giovedì 21 giugno 2012

Quattro salti in padella, dalla Michela Brambilla al Piero Gnudi, con sotto la brace


La storia della direttiva Bolkestein è di una complicazione senza precedenti e probabilmente siamo arrivati a questi punti che non ci si capisce più un tubo per il motivo che già dalla sua discesa in campo, chi di dovere se n’è sbattuto le uova senza neanche riuscire a fare uno zabaione decente.
Però sono riusciti nell’intento di farle girare per bene a tanti … le uova.

Bolkestein l’ha fatta e noi praticamente ce ne siamo al momento disinteressati.

Poi quando i tempi si sono ristretti, alè, tutti a correre di qui e di là per cercare di metterci una pezza.
La Brambilla che probabilmente le decisioni le prendeva sulla lunghezza dei tacchi (esagerati) delle sue scarpette, era arrivata pure a dire che le concessioni sarebbero durate 90 anni per poi ridurle a 20 e poi … vabbè, speriamo che la “rossa” abbia fatto il suo tempo e quella breve (ma ahinoi anche troppo lunga) apparizione nella politica italiana si fermi qui.

Mentre la “pezza” per tappare il buco non si trovava e manco ora c’è, e così pure chi la doveva cucire, ci furono dei vari pellegrinaggi in quel di Roma da Gnudi, e qui ce n’è un esempio anche abbastanza simil “animalesco”.

Nel mentre la situazione si fa sempre più grave, i tempi si ristringono a vista d’occhio e Piero Gnudi dice (?) che c’avrebbe pensato … ma non si capisce quando avrebbe iniziato e soprattutto se avrebbe finito.
Di entrambe le opzioni (inizio e fine) non si hanno dei dati certi, e credo che mai si potranno avere, ameno che non intervengano dei fattori “divini”.
In poche parole, se il buon Dio o la sua Mamma non ci mettono del loro per darci una mano, altrimenti amen e così sia.
L’ultima gita che s’è svolta a Bruxelles è finita non con una porta, ma con un portone in faccia.
E questo lo dice chi c’è andato (Angelo Vaccarezza, il pres. della Provincia di Savona che era accompagnato da altri).

Poi arriva la notizia di un parlamentare europeo, tale Claudio Morganti (Lega Nord), il quale dichiara che sulla questione delle concessioni balneari le parole del governo si sono rivelate ''una presa in giro'' ... lui dice.


(A "questo" ho provato a mandargli una mail per averne la conferma ma "colui" non s'è neanche degnato di dare una semplicissima risposta ... ).

Infatti i ministri per gli Affari europei, Enzo Moavero, e per il Turismo, Piero Gnudi (toh, guarda chi c’è), non hanno mai incontrato la Commissione europea per valutare una deroga alla direttiva servizi, come invece avevano promesso ad aprile 2012.
Anzi dal recentissimo incontro con i funzionari della commissione per il Mercato interno e i Servizi, Daniel Kramer e Martin Frohn, si è appurato che in realtà il Governo italiano non ha mai incontrato la commissione per sottoporgli questo problema della direttiva Bolkestein.

E mentre qualche mese fa il Gnudi rilasciava delle interviste sulla improrogabilità della medesima direttiva con “La deroga alla direttiva Bolkestein non si può richiedere”, subito dopo però i due funzionari della commissione Mercato interno di Bruxelles pare abbiano aperto le porte ad un'altra eventuale proroga, dal 2016 al 2020.

Capito l’utilità del Piero Gnudi?

Contemporaneamente, però, nel corso di un'audizione in commissione Industria a Palazzo Madama, il ministro del Turismo, Piero Gnudi ha annunciato che il decreto sulla questione delle concessioni demaniali è pronto.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Piero Gnudi è molto deciso nelle decisioni e soprattutto coerente.

;-)

sergio cusumano ha detto...

E noi cuociamo lentamente lentamente

Francesco Pedroni ha detto...

C'è da fidarsi!

;-)