere, pubblicai l'immagine a fianco mentre nel 2014 presentai un programma digitale per annullare il sommerso al TDLAB che fu approvato e messo in qualche cassetto del MIBACT... e lì giace.


Scrissi anche a tutte le Regioni d'Italia descrivendo sommariamente quel programma digitale affinché gli potessero dare gambe.
E' stato quindi presentato ad alti ufficiali della GDF e perfino a Roma nella sede della Confesercenti (Assohotel) al suo presidente davanti a molti capi regionali ma... a tutt'oggi c'è solo una Regione che si sta interessando alla cosa... ma non posso aggiungere altro.




Naturalmente il tutto, prima di presentarlo alle Regioni e quindi cambiarlo per quelle eventualità, era organizzato a livello nazionale, anche per dare un senso al sito dell'Enit e italia.it per altri validi e importantissimi motivi che non sto qui a dire ma che risolverebbero ben altri grossi problemi (ved. OLTA etc.), infatti lo ideai così (ved. Pag 11 di 38) e pubblicato il 9 novembre 2014, e dove lo stesso Francesco Tapinassi, attualmente dirigente al MIBACT, ha scaricato il programma dalla pagina web, così pure da parte di responsabili di Federalberghi etc. (nominativi che si evincono dai downloads posti sotto le slides).




Che dire?
Beh, quel programma digitale di Venezia non è assolutamente mal fatto ma si può fare di meglio anche perché... ma cosa lo dico a fare?



Viva l'Italia!... che ancor oggi non tutela le idee della gente...

domenica 3 aprile 2016

Verso una classificazione alberghiera europea... pazzescamente inutile (imho) se fatta così

Alla fin fine hanno deciso e ci sarà una classificazione unica europea (ved. immagine a lato).

Il come possa esistere una classificazione alberghiera omogenea per tutta l'Europa, già di per se stessa, è una cavolata pazzesca.

Primo perché se due alberghi di due differenti Paesi hanno costi esageratamente disuguali (Iva, stipendi del personale, tasse, balzelli vari, differente burocrazia e una marea esagerata di altre considerazioni che evito di elencare per non fare notte e anche perché di dare a 'sta gente dei suggerimenti è completamente del tempo perso) è praticamente impossibile realizzarla, e poi perché ormai le stelle, se non sono abbinate alle recensioni (la gente ormai guarda quelle e l'abbina al prezzo), non serve a nulla.

Taleb Rifai, il segretario generale dell'organizzazione mondiale del turismo, in merito alla questione di unire le stelle alle recensioni (ved. qui), ci ha provato con tutte le forze, ma pare che solo l'Australia si sia adeguata intelligentemente... anche se si può far di molto meglio.
In verità ci hanno provato anche la Svezia e la Svizzera, ma il risultato (imho) è stato catastrofico.
La soluzione c'è ma credo sia inutile ricordarla ancora... quelli sono tutti professoroni e non hanno di certo bisogno dei consigli di chi conosce almeno un centinaio di classificazioni alberghiere internazionali.
No, loro sanno già tutto ed è probabile che ne conoscano molte di più... eccome no.

Comunque sia, quando partì l'allegra banda (Hotrec, Federalberghi, l'Hotelstar Union di cui Federalberghi è socia etc.) che volle unire le classificazioni alberghiere europee, ecco che decisero di inserire nel web queste domande di seguito per arrivare allo scopo:


Beh, ora decidete voi a che cavolo possono servire delle domande così banali e senza senso per definire una qualità omogenea e... suvvia, ma cos'è 'sta cosa qua?

