lunedì 27 settembre 2010

Sull'iPhone, l'Italia è pizza, mafia e scooter

E fu così che da Santi, Poeti e Grandi navigatori, pian pianino gli stranieri per identificarci sono arrivati al goliardico “Pizza, spaghetti e mandolino”; fors’anche per “farsi quattro risate” pensando d’essere simpatici.
E a me giravano, anche se a dire il vero erano dolenti verità.
E poi che male c’è?
Però, anche quando sentivo di peggio, non mi sono mai sognato di rispondere per le rime, non amavo/amo offendere il Paese che mi ospitava/ospita per lavoro, e facendo buon viso a cattiva sorte, le tentavo tutte per poter cambiare la loro opinione, cercando di spiegare loro che l’Italia è ben altro che quelle sole cose là.
Ma qualche nostro compatriota residente all'estero fa l'opposto e così diventa sempre più dura.
Comunque il tempo è galantuomo e se ti comporti come tale è facile che alla fin fine puoi raggiungere lo scopo senza grandi discorsi o balle varie.
E così è sempre andata.
Oggi però leggo che su di un'applicazione per iPhone, iPod e iPad della Apple chiamata ''What Country'', per viaggiare stando comodamente seduti in poltrona, l'Italia è identificata con “pizza, mafia e scooter”, mentre ogni Paese e' identificato con foto e situazioni caratteristiche. La Spagna e' rappresentata dalla gente calorosa e dalla paella; la Francia dalle piazze romantiche e dal vino; la Svizzera dalle banche e dalla cioccolata; gli Usa dal sogno americano e dall'hamburger.
E mi rigirano.
Sicuramente la mafia non è una prerogativa “culturale” esclusiva del nostro paese, vista la forza globale di altre mafie altrettanto attive, come quella russa, la cinese, la giapponese e le diverse organizzazioni criminali che fanno affari in Sudamerica e in Asia.
Ma certo viene da chiedersi allora: perché continuano nel mondo a dipingerci in questo modo?
In trenta e passa anni trascorsi un po’ per tutto il mondo, la parola “mafia” è da mo’ che la sento, e che viene diffusa per catalogarci, mentre parlare male dell’Italia andava e va piuttosto di moda. Forse come vuole un vecchio adagio popolar che fa: “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.
E’ indubbio che il nostro Paese sia la nazione più conosciuta al mondo; la stessa “strana” conformazione geografica (lo stivale); la città eterna, Venezia, Firenze e via tutte le altre dell’intera nazione; il meraviglioso clima; l’arte, il mare, le montagne e vai con tutto il resto di ineguagliabile al mondo.
Un mio caro amico scalatore, di ritorno dall’ennesimo viaggio sull’Himalaya, un giorno mi disse d’aver chiesto più volte a dei nativi portatori nepalesi e ad altri di diverse nazionalità, quale fosse il Paese di cui hanno sentito parlare di più.
Ebbene, è inutile darvi le risposte, l’avete di sicuro capito.
Io stesso, anche se non ho mai fatto quella domanda, posso sicuramente affermare che il nostro Paese è il più conosciuto e nonostante a volte sia catalogato con quella parolina e ben altre, è il più apprezzato del mondo.
E' come una gran bella donna.
Infatti sovente le donne, intendo quelle molto belle, sono criticate, e questo è principalmente dovuto alle varie gelosie; gli abitanti della terra sono fatti così.
Però spesso e sovente ho ricevuto dei sorrisi di compiacimento non appena dichiaravo la mia nazionalità e non di certo per potersi accattivare le mie simpatie.
E’ anche probabile che molti all’estero non conoscano il vero valore della parola “mafia”, e che ai più suoni come quasi uno “scherzo” senza alcun grande problema.
Noi purtroppo sappiamo che così non è, e ammettere la verità a volte è un grosso handicap; pertanto ce la prendiamo a male e c’arrabbiamo.
Bene, anzi male.
Però tempo fa la Brambilla, la nostra ministra del turismo, ha costituito una “task force” per annullare l'imperversare dell'avversa stampa straniera all'indirizzo del Presidente del Consiglio e quindi proteggere il made in Italy.
Ora sperando che non sia andata già dispersa, la task force, e che il made in Italy sia considerato maggiore delle eventuali offese a danno del Presidente del Consiglio; chissà se interverrà.
A meno che l’iPhone non venga considerata come “stampa straniera”; con questi non si sa mai.

P.S.: Un consiglio alla Task Forse, se esiste o se ancora c’è: “Non pigliatela a male, ma soprattutto non “sparate” sentenze anche voi, sennò confermiamo d’essere mafiosi, no?”

2 commenti:

vinc ha detto...

Chi sono i componenti della task force brambillesca?

Per quanto riguarda il fatto che ci dicono -mafiosi-, la vecchia canzone della Caterina Caselli (la verità mi fa male lo so)...... spiega bene il perchè.
:-D

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

I nomi della task force?
Ecchilosà?

;-)