Pazzesco, pazzesco davvero!... e la chiamano “QUALITA'”... ?



domenica 13 marzo 2016

Turismo Liguria: Telegramma

8 luglio 2015: Gianni Berrino nominato assessore del turismo regionale ligure. Stop

29 luglio 2015: Federalberghi chiede riforma uffici turistici e modifica leggi classificazione alberghiera. Stop

30 luglio 2015: Uffici informazioni allo sbando. Stop

Circa 9 mesi di bla bla bla e morta là. Stop

13 marzo 2016: Nuove Leggi sulla classificazione alberghiera non pervenute. Stop

13 marzo 2016: Riforma uffici informazioni turistiche non pervenuta e uffici sempre allo sbando. Stop

Carla Sibilla, assessore turismo Genova, dice che nel turismo in Regione (dopo nove mesi dall'insediamento della nuova Giunta) manca ancora una regia (cosa che stracondivido alla massima potenza). Stop
Certo che in quell'assessorato si danno proprio da fare. 
Fine!






lunedì 20 aprile 2015

La soluzione all'abusivismo nel ricettivo (sommerso) tra il dire e il fare.

Federalberghi è da mo che lo dice e che cerca di farne fronte, ma credo che le misure finora adottate non siano granché produttive per togliersi dall'impiccio dell'immenso sommerso (abusivismo) che circola nel ricettivo nazionale.

Circa 40 mila realtà distribuite nello Stivale e 100 milioni di pernottamenti, che oltre a produrre della concorrenza sleale da far paura (neanche non bastassero tutti gli inghippi... tasse, balzelli, intermediazione etc. a cui obbligatoriamente è soggetto il ricettivo onesto), non figurano da nessuna parte.
Ma lo vogliono davvero oppure lo scopo è quello di rendere la pillola meno amara con qualche intervento a cappella per far ingoiare il palliativo?

La soluzione c'è (da circa due anni e senza ombra di dubbio) e allora che cosa si aspetta a darle gambe per toglierci definitivamente questo problema?
Oppure si preferisce che, chi si comporta secondo le regole, debba chiudere al più presto (andare avanti così proprio non si può) per lasciar posto alle multinazionali (imho)?...

… considerato che è da tempo che si ascolta che il ricettivo italiano è troppo a gestione famigliare (piccolo), mentre qualcuno auspica che l'innesto delle catene alberghiere porti del vantaggio... e forse anche ai sindacati la cosa non dispiacerebbe, visto che altrimenti quel settore non lo riescono ad amministrare completamente?

A pensar male si fa peccato ma... 







mercoledì 21 gennaio 2015

L'Enit per Confindustria, Confesercenti e Federalberghi

Della faccenda dell'Enit credo (spero) ne sappiano tutti: un bailamme inenarrabile sotto tutti gli aspetti.

Ritardi pazzeschi, decisioni bloccate, Matteo Renzi da una parte e Dario Franceschini dall'altra.
I rispettivi consiglieri che dovrebbero essere quelli che ne sanno di più ma che invero... vagano o brancolano nell'assoluto “e che ne sò”, mentre tra meno di 100 giorni parte l'Expo 2015.

E per capirne di più, un misero mortale che cosa fa?
Beh, s'affida ai presidenti delle associazioni del turismo (le tre più grosse), anche per cercare di capirne di più, e magari per trovare conforto nelle proprie personali idee sul cosa sia meglio fare (oltre a darci una botta) per questa Italia che nel settore va sempre più in giù.

Merda però se ne trovi uno che vada accordo con l'altro... ma quanti modi ci sono di vedere il turismo, eh?
E come si può pensare di poter andare avanti e progredire se ognuno... vabbeh; ecco di seguito le rispettive opinioni sull'Enit da parte di:

"Purtroppo - spiega Bocca - si sono avverati tutti i timori che avevamo denunciato ai tempi della riforma dell'Agenzia: sono state smembrate le delegazioni estere, siamo ancora in attesa dell'approvazione dello Statuto, siamo in attesa della nomina della governance in una situazione dove solo il turismo estero è in grado di salvare la stagione 2015: insomma ci troviamo ad andare in battaglia senza le munizioni nei fucili. Stiamo facendo un regalo ai nostri concorrenti". Per quanto riguarda le indiscrezioni sull'Ice, Bocca non ha dubbi: "E' la soluzione ideale che era già nei programmi di Federalberghi: creare un'unica agenzia per la promozione delle eccellenze del nostri Paese, dal turismo alla moda, dall'auto all'enogastronomia. Andare in ordine sparso ci fa perdere peso".

Sulla necessità di superare velocemente la fase di stallo gli fa eco Renzo Iorio, presidente di Federturismo-Confidustria: "Aspettare non giova a nessuno, né come destinazione Paese né tantomeno alle risorse dell'Enit. A meno che dietro questo stallo non ci sia un disegno o progetto più ampio che miri a riportare il turismo nel posto che gli compete e cioè al centro dell'economia e del pil del Paese. Quindi ben venga se c'è dietro un processo maturo e intelligente per lavorare in modo più attuale sia sul turismo che sul made in Italy. Noi siamo stati critici sul modo di lavorare della vecchia Enit, troppo legata alle fiere e poco al racconto del Paese e poco aggressiva sul Web. Per questo pensavamo che il piano Radaelli andasse nella giusta direzione e ne aspettavamo la realizzazione".

"L'Enit riveste il suo fondamentale ruolo per il turismo italiano da ben 90 anni - aggiunge Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti - ma in questo momento mi sembra più che si pensi a una sua smobilitazione che a una ristrutturazione. Ci accorgeremo della sua mancanza forse quando non ci sarà più. Il valore più grande dell'Enit sono proprio le sedi estere e le persone che fino a questo momento le hanno gestite. Noi siamo ferocemente contrari alla fusione con l'Ice perché commercio e turismo sono prodotti troppo diversi. Un conto è "esportare merci" e un conto è "importare emozioni". Che senso ha unire le due cose? Noi da parte nostra diamo la disponibilità a partecipare all'Enit a costo zero pur di mantenere la rappresentatività della piccola impresa e anche degli stagionali, che sono quelli che soffrono di più nell'ambito del settore".









venerdì 28 novembre 2014

100 milioni di pernottamenti non dichiarati ogni anno


100 milioni di pernottamenti abusivi in un anno.
E' questa la stima che Federalberghi fa in merito al ricettivo italiano.
E questi numeri, purtroppo, s'avvicinano molto alla realtà.


Bernabò Bocca, il presidente di Federalberghi, richiama così l'attenzione sulla miriade di esercizi ricettivi e della ristorazione, abusivi e semi-abusivi, che continua a inquinare il mercato con un'offerta parallela, sfuggendo a qualunque regola, a partire da quelle basilari in materia di fisco, previdenza, lavoro, igiene e sicurezza.
In Italia, gli esercizi ricettivi regolari ospitano ogni anno circa 103 milioni di turisti, tra italiani e stranieri, per 360 milioni di pernottamenti, e danno lavoro a più di 230mila lavoratori.
“Non esistono cifre ufficiali che censiscano i flussi in strutture abusive e semiabusive, dice Bocca, ma possiamo stimare che il fenomeno valga almeno 100 milioni (CENTO MILIONI) di pernottamenti all'anno e bruci la possibilità di creare 70 mila nuovi posti di lavoro per i nostri giovani. Per questo motivo, insieme ai sindacati dei lavoratori, Federalberghi ha ufficialmente richiesto che tali attività siano soggette ad un efficace sistema di controlli”.

No, non servono controlli e nemmeno serve un esercito di ispettori.
Niente di niente di tutto questo.
Ma un piccolo algoritmo e pure semplice semplice.
E in pochi attimi ... (ved. sotto la slide 11, ma per comprendere il come si fa, beh; si devono guardare anche tutte le altre) … e zac, sparito tutto il sommerso.

Ma nelle “fiere” del turismo “bla bla bla” (forse quelle dell'Est dove sono i topolini che pagano per farsi comprare, ma non per due soldi?) … si parla d'altro e di problematiche mai evase del secolo scorso … e la gente onesta fallisce, chiude, crea disoccupazione e pure dell'altro che è meglio non dire.

Complimentoni davvero … tanto le “fiere” però ci guadagnano.
Dio mio che PE-NA.
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